CALCIO

Il Benevento ad un passo dalla promozione

Poteva andare meglio: qualcuno ha sentenziato che mai la B era stata così vicina. In pratica ad un solo gol… quello che è mancato al Marcianise.
Ma la squadra casertana la gara se l’è giocata comunque, mettendo non poco in ambasce i giallorossi pugliesi. Peccato. Peccato per le tante occasioni mancate: il pari col Foggia al S.Colomba, la sconfitta a Gallipoli, solo per citarne alcune. Ma il calcio non è pieno di "se" ed allora si va avanti a guardare i play off. La dirigenza aveva promesso a luglio un campionato di vertice: la promozione diretta oppure i play off. Ed almeno a questo punto l’alternativa si è verificata e c’è da dire anche nella migliore posizione possibile.
Quella del secondo posto in classifica è senz’altra una collocazione privilegiata poiché comunque la roulette bisognerà guadagnarsela tra le mura amiche.
In attesa della prima gara a Foggia c’è da evidenziare che per Soda queste due settimane saranno impegnative al massimo. Dovrà recuperare alla meglio Landaida, Ignoffo e De Liguori, sistemare fisicamente mezza squadra con Clemente in testa. Il capocannoniere del girone deve ritrovare vigoria fisica che in queste ultime settimane, vuoi anche per acciacchi vari, ha lasciato a desiderare.
Saranno quindi giorni impegnativi per tutti, stressanti per ogni componente lo staff medico e tecnico. Una minipreparazione per portare al meglio della condizione tutti. Sarà in pratica poi un mese nel corso del quale tutti dovranno dare il meglio, tutti dovranno mettersi al servizio della squadra senza ma e senza se. Poi alla fine si potranno fare tutti i discorsi, ma ora è tempo di ballare fino in fondo, è tempo di accendere quel turbo che spesso nella fase regolare del campionato non ha funzionato al massimo.
E’ tempo ora di pensare solo a raggiungere un obiettivo storico sia per la città che per i tifosi, e soprattutto per gli stessi giocatori, molti dei quali la serie superiore non l’hanno mai assaggiata. E credo che quella meta sia agognata da tutti. Discorso diverso per lo staff dirigenziale. I vertici societari hanno puntato tutto… o quasi, su questo sogno che ora è ad un passo dal concretizzarsi.
Gli avversari sono temibili, ma non certamente superiori tecnicamente a Clemente e compagni. Sono avversari di tutto rispetto e perciò vanno ristudiati, ripassati e temuti. Il vantaggio della classifica non deve condizionare il gioco né innescare calcoli matematici, uno solo dovrà essere l’obiettivo: crederci fino in fondo. Ad un passo da un sogno non si può tralasciare nulla: tutti dovremo concorrere per realizzarlo.
Adelante… si inizia… diamoci sotto: non dimentichiamo che, storicamente siamo i vin citori delle Forche… caudine.

Pregi

ROSSO FERRARI

A cura di Giuseppe Russo

FERRARI MINACCIA DI ABBANDONARE LA FORMULA 1

Stavolta si fa sul serio

Spesso gli appassionati di automobilismo si sono chiesti cosa sarebbe stata la Formula 1 senza il Cavallino Rampante. Sembrava di parlare di fantascienza. L’ultima dichiarazione del consiglio d’amministrazione della Ferrari ha quasi concretizzato questa possibilità. L’ennesimo cambiamento regolamentare previsto per il 2010 non è piaciuto, soprattutto ai costruttori. In particolar modo la limitazione della spesa annuale dei team a 40 milioni $.
I punti su cui fanno leva i contendenti sono abbastanza logici. La Ferrari, avendo partecipato a tutte le edizioni, dal ‘50 ad oggi, ed essendo, inoltre, il team più vittorioso di sempre rappresenta, da sola, la storia della Formula 1 stessa. La F1 senza la Scuderia Ferrari, quindi, verrebbe privata di buona parte della sua identità e dei suoi spettatori. D’altra parte, i vari organi governativi, basandosi sul potere decisionale conferito, hanno sempre provato a limitare gli effetti della posizione di forza del Cavallino Rampante. A volte, in buona fede, per garantire una competizione sana, non basata sul potere economico o sul prestigio dei partecipanti. Più spesso, invece, utilizzando come scusante la buona fede, per acquisire il maggiore controllo possibile sugli introiti politici ed economici del "circus", ricordando alla Ferrari che se è diventata un mito assoluto lo deve, in buona parte, alla visibilità della Formula 1.
Il terreno di scontro è sempre lo stesso: il regolamento. Ogni stagione, soprattutto le ultime, porta con sé cambiamenti (o proposte) più o meno radicali delle norme tecniche e sportive. I risultati sono solo polemiche su polemiche che non fanno altro che "avvelenare" quello che dovrebbe essere solo uno sport, seppur complesso. In questo modo, dall’esterno si ha l’impressione di avere a che fare con un sistema molto poco serio e chiaro mentre tra gli addetti ai lavori serpeggia costantemente la confusione dalla quale la FIA trae ancora più autorità e potere.
Qual è il vero oggetto dello scontro tra FIA e teams? Semplicemente l’uno vuole annullare l’altro e viceversa, in nome del potere assoluto. Se prevalesse la FIA la F1 si trasformerebbe definitivamente in una "macchina da soldi", una vetrina per sponsor e improbabili ma economicamente logiche locazioni, con le squadre ridotte a comparse. Se prevalessero i teams, soprattutto i costruttori, l’influenza economica ed industriale potrebbe avere la meglio annullando, di fatto, la pura competizione agonistica.
La verità è che ognuno ha bisogno dell’altro. La FIA senza costruttori non organizzerebbe niente di importante mentre i costruttori senza una autorità riconosciuta, imparziale e seria non sarebbero credibili nel caso vogliano fare tutto da soli, sarebbe una situazione senza alcun controllo, dove i potenti potrebbero fare quello che vogliono dei piccoli e vincere sempre.
Meglio che si mettano d’accordo, quindi, se davvero entrambi credono ancora nel puro e semplice motorsport.

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, PROVINCIA

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