I soldi vanno e vengono 



Benevento (Piazza Risorgimento), 23 Dicembre 2002.

“I soldi vanno e vengono, ma ciò che imparerai qui ti rimarrà per tutta la vita.” 

Questo mi disse il mio futuro datore di lavoro.Tanto bastò, per convincermi a firmare il mio primo contratto.Così, con l’inizio del nuovo anno, venivo trascinato a tutta velocità dal fiume della vita.

Al mattino mi svegliavo pieno d’entusiasmo. Giusto il tempo di prepararmi, che scendevo per strada. Lì fuori, c’era tutto un mondo da scoprire. Mangiavo aria pur di non rientrare a casa per pranzo. Ero sempre disponibile. Se c’era da fare qualche ora di straordinario, io rispondevo: presente!

Mi piaceva soprattutto attraversare la città prima dell’alba, quando fuori era ancora buio e tutti dormivano. È vero, la paga non era congrua. Accettai lo stesso quell’offerta di lavoro perché, anche se non mi mancava il pane, io avevo fame! Mancava poco alla fine di febbraio, quando mi recai in banca per incassare l’assegno del mio primo stipendio.

Quel giorno, solo per caso, mi ritrovavo tra le mani una busta gialla da lettera. Da allora, l’ho sempre portata con me! Mentre il cassiere contava quei pochi soldi, affioravano nella mia mente i ricordi del mese precedente: le persone incontrate, l’esperienze vissute, le competenze acquisite.

Terminata la conta, inserivo tutto nella mia busta. Prima di uscire, la soppesavo in una mano e mi sentivo appagato.Oggi quella fame di vita non sempre l’avvertiamo nei nostri ragazzi.

Un po’ è anche colpa nostra, li abbiamo viziati troppo! Volevamo avessero ciò che a noi è mancato.

Non ci siamo mai fermati a riflettere, nemmeno per un istante, che forse la nostra forza è frutto proprio di quelle rinunce, di quei sacrifici.  Senza volerlo, li abbiamo indeboliti. Assurda, infatti, è questa nostra ossessione di proteggerli dalla vita.

Buttiamo via il libro dei sogni e raccontiamo la verità ai nostri figli: Il lavoro, soprattutto quello buono, non verrà a cercarvi. Dovrete essere voi bravi a trovarlo! Sarà necessario scendere di casa e potrebbe non essere sufficiente. Allora bisognerà uscire dal proprio quartiere, dalla nostra Benevento e probabilmente dalla Campania. E’ anche vero, però, che il Nord non potrà accoglierci tutti.

È per questa ragione che una classe politica illuminata, dovrà affrontare e risolvere la madre di tutti i problemi: la questione meridionale. E’ tempo di arrestare questa emorragia di giovani! La soluzione non potrà e non dovrà essere amputare il Sud, ma neanche rimanere fermi a guardare.. cosa?

Oggi più che mai, il mio consiglio ai più giovani è: “Nei percorsi formativi e lavorativi, assecondate sempre le vostre passioni. Non scegliete, cosa fare della vostra vita, solo in base ad un semplice calcolo economico.

I soldi? Vanno e vengono!”

In fede.

Beniamino Furno

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