Nota di ”Altra Benevento” sulla lettera di Pompilio Forgione ai sindaci del Sannio per l’adesione al nuovo servizio idrico

Per il gestore unico del servizio idrico l’EIC è stato commissariato ma il coordinatore del distretto sannita vuole imporre ai 78 sindaci del Sannio la costituzione di una società a “scatola chiusa”. A Benevento tacciono i consiglieri di maggioranza e di opposizione, invece da Baselice parte il confronto tra amministratori e cittadini. 

Sono scaduti l’8 novembre i 90 giorni entro i quali, ai sensi del Decreto Legge 115 del 9 agosto 2022, l’Ente Idrico Campano avrebbe dovuto affidare ad un nuovo gestore unico la fornitura di acqua e i servizi di depurazione in tutti i comuni della Provincia di Benevento. 

Ovviamente non lo ha fatto ed era certo che in tempi così stretti non avrebbe potuto raggiungere questo obiettivo particolarmente complesso, ma Clemente Mastella e i suoi seguaci, ormai confinati solo nel Sannio, invece di coinvolgere nella discussione e nelle decisioni quantomeno i consigli comunali di tutta la provincia, hanno voluto imporre comunque la forma di gestione: una società con la partecipazione di tutti gli enti locali della provincia di Benevento e di un privato che sarà socio di maggioranza relativa.

E così, in tutta fretta e con la collaborazione dei sindaci PD, i mastelliani in soli tre mesi hanno scisso il distretto Calore Irpino dell’EIC, costituito il nuovo distretto sannita che il 25 ottobre, a porte chiuse e senza alcuna informazione preventiva, ha approvato la proposta preannunciata da Mastella con 23 voti favorevoli e 5 astensioni, poi ratificata dal comitato esecutivo dell’EIC proprio l’8 novembre. Pertanto, in Irpinia il gestore unico sarà totalmente pubblico ed invece nel Sannio bisognerà consentire a un privato di fare affari con l’acqua partecipando alla società di gestione con il 45% delle quote.

Dal 9 novembre la competenza per gli atti relativi alla individuazione e alla nomina del gestore unico con il socio privato è trasferita al presidente della Regione Campania, ma lo stesso giorno il coordinatore mastelliano del distretto sannita, Pompilio Forgione, ha inviato a tutti i sindaci del Sannio la lettera con la quale chiede che siano approvate con urgenza le delibere dei consigli comunali per l’adesione alla nuova società. 

La lettera è stata accolta con preoccupazione soprattutto dai Comuni che ora gestiscono direttamente il servizio idrico perché l’adesione al nuovo gestore comporta la cessione delle sorgenti a condizioni finora sconosciute. 

In difficoltà sono pure i 31 comuni sanniti che ancora aderiscono al Consorzio Alto Calore, con relativi crediti e debiti, e che adesso dovrebbero partecipare anche alla costituzione del nuovo gestore.

Ma la lettera di Forgione inquieta tutti gli amministratori (tranne gli obbedienti mastelliani) perché finora non è stata definita la bozza di statuto da approvare e neppure si sa quale dovrebbe essere il capitale sociale e quali sarebbero le singole quote dei Comuni.

Soprattutto non si conoscono gli obiettivi del nuovo gestore unico considerato che il Piano d’Ambito sannita non è stato ancora approvato né discusso con sindaci che, pertanto, dovrebbero sottoporre ai consigli comunali proposte di delibere per costituire una società “a scatola chiusa”. 

Insomma, si conferma che l’acqua è al centro di politiche affaristiche ed oscure manovre politiche ma a Benevento rimangono in silenzio anche i consiglieri di opposizione. 

Invece nel fortore qualcosa si muove ed infatti domani, 15 novembre, alle ore 18, a Baselice gli amministratori comunali discuteranno con i cittadini cosa fare a difesa dell’acqua, bene comune primario e indispensabile per la vita.

Gabriele Corona, movimento politico “Altra Benevento è possibile

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