CALCIO

Inizia bene il 2009 per i giallorossi

Alla ripresa del campionato dopo la pausa natalizia (ma sembra comunque più come le ferie… estive se si va alle Baleari o alle Bahamas o a Dubai) il Benevento inizia dove lì aveva finito nell’ultima del 2008: con una vittoria.
Al S.Colomba di scena il Perugia, una delle blasonate del girone che tenta (tentava?) di rimontare la classifica per ritornare ai fasti dei club professionistici.
Una gara un po’ spigolosa dove non sempre il Benevento è riuscito ad avere la supremazia territoriale, dove solo l’evanescanza dell’attacco umbro non è riuscita ad impensierire Mondini al suo esordio in maglia giallorossa. L’unico vero brivido procurato dagli umbri il palo in chiusura di primo tempo. Poi hanno solo messo in mostra la prestanza fisica del duo Ercolano- Mazzeo cui erano destinati i traversoni dei difensori lungo le vie centrali.
Sarri avrà molto da lavorare e forse il mercato potrà dargli una mano, ma la sconfitta contro il Benevento peserà sul cammino della sua squadra. E’ noto che negli scontri diretti i punti valgono il doppio.
Tornando al Benevento una vittoria senza lode e senza infamia. Un compito letto bene dagli uomini messi in campo da Soda, ma certamente nel secondo tempo la squadra poteva (doveva?) dare di più, non arretrare in pratica tutti e dieci i giocatori dietro la linea della palla, tenere la difesa più alta, vista l’insussistenza dell’avversario in attacco. Una parola per Colombini che contro il Perugia all’andata non se la passò troppo bene, al S.Colomba al ritorno è stato il vero mattatore: bello l’assist di Cejas.
In definitiva una vittoria importantissima per la classifica, un rilancio al secondo posto, anche se in compartecipazione, non può che esaltare l’ambiente, in una giornata in cui erano impegnate tutte le altre concorrenti per il posto al sole e dove solo il Gallipoli del principe Giannini a Pistoia ha avuto vita facile… ma non sarà sempre così.

Pregi

ROSSO FERRARI

A cura di Giuseppe Russo

STORIA E CARATTERISTICHE DELLA PISTA DI FIORANO

Il laboratorio della Ferrari

Nel 1939 Enzo Ferrari interruppe il rapporto con l’Alfa Romeo ed ottenne una cospicua liquidazione. La maggior parte di questo danaro fu investito nell’acquisto di un terreno nel comune di Fiorano Modenese, al confine con il comune di Maranello e molto vicino allo stabilimento della Ferrari. Già all’epoca il "Drake" destinò l’area alla costruzione di un circuito privato dove poter effettuare esclusivamente test di sviluppo e collaudo per le nuove vetture, soprattutto da competizione. Il circuito fu ultimato solo nel 1972 ma fu ugualmente rivoluzionario, nessun concorrente ne possedeva uno simile ed, ancora oggi, i diretti rivali soffrono questa carenza.
Il disegno del tracciato, oltre a seguire l’intento di generare molte tipologie di sollecitazioni, s’ispirò anche alle più celebri e complesse curve dei circuiti classici, come la "curva del Gasometro" di Montecarlo o "il salto di Brunnchen" del Nurburgring.
Grazie a questo impianto si risparmiava molto sulle trasferte in circuiti normali e si otteneva uno sviluppo molto più preciso ed affidabile, basato su una corretta sperimentazione delle nuove soluzioni. La lunghezza della pista è di circa 3000 m con una larghezza minima di 8,24 m. Normalmente si percorre in senso orario affrontando 1339 m totali di rettilinei e 1661 m totali di curve. Uno dei punti caratteristici del tracciato è il "ponte" che sorvola il rettilineo principale.
Il record del circuito appartiene a Schumacher il quale, con la F2004, compì il giro in 56"279. Inoltre sono state raggiunte velocità medie di circa 160 km\h con punte massime superiori a 290 km\h. All’interno del tracciato è stato ricavato lo "steering pad" ossia un grande piazzale circolare pensato per le prove di assetto e degli pneumatici. Il circuito è dotato di un box, situato in corrispondenza del traguardo, telemetria, telecamere a circuito chiuso poste lungo il tracciato e di un impianto di irrigazione artificiale per la simulazione di asfalto bagnato.
Tra le strutture ausiliarie spicca la casa ove viveva quasi stabilmente Enzo Ferrari, ricavata da un edificio rurale già esistente all’epoca dell’acquisto. Data la destinazione d’uso dell’impianto non vi sono mai state competizioni. L’accesso è vietato al pubblico ed, ovviamente, ad altre case automobilistiche, tranne in rarissime occasioni. Tuttavia, da alcuni punti situati lungo la recinzione dell’area, è possibile "assistere" a qualche giro di prova.
Oggi il circuito è usato prevalentemente per lo sviluppo delle GT mentre per la F1 si utilizza soprattutto l’altro circuito della Ferrari, il Mugello, in Toscana. Da sottolineare come l’ideazione di tale struttura sia uno degli esempi più chiari della fiducia di Enzo Ferrari nell’innovazione, nella ricerca e nella perfezione del prodotto, un principio basilare della concorrenza di mercato e del progresso, oggi sempre più sacrificato.

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, PROVINCIA

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