CALCIO
Adesso
non serve
recriminare
Recriminare
non serve! Estata una bella avventura, seppur dal finale amaro.
La semifinale dei play off dura 180 minuti, la metà dei quali da
disputare in campo avverso.
Se proprio cè da recriminare, al di là del trattamento
"calabrese", cè da "piangere" magari
sulla sconfitta di Lanciano, su quella di Acireale e qualche altro punto
perso nelle ultime gare al S.Colomba.
Quel che ha "condannato" il Benevento è stata la posizione
in classifica alla fine della regular season: ultima tra lelite!
Una posizione che probabilmente la potrà tenere fuori anche da
eventuali ripescaggi "per il calcioscomesse". Ripescaggi sui
quali credo poco, in quanto la Lega pare intenzionata a penalizzare nel
prossimo campionato le società "colpevoli". Determinazioni
che non mi trovano consenziente poiché se illecito cè
stato ha inficiato la regolarità di questo campionato, non di quello
da farsi!
Ma è importante sottolineare che il futuro sembra comunque certo.
La delusione "cocente" delleliminazione dalla finale dei
play off, soprattutto per il modo, sembra aver ringalluzzito il già
baldanzoso presidente Spatola. Dovrà solo caricare le pile (lui
che di elettricità se ne intende), magari trovare qualche "ottimo
partner" deciso ad affiancarlo in unavventura che potrebbe
essere certamente più "ambiziosa" per il prossimo campionato.
Spatola è un Presidente che mantiene le promesse e quindi affidabile.
Cè solo da mettere su un programma tecnico. Pochi gli accorgimenti
e gli aggiustamenti da apportare alla intelaiatura della squadra di questanno.
Benedetti, credo abbia già in mente un quadro complessivo, e quindi
potrebbe essere il tutto fattibile e certamente percorribile.
Qualche ritocco, qualche innesto di gioventù, magari anche di marca
beneventana, qualche "ritorno" eccellente e qualche "vendita"
al miglior offerente potrebbe equilibrare il bilancio della Società.
A questo punto bisognerebbe solo tirare le somme. Magari fare la pagella
dei calciatori impiegati questanno dallo Sporting. Ma sarebbe troppo
lungo, finirebbe come una lista della lavandaia (senza offendere un "mestiere"
oramai desueto), non mi ergo a professore nel dare voti a destra e a manca.
Ma ho un groppo in gola ed in chiusura me lo debbo togliere: Di Nardo!
Benedetto ragazzo, hai "sofferto" calci, spintoni, sputi e cazzotti
per 35 gare e 70 minuti: che aspettavi un altro quarto dora che
ti costava: qualche altro calcio, qualche altro spintone: ma forse saresti
stato un eroe!
La lezione vorrei lavessi imparata su quel campo dove le streghe
non hanno ballato!.
Pregi
giuseppe.presta3@tin.it
DENTRO
E FUORI IL S.COLOMBA
A cura di Massimiliano
Micco
La
beffa di Crotone: bisognava
denunciare quel figlio di P
antana
La bella favola
si è conclusa nel poco ospitale e violento stadio Scida di Crotone.
Diciamolo subito è stata una farsa, una sconfitta ( del Benevento)
studiata a tavolino e voluta nelle alte sfere della Lega Calcio daccordo
con gli arbitri, certamente soggiogati dal
fascino Juventino o dallo
strapotere di quallantipatico di Moggi.
A noi personalmente Moggi sta proprio sulle
palle calcistiche.
Con quella sua aria sorniona, beffarda e subdola non ci è proprio
simpatico.
Dicevamo che la bella favola del Benevento, lanciato per la promozione
in serie B è finita non per colpe o demeriti dei calciatori o di
Spatola, il quale, poveretto, ha fatto tutto da solo e non poteva certamente
prevedere che avesse avuto contro anche le alte sfere del mondo pallonaro.
La gara lha condotta a suo piacimento larbitro, un figlio
di P
antana.
Si vedeva dallinizio del secondo tempo che tremava come una foglia.
Infatti nel primo tempo i sanniti non gli avevano dato lopportunità
di incidere più di tanto sul risultato anche perché il Benevento
giocava bene ed a viso aperto.
Allora larbitro visto che il tempo stringeva- ha preso decisamente
in mano la gara, ha cominciato ad estrarre cartellini gialli e rossi,
ha inventato un rigore, ne ha negato uno sacrosanto al Benevento evitandogli
così di pareggiare. Ha espulso due nostri giocatori, alla fine
se ne è scappato soddisfatto e sereno di aver compiuto il suo dovere,
quello cioè di aver fatto le scarpe al Benevento.
Andava denunciato allAutorità Giudiziaria per truffa contro
una collettività quel figlio di Pantana, così come andava
denunciato Macalli, il quale ha avuto la sfrontatezza di dire che il rigore
per il Crotone cera, mentre quello per il Benevento non cera.
Beato lui!
Le cose sono due: o non ha visto la partita in TV o ha dovuto suo malgrado
difendere la disonestà dellarbitro Pantana, visto e considerato
che il risultato era stato già bello e deciso nelle alte sfere.
Detto questo, ci è doveroso comunque dire grazie a Spatola, ai
giocatori ed allallenatore.
Si faccia in modo, comunque, che la bella favola continui e che il calcio
non muoia a Benevento per le scelleratezze altrui. S.P.Q.B. andrebbe letto
in questo modo: Sono Porci Questi Bastardi
E-mail: sport@Beneventogiornale.com
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