UNA
AFFERMATA AZIENDA NAZIONALE PUNTA SUL SANNIO
Progetti
Spaziali a S.Giorgio del Sannio
Alla
Gavazzi Space SpA lavorano giovani laureati presso lUniversità
del Sannio
A San
Giorgio del Sannio è attiva da due mesi una sede dellaffermata
azienda italiana Carlo Gavazzi Space SpA che si occupa di progetti
in ambito spaziale. La Gavazzi Space ha il proprio quartiere generale
a Milano ed opera da più di venti anni nellambito della
tecnologia spaziale, partecipa a numerosi progetti internazionali
e collabora con la ESA, Agenzia Spaziale Europea.
La neonata realtà sannita è lesempio di come una
azienda affermata a livello internazionale abbia voluto puntare su
una area del Mezzogiorno dalle promettenti prospettive.
Impiegati alla sede di San Giorgio 16 giovani ingegneri per la maggior
parte laureati presso lUniversità del Sannio. Il
personale verrà raddoppiato entro il 2003, ha assicurato
Massimo Tipaldi, responsabile del settore Spazio.
In questo periodo il giovane ingegnere Tipaldi sta coordinando due
progetti finanziati dallESA per la realizzazione del software
che permetterà a bordo della Stazione Spaziale Internazionale
esperimenti scientifici in condizioni particolari di microgravità.
Lazienda Gavazzi ha inoltre in programma la realizzazione di
progetti di tipo più commerciale che hanno lobiettivo
di portare la tecnologia spaziale in ambito terra, come, per esempio,
per il monitoraggio ambientale, i navigatori satellitari ed i sistemi
di video-sorveglianza.
E evidentemente una realtà commerciale di forte richiamo
ed in crescente espansione che assicura alla terra sannita un grosso
prestigio ed unimportante prospettiva nellambito occupazionale
e di sviluppo.
La fiducia riposta nel Sannio scaturisce da diversi fattori. Primo
fra tutti una stretta e proficua collaborazione con lUniversità
del Sannio. La Gavazzi Space opera in sinergia con lateneo sannita
promuovendo, tra laltro, progetti in campo ingegneristico. Partiranno
a breve dottorati di ricerca.
E questa unopportunità importante per i neo-laureati
sanniti, come qualsiasi altro tipo dinvestimento che punti alla
ricerca e allo sviluppo.
La famigerata fuga di cervelli dalle realtà meridionali
della penisola è dannosa e sterile per i territori da cui si
scappa, fornire nel Sannio le possibilità perché ciò
non avvenga è assicurazione di crescita. Allo stesso tempo
lazienda è certa, investendo sulle risorse del territorio
e sui giovani locali, di evitare, in gran parte, la mobilità
del personale e quindi una costosa dispersione di energie.
Un altro fattore per cui San Giorgio è diventato la sede ideale
per il sorgere di nuove imprese è rappresentato dalle favorevoli
condizioni ambientali, ovvero la presenza di bassa criminalità
che incoraggia gli investitori.
La Carlo Gavazzi Space avvia così a San Giorgio del Sannio,
insieme ad unaltra azienda, la Telsey-Treviso che sorge nella
stessa area e si occupa di sistemi per telecomunicazione, il progetto,
promosso in tutta la regione Campania, per la realizzazione di poli
tecnologici dove far convivere diverse realtà aziendali in
crescente sviluppo.
Angela
Del Grosso
TORRECUSO
I
giochi sono già aperti per il dopo-Mortaruolo
La situazione
politica a Torrecuso è connotata da una serie di elementi di
crisi che non possono e non debbono essere ignorati né da chi
ha a cuore le sorti del paese, né da chi, come lEnte
Comune, riceve dai cittadini introiti erariali di rilevante portata.
Chi amministra un Comune ha un dovere particolare: garantire lesistenza
di un patrimonio storico, culturale e civile di rilevante valore.
A dire il vero negli ultimi tempi non è che a livello comunale
ci sia stata disattenzione totale: strade in buone condizioni, nuovi
impianti di illuminazione, sostanziale recupero del castello e del
centro storico. Ma il problema di fondo resta sempre lo stesso: interventi
parziali e non organici rischiano di introdurre, al di là della
buona volontà, elementi di rottura di equilibri già
precari per loro natura. Occorre evitare lo sperpero di denaro pubblico
e avviare una politica attraverso un piano di rilancio totale del
paese.
Ciò premesso, occorre compiere uno sforzo di analisi dei sistemi
dei contributi, partendo dai punti di riferimento esistenti, agendo
in fretta e con fermezza, anche perché gli enti ripartitori
dei contributi hanno sempre dimenticato Torrecuso. È necessario,
dunque, un chiarimento di fondo sugli stanziamenti, ricordando che
dal 2006 la CEE non elargirà più contributi. Se in questo
tempo non si avranno risultati, dovremo accontentarci delle elemosine
che la Regione e la Provincia avranno la compiacenza di concederci.
Il danno che ne deriverà sarà di duplice entità.
Da una parte si mortifica la professionalità di tanti che avrebbero
fatto sicuramente meglio in consiglio comunale, dallaltra si
nega, nei fatti, letica della ripartizione dei fondi. Allo stato
delle cose, per cercare di risolvere i numerosi problemi del paese,
esistono due strade. La prima è quella di seguire la regolare
prassi per ottenere i contributi, come è avvenuto in passato,
ma che non ha portato numerosi frutti; i tempi, poi, sicuramente saranno
troppo lunghi. Laltra strada, che sicuramente ci sembra più
rapida e razionale, è quella di aprire un tavolo di confronto
tra tutte le forze politiche per esporre i problemi e trovare le soluzioni
e i rimedi adeguati. A questo punto entrerebbero in gioco i politici
sanniti che pur tanti voti hanno preso a Torrecuso.
I problemi sono numerosi a partire dalla gestione del Consiglio Comunale,
che non può essere individuale ma collegiale perché
la gestione deve affrontare problemi diversi per loro natura e in
taluni casi addirittura conflittuali. Se un sindaco sia di destra,
centro o sinistra poco importa, è importante invece che non
abbia la presunzione di vivere in un castello davorio dal quale
governare i sudditi.
Bene hanno fatto i due consiglieri che hanno deciso di abbandonare
la maggioranza per mancanza di collegialità. Sono proprio i
cittadini che devono collaborare al momento di prendere decisioni,
per due ragioni essenziali: la prima è che, senza entrare nel
merito, ogni decisione tocca i loro interessi; la seconda è
che essi, meglio di chiunque altro, conoscono la realtà sulla
quale ogni provvedimento finisce per lincidere. Per razionalizzare
lattività e sfruttare al meglio le poche risorse disponibili
non si può procedere alla cieca. Occorrono regolamenti chiari
e precisi: nella specie lo statuto che deve dettare le regole che
riguardano specificamente lorganizzazione della macchina comunale
e deve sovrintendere al buon funzionamento del consiglio. Dovrebbero
operare anche le consulte in rappresentanza di cittadini, associazioni
e categorie. La consulta, essendo un organismo di rappresentanza non
può essere nominata dallalto (Sindaco o Assessore) ma
dal basso, cioè direttamente dai cittadini o dalle categorie.
Su queste linee generali, sarebbe bene far redigere dei piani per
i vari settori magari ricorrendo alle prestazioni di studi specializzati,
capaci quindi di mettere a punto uno strumento che consenta un contatto
diretto con il sindaco e la giunta. Tutto questo, naturalmente, è
il punto di arrivo e non di partenza.
Il cammino da percorrere è tanto, di qui la necessità
di immaginare qualcosa di diverso e di funzionale. I problemi del
paese non interessano nessuno, interessa trovare una persona idonea
a sostituire Mortaruolo. I giochi sono già aperti.
Speriamo che sia una persona capace e di prestigio (politico), che
possa fornire alla gente unimmagine affidabile e che sappia
innescare un meccanismo consiliare nel quale possano avere pari diritti
tutti i suoi componenti. Ciascuno di essi nellambito delle proprie
competenze, sappia fornire gli indirizzi necessari per la rinascita
di Torrecuso, senza nessuna forzatura.
Carmine
Pannella
ALLA
FINALE DEL CONCORSO "TEATRO IN MUSICA"
Successo
a San Gemini per "900 a Guardia Sanframondi"
Tra i
tanti modi con i quali si possono approfondire le conoscenze della
storia e delle tradizioni, quelli legati al teatro sono di certo i
più efficaci. Lennesima dimostrazione è giunta
da un lavoro portato in scena dagli alunni della scuola media "Sebastiano
Guidi" di Guardia Sanframondi a San Gemini, nellambito
della III edizione del concorso nazionale "Teatro in musica".
La rappresentazione, dal titolo "900 a Guardia Sanframondi"
e che rientra nel progetto di drammatizzazione dellistituto
comprensivo statale del dirigente scolastico Antonio Giordano, attraverso
un testo originale di Elena Cuoco, ha proposto alcune tappe importanti
dellultimo secolo legate alla storia nazionale ed ispirate ad
avvenimenti locali.
Con lausilio della tecnica del semicerchio e senza scenografie,
infatti, sono stati presentati sei episodi relativi: alla prima guerra
mondiale, allarrivo dellenergia elettrica a Guardia, al
fascismo, al consumismo (lavvento del cinema), alla pro loco
(riferita agli anni Settanta) ed al messaggio della scuola. Tutti
impreziositi da dialoghi e citazioni che hanno scandito la storia
della comunità guardiese, che ancora oggi rinnova certi aneddoti
anche a distanza di tempo. Mentre, un discorso a parte merita le musiche
(inedite) scritte ed eseguite alla chitarra da Erasmo Petringa (da
sempre al fianco di Eugenio Bennato), ad eccezione di "Imagine",
struggente brano di John Lennon che ha accompagnato unaccattivante
coreografia in chiusura dellallestimento. Per tutti applausi
e le congratulazioni dei membri la commissione giudicatrice che hanno
sottolineato la validità del messaggio e condiviso la capacità
di abituare gli alunni non solo al teatro, ma con il teatro.
Lautrice Elena Cuoco ne ha curato la regia con Speranza Foschini
e, con loro, Angelina Mancinelli e Olimpia DAddona per la preparazione
dei canti, Iris Pilato per le coreografie e Speranza Foschini per
le ricerche storiche. Questo lelenco dei mini-attori: Miriam
Barbato, Daniele Borrelli, Silvio Acinelli, Mariasperanza Assini,
Cinzia Bove, Antonio Cerbo, Andrea Conte, Miriam De Vincentis, Antonio
Di Bruno Falato, Giuseppe Di Santo, Teresa Di Virgilio, Ilenia Falato,
Rosa Foschini, Silvio Gambuti, Pasquale Garofano, Carmela Macolino,
Antonio Pingue, Antonio Petronzi, Rossana Pigna, Paolo Varrella, Lorenzo
Grillo, Annie Mastantuono, Alessia Pingue, Raffaele Gambuti, Vincenzo
Falato Bellisario; con componenti il coro ed il ballo: Angela Sebastianelli,
Alessia Pingue, Annie Mastantuono, Marianna Di Palma, Marina Ceniccola,
Filomena Pingue, Francesca Foschini, Marinella Di Blasio, Giovanna
Romano, Anna Mastantuono, Barbara Lombardi, Mariasperanza Assini,
Cinzia Bove, Rosa Foschini, Miriam De Vincentis, Rossana Pigna, Ilenia
Falato, Silvio Gambuti, Paolo Varrella, Antonio Falato Di Bruno, Teresa
Di Virgilio, Silvio Acinelli, Antonio Pengue e Antonio Petronzi.