La commistione tra le competenze dell’OSL e quelle del Comune di Benevento ha alterato e resi fittizi i bilanci del 2017 e del 2018. Lo hanno dichiarato le ispettrici ministeriali.

 La relazione delle ispettrici del MEF sulla condizione finanziaria, sulla tenuta dei conti e sui bilanci del Comune di Benevento, in epoca mastelliana, continua a far discutere, a dispetto dell’amministrazione comunale che voleva mettere a tacere ciò che hanno rilevato le inviate del predetto Ministero.

 La mattina del 9 settembre, i consiglieri di Alternativa per Benevento (Luigi Diego Perifano, e Angelo Miceli,  di Città Aperta, Giovanni De Lorenzo, Raffaele De Longis, MarialetiziaVarricchio, del Partito Democratico, assente Floriana Fioretti, capogruppo Pd, perché trattenuta da impegni inderogabili),del Centro Democratico (Luigia Piccaluga), assente il calendianoVincenzo Sguera, eletto nella lista Civici e Riformisti. e i consiglieri di Civico 22 (Angelo Moretti e Giovanna Megna), hanno tenuto una conferenza stampa per comunicare la gravità, semmai ce ne fosse stato ancora bisogno dopo la pubblicazione integrale della relazione da parte di “Altra Benevento è possibile”, di quanto constatato dalle ispettrici ministeriali. E la comunicazione si è rivelata davvero importante perché Luigi Diego Perifano, portavoce di Alternativa per Benevento, Giovanni De Lorenzo, Giovanna Megna, Angelo Miceli e Angelo Moretti hanno commentato i vari passaggi della relazione.

 Luigi Perifano, in apertura della conferenza, ha precisato: “Appena avuta notizia della nomina delle ispettrici ministeriali, abbiamo redatto una memoria, regolarmente consegnata alle ispettrici, con la quale abbiamo rimarcato tutti i punti critici, già evidenziati nella gestione contabile e finanziaria del Comune di Benevento. Ritorniamo, quindi, su questa relazione per sottolineare come il grido di allarme, che è stato  elevato negli scorsi mesi, ha trovato sempre un riscontro con questa relazione,perché la critica fondamentale che viene rivolta all’amministrazione comunale è di aver creato una confusione contabile tra la gestione del dissesto e la gestione ordinaria dei conti dell’Ente”. 

 Poi, ha continuato: “La relazione usa una espressione precisa: ”Vi è stata una commistione delle due contabilità”, quindi ritornando su quella denuncia, che era stata formalmente sporta dal presidente dell’Osl (Organo Straordinario di Liquidazione – ndr),Ricciardi.  Che cosa ha comportato  questa commistione tra le due contabilità? Guardate, io sarò molto attento nell’utilizzo dei termini e mi avvarrò delle espressioni che sono contenute nella relazione, perché la pesantezza e la gravità di queste espressioni è sufficiente ad evidenziare quello che è successo al Comune di Benevento.  Le ispettrici dicono che è stata mantenuta in bilancio,fino all’intero esercizio del 2018, la gestione dei residui attivi e passivi di competenza dell’Osl e si è così determinato un risultato di amministrazione alterato. Attenzione al termine. Questo è un linguaggio ministeriale, quindi voi dovete immaginare che esso sia accompagnato da tante cautele, ma alterato, nella enciclopedia Treccani, significa “artefatto”, “manipolato”, “falsato”. Scegliete voi il sinonimo che più vi aggrada,  ma questo è il giudizio che viene formulato dalle ispettrici ministeriali, che rincarano la dose”. 

 “Da questa commistione, quindi”, ha proseguito Perifano,“dall’utilizzo improprio dei residui attivi e passivi, quindi di somme che dovevano essere gestite dalla Osl, e che sono state invece gestite dal comune, che cosa è conseguito? Lo dicono le ispettrici ministeriali. Da questo, ne conseguiva implicitamente il conseguente fittizio raggiungimento del pareggio finanziario e degli equilibri in fase di bilancio previsionale negli esercizi 2017-2018. Anche qui io non ritengo di dover aggiungere niente se non per ricordarvi che, sempre nell’enciclopedia Treccani, il termine “fittizio” significa “finto”, “irreale”, “ovvero privo di corrispondenza con la realtà”, “ingannevole”. Ma, se in una ispezione ministeriale, verificando i conti del comune si arriva a dire che gli equilibri sono stati alterati e che i risultati sono fittizi , beh io credo che ci sia molta materia di riflessione e che tutto quello che abbiamo denunciato e lamentato, negli scorsi mesi, ha trovato in questa relazione una conferma durissima. E c’è un altro passaggio su cui vi prego di fare attenzione, perché la problematica non riguarda soltanto la gestione del dissesto: sono passati ormai 5 anni dalla dichiarazione di dissesto e stiamo ancora ad Adamo ed Eva, e la relazione ministeriale su questo bacchetta severamente l’amministrazione comunale, dicendo che ci vuole più collaborazione. Non basta rendere la disponibilità di risorse, ci vuole una integrazione di competenza e di funzioni che consenta di accelerare la procedura. Ma c’è un ‘altra cosa gravissima che viene evidenziata nella relazione ispettiva. Voi sapete che il dissesto è stato dichiarato nel 2017 (10 gernnaio, per la precisione – ndr), quindi c’è una sorta di linea di demarcazione che è il 31 dicembre 2016. Tutto quello che riguarda la gestione antecedente al 31-12-2016 deve confluire nel dissesto. Il pagamento dei creditori, quindi, che vantano nei confronti del comune di Benevento  un credito maturato anteriormente al 2016, è di competenza dell’Organismo Straordinario di Liquidazione. Punto. Non si discute”.

 “Guardate”, ha denunciato Perifano, “che qui sono stati effettuatipagamenti

di competenza della Osl, nella stragrande maggioranza dei casi, diciamo quasi nella stragrande maggioranza dei casi, da parte del comune, e non si tratta di bruscolini (la capacità di Mastella di costituire clientele, per costruire consenso, non conosce limite. Con questa capacità, e con l’abilità di essere un manovriere consumato, ha rivinto le elezioni. Lui, che è molto pragmatico, sa che i programmi vengono presi in considerazione solo da persone libere, quelle che non devono ringraziare per aver avuto qualcosa o che sono in aspettativa rispetto ad una promessa. Quindi, lui deve assoggettare a sé i suoi potenziali elettori – ndr)perché, per quanto emerge dalla relazione, stiamo parlando di una cifra che supera i 21 milioni di euro. Avete sentito bene: 21 milioni di euro, che sono stati pagati al di fuori delle procedure normative previste dalla gestione del dissesto. E’ chiaro che avranno beneficiato di questi pagamenti persone che avevano certamente diritto, ma che sono stati privilegiati rispetto ad altri. Quindi, adesso noi chiederemo l’elenco preciso di questi creditori che hanno usufruito di questa corsia preferenziale. E ripeto:stiamo parlando di 21.126.974 euro, citati  dalla relazione ispettiva”.  

  “Altre bacchettate”, ha denunciato ancora Perifano, “sono arrivate sulla questione del fondo dei crediti di dubbia esigibilità, altre contestazioni sulla gestione della cassa. Io vado per sintesi, io vi dico le cose più importanti, ma questa è una roba esplosiva, per certi aspetti, perché ad un certo punto le ispettrici ministeriali dicono: “guardate che nel 2017, nel  2018, nel 2019 vi siete tenuti in cassa somme molte importanti che non avete impegnato nella gestione”. Soltanto nel 2019, 13 e passa milioni di euro sono in giacenza sui conti correnti. Con quale conseguenza?  Con la conseguenza che c’è stato un ingiustificato ricorso ad anticipazioni di tesoreria, perché, se tengo i soldi sul conto corrente, non sono costretto a chiedere anticipazioni, sulle quali si applicano gli interessi aggravando i conti del Comune. Di qui, la contabilizzazione di residui attivi non più esistenti. Che cosa dovevano dire di più gli ispettori ministeriali, io non saprei , perché, ripeto, il quadro che ci è stato consegnato è un quadro allarmante in cui emerge, con chiarezza, un deficit di trasparenza,oltre che la violazione dei principi elementari della contabilità degli enti locali”.

“Tutto questo”, ha affermato Perifano, avviandosi alla conclusione, mette in crisi il racconto di Mastella che sentiamo ripetere una infinità di volte: ”ho trovato un Comune con i conti disastrati, ho dovuto dichiarare il dissesto.  Ma il giorno dopo questa è diventata una casa di vetro, con tutti i conti in ordine, con una gestione amministrativa e contabile oculata”. Evidentemente, il Ministero delle Finanze non la pensa così. Vedremo che cosa avrà da dire Mastella al riguardo, quali saranno le controdeduzioni cui l’amministrazione è obbligata, perché il Ministero adesso vuole delle spiegazioni, rispetto a quanto ha messo per iscritto. Ma, certo, quel racconto è evidentemente frutto di fantasie, e ci sono tanti punti che meriterebbero un approfondimento. Il dott. Ricciardi, che aveva denunciato per tempo, questa situazione, si è poi dimesso, e non abbiamo mai saputo se queste dimissioni sono state spontanee. Però, su un punto, io voglio essere chiaro: noi non abbiamo nel mirino i dirigenti della struttura, non ce la prendiamo con i funzionari del Comune, qui c’è una responsabilità politica,che riguarda esclusivamente il sindaco della città e l’assessore alle Finanze. Ma, poiché, non a caso, l’assessore alle Finanze è un tecnico, dobbiamo ritenere che tutte le operazioni contabili, che sono state censurate in questa relazione del Ministero, sono operazioni contabili eseguiti con il consenso o forse sotto le direttive del sindaco della città e dell’assessore alle finanze. Sono loro i responsabili delle anomalie rilevate nella ispezione ministeriale, e sono loro che ne dovranno rispondere in sede politica, perché dovranno dar conto al Consiglio comunale di quello che è successo, e probabilmente non solo in sede politica,perché, come sapete, la relazione ispettiva è stata già trasmessa alla Corte dei Conti”. 

Di seguito, Giovanni De Lorenzo ha fatto brevi considerazioni sulla parte della relazione relativa alla commistione tra le due gestioni, quella dell’Osl e quella ordinaria del Comune, almeno per quello che riguarda i primi anni  del dissesto, perché le ispettrici del Ministero, nelle prime pagine della relazione,menzionano la circolare n. 21 del 1993 del Ministero dell’Interno,in cui è spiegato l’unico caso in cui si può procedere al pagamento di somme non di competenza dell’osl, ed è il caso in cui non si è proceduto ancora alla nomina  dell’Organo Straordinario diLiquidazione.  Ma questo caso non rientra chiaramente in ciò che è stato preso in esame   dalle ispettrici, le quali scrivono, infatti,che “al di fuori di tale specificata situazione non è possibilederogare alla competenza dell’Osl, in ordine a pagamenti di residui”. Dopo di che le ispettrici hanno proceduto ad una verifica a campione dei mandati di pagamento e delle somme che sono state pagate nel periodo iniziale del dissesto e si sono focalizzatein particolar modo nella gestione 2017 e 2018.

  Poi,  la consigliere Giovanna Megna ha esordito:  “Ci siamo ritagliati questo spazio soprattutto con l’intento di cercare di tradurre sul paino politico quelli che sono dei rilievi tecnici che spesso sfuggono alla comprensione dei più. Quindi, lo sforzo chedobbiamo fare è innanzitutto quello di cercare di condividere in maniera, anche semplice, se volete anche un po’ semplificata,alcuni rilievi che riteniamo gravissimi. Quello su cui vorrei focalizzare l’attenzione non è soltanto ciò che riguarda la gestione dell’Osl e la gestione dell’Ente, cioè pre e post dissesto, ma tutta una serie di rilievi altrettanto gravi,  e molto allarmanti, che riguardano la gestione post dissesto, perché noi qui abbiamo tutta una serie di rilievi che ci fanno rimanere poco sereni per l’immediato futuro, e, utilizzando le parole delle ispettrici, il rischio non è ipotetico, il rischio è concreto e attuale. Partiamo da  un punto importante. Le ispettrici dicono che il dissesto è stato dichiarato per la scarsa capacità di riscossione delle entrate tributarie. Poi, Mastella, divenuto sindaco,  dà una narrazione idilliaca sul cambio di passo. Ebbene, questo cambio di passo sulla capacità di riscossione dell’ente, ahi noi, non c’è stato,perché storicamente c’è una difficoltà ad incassare, e questa difficoltà si mantiene anche negli anni, dal 2017 in poi. Qual è la conseguenza pratica? È che noi ci ritroviamo ad accumulare anno su anno i cosiddetti residui attivi. Cosa sono? Sono dei crediti che sulla carta abbiamo ma che non abbiamo ancora trasformato in moneta. Vi rendete conto che questa mole, non presente nella relazione, è diventata, nel 2021, una montagna?! C’è un rischio enorme: quanto più la mole dei crediti è altissima, tanto più sono anziani questi crediti. Una urgente verifica è stata già stimolata in realtà dagli organi revisori, e anche qui c’è un grave difetto di trasparenza. Qual è il rischio ulteriore? Quando un ente si trova ad avere questa situazione di residui attivi consistenti, lo strumento, che io chiamo salvagente, è quello di cui parlava l’avv. Perifano: il fondo crediti di dubbia esigibilità. A cosa serve? E’ una specie di cuscinetto, un ’accantonamento che si fa per tutelarsi rispetto al rischio di cui parlavamo prima”.  

 Inoltre, ricalcando quanto detto dai consiglieri che avevano già parlato, sono intervenuti anche Angelo Moretti e Angelo Miceli.

Gli strascichi rispetto alla relazione ispettiva e alla conferenza di Alternativa per Benevento e di Civico 22

 Rispetto, alla relazione delle ispettrici ministeriali,  Fausto Pepe, sindaco di centro sinistra dal 2006 al 2016, attualmente vice segretario del Pd,  con una nota, di cui questo giornale ha pubblicato in modo asettico il contenuto, si è meravigliato di come, su quanto rilevato dalla inviate del MEF non si sia aperto un doveroso dibattito, per far luce sul dissesto fittizio e politico, dichiarato da Mastella all’inizio del 2017 e sulla commistione delle due contabilità. Il sindaco Mastella ha replicato, con male parole,  come al solito, a Fausto Pepe, con una nota, di cui questo giornale ha pure pubblicato in modo  asettico il testo integrale. 

 Mastella, però, dopo le male parole, non ha detto che, durante la gestione di Fausto Pepe, sono pervenuti all’incasso moltissimi debiti lasciati dal sindaco Antonio Pietrantonio, amico politico, nella Prima Repubblica, e personale, tuttora, di Mastella, un sindaco, Pietrantonio, che, pur amministrando il Comune per più di dieci anni in periodo di vacche grasse, ha gestito gli ingenti fondi della 219 (legge sul terremoto) e tuttavia ha determinato, infine, il primo dissesto, non politico, del Comune.  

 Non ripubblichiamo quindi le due note per non ripetere quanto già riportato dal nostro giornale. Vale la pena però pubblicare la nota, non pubblicata da questo giornale, che il  Partito Democratico ha diffuso in risposta a quella di Mastella controFausto  Pepe.

Eccone il testo:

 “È così difficile per Mastella documentare le sue ragioni al posto di sottoporre direttamente o indirettamente ad offese chi sostiene il contrario di quanto da lui affermato? Mi sembrano le regole sane della nostra democrazia a cui egli mutuando la sua storia, spesso si richiama.

  Fausto Pepe ha posto questioni di carattere amministrative, tra l’altro riferendosi a documenti ufficiali ed ai rilievi degli ispettori del ministero dell’Economia e delle Finanze, che definiscono i bilanci 2017 e 2018 “alterati” così come il risultato di amministrazione.

 Anche in questa campagna elettorale, spesso i Mastella hanno rivendicato i luoghi di confronto per poter esprimere le proprie ragioni. È giusto. Si sono lamentati e il sindaco Mastella ha minacciato anche di fare uno sciopero della fame poi, abortito. Poteva anche insistere per l’affermazione di un diritto che egli ritiene appartenesse alla sua formazione politica ma ha declinato.

 Questo stesso diritto al confronto non deve essere negato a chi ha diretto il Comune di Benevento per 10 anni, con collaboratori che oggi sono al servizio di Mastella anche se dallo stesso criticati per la inefficienza amministrativa di quando ricoprivano posizioni, di tutto rispetto, nelle due amministrazioni di Fausto Pepe. Fausto Pepe rappresenta il PD sannita nella veste di vice segretario provinciale vicario.  Mastella si svesta degli abiti di chi ritiene di poter dare solo regole di insegnamento e umilmente si confronti pubblicamente con Fausto Pepe, si scelga i giornalisti di comodo, si scelga i media da utilizzare, le televisioni da coinvolgere. Dia un esempio di chiarezza e non scappi come spesso accade quando si sente politicamente scoperto”.

  Ma, stranamente, rispetto al commento dei consiglieri di Alternativa per Benevento e di Civico 22, sulle gravi contestazioni mosse all’amministrazione Mastella dalle ispettrici ministeriali, l’assessore alle Finanze, Maria Carmela Serluca, ha ritenuto pure di intervenire, sostenendo che farà chiarezza nelle controdeduzioni.

 Ecco il testo della nota di Serluca:

 “L’amministrazione è impegnata serenamente nell’attività, seria e scrupolosa, di controdeduzione alla relazione che le ispettrici della Ragioneria generale hanno depositato. Sono meravigliata che un semplice atto di ispezione tecnica che rientra nel normale binario di interlocuzione tra lo Stato e l’Ente locale sia oggetto di una strumentalizzazione politica che rischia di trasformare tutto in un’inutile gazzarra”. Così in una nota l’assessore al Bilancio Maria Carmela Serluca.

“Dal punto di vista tecnico e premesso che le risposte dobbiamo fornirle al Ministero dell’Economia e delle Finanze-Ragioneria generale dello Stato dopo i nostri approfondimenti interni, vogliamo tuttavia fornire alcuni preliminari e doverosi chiarimenti tecnici alla luce della gragnuola di accuse strumentali propinate dai gruppi d’opposizione e non solo”.

“Negli anni 2017 e 2018 l’amministrazione ha tenuto contabilità unitarie tra Organismo straordinario di liquidazione e gestione ordinaria. E’ fondamentale specificare che, de iure condicio, è rimessa alla libera determinazione dell’Ente la scelta in ordine alla modalità di gestione delle due contabilità. Anzi, la Corte dei Conti è orientata proprio a tenerle unite. Questo è chiaramenteevidenziato nella relazione delle ispettrici della Ragioneria generale dello Stato ed è un passaggio che tutti i censori di queste ultime ore hanno omesso volutamente. In ogni caso,nell’anno 2019 l’Ente, raccogliendo diverse sollecitazioni tra cui quella dell’organo di revisione contabile, ha scelto di separare le due contabilità. Pertanto il risultato determinato negli anni 2017 e 2018 non poteva che essere quello determinato dalla gestione unica: un qualche cosa di lapalissiano. Rispetto alla questione dell’uso dell’avanzo di amministrazione nell’anno 2017, le somme, utilizzate per pagare una tassa, sono state recuperate. Non si è registrata dunque nessuna alterazione di Bilancio perché i documenti contabili dovevano essere approvati nel rispetto degli schemi previsti dalla Legge. 

Gli equilibri di bilancio sono stati sempre salvaguardati attraverso la conservazione dell’avanzo di amministrazione che si sarebbe generato nel 2018, come risulta proprio dai prospetti redatti dalle ispettrici.  Par condicio creditorum: nessuna violazione. Le somme che sono state pagate dal Comune, in bonis, sui residui di competenza dell’Osl sono somme riferite a fondi vincolati o soggetti a rendicontazione. Se avessimo fatto diversamente, il Comune avrebbe perso i finanziamenti (a titolo esemplificativo citiamo, per tutti, il PIU Europa) arrecando quei ‘gravi e comprovati pregiudizi economici per l’Ente’, che – contemplati da una circolare del Ministero degli Interni (numero 21 del 1993) – abbiamo impedito, evitando di esporre il Comune di Benevento a danni irreversibili che altrimenti si sarebbero prodotti”. 

“Chi prefigura scenari apocalittici e conseguenze politiche sul Consiglio comunale mente sapendo di mentire, alimentaun becero allarmismo ed è soprattutto in malafede”. 

Saremo lieti di leggere le controdeduzioni della Serluca e le conseguenti determinazioni della Corte dei Conti.

Giuseppe Di Gioia

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