E ora… secessione?

Anche il presidente Caldoro, nella formazione del suo esecutivo, ha dovuto por mano al classico manuale Cancelli, conferendo deleghe in base agli accordi elettorali sottoscritti con le forze politiche che lo hanno sostenuto e, probabilmente, cedendo a pressioni che gli sono giunte dai palazzi romani.
Alla nostra provincia, come temevamo, non toccheranno nemmeno le briciole del lauto banchetto al quale siederanno in gran parte esponenti politici di un neo centralismo partenopeo che si pone in continuità con l’era Bassolino.
Il senatore Pasquale Viespoli, sottosegretario del governo Berlusconi, esprime il suo disappunto e parla di pasticcio politico, mentre la coordinatrice sannita del Popolo della Libertà, Nunzia De Girolamo, va ben oltre e minaccia addirittura la possibilità che il Sannio possa, insieme alle altre aree interne egualmente penalizzate, optare per una separazione dalla matrigna Campania, magari dando corpo al sogno di una regione “Molisannio”, che raggruppi economie, culture e territori omogenei.
Riuscirà la bella Nunzia, adesso, a trovare il coraggio di organizzare la ribellione politica all’ennesimo sopruso partenopeo? La grinta non le manca; ma chi, all’interno della sua area politica, saprà seguirla fino in fondo sulla strada della secessione?

Achille Biele


IL CINGHIALE INDISCRETO

Una bella pensata

Il XXIV maggio forse l’esercito italiano marciava su per il Carso. In via XXIV maggio in città le auto marciano con il ca…
Non mi va di essere particolarmente cattivo e faceto… sono e rimango un animale educato, ma l’impatto con quella novità autostradale non è certamente stato dei migliori, con auto ad intasare poi via Perasso. Se qualcuno evita il periplo di via Ferrelli ed il relativo impianto (pazzo) semaforico, altri si imbattono nella tortuosità di Via Giambattista Perasso. Chi è senza peccato scagli la prima pietra e sconfigga chi di “circolazione traffico” in città ne sa ben poco… pur non avendo studi da quelle parti.
Orbene (non mi piace ma lo uso) ma da qualche parte dev’esserci pure un’alternanza di accessi sia da viale Mellusi che dal Viale degli (non dimentico di inserirlo) Atlantici.
Allora facciamo il punto partendo dall’inizio di Viale Mellusi: si sale in via De La Salle, si scende da Via Martiri D’Ugheria, si sale sia da via Cappuccini che da Via Raguzzini, per poi ridiscendere nella biforcazione di Via Ferrelli; l’alternanza non c’è. E sapete da quando? Quando qualcuno senza sentir ragioni ebbe la felice idea di munire di semafori proprio Via Martiri D’Ungheria e via Ferrelli, sì da permettere l’intersecazione con il viale verso via Sala e via De Caro.
Prima, sia in via Martiri D’Ungheria che in via Ferrelli una delle due biforcazioni era in senso opposto e il tutto permetteva un ampio respiro anche al traffico dei due Viali. Da allora, forse per piantare quelle luci colorate (verde, giallo e rosso), forse, meno probabilmente per rallentare il traffico su Viale Mellusi qualcuno aveva avuto quella “bella idea” che, comunque, non sconvolgeva oltremodo un qualcosa che funzionava; ora con la più bella delle trovate, con strisce bianche di parcheggio, sì da non danneggiare eventuali clienti degli studi, ovviamente le cose non sono al meglio.
E, tanto per chiudere: chi controlla i parcometri di piazza Risorgimento? Spesso e volentieri centinaia di macchine all’ora canonica dell’obbligo, non espongono alcun tagliando: si sa sono solo in fessi a pagare comunque e sempre.
Il cinghiale furioso

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