Solidarietà del Presidente dell’Assostampa Sannita

Caro Achille,
nel momento in cui sei fatto oggetto di minacce nella tua qualità di direttore responsabile del quattordicinale "Benevento", da parte di fantomatici gruppi anarchici, desidero fatti pervenire i sensi della mia solidarietà.
La libertà di stampa si fonda sul presupposto che ciascuno debba poter manifestare le proprie convinzioni ed il proprio pensiero. Giusto quanto previsto nell’art.21 della nostra Costituzione.
Con stima ed affetto.

Giovanni Fuccio
Presidente Assostampa Sannita


CI SCRIVE NAZZARENO ORLANDO, EX ASSESSORE ALLA CULTURA
E CAPOGRUPPO DI AN AL COMUNE DI BENEVENTO

"Chi ha paura delle parole non sarà mai libero"

Caro Direttore,
quanto sta accadendo in questi giorni, in merito alle celebrazioni del 30° anniversario di Campo Hobbit, mi impone alcune brevi riflessioni mirate a ripristinare una "verità" che, a distanza di anni, alcuni soggetti vicini all’aria anarchica intendono sovvertire.
Per primo ritengo utile esternare un mio personale punto di vista che unisce nella comprensione di alcuni accadimenti e delle dinamiche che li generarono, chiunque abbia fatto della militanza, a prescindere dalla collocazione, un modo di vivere i suoi anni giovanili. La militanza era un modo per sentirsi protagonisti e per trovare, insieme agli altri, a forza ed il coraggio di portare avanti le proprie idee ed i propri sogni. Poi.... è andata come è andata ma non è questo il luogo per analisi che richiederebbero molto più spazio ed approfondimento.
Torniamo ad oggi. Per quanto mi riguarda a Montesarchio, trenta anni fa, la destra italiana fece il suo primo esperimento di vita comunitaria! Erano tempi duri per chi osava dichiararsi di destra e tante, troppe, furono le giovani vite che, da una parte e dall’altra, furono stroncate da un odio forse sottilmente e saggiamente gestito. A Montesarchio si discusse, si cantò, si progettò, si parlò di comunicazione,si condivise una esperienza ma si fu anche in grado di criticare chi, anche nei partiti ufficiali, non condivideva quell’appuntamento e si dissociava dall’inizitiva.
A Montesarchio, grazie a Generoso Simeone e ad una cinquantina di giovani militanti sanniti, si diede vita ad un evento di cui furono costretti ad occuparsi tutti i giornali ed i media nazionali ed esteri, di cui si discusse nelle università e nei movimenti politici, di cui trattarono eminenti politologi e sociologi, da cui nacque una corposa saggistica tra cui mi piace ricordare: "Lambro/Hobbit: la cultura giovanile di destra in Italia e in Europa" di Giuseppe Bessarione edito da Arcana ,volume ritenuto cult e per questo letto voracemente sia a destra che a sinistra.
A Montesarchio si avviò un’operazione di ringiovanimento e di dinamicizzazione della destra giovanile italiana che seppe ragionare, per la prima volta, in chiave antinostalgica e comunitaria. Forse fu per questo che l’operazione venne ritenuta pericolosa: si cominciava a parlare concretamente di futuro non abbandonando le tradizioni ed i valori. Anche all’epoca ci furono presidi, manifestazioni, raccolte di firme ecc. con l’unico scopo di impedire ciò che ad altri era consentito.
Oggi, nonostante i molti anni trascorsi ed il terremoto politico che tutti ha coinvolto omogeneamente, si cerca di rilanciare le stesse parole d’ordine e di concretizzare gli stessi comportamenti dimostrando quanto scarso sia ancora, per alcuni, il rispetto della libertà altrui e quanto conservatore e nostalgico l’approccio utilizzato. Si ha ancora bisogno di un nemico altrimenti non si sopravvive. Eppure, in questi anni, il governo locale di centrodestra non ha mai utilizzato nei confronti di nessuno censure o scelte che minimamente abbiano impedito il dibattito in città. Tante sono state le manifestazioni, i concerti, i convegni, le piece teatrali ecc. ispirate ed interpretate proprio da soggetti che di certo con la destra nulla hanno avuto da spartire. La libertà di espressione è stata sempre garantita ma questa è una questione culturale e di stile che ci differenzia.
Solidarietà dunque giunga a te Direttore e al tuo giornale che, con l’unico scopo di ravvivare il dibattito politico all’interno di un’area e di ricordare amici ed emozioni mai sopite, si ritrova ad essere considerato il "mostro" di turno. Certo credo che tra i presenti al tuo appuntamento, ben pochi hanno vissuto in prima persona Campo Hobbit, ma è giusto che se ne discuta ancora e lo si faccia liberamente. Chi ha paura delle parole non potrà mai essere veramente libero!

Nazzareno Orlando


LA SOLIDARIETÀ DI BILLY NUZZOLILLO

"È legittimo manifestare le proprie idee"

Caro direttore,
ricordo ancora il clima di odio profondo che caratterizzava, anche nella nostra provincia, i rapporti tra destra e sinistra a cavallo tra gli anni ’70 e ’80. Così come ricordo ancora nitidamente gli scontri fisici e il terrore di essere sorpresi dai militanti del Fronte della Gioventù mentre "attaccavamo" manifesti elettorali del Pdup o del Pci. Tante giovani vite, di entrambi gli schieramenti, furono stoltamente immolate sull’altare di una contrapposizione ideologica che faceva comodo persino ai settori deviati dello Stato.
Da allora fortunatamente molte cose sono cambiate, a partire dalle storie personali dei protagonisti di quegli anni. Per quanto mi riguarda, pur essendomi estraniato dalla militanza politica e persino dalla partecipazione attiva al voto, rivendico ancora oggi con fermezza la mia formazione culturale giovanile, improntata ai principi dell’antifascismo e, più in generale, dell’assoluto rifiuto verso ogni forma di totalitarismo o violenza ideologica.
Nello stesso tempo sono anche convinto che sia opportuno respingere con altrettanta fermezza ogni tentativo di tornare indietro nel tempo, riesumando da un lato quel cosiddetto "antifascismo militante" che per troppo tempo è servito a rafforzare le spinte conservatrici di una parte della società e a mantenere le rendite di posizione di alcune componenti politiche, sociali e culturali del nostro paese, e dall’altro perseguendo un’irresponsabile ricerca del consenso in settori nostalgici dell’estrema destra ai limiti della legalità (se non addirittura al di fuori!).
Personalmente non parteciperò alle celebrazioni del trentennale del Campo Hobbit perché assistere allo sventolio di bandiere con la croce celtica o ascoltare inni al duce, come è accaduto in occasione del comizio finale della Casa delle Libertà alle ultime elezioni politiche, mi provoca l’orticaria al pari delle scene di violenza e devastazione messe in atto dai Black bloc a Genova.
Ma credo che sia legittimo e sacrosanto esercitare il diritto a riunirsi e a manifestare le proprie idee purchè ciò avvenga con grande senso di responsabilità e nel pieno rispetto delle leggi che regolano la nostra democrazia.

Billy Nuzzolillo

Il collega Billy Nuzzolillo non nasconde la sua contrarietà alla nostra iniziativa, ma lo fa con il garbo e l’intelligenza di chi è abituato a confrontarsi civilmente.
Oggi Nuzzolillo ricopre un incarico nell’ufficio stampa del Comune di Benevento, ma alcuni anni fa era un valido collaboratore del nostro quattordicinale. Chi meglio di lui, quindi, potrebbe testimoniare dell’indipendenza e dell’aria di libertà che si è sempre respirata in questa redazione.
Sbaglia a non partecipare al nostro dibattito dove -lo rassicuro- si parlerà esclusivamente del significato culturale di Campo Hobbit e di futuro. Il passato, le nostalgie stanno invece da tutt’altra parte.
Lo ringrazio, in ogni caso, per aver sottolineato la legittimità della nostra iniziativa e di non essersi schierato dalla parte di coloro che in nome della libertà negano la stessa a chi la pensa diversamente da loro. (a.b.)

INTERVISTA, EDITORIALE, CITTÀ, SPORT

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