PRESENTATO IL LIBRO DI GIUSEPPE CORBO E VALENTINA BARILE
Ponte e Domenico Ocone:
un binomio indissolubile

È stato presentato lo scorso 29 maggio a Ponte, nell’abbazia longobarda di Sant’Anastasia, il volume “Domenico Ocone. Quarant’anni di storia pontese… 1946-1987”, redatto a quattro mani da Giuseppe Corbo, consigliere comunale ed appassionato cultore di storia locale, e dalla dott.ssa Valentina Barile.
In una sala stracolma di autorità e di semplici cittadini, segno del grande affetto che la comunità pontese ancora tributa alla figura di Domenico Ocone, insieme agli autori del volume,si sono alternati tra gli altri l’on. Roberto Costanzo, l’on. Gennaro Papa, il parroco don Alfonso Calvano, i quali hanno sottolineato le varie sfaccettature di una personalità che ha lasciato un profondo segno del proprio operato politico ed imprenditoriale.
Il libro, realizzato grazie al sostegno economico degli eredi del compianto sindaco, analizza –con il contributo di testimonianze dirette, verbali del consiglio comunale, inedite foto d’epoca e articoli di giornali- la figura di Domenico Ocone e la sua ultraquarantennale gestione amministrativa del Comune di Ponte.
“Don Domenico”, come veniva affettuosamente chiamato dai suoi concittadini, fu eletto consecutivamente per ben nove volte sindaco di Ponte, contribuendo –grazie alla sua lungimiranza- alla crescita di una comunità che viveva esclusivamente di una economia rurale. Grazie alla sua amministrazione, nei difficili anni del dopoguerra, Ponte riuscì a dotarsi delle necessarie infrastrutture (acquedotto, rete fognaria, strade e, soprattutto, scuole), assumendo gradualmente l’attuale aspetto urbanistico.
Nella prima parte del libro, insieme ai verbali di insediamento dei consigli comunali, sono state pubblicate anche tutte le liste e i candidati che parteciparono alle nove competizioni elettorali, che videro dominare a Ponte il Pli, partito del quale Domenico Ocone fu anche Presidente provinciale e consigliere nazionale.
Tra le testimonianze pubblicate, gli autori del volume hanno inserito anche quelle raccolte proprio in un inserto che il nostro giornale, nel 1997, volle dedicare al decimo anniversario della scomparsa di Domenico Ocone, così come viene anche riproposta la commovente lettera che “Don Domenico”, nel maggio del 1985, attraverso il nostro periodico, indirizzò ai pontesi come ringraziamento per l’ennesima, purtroppo ultima, messe di consensi.
A 23 anni dalla morte di Domenico Ocone, quindi, con questo libro viene finalmente colmata una lacuna.
Ci auguriamo che nei prossimi anni si possa, da parte dell’amministrazione comunale, dare vita anche ad altre iniziative in memoria di un personaggio che rimarrà indissolubilmente legato alla storia di Ponte, magari istituendo un premio giornalistico nazionale che porti il suo nome.

Achille Biele


SAN SALVATORE TELESINO

L’Italia che funziona

Sabato 22 maggio, a San Salvatore Telesino, si è svolto un convegno dal titolo “Consumo consapevole e sostenibilità ambientale”. Hanno partecipato all’incontro Marco Boschini, assessore all’ambiente del comune di Colorno (PR) e coordinatore dell’Associazione dei Comuni Virtuosi, che ha presentato il libro “L’Anticasta – L’Italia che funziona”, Vincenzo Cenname, sindaco di Camigliano (CE) con una relazione dal titolo “L’esperienza di un comune virtuoso campano” e Raffaele Pucino, Assessore all’Ambiente del Comune di San Salvatore Telesino con un intervento dal titolo “Emergenza rifiuti, quali soluzioni?”
È il primo di una serie di incontri, organizzati dagli “Amici della Biblioteca” di San Salvatore Telesino, con il patrocinio del Comune sannita e della Provincia di Benevento, che si terranno nella Biblioteca Comunale per tre venerdì di seguito fino all’undici giugno e che verteranno su una serie di tematiche riguardanti l’ambiente come l’uso di energie rinnovabili (solare fotovoltaico ecc.), la trasformazione dei rifiuti e la pianificazione urbanistica e territoriale.
San Salvatore dunque, dopo aver “spento” l’inceneritore, si pone all’avanguardia delle politiche ecologiche ed ambientali del Sannio con questa serie di incontri mirati al rispetto e alla difesa del territorio con testimonianze di altre realtà che si distinguono nel panorama nazionale per aver intrapreso la strada virtuosa della sostenibilità ambientale.

Rosario Longo


PONTELANDOLFO

Un libro ed un museo
per onorare i vinti del 1861

Lo scorso 5 maggio,simbolicamente da Quarto e successivamente da Milazzo, il nostro Presidente della Repubblica ha dato inizio ai festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia.Queste celebrazioni riaprono le ferite della storia, rinfocolano nella nostra memoria l’invocazione di giustizia, quella vera, stavolta, mai soddisfatta;richiamano quei sentimenti di riscatto mai sopiti. Il tema è caldissimo,e l’occasione lo richiede. Per la nostra generazione è un dovere, chiedere la riabilitazione delle vittime civili di quel tragico agosto di 150 anni fa,perché ineluttabilmente , le prossime occasioni cadranno nelle mani dei nostri posteri, quindi il nostro attento lettore ci assolverà per l’insistenza sul tema. Ma alle passioni e alle pulsioni incontrollabili è difficile porre un freno. Tanto è, che è bastato avviare la macchina della ricerca, ancorchè minimale e superficiale sul Risorgimento e sull’Unità d’Italia, per scoprire l’esistenza di una corposa ed innumerevole letteratura storica, politica e sociologica “sui fatti d’arme di Pontelandolfo e Casalduni dell’agosto 1861”. Siamo rimasti impressionati e sorpresi, sui racconti, sulle interpretazioni, sui giudizi che i cultori e gli intellettuali hanno fatto a vario titolo.
Nell’inconsapevolezza degli indigeni, quella che sembrava una strage dimenticata, è assurta a simbolo di una lotta,di una rivendicazione politica e sociale: l’inizio dell’insurrezione delle popolazioni meridionali di fronte alle “massoniche”, oltraggiose e vessatrici pretese di unificazione. Furono briganti o partigiani? O moti insurrezionali perché conquistati e ridotti a carne da macello? I fatti di Pontelandolfo sono noti; la richiesta di celebrare un Convegno Storico pure; la candidatura per il prossimo Giro d’Italia è stata avanzata dal Sindaco Testa. E allora qual è la novità? La novità è la ricerca delle verità storiche, quelle che i nostri nonni ci hanno tramandato nei racconti dei loro avi. Perché,parafrasando Mons. Mainolfi, che dalle pagine di questo giornale(n.6 del c.a.), parlando del Risorgimento, ha usato le parole di quell’uomo che ha saputo cambiare la storia dell’umanità più di 2000 anni fa: “Conoscete la verità e la verità vi farà liberi”(Gv.8,32), dalla ricerca di quella bisogna partire. Sappiamo che la storia che hanno scritto prezzolati e corrotti cronisti dell’epoca, è quella dei vincitori, manipolata secondo le convenienze del potere. Ma citando noi stessi:” Per liberarci da questa schiavitù del pregiudizio, dobbiamo avere il coraggio di aprire le nostre prospettive ed arrivare alla verità con obiettività intellettuale. Ritrovare la nostra memoria significa ripercorrere le strade della nostra vera identità, lo storicismo assoluto di Croce che ci proietta nella conoscenza dei fatti e nella preparazione dell’azione, anche se non la determina. Resta a carico dei vinti la responsabilità di non far disperdere la loro esperienza e la loro visione dei fatti,ricercando,illustrando e mettendo in ordine ed in relazione ogni documento che potesse tornare utile.”Il nostro compito è quello di dare comprensione,”intelligenza dell’accaduto”, perché ogni giudizio storico,citando di nuovo Croce,”conferisce ad ogni storia il carattere della contemporaneità”, mescolata alle passioni e ai pensieri della storia che stiamo vivendo. Il giudizio morale resta nei fatti. Dicevamo della fiorente letteratura intorno a quegli episodi storici che hanno reso Pontelandolfo tristemente noto, come terra di briganti.
Il revisionismo e la contro storia risorgimentale incalza ed essendo cronologicamente l’eccidio del 14 agosto uno dei primi, se non il primo di una lunga serie di episodi simili, viene ricorrentemente citato e preso in esame. In questa occasione, ci piace richiamare un autoritario intervento del Direttore Paolo Mieli, che il 14 aprile del 2003, dalle pagine del “suo” Corriere della Sera, nel rispondere ad una lettera inviatagli dal signor Luciano De Carlo da Milano, il quale lamentava la censura fatta dallo stesso direttore sulle manifestazioni neoborboniche in occasione della visita dei Savoia a Napoli e dell’inesistenza di libri che parlassero diffusamente della questione meridionale. Richiamando i concetti più importanti espressi dal triestino direttore, Mieli rispose:”…per fortuna qualcosa sta cambiando nel nostro panorama editoriale e libri sull’argomento- ancorchè sia ancora assente un’opera per così dire definitiva- cominciano ad essercene.” Citando <<Indietro Savoia>> (Sottotitolo: Storia controcorrente del Risorgimento) di Lorenzo Del Boca, dice:”…ricostruisce la storia di notabili del Sud mandati a morte prima ancora che si svolgessero i processi contro di loro e dai quali sarebbero molto spesso usciti con un verdetto di non colpevolezza. Riporta alla memoria moltissime efferatezze commesse dai nostri antenati liberali a danno di questa gente con tanto di inconfutabili dettagli raccapriccianti. Si sofferma sulle storie di Casalduni e Pontelandolfo,due paesi del beneventano che furono letteralmente rasi al suolo dai <<nostri>> sol perché erano sospettati d’aver dato ospitalità a dei rivoltosi(<<Entrammo in paese e subito cominciammo a fucilare i preti e gli uomini, quanti capitavano>> è scritto nel diario di un ufficiale sabaudo).Sulla scia di un’osservazione fatta qualche tempo fa da Giovanni Russo,nota: <<Pontelandolfo fu una specie di Marzabotto, un atto di vandalismo senza motivo e senza giustificazione: però la storia di Marzabotto fa parte del patrimonio di memoria collettiva… mentre di Pontelandolfo sanno la gente del posto e il suo sindaco>>. Mieli si dichiara:Sono d’accordo con Del Boca che sarebbe un segno di civiltà che i libri di storia e forse anche un museo rendessero onore a quei vinti del 1861.”E quale occasione migliore di questa ricorrenza - diciamo noi?
Per quanto di nostra competenza, non possiamo fare altro che girare la proposta dell’istituzione di un museo multimediale a Pontelandolfo che vada a raccogliere l’ormai corposa messe di produzioni sul tema, al Sindaco ed al Comitato per l’Unità. Ed è solo l’inizio…per non dimenticare. Perché la verità storica deve essere resa fruibile per tutti. Avvicinando gli eventi con una serie di convegni e manifestazioni in tema.

Nicola De Michele


A FAICCHIO DAL 4 AL 6 GIUGNO

Festa della Lumaca

Tutto pronto per la Quarta Edizione della Festa della Lumaca più famosa in Campania. Nel pittoresco borgo di Fontanavecchia di Faicchio (Bn), a pochi chilometri da Cerreto Sannita, Cusano Mutri e Telese Terme, dal 4 al 6 giugno una molteplicità di eventi animeranno il piccolo centro storico.
In occasione della Festa di San Sancio ricorre l’antica tradizione delle famiglie di Fontanavecchia di cucinare le lumache, dando così occasione anche ai visitatori di gustare presso gli stands allestiti nel piccolo centro storico questo tipico piatto locale, preparato secondo le tradizionali ricette da parte della comunità. Il menu si arricchisce, ovviamente, di grigliate di carne nostrana, formaggi dei genuini pascoli locali, tradizionali primi piatti che potranno essere accompagnati con i vini rigorosamente del posto. Il tutto condito con lo squisito olio di Fontanavecchia
Nelle tre serate si terrà anche una rassegna di musica popolare con cinque gruppi folk che si esibiranno nel piccolo centro storico,con il diretto coinvolgimento del pubblico.

PRIMAPAGINA, MOLISANNIO, CITTÀ, SPORT

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