PONTELANDOLFO
Un anno in più: soliti problemi di inerzia

Agli inizi di quest’anno che si è chiuso mestamente, avevamo auspicato un percorso migliore di quello che avevamo lasciato l’anno precedente, che peraltro era bisestile. La crisi economica mondiale che imperava, provandoci sia sul piano sociale che emotivo, sembrava un ottimo alibi all’inerzia. Possiamo capire il clima di incertezza che aleggiava in ogni dove: con l’amplificazione mediatica che faceva il resto. Ma, nella vita, le incertezze non si superano e non si sconfiggono con la passività, con l’attesa dell’intervento provvidenziale. Si deve andare incontro al destino, a costo anche di scontrarsi con esso, per cambiarne il corso, se esistono delle possibilità. Senza aver paura di sbagliare, perché l’alternativa sarebbe il niente. Invece, con grande rammarico, registriamo una lenta e progressiva digressione sociale e politica. Uno scollamento generale. Stiamo perdendo aderenza con il futuro, perdendo le tracce della memoria, mentre corriamo nel presente ad occhi chiusi. In altre parole, sembriamo aderire all’ineluttabilità dei nostri destini, di kafkiana memoria, presi dalle frenesie quotidiane, da non riuscire a strappare quel velo di indifferenza che si cala davanti ai nostri occhi.
E’ necessario reagire a questo pigro declivio sociale, a questa annunciata e dolorosa agonia. Come farlo? Proprio con la forza di quell’inerzia che si diceva. In effetti, l’uso del senso lato del termine, potrebbe indurci a pensare solo al concetto di inoperosità. Invece, la forza sta nel dinamismo che si origina dalle nostre abitudini. Da un lato, appropriandoci del concetto fisico del termine, resistendo alle pressioni di queste continue contaminazioni culturali che vorrebbero omologarci, facendoci rinunciare alla nostra identità. Dall’altro, trovare dei motivi forti che ci costringano a reagire, a tranciare i legami con l’indifferenza sociale. Uscire dal guscio degli egoismi e dell’indifferenza. Metaforicamente è sfruttare il vento che spira alle spalle per favorire la nostra rincorsa.
Ed è proprio dal vento che partiamo per giustificare il nostro “filosofico” prodromo. Nel senso che per risollevare le sorti economico-sociali della nostra comunità, l’Amministrazione Comunale aveva puntato a far diventare Pontelandolfo un comune energetico. Sfruttando le energie pulite, quelle rinnovabili. Si parlò di fattorie eoliche, di progetti fotovoltaici, di centrale idroelettrica. Tutte risorse sfruttabili, e quindi possibili, in un territorio avaro di ogni altro, ma ricco di quelle risorse che si volevano mettere sul piatto del rilancio. Oggi, contiamo pali eolici che spuntano come funghi nelle colline limitrofe, mentre Pontelandolfo ancora non ne conta uno. Del fotovoltaico o dell’idroelettrico, nemmeno l’ombra. Riguardo alle iniziative culturali, il bilancio è meno negativo. Ma non sembrano essere sufficienti a ribaltare questa stasi che si respira.
Questi incisi non suonino come critica distruttiva. Non vogliamo essere associati al qualunquismo degenere di altre epoche politiche, per carità. Quanto, stimolazioni e tensioni per far reagire sia il microcosmo sociale che politico. Un po’ come quel vento che soffia alle spalle, utilizzato nella metafora di prima. Ci preme concludere con un appunto. Questo sì che ce lo consentiamo senza ombra di dubbio.
Abbiamo preso atto della composizione del Comitato istituito per le celebrazioni del 150°anniversario dell’Unità d’Italia. Tutte persone degne ed inappuntabili. Ma va da sé che ancora una volta si consuma una clamorosa ingiustizia verso un’istituzione culturale locale come il Gruppo Folk Ri Ualanegli: nessun componente è stato ritenuto idoneo a far parte dello stesso. Forse sarà anche che gli uomini che lo compongono non siano della caratura di tutti quelli chiamati a far parte di quel Comitato e di altre iniziative locali, ma l’opera di divulgazione e di promozione culturale e storica che da 32 anni compie questo Gruppo e principalmente per l’enfasi e l’interpretazione di quei fatti, non avrebbe dovuto produrre dubbi in merito. Non è la prima volta che ciò accade, come nel caso del gemellaggio con gli Usa di anni fa. L’universalità di certi valori e di certi fatti non dovrebbero degenerare in pregiudizi di sorta o di tipo personale. Invece esistono e questi sono sintomi evidenti di decadenza sociale e politica. Un deja-vu in 50 anni di dispute locali e degeneri. Sono torti non consumati verso le persone, ma verso la dignità di una comunità, che nonostante tutto è stata sempre onorevolmente rappresentata in ogni dove, nel mondo. A questo punto auguriamo buon lavoro a tutti del Comitato.

Nicola De Michele


IN ONORE DELL'UNICEF
Coinvolgente Natale a Circello

L’intera comunità di Circello si è cimentata quest ‘anno, per la prima volta, nell’allestimento del presepe vivente. La manifestazione si è tenuta il 2 gennaio. Ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Anna Assunta Orso, Priore dell’associazione della Confraternita di San Rocco, le cui  origini   sono antichissime. Il gruppo si è ricostituito di recente e conta cinquanta confratelli. Ed è proprio dall’impegno di  questa associazione che è stato possibile il coinvolgimento di tutte le altre associazioni presenti sul territorio, dal Forum alle scuole dell’infanzia, dall’Istituto Comprensivo di Circello alla scuola di Ballo di Paola Di Tello, al Centro Culturale Teofilo Petriella, il tutto  con il Patrocinio del Comune e della Pro Loco di Circello.
Il percorso era tutto articolato nel centro storico, uno scenario sicuramente bello, naturale, con la partecipazioni di circa duecento figuranti. Erano rappresentate le varie scene della vita agreste del tempo, con i vari mestieri, dalla tessitrice al  calzolaio, dal falegname alle ricamatrici ,dalle sarte  all’oste. Per poter visitare tutto il presepe, si sono rese necessarie circa due ore. Durante il percorso è  stato possibile ammirare i costumi e la riproduzione di scene di vita del tempo; gustare zeppole e frittelle; ascoltare il suono di zampogne e dei flauti. La manifestazione ha visto coinvolti tutti i gruppi, da quelli dei bambini a quelli degli anziani, vivendo così un Natale autentico, senza differenze e divisioni.
Il presepe si è concluso intorno alle ore 20,30 con la suggestiva  processione finale, di tutti i figuranti che,  con le torce, si sono recati presso la  grotta della Natività.
Una rievocazione pienamente riuscita, un   forte segnale di questa comunità che come ha ricordato il parroco Don Antonio Cerrone, nella omelia della messa della domenica seguente, vuole essere un momento di riflessione e  di augurio per un futuro migliore.
Un altro momento significativo è stato vissuto il giorno della Epifania con la vendita della Pigotta, la bambola dell’Unicef. Essa è stata ideata da Jo Garceau, una signora di origine americana e milanese di adozione.
Ella ha ricordato le bambole di pezza che le venivano fabbricate dalla nonna per Natale, bambole   chiamate Rag Dolls. .Pertanto, ha  pensato di creare  delle  bambole di pezza, che potevano  essere adottate. Nascono così le Pigotte, che nel dialetto lombardo vuol dire proprio bambola di pezza. Oggi, l’iniziativa coinvolge,  a livello nazionale, scuole, centri per anziani, circoli. Con la  realizzazione e/o l’adozione della bambola, si aiuta un bambino in difficoltà, devolvendo il ricavato all’Unicef.
E’ stato questo il secondo anno ed a curare questa iniziativa ha provveduto  il Centro Culturale Teofilo Petriella ,una associazione Onlus, fondata nel 1997 da Fernando Miele, che ne è il presidente, dalla Signora Marisa Miele, segretaria, che ha confezionato tutti i vestiti, dal Vice presidente Salvatore Fiore, maestro d’ arte, e da altri componenti. Il centro raccoglie   i Comuni di Circello, Colle Sannita, Castelpagano, con lo  scopo di promuovere il recupero storico e culturale sul territorio. Infatti, ha pubblicato vari volumi di ricerca storica, quali l’”Evento delle cose”,  descrittivo della famosa battaglia di Circello  del 03.06.1496, combattuta tra gli Aragonesi ed i Francesi , con  l’assalto e l’incendio di Fragneto Manforte.
Altro volume “I Di Somma, principi del Colle, Marchesi di Circello e Signori  di Reino” e l’ultimo “Village Desertè”, riguardanti i villaggi scomparsi, libri  che vengono utilizzati anche  come fonte di ulteriori ricerche.
Le  Pigotte, confezionate dal Centro hanno avuto, come peculiarità, la  riproduzione di un vestito degli inizi del 900, indossato dalla sposa nella sua prima uscita, insieme al suo sposo, la  cosiddetta  “prima messa” ,   un evento  per il quale  veniva confezionato un nuovo abito.
L’associazione ha in cantiere, anche per quest’anno, un corso  estivo  di ricamo, per insegnare alle allieve tra i 6 ed i 14 anni, l’arte del ricamo,della maglia, di sartoria, di bricolage. Il corso negli altri anni ha avuto un grosso successo, sia per la partecipazione sentita da parte delle allieve, sia da parte delle famiglie, che sapevano di un ottimo impiego del tempo libero delle loro figlie. I vari lavori vengono poi esposti in una mostra comparativa, che si tiene dal 29 settembre, giorno di festa del Santo Patrono, San Michele, fino al 4 ottobre, festività di San Francesco. Il Patrono d’Italia  è  molto venerato ed infatti a Circello è presente da sempre una comunità di francescani, molto attiva soprattutto tra i giovani.
Da molti anni, ormai, nel  periodo natalizio,  viene ospitato nel chiostro del Convento una mostra di vari presepi, preparati dalle varie classi e scuole della zona. La tradizione è stata rinnovata anche quest’anno, con una nutrita partecipazione di  bambini e giovani. Un appuntamento quest’ultimo conclusosi il 06 gennaio, che ha suggellato  il totale coinvolgimento degli abitanti di questa zona del Fortore.

Maria Varricchio


AGRITURISMO NEL SANNIO
A San Giorgio c'è "Tufini"

L’azienda agrituristica Tufini sorge a San Giorgio del Sannio, nell’omonima contrada, a poca distanza dalla catena montuosa della Bella Dormiente.
Definirla soltanto azienda è riduttivo, perché l’agriturismo Tufini sembra una fattoria americana, con tanto di ranch annesso, di quelle che si vedono nei western o nei telefilm alla “Dinasty”.
L’azienda, infatti, possiede un maneggio, il “Tufini Country Club”, con circuiti ad ostacoli e un pony club per i bambini, per l’ippoterapia.
I menù proposti dall’azienda sono squisiti e raffinati, ma i piatti forti sono quelli legati alla tradizione tipica contadina, come le orecchiette agli “odori dell’orto” e le lagane con fagioli o ceci.
Carne, ortaggi, cereali, frutta, miele, vino e olio sono tutti prodotti in azienda, così come le deliziose conserve, le confetture e i sottoli.
L’edificio rurale comprende sette camere, dotate di riscaldamento, per un totale di dodici posti letto.
Ideale per un week end all’insegna del relax, l’agriturismo Tufini, con i suoi quaranta ettari di estensione, dispone anche di una tendostruttura per i banchetti all’aperto e di una piscina.
Il giudizio positivo che ne deriva è il frutto di un giusto assortimento tra la ristorazione, la ricettività e le attività ricreative (prima fra tutte l’equitazione).
Dall’agriturismo Tufini, fiancheggiando un piccolo ruscello che costeggia l’abitato, è possibile raggiungere, a piedi o a cavallo, un laghetto artificiale attraverso frutteti, oliveti e vigneti.

Rosario Longo


MANIFESTAZIONI NEL SANNIO
Soddisfatto l'Ept

E’ iniziato il 6 Dicembre scorso e si è protratto per tutto il periodo natalizio fino al 5 Gennaio, coinvolgendo 12 comuni del Sannio (Montesarchio, San Marco dei Cavoti, Colle Sannita, Forchia, Arpaia, Apice, Circello, Melizzano, Frasso Telesino, Sant’Agata de’ Goti, Arpaise e Benevento) e ben 70 artisti sanniti, tra musicisti e attori comici. Una formula riuscitissima quella dell’evento organizzato e promosso dall’EPT con l’obiettivo di creare un’unica calendarizzazione degli eventi per un finanziamento regionale di 40 mila euro. La manifestazione ha riscosso il forte apprezzamento da parte delle varie comunità coinvolte soprattutto per la scelta di puntare sui giovani sanniti, come Capozzi, Vanni Miele, Di Luise e D’Orsi, Angelo Iollo o il gruppo Violamore composto da 5 donne tra musiciste e soprano.
Analogo riscontro per l’evento organizzato dalla Provincia di Benevento, in compartecipazione con l’EPT, “Notte di Natale, Note di Barocco”. L’iniziativa, svoltasi dall’11 dicembre 2009 al 5 gennaio 2010 a Benevento, Faicchio, Cerreto Sannita, San Giorgio la Molara, Sant’Arcangelo Trimonte, San Nicola Manfredi, Montesarchio, Buonalbergo, Guardia Sanframondi, Morcone, San Marco dei Cavoti, Colle Sannita, Sant’Agata de’ Goti, Vitulano, San Bartolomeo in Galdo, ha visto uniti concerti di musica classica e popolare, di musica gospel, il musical “West Side Story” e spettacoli di magia per bambini.
L’Amministratore dell’EPT, Giovanni La Motta, che ha presenziato a diversi spettacoli, si è detto soddisfatto per la riuscita degli eventi e ha voluto ringraziare le comunità per l’accoglienza. In particolare, per quanto riguarda l’evento “Notte di Natale, Note di Barocco”, l’amministratore La Motta punta a far diventare il territorio di San Bartolomeo in Galdo capoluogo del Fortore, considerate le eccellenze presenti.

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, SPORT

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