Popolo sovrano!

Il 2016 si chiude con la sconfitta di Matteo Renzi che, nonostante tutti i sondaggi dessero per scontata una vittoria del NO alla sua riforma costituzionale, si è ostinato a sostenerla come una svolta strategica, spianatrice dei grovigli burocratici e indissolubilmente legata al suo mandato di raddrizzatore di torti: un mandato che a dire il vero nessun elettore gli aveva mai affidato, così come è stato per Monti, Letta e oggi si ripete per l’ex ministro degli esteri Gentiloni, che si accingerebbe non a governare il Paese (l’unica cosa di cui gli italiani sentono la necessità) ma a far approvare una legge elettorale che garantisca non solo la stabilità di governo, ma anche che a vincere le elezioni non siano forze politiche diverse dal centrodestra e dal centrosinistra, unici depositari evidentemente per il Presidente Mattarella e il suo predecessore al Quirinale dei valori civili e di libertà.
Lo abbiamo già scritto e ribadito più volte: noi non siamo come Lorsignori così invaghiti della Carta Costituzionale stilata nel dopoguerra, epperò essa tra l’altro recita nel suo primo articolo che solo “il popolo è sovrano”; e allora cosa si aspetta a compiere un atto di vera democrazia affidando al voto popolare la scelta di una nuova e fresca classe dirigente. Ah, già, dimenticavamo che bisogna prima approvare una nuova legge elettorale, cioè proprio quello che Matteo Renzi in ben due anni e mezzo non ha nemmeno provato a realizzare. Perché mai dovrebbe riuscirci il nuovo premier che, come ben si sa, non avrebbe poi molte altre aspettative...

Achille Biele


IL CINGHIALE INDISCRETO

Niente concerto di Capodanno

Non entro da animale nella problematica dell’ASI. Ma evidenzio che da oltre cinquant’anni quell’area era stata dichiarata alluvionabile. Di quella storia ne sono piene le pagine dei quotidiani e dei settimanali. Tavole rotonde e conferenze stampa, cartografie e rilievi fotografici non fecero arretrare di un metro chi aveva interessi su tale insediamento.
Per cinquant’anni quell’area è stata salvaguardata dalla natura benevola con chi aveva voluto lì le industrie. Ma in questo mezzo secolo la mano dell’uomo ha fatto ulteriori scempi su quei corsi d’acqua, Calore e Tammaro, finendo con il cambiare il corso del primo a Ponte Valentino e soprattutto, per la siccità del primo si sono invertiti i ruoli: il Calore è diventato un affluente del Tammaro.
In molti hanno posto mano su quei due corsi d’acqua. In molti hanno e continuano a farlo, rubato acqua, depositato rifiuti ingombranti, non pulendo argini né dragando i due letti. L’impossibilità alle ditte di poter prelevare gli inerti ha finito con il far chiudere attività che per anni avevano tenuto a bada flussi d’acqua improvvisi proprio con quello sfruttamento. Ora sembra necessario tornare a quelle attività, ma a conti fatti non sembrano esserci imprese interessate a quel lavoro.
Uno scempio che ha portato alle tragiche conseguenze in parte comunque preannunciate. In quell’area l’ASI non si sarebbe dovuta insediare. Ora il pubblico pagherà quei danni che alla fine potevano essere evitati. Se c’è da fare una cosa è quella di trasferire in massa quegli insediamenti magari a contrada Roseto o Olivola, poiché nessun intervento su quegli argini eviterà esondazioni, magari più a valle, verso la città, toccando prima il famoso vallone di Ventura, poi Ponticelli ecc.
Il cinghiale evacuato

PRIMAPAGINA, CITTÀ, PROVINCIA, SPORT

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