INTERVISTA CON L’AVV. NICOLA BOCCALONE,
EX CITY MANAGER DEL COMUNE DI BENEVENTO

"Le scelte non si fanno a Palazzo Mosti"

Nei confronti della giunta di centro sinistra di palazzo Mosti, Nicola Boccalone, l’ex city manager del Comune di Benevento, è sicuramente il più agguerrito oppositore, non solo nello schieramento di centro destra, ma anche nel suo gruppo consiliare. Infatti, oltre a sottoscrivere comunicati e interrogazioni del gruppo di An, interviene, con proprie prese di posizione, ancorché condivise dal partito, su tutto ciò che l’amministrazione cittadina mette in campo. E’ raro il giorno in cui sui quotidiani locali non capita di leggere un suo attacco contro il sindaco, o contro qualche assessore, o contro l’intera amministrazione, in relazione a scelte operate sulla città.
Ovviamente, c’è anche chi dice che questo suo modo di attaccare il centro sinistra, a 360 gradi, anche al di fuori dell’ambito cittadino, può essere determinato da un mal celato risentimento per il fatto che lui e il suo partito non sono più alla guida della città.
A tale proposito, va ricordato infatti che un suo attacco, un mese fa, ad Art Sannio, a nostro avviso anche pertinente, se è vero che la Finanziaria prevede, per questo tipo di strutture, consigli di amministrazione non superiori a cinque componenti, ha suscitato una dura reazione da parte del presidente di tale agenzia, la quale, in data 16 gennaio 07, avrebbe, secondo Boccalone, variato la sua attività prevalente, "in ordine all’attività degli organismi preposti alla gestione di progetti per l’edilizia abitativa e territoriale".
Il socialista Gianvito Bello, infatti, nello smentire, in nome dell’agenzia che presiede, l’ex city manager, ha chiesto un pubblico confronto, non senza contrattaccare: "Boccalone, che evidentemente non ha ancora metabolizzato la sconfitta elettorale, si confonde con i metodi applicati al Prusst quando era al governo della città. In quella struttura sono state realizzate decine di progetti di opere pubbliche, redatti senza applicare le procedure previste dalla norma per la selezione dei progettisti, ma attraverso invece incarichi a progetto e di consulenza, tra l’altro affidati senza alcuna selezione pubblica. Con l’aggravante: quasi tutti i progetti (per realizzare i quali si è speso denaro pubblico) sono rimasti nel cassetto, senza che alcuna opera pubblica sia mai stata realizzata".
Sollecitato da noi, l’avv. Boccalone replica:

"Non c’è dubbio che il Prusst, come tutti gli altri enti, hanno bisogno di essere rivisitati sotto il profilo della funzionalità e della legittimità. Sottolineare carenze altrui, non significa trovare scuse per quelle proprie. Le aziende della Provincia vivono tutte in uno stato di profonda illegittimità, utili soltanto ai bisogni della politica, per fare sintesi politica, per fare equilibrismo politico a danno dell’intera collettività, in quanto utilizzano fondi pubblici, per fare le cose più strane e non sempre in linea con quelle che sono le funzioni degli enti pubblici. Per quanto riguarda il Prusst, non c’è dubbio che oggi siamo davanti a una sua mutazione. E’ giusto che oggi tutti si chiedano che cos’è il Prusst, sia quelli della maggioranza, sia noi che lo abbiamo creato".

Sì, è vero, per quanto riguarda le agenzie, anche noi, parlando dei costi della politica, ci siamo soffermati sulla utilità soprattutto delle loro funzioni. Poi, oltre all’esistenza di consigli di amministrazione pletorici, c’è il fatto che in ogni agenzia troviamo un presidente e il direttore generale. Un deputato della Rosa nel pugno, Sergio D’Elia, ritenendo inutili le comunità montane, in un disegno di legge ne ha chiesto la soppressione, anche perché costano un miliardo di euro all’anno. E noi, che avevamo individuato, sempre parlando dei costi della politica, l’inutilità di questi enti ancor prima di lui, non possiamo non condividere la sua iniziativa. Poi, come se non bastassero le comunità montane, sono stati creati gli enti che sovrintendono ai parchi. Insomma, è giusto creare questi organismi, per creare incarichi politici?

"L’esuberanza di numero dei componenti i consigli di amministrazione è causata, non c’è dubbio, soltanto dalla necessità di creare e di utilizzare questi strumenti per i giochi della politica. Ma io andrei oltre: vorrei che qualcuno mi dicesse, dalla Provincia, quali effetti hanno prodotto le varie agenzie. Potrebbe anche andare che l’Asea, l’azienda speciale della Provincia, abbia oltre 10 consiglieri di amministrazione, ma vorrei sapere cosa ha prodotto. Lo stesso discorso vale per Art Sannio e Sannio Europa: quali sono le componenti da individuare, quanti sono e come sono stati assunti i dipendenti, quali sono i costi, qual è l’obiettivo raggiunto da queste agenzie".

Parliamo ancora del Prusst.. Il presidente della Provincia dice che questo strumento ormai è superato dalla legislazione regionale sull’urbanistica…

"…da tempo è superato!".

E, secondo lei, gli attuali amministratori di Benevento, che lo vogliono rilanciare, cosa ne vogliono fare?

"La peggiore versione possibile. Oggi è uno strumento che vive, ormai da tempo, una situazione di difficoltà, perché non può più rispondere alle esigenze del tempo. Il Prusst andrebbe sciolto e ricostituito o rilanciato, attraverso la presentazione di un nuovo progetto che possa fare sintesi di territorio, attraverso la costituzione di una s.p.a vera, seria, che possa essere un ausilio, un supporto per un piano strategico che deve riguardare l’intero territorio di Benevento e della sua cintura, applicando tutta la strumentazione necessaria e utile al reperimento di consulenze, al reperimento del personale, all’ausilio di personalità, per raggiungere gli obiettivi. Non c’è dubbio che il prusst, quando è nato, era l’unico soggetto, la grande novità, a cui tutti hanno fatto riferimento, dallo stato centrale ai 64 comuni della provincia, che hanno fatto convergenza".

L’individuazione del tecnico, da parte del sindaco, per la redazione di questo piano urbanistico comunale è stato un altro motivo di attacco da parte vostra, anche per il fatto che l’incarico, scaduto a dicembre 2006, è stato prorogato per un anno, con questa motivazione: "Non è stato possibile fino ad oggi portare a termine il progetto per le implicazioni che investono l’organizzazione dell’intera macchina amministrativa comunale, per cui permane la necessità di ricorrere all’esterno per assicurare continuità all’attività consulenziale". Intanto c’è stata una sentenza del Tar, per quanto riguarda la riclassificazione delle zone bianche, prive di disciplina, essendo decaduti i vincoli espropriativi previsti dal vecchio piano regolatore. Cos’altro ritenete di aggiungere, rispetto a quanto avete gia detto?

"Che sono ampiamente confermate le illegittimità consumate nell’individuazione del professionista. Scegliere direttamente uno senza renderlo concorrenziale con tutti gli architetti della provincia di Benevento, credo che sia un oltraggio ai principi della trasparenza".

La scelta, a dire del segretario dell’Udeur, Annio Maiatico, è legittima, così come è stata fatta dall’amministrazione.

"Questo lo vedremo in altre sedi: ci sono già sentenze che testimoniano esattamente il contrario. Ma penso che il ruolo dell’opposizione sia quello di mettere in evidenza le irritualità e la poca aderenza alle norme, alle regole, perché amministrare significa rispettare delle regole. Questa amministrazione non credo che operi nel rispetto continuo delle regole. Per quanto riguarda il Puc, questa amministrazione continua a lanciare messaggi, parlando di se stessa come se fosse ancora in campagna elettorale. Non vi è traccia di alcuno elaborato tecnico, né sul Puc né su altri strumenti, e, cosa ancora più grave, non si sa dove materialmente siano gli elaborati su cui disegnare, cioè dove stanno le carte. Io credo che un consulente debba lavorare all’interno del comune, non all’interno del proprio studio o all’interno di studi professionali collegati poi ancora ad altri studi, che oggi dirigono e impostano l’attività politica di questa amministrazione. Questa è un amministrazione che non ha spina dorsale: è un amministrazione che fa il gioco degli studi professionali che l’hanno delegata ad occupare solo fisicamente palazzo Mosti. Questa è la realtà. A palazzo Mosti si consumano, sul piano urbanistico, soltanto le DIA e qualche permesso di costruzione. La vera programmazione si fa al di fuori di palazzo Mosti, sul piano urbanistico, come pure sul piano dei lavori pubblici, nel momento in cui si programma attraverso strumentazioni particolari, come sono i project financing e gli appalti in concessione. La gestione della città non è né a palazzo Mosti, né alla mega struttura; è nei soliti studi professionali che utilizzano il Pierino di turno, i burattini di comodo".

Sull’Irpef, lei ha condotto pure una battaglia, secondo noi efficace. Pesa quello 0,3 per cento in più di addizionale comunale, oltre all’aumento anche di quella regionale. Ha detto che i 1.620.000 _, di maggiori entrate derivanti da quello 0,3 per cento, servono per attività utili e soprattutto per pagare le indennità agli assessori superflui. Secondo l’amministrazione, l’aumento di due assessori non dovrebbe determinare un costo maggiore in quanto l’indennità è stata ridotta, per tutti, del 10%. Il suo omonimo, assessore alla finanza, ha detto che quando era lei assessore alle finanze ha applicato la misura massima dell’addizionale comunale, allora ancora facoltativa. Una risposta sua, a tale proposito, non c’è stata.

"L’addizionale Irpef, che loro hanno portato allo 0,8 per cento, è un segnale di degrado amministrativo, dovuto alla incapacità o alla mancanza di voglia di provare a governare, rispettando anche le tasche dei cittadini…".

…loro dicono che l’aumento è dovuto anche a coprire i debiti che avreste lasciato voi…

"…non è così! La spesa corrente è aumentata rispetto al passato. Se lei mette a comparazione la spesa corrente 2007 con la spesa corrente 2006, scoprirà che la spesa del 2007 è aumentata di 1.600.000 _ rispetto a quella del 2006. Così si spiega l’aumento dell’addizionale Irpef, che, se fosse rimasta al 5 per cento, avrebbe prodotto, di per sé, già maggiori entrate. Noi abbiamo avuto modo, attraverso 26 emendamenti, di dimostrare che era possibile articolare un prelievo dai contribuenti in misura completamente diversa, senza danneggiarli. Era possibile cioè tagliare spese inutili, tipo quelle culturali, per sostenere altre spese. Le feste e festini, che questa amministrazione predilige, potevano essere finanziate, per esempio, con il recupero delle evasioni, di cui invece nel bilancio non vi è traccia".

A proposito di tasse, lei ha chiesto anche la riduzione della tassa sui rifiuti solidi urbani, perché in un periodo di emergenza i cittadini non ottengono un servizio efficiente. Ma eravamo in emergenza anche sotto la vostra amministrazione!

"Certamente, noi siamo stati in emergenza sempre…"

…e non è stata mai ridotta la tassa.

"Ma non è stata neanche aumentata. Noi, però, abbiamo attivato un contenzioso, per circa 5 miliardi di vecchie lire, con la Fibe (la società incaricata dal presidente della ex giunta regionale di centro destra, Rastrelli — ndr), dicendo: noi non ti paghiamo perché non ci rendi il servizio. Nel contenzioso, che pende presso il tribunale di Benevento, abbiamo chiamato in causa anche la Regione Campania, e pare che questa impostazione, relativa alla responsabilità del disservizio causato dal cdr di Casalduni, sia stata accolta".

"L’Espresso", nel numero 17, riferisce che 8 dipendenti della gestione commissariale, per una "gita di servizio a Rimini", hanno alloggiato al Grand Hotel, al costo pro-capite di 280 euro a notte. Dei 33 milioni di euro spesi nel 2004, solo 6 sono finiti a sostegno della raccolta rifiuti. Possibile che questi costi debbano gravare sui cittadini?

"Il Commissariato esiste perché la Carta costituzionale prevede che, quando le Regioni non funzionano, lo Stato deve intervenire per le questioni di carattere essenziale, tipo la gestione dei rifiuti, nominando i commissari. Questo significa che Regione, Provincia e Comune non funzionano. L’ente maggiormente colpevole in questa vicenda è la Provincia di Benevento, perché sono passati anni senza che abbia fatto nulla per quanto riguarda la provincializzazione dei rifiuti. E oggi continua a non fare nulla, per cui ci ritroveremo, oltre ai rifiuti, tra poco, anche un’altra discarica, in cui saranno sversate vongole e cozze provenienti da Napoli".

Ma il Commissariato è stato istituito 13 anni fa (quando la Regione, la Provincia e il Comune non erano governati da centro sinistra).

"E sono 13 anni che non funziona. C’è una Regione di sinistra, dove c’è Bassolino; c’è una Provincia, dove c’è Nardone. Questa filiera esiste da anni. Fino a quando gli enti non funzioneranno, fino a quando esisterà questo centro sinistra, continueremo ad avere questi rifiuti".

E’ certo che l’anno prossimo avremo a Benevento la scuola superiore della Magistratura. Si ritiene che questa istituzione dia immagine, visibilità alla città e crei sviluppo, grazie al fatto che verranno qui centinaia di magistrati. Voi eravate un po’ scettici rispetto a questa iniziativa, portata avanti da Mastella. Ma ora come giudicate questo evento?

"Noi non siamo scettici; noi abbiamo detto che la Provincia e il Comune rischiano, per loro incapacità, anche su questo versante, di perdere una occasione che la città può cogliere attraverso la scuola. Noi siamo scettici rispetto all’incapacità della Provincia e del Comune, di essere in grado di dare una sede alla scuola, perché, al momento, non mi pare che ci siano progettualità e ipotesi concrete, se non il solo indirizzo della caserma "Guidoni". Sembra che tutto, ogni cosa che si fa a Benevento, vada alla caserma "Guidoni"! Però non pare ci sia un progetto. Io non ho visto un progetto definito, esecutivo, sull’ipotesi della scuola, che, se deve accogliere un turn over di 2000 magistrati, credo che abbia bisogno di una sede idonea, non solo dal punto di vista logistico, ma anche dal punto di vista della accoglienza. E non mi pare di aver visto un elaborato tecnico, che preveda, in maniera chiara, un progetto per accogliere questa scuola".

C’è da ritenere che, per non lasciarsi sfuggire questa occasione, affronteranno entro l’anno tutto quanto sarà necessario.

"Il nostro è uno stimolo a fare. Se noi diciamo che Benevento è migliore di Catanzaro, poi occorre che questo sia dimostrato con i fatti, cioè con una sede, che al momento non mi pare che ci sia".

Noi, in più di un’occasione, abbiamo avuto modo di giudicare, in maniera abbastanza critica, la scelta dell’amministrazione di aver fatto venire, dall’esterno, il comandante dei vigili urbani, mentre, localmente, nel Corpo, erano almeno 4 le persone in possesso dei titoli per avere la nomina di comandante. E probabilmente ce n’era qualcuna che ne aveva più delle altre tre. Non si è capito perché non si è fatta questa scelta. L’amministrazione ha assunto una posizione pilatesca, nel senso che, siccome nessuna delle 4 persone si è fatta indietro, non ha operato la scelta. Questo atteggiamento a noi non è sembrato giusto, perché una pubblica amministrazione, quando affida delle reggenze, fa delle scelte sulla base dei titoli e dei meriti degli aspiranti.

"Dovrebbe! Anche in questo caso, però, come in tanti altri casi, l’amministrazione ha fatto cose diverse, rispetto a quello che ha detto. Tre giorni prima, in Consiglio comunale, a una interrogazione su questo argomento, l’assessore De Lorenzo dice: risolveremo la situazione tra i beneventani. Tre giorni dopo, dice, invece, che la soluzione viene da Caserta".

Di recente questa amministrazione si è rimangiato l’impegno di ridurre l’Ici al 5 per mille per i locatori che utilizzano i contratti concordati.

"Ha offeso categorie professionali. Noi abbiamo portato in Consiglio le proposte del Sunia, un sindacato di inquilini che sicuramente non appartiene alla nostra idea politica".

Francamente, però, c’è poco da credere in questi contratti concordati, perché, quando vigeva l’equo canone, si facevano i contratti secondo quanto prescriveva la norma, ma poi si costringeva l’inquilino a pagare, in nero, anche anticipatamente, la differenza tra il fitto legale e quello reale, richiesto dal proprietario.

"Questo, eventualmente accade, ma la legge c’è. Allora l’amministrazione non può dire la sera prima, come fa sempre, che il problema è risolto, e il giorno dopo sostenere il contrario. Vuol dire che o non vuole fare quello che dice, o non sa quello che dice. Se sgombriamo il campo dalla malafede, allora vuol dire che non sa quello che dice".

Di recente, avete raggiunto un certo compromesso sulla gestione del partito. Secondo Martini, l’accordo è un pasticcio non digeribile. Tempo fa, l’ex assessore Petrucciano diceva che la mancanza di unità all’interno del partito, faceva perdere efficacia alla vostra opposizione verso l’amministrazione. Come sta realmente la situazione?

"Questo lo dirà il tempo. Noi abbiamo il dovere di prodigarci perché il partito raccolga il consenso che merita. Noi abbiamo il dovere di dare voce a tutti quelli che, a livello locale, hanno capito di aver sbagliato, hanno capito che questa amministrazione è incapace di governare e di rispondere ai cittadini, in termini chiari e precisi".

Il Congresso provinciale di An (che si svolge mentre scriviamo) servirà a suggellare il compromesso.

Giuseppe Di Gioia
pedigio@tele2.it

EDITORIALE , CITTÀ, CI SCRIVE L'ASSESSORE, SPORT

Home Page