TORRECUSO
Tutto
contro tutti!
La crisi
al comune di Torrecuso, anche se mai formalizzata, si può dire
si protragga dallinizio della legislatura, così come
il ventilato abbandono di Mortaruolo ad ogni dimissione dei componenti
della sua giunta. Il Sindaco, invece, come le classiche canne al vento,
è sempre sembrato sul punto di cadere, per ritornare più
dritto di prima.
Intanto cresce la confusione tra le forze politiche in attesa delle
elezioni amministrative di primavera. Tutte le soluzioni sembrano
possibili. Ed è proprio sulla questione del Sindaco che si
appunta la passione e la curiosità della gente. Per il momento
linterrogativo è destinato a rimanere senza risposta.
Proprio nella "Margherita", partito del Sindaco uscente,
negano persino che al loro interno se ne sia discusso, La polemica
continua, insomma: anche se invece il Sindaco Mortaruolo, in un convegno
svoltosi qualche domenica fa, nel motivare, in un laconico commiato,
il suo intervento, passando sopra tutte le critiche ha auspicato lelezione
di un Sindaco innamorato del suo paese, che si impegni a condurre
a termine le molte opere intraprese.
Cè la consapevolezza che la gravità dei problemi
che da sempre attanagliano il paese non consente posizioni di stallo
oltre i limiti di una riflessione tanto doverosa quanto serena che
duri fino alle elezioni, poi tutti al lavoro. Non passa giorno che
lo scenario politico non si arricchisca di presunti colpi di scena,
di scoop, di passaggi da un gruppo politico allaltro che trovano
puntuale ospitalità sui giornali locali.
Niente di vero, naturalmente, tutto gonfiato per fare il piacere al
politico di turno che si concede in interviste, in esternazioni di
dubbio gusto che il più delle volte suscitano lilarità
dei lettori che ben conoscono fatti e personaggi della politica locale.
Ciò fa capire lo spessore e la valenza di notizie che non fanno
altro che danneggiare i veri politici, tanti che hanno voglia di fare
allontanandoli dalla realtà.
In pratica la gente si sente sempre più estranea alla politica,
nauseata dal continuo camaleontismo locale. Ed in questo contesto
si inseriscono tutte le voci relative alle prossime candidature. Tutto
contro tutti, un gioco al massacro per far credere di essere fra i
papabili in questo o in quel partito, parlando male dellavversario
politico, senza sapere che è consuetudine che i primi nomi
a circolare sono quelli che sicuramente saranno bruciati.
Intanto i vari raggruppamenti stanno lavorando assiduamente, incontri
e riunioni si susseguono nelle segreterie e presso i circoli associativi.
Sarà una battaglia sui nomi più che sui simboli che
sicuramente metterà lelettorato in grossa difficoltà,
avendo perso i punti di riferimento legati allappartenenza ad
un partito e ad una ideologia. Auguriamoci che gli eletti, chiunque
essi siano, sappiano rappresentare, in futuro, dei cardini stabili,
certi ed inequivocabili per consentire la rinascita di Torrecuso per
una ripresa concreta che possa offrire un contributo alla crescita
del paese.
Carmine
Pannella
AL BANCO
DASSAGGIO DI TORGIANO
Medaglia
dOro per
lazienda Nifo-Sarrapochiello
Piccole
aziende crescono. E si fanno onore in appuntamenti di prestigio come
la XXIII edizione del "Banco dAssaggio dei Vini dItalia"
di Torgiano in provincia di Perugia. In tale competizione lAzienda
Agricola Nifo Sarrapochiello di Ponte, con l"Aglianico
del Taburno - Riserva 2000", ha vinto la medaglia doro
(ex-aequo) nella categoria "vini rossi secchi e tranquilli doc
prodotti nelle ultime tre vendemmie".
Il premio assegnato allazienda pontese è il primo riconoscimento
di rilievo ottenuto e riguarda un concorso progettato sulla strategia
della qualità, rigorosamente obiettivo e dal regolamento teso
ad impedire ogni forma di privilegio. Non a caso, sin dalla prima
edizione datata 1981, sono oltre 900 i vini italiani entrati nellalbo
doro del Banco e, ogni anno, oltre a laureare le bottiglie meritevoli
di encomio e sono indicate le tendenze qualitative in atto nel nostro
paese.
"Questo risultato -ha commentato il titolare Lorenzo Nifo Sarrapochiello-,
giunto dopo anni di intenso lavoro, rappresenta uno stimolo in più
nel percorso che guarda alla qualità dei vini. Il premio, per
questo, va visto come un punto di partenza e non di arrivo, in attesa
di una più concreta valorizzazione dei prodotti del nostro
territorio".
LAglianico premiato nella cittadina umbra si caratterizza per
il colore rosso rubino, lodore che ricorda la prugna secca e
la mora, e il gusto denso, con tannini morbidi ed equilibrati, nonché
laroma persistente di pepe e tabacco ben fuso alla vaniglia.
La famiglia Nifo Sarrapochiello, i cui 12 ettari di terreno sono situati
nel cuore del comprensorio viticolo di rilievo del Sannio, da tre
generazioni coltiva vitigni tradizionali quali: Aglianico, Piedirosso,
Olivella, Falanghina, Coda di Volpe e Greco. Dal 1998 le uve sono
coltivate con il metodo dellagricoltura biologica che, abbinata
alle moderne tecniche colturali e ad una produzione contenuta, costituiscono
gli ingredienti per ottenere vini di qualità.
Lazienda Nifo Sarrapochiello è passata allimbottigliamento
dal 2000.
Adolfo
Biele
SAN GIORGIO
DEL SANNIO
Cartolina
per la Coppa Papà Espedito
Il Veloclub
Sangiorgio, a coronamento della 25a edizione della Coppa Papà
Espedito, che, come noto, si è fregiato anche del titolo di
Giro Ciclistico della Campania, ha ideato e prodotto una cartolina
speciale che lega ancora una volta levento alla cittadina sannita
che la vide nascere nel lontano 1977.
Il simpatico cartoncino a colori, riporta un collage di suggestive
immagini della manifestazione svoltasi ad agosto da Piazza del Plebiscito
in Napoli a San Giorgio del Sannio.
Sul fronte, i logo istituzionali dellUci, del Coni e della Federazione
Ciclistica sono preceduti dalla scritta "Saluti da S.Giorgio
del Sannio, paese dei fiori e della cortesia
e della Coppa Papà
Espedito", a conferma che la corsa è il più noto
e costante evento che si svolge nella cittadina del Medio Calore.
Sul retro lannuncio delledizione 2004 della corsa.
Lidea è stata del patron della Coppa, Paolo Serino, mentre
il progetto grafico è curato da Nicola De Ieso, uno dei componenti
lorganizzazione.
La cartolina, è stata stampata in numero limitato e gli organizzatori
si ripromettono di ripetere liniziativa per le edizioni future,
con un soggetto ogni anno diverso. Luscita è stata fatta
coincidere con le festività natalizie, tanto da poterla usare
anche come simpatico strumento per i tradizionali auguri. Le prime
copie della cartolina sono state spedite dal Veloclub Sangiorgio alle
personalità istituzionali con in testa il Sindaco Giorgio Nardone.
I cittadini, gli sportivi, troveranno la cartolina in molti esercizi
commerciali di S.Giorgio e per i collezionisti che risiedono fuori,
sarà possibile farne richiesta attraverso il sito internet
www.coppapapaespedito.it
GUARDIA
SANFRAMONDI
Conclusa
la VII "Rassegna di Presepi"
Con 3090
voti complessivi il presepe "LAgnello salverà il
suo popolo dal peccato", presentato dalla Scuola Elementare e
Materna Statale "Abele De Blasio" di Guardia Sanframondi,
ha vinto la VII "Rassegna di Presepi", manifestazione promossa
dallArciGuardia.
Lallestimento ha preceduto nellordine: "Miracolo"
realizzato da Michele Festa che ha ottenuto 2981 voti e "In cammino...
verso la luce" proposto da Dario Garofano e Carlo Tabasso con
2765 voti; mentre completano il quadro: "Le strade del bene e
del male" con voti 2679, "Cascata della Pace" con voti
2611, "Il presepe sullApe in tour" con voti 2390,
"Nato per donarsi" con voti 2343, "Olivo simbolo di
pace" con voti 2297, "Il presepe nel presepe" con voti
2243 e "La speranza di una vita" con voti 2237. Per quanto
concerne, invece, la categoria "bambini" il primo posto
è stato conseguito da "Il Titerno e le sue meraviglie"
con voti 2379 ed elaborato da: Cesare Iannicelli, Marco Garofano,
Piero Foschini e Elio Sebastianelli.
Il verdetto è scaturito dai voti della giuria popolare sommati
a quelli assegnati dalla giuria degli esperti composta da: Daniele
Ciarlo, Carmine Gelormini, Francesco Escalona, Giuseppe Russo e Marco
Gasparra.
Ancora una volta la cerimonia di premiazione, e la successiva estrazione
dei tagliandi vincenti la lotteria abbinata al concorso, ha richiamato
nel cinema "4 Fontane" un folto pubblico. Sul palco, a consegnare
i riconoscimenti, oltre al presidente dellArciGuardia Gianni
Falato, anche lassessore comunale alla Cultura e alle Politiche
Giovanili Giovanni De Blasio, che ha sottolineato limportanza
della manifestazione.
Questi, intanto, i cinque biglietti vincenti: 0117 - 3976 - 5601 -
5320 - 8107, i cui premi riguardano nellordine: un viaggio in
Messico, una vacanza di una settimana, un impianto Hi-Fi, una macchina
per sottovuoto e un tostapane.
A conclusione della serata, nel ringraziare quanti hanno contribuito
alla riuscita della rassegna, il presidente Gianni Falato ha affermato
che: "liniziativa dellArciGuardia conferma la validità
della sua proposta e colleziona un ennesimo successo, che impone un
maggior impegno teso a conferire allappuntamento un ulteriore
passo in avanti sia per quanto attiene le proposte presepiali sia
il cartellone collaterale".
Gerardo
Bovino
BUCCIANO
Un
calendario con "Li joke e navote"
LAssociazione
culturale `N` ATA STORIA con sede in Bucciano alla via Roma 15, è
attiva sul territorio comunale dal 2 maggio 1995.Tutte le attività
di cui si è fatto carico nel corso della sua esistenza hanno
avuto come obiettivo "la rivalutazione di vecchie tradizioni,
usi costumi e quantaltro appartiene al passato del nostro piccolo
centro".
Nel corso di questi anni lAssociazione ha intrapreso varie iniziative
e alcune sono diventate appuntamenti fissi:
- realizzazione calendario avente come soggetti persone e luoghi del
centro di Bucciano accomunati ogni anno sotto un unico tema (per il
2004 a scandire i mesi dellanno nuovo saranno li joke e navote);
-inizio gennaio rappresentazione teatrale (Natale in Casa Cupiello
è la nona recita portata in scena)
- Carnevale Zeza (farsa cantata e recitata) con rappresentazione "dei
mesi"
- periodo stivo "Sagra dei cazzarielli".
La sagra (prima edizione 1998) diventa il punto dincontro di
tutte le attività svolte dallAssociazione nellarco
dellanno e ha sempre fatto parlare di sé in tutta la
regione aumentando di anno in anno il numero dei visitatori (che ormai
ha raggiunto cifre di migliaia di persone) e al tempo stesso estimatori
del settore.
S.MARCO
DEI CAVOTI
Scoperte
e testimonianze uniche
Una ricostruzione
parziale e settaria avrebbe sviato e snaturato il senso e il significato
essenziale dellultimo saggio storico di Angelo Fuschetto "La
Chiesa arcipretale San Marco Evangelista in S. Marco dei Cavoti: dalle
origini ai giorni nostri", edizioni Gulliver -BN- ( pagg. 230,
euro 15,00).
Eppure non sarebbero mancate occasioni di finire nella trappola della
polemica sterile e anche del pettegolezzo paesano, da cui con ammirevole
abilità e maestria si tiene lontano, lasciando parlare documenti,
fatti e testimonianze in ossequio alla massima di diritto latino "Dammi
i fatti ed io ti darò le categorie di diritto" posta dal
Fuschetto in Premessa al saggio.
Il saggio, dice lAutore ancora nella Premessa, è il frutto
di "un impegno preso con larciprete e il sindaco della
Comunità di S. Marco dei Cavoti
rinfrescare la memoria
di uno dei più cari monumenti sacri: la Chiesa madre di San
Marco Evangelista nella speranza di recuperare con la memoria anche
il patrimonio dei valori tradizionali
" e già dopo
la lettura di poche pagine si ha la certezza che la speranza è
diventata realtà.
I fili della memoria, spezzati dalla decisione di demolire lantico
tempio sammarchese, danneggiato dal terremoto del 1962, si riannodano
attraverso un lavoro paziente e scrupoloso, fatto di consultazione
di documenti e carte varie e di rievocazione di piccole e grandi storie,
di episodi, di personaggi legati a vario titolo alla Chiesa madre;
luogo di culto questo che "venne eretto dai primi abitanti, che
si stabilirono in questo avamposto del Fortore; poi fu modificato
più volte; ampliato e decorato con fregi magnifici"; furono
chiamati "a lavorarvi pittori, scultori, artisti della pietra
e del marmo che lo resero splendido nella sua già potente monumentalità".
La Chiesa madre, grazie allimpegno e allopera infaticabile
del parroco, che con un radicale rifacimento, lha recuperata
al centro storico di cui è il fulcro, ricomposta nel suo aspetto
totale, è stata inaugurata e riconsacrata il 9 agosto dello
scorso anno.
E merito dellAutore non indugiare più di tanto
nella rievocazione delle vicende che portarono prima alla decisione
di demolire il tempio danneggiato dal terremoto poi alla costruzione
di un tempio tutto nuovo in tutte le sue parti; la conseguenza più
immediata e appariscente può essere questa: la Torre provenzale
campanaria, segno emblematico del paesaggio urbano del paese, ridottosi
in misura notevole lo stacco rispetto alla Chiesa, non appare più
svettante e solenne come una volta. Tanto emerge dai rapporti fotografici
tra la XVII tavola, anno 1950, e la XXI tavola, anno 2001.
Ricchissima, efficace e splendida è la documentazione fotografica
con dettagliate e puntuali didascalie, collocate a completamento del
saggio unitamente alle fonti documentarie e bibliografiche.
La Chiesa parrocchiale, San Marco Evangelista, fu edificata nel nucleo
più antico del paese nella seconda metà del secolo XIV.
"Nellapprezzo del tenimento di S. Marco del 1628 si presentava
già a tre navate con cinque altari e un campanile con quattro
campane".
LAutore si sofferma dettagliatamente sugli sviluppi negli anni
successivi mettendo in risalto limportanza del tempio nella
vita religiosa e civile della Comunità.
Non manca unattenzione sugli oneri gravanti sulla Chiesa, sulle
entrate e sulle rendite ricavate a vario titolo a favore della stessa.
A testimonianza della devozione verso il Santo patrono sono riportate
molte disposizioni testamentarie e lasciti vari con particolari tipici
del costume del tempo che configurano un modo tutto particolare di
rapportarsi con listituzione ecclesiastica; preziose sono le
notizie sui cinque altari della Chiesa e sulla consacrazione del cardinale
Orsini di due di essi nel 1703.
Un capitolo intero è dedicato alla Cappella di San Marco e
del Corpo di Cristo che fu lespressione più manifesta
del popolo sammarchese; altri due capitoli sono riservati alla Cappella
del SS. Rosario e Monte dei Morti e alle Cappelle di San Giuseppe
e dei Cinque Santi; vè poi una descrizione, ricca di
interessanti particolari dellattività espletata dagli
economi delle Cappelle e delle Confraternite, nel Seicento e nel Settecento
per i frequentissimi investimenti di capitale ad interessi.
Di particolare rilevanza sono alcuni elenchi di partite (espresse
in tomoli e misure), dovute ai luoghi pii dalla Chiesa acipretale
e dalle sue Confraternite, del tutto bonificate dal cardinale Orsini,
arcivescovo di Benevento, o decorse o rese inesigibili.
Queste ed altre notizie sono riportate da Angelo Fuschetto nel suo
saggio; particolarmente utili sono quelle relative al clero presente
in S. Marco allatto della presentazione del catasto onciario
nel 1745 e i documenti che riportano una relazione in cui "si
ragiona della Chiesa Madrice di San Marco" del 1798 e unaltra
relazione, sempre nello stesso anno, sullo status dellantica
Torre e delle carceri civili e criminali in essa "formate".
Delle condizioni della Chiesa madre nellOttocento e dei vari
interventi di restauro relativi anche alla Torre, si occupa il Fuschetto
quando si avvia alla conclusione del lavoro soffermandosi su figure
di sacerdoti e parroci sammarchesi fino allattuale parroco.
Colpisce molto la notizia della schedatura del Circolo di Gioventù
maschile attivo in San Marco nellambito dellAzione cattolica;
la richiesta era stata fatta nel 1931; due anni dopo il Concordato
dal Ministro dellInterno alla Prefettura di Benevento. Un capitolo
intero è dedicato a don Felice Zuppa, "un prete di stoffa
antica" che fra tante sue virtù "non beveva mai più
di due bicchieri di vino, tranne che in qualche occasione particolare".
Si narra che, quando si usavano ancora grossi bicchieri di terracotta
sul cui fondo era dipinta la testa di Cristo, don Felice bevesse da
quei bicchieri esclamando: "Signore, fa che io ti veda! ".
Alla fine del Saggio lAutore colloca un profilo storico-culturale-economico
e sociale su San Marco dei Cavoti presentato con efficace sintesi
descrittiva e arricchito da una bellissima documentazione fotografica
composta da ben 52 tavole in carta patinata, una sorta di rassegna
storica della Comunità sammarchese.
Si può senzaltro concludere con lAutore che "la
fatica valga lopera trattandosi di un monumento di intenso valore
simbolico come la Chiesa madre di S. Marco del Cavoti che è
il cardine della nostra storia e insieme il cuore della nostra comunità".
Ancora una volta Angelo Fuschetto con questo nuovo saggio ha sottratto
alloblio del tempo e allindifferenza dei contemporanei
un pezzo prezioso della storia del nostro FORTORE recuperandolo e
consegnandolo al culto delle future generazioni.
Michele
Mazzone