L’idea divenne azione

Benevento è sempre stata una città conservatrice, nella quale il passaggio dall’era fascista ai fasti della democrazia cristiana è stato vissuto in modo nient’affatto traumatico. Tutt’altro…
Nei primissimi anni del dopoguerra in piazza Santa Sofia, a due passi dalla sede del "Palazzo del Governo", nacque la prima sede cittadina del Movimento Sociale Italiano, fondata da Antonio Guarra, Alberto Cangiano, Giuseppe D’Alessandro, Salvatore Cavalluzzo e Antonio Scarinzi. Alla sua inaugurazione fu addirittura presente il mitico comandante della Decima MAS, il principe Junio Valerio Borghese. La stessa amministrazione comunale di Benevento è stata retta da due importanti esponenti di destra: il monarchico Rivellini e il missino D’Alessandro.
Di fronte ad una sinistra ufficiale (PCI) completamente inesistente sul piano politico e dell’organizzazione giovanile, la destra missina ebbe sempre vita tranquilla nella nostra realtà provinciale, né sentiva la necessità di aprire varchi di cultura alternativa al mondo giovanile che pur andava crescendo nel suo seno.
Verso la metà degli anni Sessanta, dopo il rientro dall’Argentina di Roberto Ricciardi, presero corpo le prime associazioni studentesche missine (Giovane Italia e Fuan). Insieme a Ricciardi, a vivacizzare l’ambiente, fino ad allora impegnato in iniziative di sapore meramente patriottico, anticomunista o goliardico, c’erano i fratelli Sarno, Giovanni Fuccio, Germano Presta, Salvatore Colatruglio, Gabriele De Luca, Renato Repola, Vito Renda, Salvatore Mazzarella; questo gruppo faceva riferimento a quell’area interna del partito che a Napoli si riconosceva in Gennaro Ruggiero, Pietro Cerullo ed Emiddio Novi.
Il predominio politico studentesco della destra sulla sinistra era pressoché totale. Fu fondato anche un circolo sportivo "Fiamma Nera", che raccolse numerose adesioni tra i giovani missini. Continuava però ad essere latitante il dibattito culturale.
Sul finire degli anni ‘60, dopo l’uccisione a Genova di Ugo Venturini, la strage di Piazza Fontana, l’invasione russa della Cecoslovacchia e i moti di Reggio Calabria, anche la destra giovanile sannita, sulla scia di quanto avveniva nei grandi centri della penisola, si scuote dal torpore ed incomincia a parlare di "alternativa" al sistema, di lotta nazional-popolare. Nella Giovane Italia cresce un nuovo gruppo giovanile, guidato da Cosimo Aquino, Franco Consolazio, Maurizio Cavalluzzo, Giovanni Repola, Antonio Raucci, Franco Gerardo, i fratelli Frattolillo, Davide Scarinzi ed altri. Nella sede di Corso Garibaldi, la dialettica interna del mondo giovanile di destra si fa sempre più serrata. Non tutti condividono la politica di appiattimento su posizioni di estrema moderazione portata avanti dal segretario nazionale Arturo Michelini e già in molti sperano in una segreteria Almirante che tarda però a venire.
Intanto, in vico Umberto I, era attiva una sede del movimento politico Ordine Nuovo, una organizzazione politica che faceva capo a Pino Rauti e che aveva dato vita ad un centro di studi, con una intensa attività editoriale. Responsabile della sede beneventana era Generoso Simeone, il quale nel 1963 aveva già fatto una fugace apparizione nel MSI beneventano, per poi uscirne disgustato dalla linea politica del partito. Molti personaggi beneventani passarono per quella storica sede, apprendendo nuove parole d’ordine, meno conservatrici e più "rivoluzionarie": i giovani missini per la prima volta sentirono parlare di RSI e di socializzazione, di Nietzsche, di Evola, di Spengler, di un Fascismo che non significava soltanto fez e canzonette di trincea. Inevitabilmente i rapporti con il partito, guidato a quel tempo a Benevento da Domenico Cavuoto, divennero conflittuali; infatti, nei comizi del MSI comparvero sempre più spesso volantini di contestazione e molti dirigenti giovanili andarono ad abbeverarsi alla fonte culturale di Ordine Nuovo, trovando in Generoso Simeone un punto di riferimento culturale di grande importanza per quella che sarà poi la loro crescita politica.
Quando la segreteria nazionale del MSI passò nelle mani di Giorgio Almirante, Pino Rauti decise di entrare con tutto il gruppo dirigenziale di Ordine Nuovo nel partito. Anche Generoso Simeone seguì la scelta fatta da Rauti e portò nel MSI beneventano tutto il suo carico di cultura antagonista e la sua grande forza trascinatrice. Attorno a lui si coagularono le menti più sveglie della destra sannita. E fu tutto un fiorire di iniziative politiche e culturali.
Sede ufficiale del nuovo gruppo dirigenziale giovanile del MSI furono i locali di Via Gaetano Rummo, dove nacque il periodico "L’Alternativa", nel cui comitato di redazione confluì quasi tutto lo staff della nuova organizzazione giovanile (Fronte della Gioventù). Sempre in Via Rummo fu creato il Centro Protezione dei Tabacchicoltori, organizzato da Salvatore Cavalluzzo, antico e battagliero esponente della realtà sociale beneventana e figura storica del MSI.
Nel frattempo anche la sinistra, quella più radicale, fece capolino nella provincia. Nacque il PSIUP, diretto da Emilio Iarrusso, e nei primi anni Settanta arrivarono anche i "maoisti" di Servire il Popolo. Il mondo politico studentesco finalmente si ravviva; le scuole e le strade cittadine diventano teatro di confronto e dibattito. Punto di forza della destra giovanile sarà l’istituto per geometri dove, su circa 700 alunni, ben 500 si schierano con i giovani missini. Volerà pure qualche ceffone. Ma tutto, almeno a Benevento, resta contenuto, anche grazie all’opera di Generoso Simeone, che spiega ai suoi giovani camerati come l’anticomunismo fosse un falso obiettivo, che la vera lotta andava diretta contro il "sistema" e che, per attrezzarsi a questo tipo di battaglie, non occorrevano frequentazioni di palestre, bensì preparazione culturale e volontà di andare "controcorrente".
L’insegnamento di Simeone non fu vano. Attorno al suo giornale si coagulò un gruppo umano compatto, che intendeva la politica quale "militia". E sulle pagine de "L’Alternativa" comparvero "firme" storiche della destra antagonista nazionale: Marco Tarchi, Mario Bernardi Guardi, Stenio Solinas, Marcello Veneziani, Gennaro Malgieri e tanti altri…
L’iniziativa editoriale di Generoso Simeone non si limitò soltanto alla pubblicazione del periodico "L’Alternativa". Vennero stampati anche bollettini mensili, "Idee per l’alternativa" e "Corrispondenza europea", che veicolarono aldilà dei confini provinciali le nuove idee di questa destra che parlava di ambiente, ecologia, libertà per i popoli palestinese e irlandese. Anche "La Voce della Fogna", giornale satirico diretto da Marco Tarchi, uscì nelle sue prime edizioni quale supplemento de "L’Alternativa". Lo stesso Simeone venne chiamato a ricoprire il ruolo di redattore capo del quindicinale politico "Linea", fondato da Pino Rauti.
"L’Alternativa" divenne a Benevento palestra di studi e di progettazione politica. I giovani di questa nuova destra approfondirono la loro conoscenza di La Rochelle, Brasillach, Céline, del "Fascismo immenso e rosso". Si cimentarono nella grafica. Gettarono le basi di una grande idea che rivoluzionò completamente il modo di confrontarsi nella società della destra giovanile: Campo Hobbit.
E nel 1977 l’idea divenne azione, sempre grazie all’infaticabile lavoro di Generoso Simeone. L’11 e 12 giugno a Montesarchio, nel campo di calcio comunale, la gioventù di destra, uscendo dall’accerchiamento culturale e sfidando la persecuzione politica, fece conoscere all’opinione pubblica la vitalità della propria cultura e la modernità dei propri progetti politici. Due intense giornate di dibattiti e canzoni di giovani cantautori riuscirono a rendere coeso un mondo umano che soffriva per la mancanza di spazi e di visibilità. L’opinione pubblica restò sbigottita: anche a destra, quindi, c’era cultura e voglia di rinnovarsi e confrontarsi civilmente. Quanti ragazzi di destra, riacquistata la consapevolezza del proprio ruolo politico grazie a questa forte iniziativa, continuarono la loro battaglia ideale sui binari della legalità ed evitarono di cadere nella spirale di una assurda violenza che avrebbe caratterizzato quel periodo storico che va sotto il nome di "anni di piombo"?
Peccato però che siano rimasti davvero in pochi a conservare l’entusiasmo, la vivacità, la coerenza e il coraggio di quei giorni!

Achille Biele


IL CINGHIALE INDISCRETO

Non me ne vogliano quelli della carta stampata ma a questo cinghiale sta a cuore soprattutto la privacy dell’umana gente.
Spesso quotidiani e periodici si soffermano ad elencare graduatorie più o meno interessanti, più o meno "appetitose" dal punto di vista della notizia.
Una volta, quando la Scuola Allievi Carabinieri era interessata, trimestralmente, ad una manifestazione di Giuramento venivano pubblicati gli elenchi dei giovani chiamati in quella occasione a prestare Fedeltà alla Patria.
Poi vi furono gli elenchi dei primi laureati all’Unisannio, poi ancora le graduatorie dei diplomati con 110.
Ora questi appuntamenti sembrano essersi rarefatti, ma comunque rimangono graduatorie, spesso pubblicate all’Albo pretorio del Comune, che farebbero bene a rimanere solo in quella bacheca e non raggiungere il piombo della carta stampata.
Mi riferisco alle varie graduatorie legate alla "povertà": buoni pasti gratuiti, buoni contributo fitto ed altro di questo tenore.
Ora, se per quanto riguarda le graduatorie elencate in apertura, vi era anche un motivo "economicamente valido" per la stampa (ma credo che le copie vendute poi non fossero da doppia edizione), per le seconde c’è poco da stare allegri. Con quei redditi e con quei pochi euro che includono nuclei familiari in graduatorie c’è poco da stare allegri e soprattutto… poco da vendere, anche "invadendo" la privacy di quelle persone.
Si dirà che l’Albo è pubblico, è alla mercè di tutti, sotto gli occhi di quanti passano per Palazzo Mosti. Ma non credo che un non interessato possa soffermarsi a scorrere quelle graduatorie, a sbirciare in quegli elenchi e magari a "fare commenti".
Ecco: lo scopo certamente non è raggiunto (l’aumento della vendita del giornale). Sicuramente l’interessato ha solo, credo, bisogno della notizia della pubblicazione di quella graduatoria.
Il resto è… noia.
Il cinghiale stanco

PRIMAPAGINA, CITTÀ, PROVINCIA, SPORT

Home Page