AGRITURISMO "BOCHICCHIO"

Un salto a Morcone

Siamo giunti alla sesta tappa del nostro itinerario negli agriturismi della provincia di Benevento. Nelle prime cinque puntate, oltre ad aver fatto una panoramica del fenomeno agriturismo nel Sannio, abbiamo valutato alcune aziende della Valle Telesina.
In questo numero facciamo un salto invece nell’Alto Tammaro, per la precisione a Morcone, Agriturismo Bochicchio.
L’azienda agrituristica è situata sulla sponda sinistra del fiume Tammaro, in contrada Canepino, a poca distanza dal Regio Tratturo. All’interno dell’azienda è stato creato un parco verde attrezzato, con un piccolo e pittoresco laghetto, intorno al quale vi sono percorsi e attrezzature per il relax e l’attività fisica.
La cucina offre piatti della tradizione contadina morconese: gli "strozzapreti" con la salsiccia secca, i corioli con gli ortaggi di stagione e i cavatelli in bianco con le zucchine; alle tenere carni di agnello per le quali è famosa Morcone, si aggiunge la "padellaccia" di maiale con peperoni sotto aceto; tutti i dolci, l’olio e il vino sono della casa.
Le sei confortevoli camere di cui è dotata l’azienda, consentono una permanenza tranquilla e rilassante.
Tenendo presente le peculiarità ristorative (come le squisite carni d’agnello paesane), la ricettività (camere dotate di tutti i confort) e le attività ricreative (possibilità per gli ospiti di fare sport nel parco attiguo), il giudizio complessivo sull’Agriturismo Bochicchio è: buono. Dall’azienda è possibile organizzare escursioni turistiche verso Sepino -con le sue rinomate sorgenti termali-, Morcone, con il suo bel centro storico e Bocca della Selva, nota località turistica a pochi chilometri da Pietraroja.

Rosario Longo


SAN SALVATORE TELESINO

"L’ultima notte di Bedò"

L’ultima notte di Bedò è un libro che racconta la storia, realmente accaduta nell’autunno del 1943, di un ragazzo —Benedetto, detto Bedò— e dei suoi tre amici, tutti di un paese del Sannio.
L’autore, il giornalista e scrittore Emilio Bove, medico di famiglia a San Salvatore Telesino, ha raccontato, nel suo libro, un fatto che non ha avuto la stessa risonanza di altri episodi simili avvenuti in Italia, ma che fa capire come la guerra abbia sconvolto anche la nostra provincia, soprattutto dopo l’armistizio. La storia ha in sostanza inizio quando i tedeschi subiscono un sabotaggio —alcune micce poste da loro, sotto un ponte, furono disinnescate— e richiedono la consegna dei colpevoli.
Il pensiero corre alla nota vicenda di Salvo D’Acquisto, brigadiere dei carabinieri, che dichiarò di essere il colpevole di un attentato contro soldati tedeschi, per salvare la vita di venti uomini dell’agro romano, destinati alla fucilazione dai nazisti.
I tedeschi, in questa narrazione invece, arrestano tutti gli uomini del villaggio —dai quindici ai sessantanni— con l’intento, benché celato, di condurli nei campi di concentramento del Reich.
Quattro ragazzi, dai sedici ai vent’anni, ignari della loro sorte, strappati alla tranquilla vita di un paese del Sannio durante la seconda guerra mondiale, forse consci che non vi avrebbero fatto più ritorno.
L’ultimo capitolo del libro rivela il finale, che è noto per chi conosce i fatti veri cui si è ispirato l’autore, che il lettore può conoscere fedelmente leggendo il racconto.
Il libro, in due volumi (racconto più dossier), raccolti in un pratico cofanetto di cartone, è stato presentato, a novembre, nell’Abbazia Benedettina di San Salvatore Telesino, per conto della casa editrice Vereja.

R.L


MORCONE

Successo per il presepe vivente

Grande successo a Morcone per la rappresentazione del Presepe Vivente il 3 e 4 Gennaio.
Grazie anche alla copiosa neve, che ha reso il centro storico molto suggestivo e garantito uno scenario simile a quello che la tradizione attribuisce alla Natività, molti turisti hanno affollato i luoghi della rappresentazione in entrambi i giorni. E questo contrariamente alle previsioni. Si temeva, infatti, che il maltempo potesse rovinare tutto, vanificando l’impegno di quanti si sono prodigati per la buona riuscita del Presepe.
Sono sopraggiunti a Morcone, sia il due che il tre gennaio, una cinquantina di pullman di turisti, ma molti sono arrivati da fuori con i propri mezzi, spinti dal desiderio di rivivere le stesse emozioni di chi duemila anni fa ha avuto il privilegio di rendere omaggio al Bambino Gesù.
E sicuramente la sensazione di essere stati proiettati indietro nel tempo non sarà mancata, non solo per i fiocchi di neve, ma anche per tutto l’allestimento.
Una forte attrattiva sono stati i vicoli del centro che si sono animati di bottegucce con i prodotti tipici della Valle Tammaro. La magia del Presepe Vivente è stata garantita, inoltre, dai personaggi che, con i costumi dell’epoca di Cristo, erano ben calati nella loro parte.
La rappresentazione della Natività si è comunque svolta in entrambi i giorni. Con inizio alle ore 18, sia venerdì 2 che sabato 3, si è ripetuto il percorso dell’asinello che ha condotto la Madonna, insieme a San Giuseppe alla capanna, collocata al centro dell’area, lungo le rive del fiume Tammaro. Lentamente si sono mossi, insieme alla Sacra Famiglia, i pastori che, con torce che illuminavano le strade, rendevano più suggestiva l’atmosfera.
Il corteo era seguito da una folla di persone, turisti e curiosi, attenti all’importanza dell’evento.
In entrambi i giorni, due neonati, venuti alla luce poco tempo prima di Natale, hanno dato il volto del Bambinello. E anche loro come Gesù hanno saputo sfidare il gelo di questi giorni.
I turisti hanno apprezzato non solo la rappresentazione, ma anche il centro storico del paese, del quale è difficile negarne la bellezza e la cura dal punto di vista urbanistico.
La buona riuscita del Presepe Vivente è stata dovuta però anche all’attività coordinata della Protezione Civile di Morcone, Pontelandolfo e Acerra, nonché alla CRI e ai medici specializzati nel pronto soccorso che hanno svolto un ruolo essenziale nel servizio sanitario.

Teresa Nifo


CERRETO SANNITA

Un concerto per Capodanno

Uno dei modi più noti per salutare l’anno vecchio e dare il benvenuto al nuovo anno è stato sempre quello dei concerti di musica classica e, quest’anno, anche il Capodanno cerretese ha dato il suo spettacolo.
Ospitato nel settecentesco Palazzo del Genio, il Concerto è stato diretto dal maestro Antonio di Luise, molto applaudito e apprezzato dal pubblico.
Il maestro ha esordito con un medley delle musiche da lui più amate, a cui hanno fatto seguito la "Marcia Turca" di Mozart, la Sonata op. 27 n.2 di Beethoven 2 "Quasi una fantasia", nota come "Al chiaro di luna", "Sogno" di Schumann, "Polacca op. 44 in fa diesis minore" di Chopin, "Scherzo" n. 2 op. 31 di Chopin, "Preludio n.1" dal "Clavincembalo ben temperato" di Bach. Le note musicali del maestro Di Luise sono state accompagnate dalla poesie di Marco di Meola, giovane promessa culturale, dedito, da tempo alla scrittura in rima che ha affascinato il pubblico creando un "concerto nel concerto". Il concerto di Capodanno ha salutato poi il pubblico con canzoni e romanze della tradizione napoletana.
La rappresentazione sonora è stata comunque organnizzata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con l’associazione turistica della Pro loco e l’associazione socio- culturale.

T.N.


CEPPALONI: I VINCITORI DELLA IX EDIZIONE

Il "Presepe in famiglia"

La sera dell’Epifania, presso il Municipio di Ceppaloni, si è tenuta la premiazione del concorso "Il presepe in famiglia" organizzato dalla Pro loco con il patrocinio dell’Amministrazione comunale.
45 i lavori partecipanti a questa IX edizione. Per la "categoria normale" i premi in palio sono andati nell’ordine a Erminio Ciuffi, Sergio Sabatino e Pellegrino Porcaro.
La commissione giudicatrice, composta da Pino Di Donato, Federico Tranfa e Pino Iasiello, ha inoltre assegnato targhe a Giovanni Esposito (armonia nella composizione), Bruno Barone (espressività emotiva e religiosa), Emanuela Barone (originalità), Flavio Mastella (complesso scenografico), Claudio Maselli (fedeltà alla tradizione), Giocondo Mignone (entusiasmo profuso nella realizzazione). Per la "categoria speciale" (vincitori negli ultimi tre anni) la classifica vede al primo posto Antonio Cavaiuolo, al secondo posto Angelina Iasiello e al terzo Sandra Iannace. La giuria ha infine conferito attestati di merito a Roberta Porcaro, Antonio Rossi, e Mariastella Donasi.
Presenti alla cerimonia il vice sindaco Ettore De Blasio, don Renato Trapani, il presidente della Pro loco Alessandra Manganello e il vice presidente della Pro loco Remo Iasiello. "L’invito a fare il presepe in casa -sottolinea il giornalista Vincenzo Di Pinto- ancora una volta è stato accolto con vivo entusiasmo dalla comunità ceppalonese. Le opere in concorso rappresentano suggestive Natività con espressioni di fede che s’incrociano spontaneamente con il linguaggio della cultura e dell’arte".

Alberta Spezzaferro

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, SPORT

Home Page