Come sono arrivati i Longobardi a Benevento e come è nato il ducato

  Il Teatro Romano di Benevento per due giorni consecutivi, il 10 e l’11 settembre    ha ospitato la rievocazione storica della nascita del Ducato di Benevento,  che ha visto impegnate varie associazioni e la Schola Cantorum “Orbisophia”, che ci ha dato un saggio del canto beneventano, con l’alleluia ed il Sanctus.      Il canto beneventano, a differenza di quello gregoriano, composto da  otto modi,  possedeva solo due modi e resistette, fino all’XI secolo, quando fu proibito da papa Stefano IX.

  Il lavoro è stato realizzato, come dicevamo,  grazie a varie associazioni: I Cavalieri del Giglio, Forte Braccio Veregrense, Historia Bari, Corbi di Diano, Numerous Kynatnon, Ausculum in Apulia, e la Compagnia Stabile di Benevento.

   Del Presidente Michelangelo Fetto, che ha curato la regia insieme ad Alessio Fragnito e ad Antonio Intorcia, e che  non ha potuto partecipare all’evento, si è sentita la mancanza e di questa circostanza si è molto rammaricato il Prof. Alessio Fragnito.

   Egli  è il Presidente  dell’Associazione Culturale Benevento Longobarda ed anche l’artefice delle rievocazioni storiche che sono iniziate a Benevento nel lontano 2012. A lui va il nostro plauso per aver dato vita a questa associazione, aver creato presso la sua abitazione anche un Museo longobardo, da visitare assolutamente, permettendo così a tutti di conoscere la vita e le gesta di questo popolo, che ha lasciato alla nostra città, tesori quali la Chiesa ed il Chiostro di S. Sofia, riconosciuti patrimonio dell’Unesco nel 2011, e le Mura longobarde, con la Torre della Catena.

  Il lavoro è nato su uno studio approfondito e completo delle fonti storiche, degli autori Procopio, Hirsch, P.Diacono, M.Rotili e molti altri. Ben 17 sono stati gli interpreti principali, mentre hanno fatto parte degli eserciti 47 persone, ed i civili sono stati 16, 5 arcieri arcieri, di cui ben 4 donne. Tutti hanno dato prova della loro bravura.

  Un grandissimo ringraziamento va agli sponsor: Immobiliare Duomo, L’associazione Terra Mia, Mario Balestrieri Centro Ottico, l’Azienda Agricola Bio In, Aquilone Artigianato, Dionisio  Ristorante, Luci e Designe, a cui noi siamo molto grati perché, con il loro sostegno, abbiamo potuto  rivivere antichi momenti della nostra storia, che ci spiegano anche un po’ da dove veniamo.

  Nella narrazione della nascita del Ducato di Benevento, ci ha guidati   Antonio Intorcia, che ha interpretato il ruolo di Godeperto.  Questi era un longobardo da sette generazioni e come ogni buon longobardo ricordava, perfettamente a memoria, la storia delle sue sette generazioni precedenti. Infatti era molto forte la cultura orale, anche se, come ben sappiamo, i Longobardi svilupparono anche una scrittura, quella beneventana, grazie alla quale scrivevano il latino.  Godeperto, dunque, dopo essersi presentato ha raccontato la nascita del Ducato di Benevento, che in realtà, ebbe origini dalla volontà dell’Imperatore Romano d’Oriente, Giustiniano. Egli  voleva restaurare l’antico Impero Romano e per fare ciò,  doveva riconquistare l’Italia, caduta nelle mani dei Goti. Essi, guidati dal re Totila, avevano raccolto tantissimi successi, tanto che l’Imperatore si vide costretto a sostenere i Longobardi, nella loro lotta contro i Gepidi, per ottenerne l’aiuto.


  Una volta sconfitti i Gepidi, i Longobardi divennero alleati di Giustiniano, che poté così chiedere loro di lottare al suo fianco, contro i Goti. Per quest’ultimi non vi fu nulla da fare. Infatti, furono definitivamente sconfitti.

 L’Imperatore, dunque, nominò un suo prefetto in Italia, che iniziò a chiedere tasse e tributi molto più alti di quelli che le geniti italiche pagavano ai Longobardi. La situazione precipitò alla morte di Giustiniano, perché il suo successore, Giustino ruppe definitivamente l’alleanza con i Longobardi e si schierò con i loro nemici di sempre: i Gepidi.

 La vittoria dei Longobardi fu però schiacciante, saccheggiarono l’Italia a ferro e fuoco, e nel 571 Zottone fu nominato primo Duca della città. Il popolo germanico entrò dunque in contatto con la cultura bizantina, si convertì al Cristianesimo ed organizzò i suoi territori in ducati, molto autonomi rispetto al potere centrale che si era insediato a Pavia. Benevento visse un momento di intenso benessere e prosperità. 

 Iniziò così il periodo longobardo a Benevento, che sarebbe durato fino all’anno 774, quando i Longobardi subirono una prima sconfitta ad opera dei Franchi, nel 774, appunto. Il declino fu lento ma inevitabile fino al 1077, anno in cui fu dichiarata la completa sudditanza, dell’ex Ducato di Benevento, allo stato Pontificio dal vincitore  normanno Roberto  d’Altavilla, detto il Giuscardo.

  Da quella data in poi Benevento divenne parte dello Stato Pontificio, fino al 1870, data in cui cessò definitivamente il poter temporale dei Papi e fu possibile la completa riunificazione dei territori italiani.

  La domanda è: ”Da quel lontano periodo di splendore, forza ed influenza, che cosa ci è rimasto?  Dopo la decadenza ci siamo ripresi?”.

Maria Varricchio

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