
Pagelle fasulle?
Puntuale come ogni anno, la classifica 2009 del “Sole 24 Ore” sulla qualità della vita offre, anche per questo 2010 appena cominciato, non pochi spunti di riflessione.
Riflessioni che avranno esiti diversi a seconda che si intenda guardare alla posizione perduta rispetto alle rilevazioni dell’anno precedente ovvero alle cosiddette “sottoclassifiche” dove però, a buone performance fatte registrare nei settori “Affari e Lavoro” e “Ordine pubblico” (dal 70° al 51° posto nel primo caso, dal 49° al 21° nel secondo) fannåo da contraltare le voci “Servizi e Ambiente”, “Popolazione” e “Tenore di vita” dove rispettivamente si passa dal 47° all’81° posto, dal 64° al 94° e dal 93° al 96°.
Opportuno sarebbe valutare attentamente e comprendere le motivazioni alla base delle opposte riflessioni possibili.
È pur vero, d’altra parte, che il numero di giovani –e non solo giovani– che lasciano il proprio territorio nel tentativo di trovare altrove (sempre più spesso all’estero) le possibilità di un futuro meno incerto è in crescita e che tale fatto rappresenta o dovrebbe rappresentare un dato almeno preoccupante.
Lasciano perplessi, a tal proposito, le dichiarazioni “a caldo” rese dal primo cittadino del capoluogo sannita e riportate da un articolo de Il Mattino del 20 Dicembre 2009.
Se l’esordio –«Non mi aspettavo niente di diverso», «Pensavo che Benevento occupasse una posizione ancora più bassa...Invece di piangerci addosso, rimbocchiamoci le maniche»– sembrava voler quasi essere una risposta, a livello locale, ai dati ISFOL sull’emigrazione degli italiani all’estero resi noti proprio in quei giorni in un convegno a Benevento presso la Villa dei Papi e che registrano, fra le principali motivazioni del trasferimento all’estero in modo permanente, l’ambito lavorativo, il seguito – «Questa è una specie di “pagella” che a volte si basa su indicatori fasulli... comunque, siamo tra le prime del Sud (escludendo la Sardegna) mentre stupisce assai il 33° posto di Campobasso...mah!» –non sembra offrire molte certezze per quel che riguarda la lotta al complesso dell’orfano sannita– ovvero alla condizione dell’italiano espatriato secondo una definizione di Manganelli nell’omonimo Lunario del 1973.
Tra le prime del Sud (Sardegna esclusa), prima in Campania, Benevento non è tra le prime d’Italia, né sarebbe tra le prime d’Europa – Europa che dovrebbe ormai essere il principale termine di paragone.
E qualche difficoltà l’avrebbe anche in casa se, adottando il punto di vista espresso nella seconda parte delle esternazioni del primo cittadino, si ritenessero “fasulli” gli indicatori della classifica –ai quali sono state in effetti apportate lievi modifiche–, dal momento che, recuperando le dieci posizioni perse nella rilevazione 2009, la corregionale Avellino tornerebbe a due sole posizioni (ad una manciata di punti) da Benevento.
Non sarebbe forse il caso di dare una “sbirciatina” in casa dei “cugini sanniti” che, agguantato il 33° posto (occupavano il 63° l’anno precedente!), gravitano comunque attorno a posizioni di maggior rilievo?
Nei termini della classifica, in fondo, Benevento è quasi esattamente a metà strada tra i 560 punti di Campobasso e i 456 di Napoli –penultima, al 106° posto.
Massimo Iazzetti
IL
CINGHIALE INDISCRETO
Luminarie riciclate
L’ultimo appuntamento con questo riquadro aveva riservato un piccolo spazio alle luminarie per il Natale in città. Forse profeta in patria c’avevo azzeccato nel non pensarne troppo bene. Al di là della vicenda del “furto d’energia elettrica”, sicuramente di esse (luminarie) non può dirsi un gran bene. Quelle lungo corso Garibaldi, passabili ma non eccezionali soprattutto nell’omologazione del colore delle lampade. Potevano (dovevano???) dare qualcosa di nuovo che non quel “giallo”(???) sciapito che avvolgeva le stelle e l’augurio in capo ai due accessi al Corso. Magari l’argento(???) o un bianco sarebbe stato più appropriato ed intonato e… novità alla page!
Ma c’è qualcosa da dire anche per il resto della città dove per il passato si è visto, anche se poco, qualche novità. Invece sono state tirate fuori tutte le luminarie delle vecchie edizioni, così come si usa in casa, per alberi e presepi, dove però pure nell’era della crisi qualche pallina, qualche filo e qualche pastore hanno fatto la loro prima comparsa.
Per non parlare poi della luminarie nei vicoli. Assenti in alcune strade importanti dei Rioni, sono comparse (e che comparse… ataviche) nei vicoletti del centro con angioletti ed alberelli da compiangere solo per il fatto che erano stati rimossi dalle loro dimore, nei vari depositi degli allestitori.
Certo il Natale dei beneventani non è stato turbato da quelle presenze, certamente non è stato sconvolto da quelle mostruosità, ma neppure rallegrato, come era nelle pie(?) intenzioni di quanti hanno partecipato a quella programmazione. Se Benevento è in fondo alle varie classifiche di fine d’anno, lo si deve anche alla caparbietà di non voler guardare al di là del proprio naso, che spesso è pieno di catarro… Buon Anno.
Il cinghiale stanco