TORRECUSO

A.N., un’identità provvisoria

Più Alleanza Nazionale cerca di tirarsi fuori dall’isolamento e meno riesce a giustificare la sua presenza a Torrecuso. I primi passi della nuova sezione da poco istituita portano dovunque tranne lì dove i suoi sostenitori storici avevano creduto di poter andare. Non c’è spazio nella politica torrecusana per due correnti con la stessa ispirazione, uno dei quali conta di entrare in una futura maggioranza e l’altro all’opposizione. Il paradosso è evidentissimo. Più il nuovo gruppo dirigente si avvicina al suo obbiettivo politico naturale, cioè tirarsi fuori dall’isolamento, magari presentando alle prossime elezioni una lista di centro-destra, meno si giustifica una sezione da loro fondata.
L’unità del centro-destra su cui punta alleanza Nazionale, persino in una circostanza come quella attuale, dove ognuno prosegue per il proprio conto, doveva essere invece uno sbocco per giungere alle prossime elezioni amministrative con una nuova formazione politica. Secondo molti A.N. a Torrecuso ha ragione di esistere solo se prosegue la sua battaglia di opposizione al sistema istaurato da Mortaruolo. Il suo destino, altrimenti, è quello di ruotare intorno all’orbita di qualche nuovo gruppo che verrà fuori come sempre qualche giorno prima delle elezioni. Un simile modo di pensare la politica, solo per portare voti, non ha più senso in quanto A.N. è un soggetto politico pienamente autonomo in campo nazionale così come in ambito locale.
Chi si è battuto contro la nascita della nuova sezione, ha impiegato altrettanta energia nel tentativo di evitare lacerazioni e divisioni che danneggiano solo l’immagine del partito. Sono tanti, elettori e simpatizzanti di A.N., che non vogliono consegnarsi ad un’alleanza con Forza Italia e centristi, che alla fine svuoterebbe della sua stessa ragion d’essere. Ecco dunque il dilemma: spostarsi verso il centro appoggiando Mortaruolo alle prossime elezioni in cambio di consiglieri orbitanti nell’area di A.N. da collocare in maggioranza, oppure aderire al gruppo di cento-destra rilanciando un’opposizione programmatica, alternativa, e più moderata e meno settaria di quella portata avanti finora.
L’imbarazzo della scelta era durato fino all’istituzione della nuova sezione, prima tutto era considerato possibile ed ognuno faceva le sue scelte, ma dal momento in cui ha preso corpo il partito, ci si è accorti che in fondo A.N. nonostante le trasformazioni era ancora vecchio, con irriducibili conservatori, percorso da storiche divisioni tra chi voleva essere protagonista, da chi voleva stare all’opposizione, chi voleva la continuità non essendo possibile sostituire una linea d’azione con l’immobile e solido ancoraggio all’ideologia. E intanto spunta un nuovo gruppo di iscritti che rivendica la primogenitura del progetto politico in sede locale, ed ancora più eclatante, disconosce i referenti storici del partito. Anzi alcuni rompendo gli indugi pubblicamente hanno informato che chi ha rappresentato il partito finora, ha compiuto delle scelte soggettive e lontane dalle linee ideologiche di A.N.
In verità chi scrive conosce bene i personaggi e i percorsi politici di ognuno. La base del partito scelse di aderire ad A.N. in tempi non sospetti e prima delle elezioni del 1994, nella convinzione di dover realizzare anche a Torrecuso un autentico progetto di cento-destra con un rapporto di rispetto e di confronto con tutte le forze politiche che hanno veramente a cuore le sorti del paese, una politica seria che non può essere ricondotta a mero accordo elettorale tra uomini e partiti qualche giorno prima delle elezioni. Questa volta non ci si può inventare la storiella del "Grande Regista Occulto" che intralcia l’azione politica ed amministrativa, solo le circostanze e la spavalderia di qualcuno spiegano le miserevoli vicende di un’anonima realtà come quelle di Torrecuso. Il "Grande Vecchio" (l’idea del suggeritore ispiratore discende dalla convinzione che esista un personaggio nascosto dietro le quinte e impartisce scelte e decisioni. In realtà il modo di dire, oramai di uso comune, indica invece il sistema, il denaro, gli imprenditori, i politici importanti, coloro insomma che hanno il potere economico, decidono e danno suggerimenti nelle scelte importanti) ha capito che A.N. è un’identità provvisoria, lacerata da divisioni interne, e che dunque il sistema pietrificato del gruppo di potere che ruota intorno a Mortaruolo può accelerare in qualunque momento il processo di divisione e trarne di conseguenza e a suo tempo eventuali benefici.

Carmine Pannella


S.LORENZO MAGGIORE

Auguri a don Pino di Santo

Domenica 15 dicembre 2002, alle ore 17, nella chiesa madre di San Lorenzo Maggiore è stata celebrata una solenne Eucarestia per la nomina di don Pino di Santo da Castelvenere a parroco di S.Lorenzo Maggiore, in sostituzione di don Angelo Protaro, dimissioni per raggiunti limiti d’età e per le condizioni fisiche non proprio eccellenti. La cerimonia, presieduta dal Vescovo, S.E. Michele de Rosa, è stata solenne ma sobria, senza le lungaggini cerimoniali che accompagnano sovente tali eventi. Alla fine della SS Messa, il Sindaco ha offerto targhe ricordo al Vescovo, al neo parroco, al vecchio parroco, fattosi rappresentare perché assente. La cerimonia religiosa è stata preceduta da un’accoglienza laica da parte del Sindaco il quale, a nome personale, della Giunta comunale e dell’intera comunità, ha porto saluti di ringraziamento al Vescovo per la sua presenza e ha dato un saluto di commiato al parroco cessato delle sue funzioni, ricordando la sua lunga missione pastorale in San Lorenzo Maggiore. Il parroco, nel corso della cerimonia, è stato additato ad esempio di virtù e di comportamenti da imitare.
Io, per la verità, non mi associo alle frasi di circostanza e dico che con don Angelo se ne è andato un pezzo di storia laurentina, perché don Angelo tale è.
Egli è stato ed è un uomo di grande cultura, qualità riconosciutagli da tutti i suoi confratelli, di spiccata personalità, per cui si è imposto negli eventi e nelle decisioni più importanti della vita laurentina, di cui è stato soggetto primario, sia nell’attività pastorale che negli eventi laici, economici e produttivi.
Nel bene e nel male è stato sempre presente.
Guai se non fosse stato così! In caso contrario, infatti sarebbe stato una figura scialba, inerte, incolore, senza lasciare traccia di sé nella comunità, insomma un ignavo, come direbbe Dante Alighieri.
Ritengo che don Angelo rifiuti una simile considerazione. Egli, invece, si è comportato da vero uomo, con tutte le qualità e i difetti di un uomo, conscio della sua intelligenza, della sua indipendenza economica, il che non è poco nella gerarchia della chiesa, del ruolo non secondario che aveva come parroco, nella vita del nostro piccolo comune.
Così, secondo me, ha vissuto la sua esperienza pastorale tra la gente. Se io mi accodassi agli elogi incondizionati e ai panegirici di circostanza, più vicini alle agiografie che alla vita reale, sarei ipocrita prima con me stesso e poi con Lui; mancherei di rispetto alla sua personalità e offenderei la sua intelligenza. Io saluto don Angelo per quello che è stato realmente, con sommo rispetto e grande affetto.
Auguro a don Pino buon lavoro pastorale nella nostra comunità, gli auguro di essere equilibrato nelle decisioni e disinteressato nei comportamenti, di non farsi coinvolgere troppo emotivamente nei fatti religiosi. Questo potrebbe essere l’ingrediente giusto per godere della stima e dell’affetto di tutti.

Ennio Cicchiello


GUARDIA SANFRAMONDI

Ricordato Angelo Morone

Arrivano da tutta la Campania, ma anche dal Lazio, Puglia e Molise. La VI "Rassegna di Presepi", promossa dall’ArciGuardia, incassa l’ennesimo successo che ha visto, nel "cuore" antico guardiese, allestiti venti presepi, in una iniziativa che, tra l’altro, si è avvalsa della collaborazione del Circolo Viticoltori, dell’Azione Cattolica, della Pro Loco e degli "Amici di un sabato sì e di un sabato no" e dei patrocini di: Regione Campania, Provincia di Benevento (Assessorato alla Cultura), Camera di Commercio di Benevento, Gal Titerno, Comune di Guardia Sanframondi, Cantina Sociale "La Guardiense" e Comunità Montana del Titerno.
Nell’ambito del cartellone collaterale dell’iniziativa, si è anche tenuto un incontro dedicato ad Angelo Morone, il giovane chitarrista guardiese, morto nel maggio dello scorso a soli diciannove anni a causa di un incidente stradale.
"Con Angelo -ha spiegato Gianni Falato, presidente dell’ArciGuardia- avevamo in mente di portare avanti alcuni progetti in ambito musicale. Con la sua scomparsa abbiamo perso non solo un valente esecutore, ma anche un ragazzo sul quale puntare".


RICOSTRUZIONE POSTSISMICA NEL SANNIO

F.I. chiede una commissione ministeriale

Su iniziativa dei club Forza Italia — Leonardo da Vinci, è partita l’indagine estesa a tutti i comuni del Sannio per stabilire un punto fermo sulla vicenda della ricostruzione post sisma. Un questionario esplicativo viene recapitato in questi giorni a tutti i Sindaci dei comuni sanniti. Appena giungeranno i primi dati si procederà ad un’analisi e successiva proposta per la costituenda Commissione Ministeriale che si dovrà occupare della materia.
I club Forza Italia — Leonardo da Vinci sono fortemente impegnati in quest’azione che vuole, a distanza di 22 anni dall’evento sismico, dare un contributo al completamento di questa "ricostruzione infinita".
In particolare si chiede di conoscere qual è l’importo totale finanziato fino ad oggi e di questi fondi quanti sono impegnati per opere pubbliche o per edilizia privata. Ed ancora se ci sono opere pubbliche non ancora appaltate o da completare.
Viene anche chiesto quante pratiche di privati sono state presentate e quante sono state approvate. Infine si domanda anche quanti stati finali sono stati liquidati e quanti sono da liquidare e l’importo presumibile complessivo delle perizie private da approvare.

E-mail: redazione@beneventogiornale.com

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