L’acqua è pubblica : ai privati la sua gestione è più elastica


geppinopresta

L’assemblea dell’Ente Idrico Campano (EIC-Distretto sannita), svoltasi nei giorni scorsi nella sede di Via Traiano a Benevento, prima dell’inizio dei lavori, ha visto la decisione del presidente dell’Assemblea (Pompilio Forgione) impegnato a far sgomberare l’aula dai rappresentanti della stampa. In pratica quella riunione, pubblica, si è tenuta a porte chiuse , come se ad essere discussa fosse stata una delibera su di un argomento coperto da privacy.
E questo non va bene.
Dopo questa parentesi si può benissimo passare a quanto decisio nel corso dei lavori.
L’assemblea dei 30 componenti, alla seconda seduta, dopo quella della elezione del presidente, aveva per oggetto “la forma di gestione del servizio idrico integrato per i 78 comuni della provincia di Benevento. “
Contro la soluzione, prevista dalla delibera, erano scesi in piazza soprattuto il Comitatao Acqua Bene Comune insieme ad altre associazioni. La richiesta della gestione  della “acqua pubblica ”  non ai privati era alla base della manfestazione.
L’assemblea decideva, con 25 voti favorevoli, la costituzione di una società composta per il 51% da capitale pubblico ed il 49% da privati.
Ora, al di là di tutto, c’è da sottolineare che l’acqua potabile, che arriva nelle case sannite, è di propietà pubblica,in quanto è proprio l’EIC Campano a distribuirla ai Comuni. Ad EIC Distretto sannita,  in pratica compete la gestione ,vale a dire la distribuzone nelle abitazioni e altre utenze e gli interventi sugli impianti esistenti nei singoli comuni.
E’ questa fase che contestavano e contestano le varie associazioni.Per loro anche questo servizio deve essere pubblico.
Ma se in un paese ciò è possibile, essendo comunque facile istituire una struttura operativa, per l’intera provincia occorrerebbe una cospicua taske force gestita direttamente dall’Entre idrico Una struttura che sarebbe  legata alle maglie della burocrazia,della politica e spesso dall’umore dei suoi dipendenti.
Al di là del retro pensiero su come si intende la politica.
La maggioranza di capitale dell’azienda comunque permettrebbe alla parte pubblica  una più intensa vigilanza,una minore evasione e morosità e, quasi certamente, anche una presenza utile di personale e non già intasata dalle raccomandazione del politico di turno.
Forse quella percentuale(49%), seppur minoritaria,appare troppo alta,ma resta il fatto che sarebbe libera , in gran parte, dalle maglie e lacciuoli della burocrazia.
Come poi si puo insistere sulla gestione pubblica se da queste parti è stato un fallimento?
Ricordo solo la gestione pubblica(????) del Consorzio Idrico Alto Calore e ie vicissitudini giudiziarie ancora in corso.
In chiusura pare che la quota pubblica di partecipazione debba salire al 55%.
E, a proposito di acqua, grosso passo avanti per il depuratore, come si legge in una nota stampa da parte del Comune di Benevento. Forse è la volta buona. Nel 1980 l’opera fu pure appaltata ……ma da allora la sua realizzazione non è mai avvenuta.

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