La senatrice Lonardo espone la sua attività parlamentare: troppo fumo e niente arrosto

Non abbiamo partecipato alla conferenza stampa, tenuta dalla senatrice Sandra Lonardo Mastella il 6 settembre nella sua sede elettorale, perché sarebbe stata una minestra riscaldata di quanto da lei detto a chiusura della conferenza stampa tenuta dal marito il primo settembre in quella stessa sede elettorale, ma anche perché i Mastella limitano le loro conferenze stampa in comunicazione ai giornalisti, impedendo a questi di fare domande. 

 Nel leggere i resoconti di altri organi, in merito a quanto detto dalla signora Sandra, abbiamo saputo che lei si aspetta un premio dagli elettori per aver prodotto, in sede parlamentare, più di quanto hanno posto in essere gli altri suoi colleghi di Benevento e provincia.

 Infatti, lei ha spinto perché venisse dato avvio ai lavori,  già finanziati, relativi al completamento della fondo valle vitulanese, della fondo valle Isclero, del raddoppio della S.S. 372 “Telesina”, senza parlare del finanziamento erogato per il completamento della “Fortorina”, i cui lavori sono in corso. Chi legge non pensi che queste pressioni siano state effettivamente esercitate dalla senatrice Lonardo per la realizzazione di oper\e fatte finanziare da lei, poiché noi non abbiamo voluto soltanto mettere in evidenza quanto fatto da uno dei suoi colleghi.

  La signora Sandra ha detto di essere intervenuta presso i Ministeri competenti, tra interrogazioni e interpellanze, 107 volte, ma il 93% di queste iniziative non avrebbe avuto riscontro, il chela dice lunga sulla importanza di quelle interrogazioni e interpellanze.

   Soprattutto, ha detto che il Ministro Roberto Speranza non ha evaso le interrogazioni sul rischio di declassamento, e della conseguente perdita del DEA di secondo livello,  di un ospedale, il “Rummo” di Benevento, che, secondo lei, sarebbe stato ridotto, da Mario Ferrante, non più direttore generale di quel nosocomio, “in un Covid hospital, sbarrando le porte a quanti erano affetti da altre patologie gravi”. 

   Evidentemente, la signora Sandra non ricorda che il marito, il sindaco di Benevento, durante il periodo in cui la pandemia da Covid aggrediva di più, fece affiggere davanti al “Rummo”, ma anche davanti al “Fatebenefratelli”, uno striscione, che non è stato ancora rimosso,  nel quale plaudiva l’abnegazione di dirigenti e personale medico e paramedico nella lotta al virus.

    Ma queste iniziative appartengono al cambiamento di rotta del sindaco Mastella  rispetto alla (mala)sanità del Sannio, al sostegno di chi lottava per mantenere in vita l’ospedale di Sant’Agata di Goti, che assieme al “Rummo” fa parte dell’azienda ospedaliera “San Pio”, alla direzione del “Rummo”, ritenuta catastroficaquando c’era Renato Pizzuti (il predecessore di Ferrante), al modo di gestire la Regione da parte di Vincenzo De Luca.

    Il repentino cambiamento di posizione da parte di Mastella, rispetto a queste criticità, ritenute tali da lui,  è avvenuta tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, quando ancora non si sapeva che le elezioni regionali, previste a maggio 2020, sarebbero state differite al 21 settembre dello stesso anno. Infatti, dopo che non venne accolta da Berlusconi la proposta (a nostro avviso strumentale) di Mastella, ancora accasato in Forza Italia, finalizzata alla convocazione delle primarie per l’individuazione del candidato presidente della Regione per lo schieramento di centro destra, primarie in cui lui sarebbe stato candidato, il sindaco di Benevento, annusato l’odore di vittoria di De Luca, costituisce “Noi Campani” e con questa formazione politica si schiera, con quasi tutta la sua maggioranza consiliare, nella coalizione di De Luca. 

   A questo punto, Vincenzo De Luca diventa, per Mastella, un grande presidente e tutte le criticità denunciate da lui, anche attraverso la sottoscrizione di petizioni contro Pizzuti, scompaiono, perché arriva Ferrante con la bacchetta magica. E si tratta di quel Ferrante divenuto  oggetto di strali, alcuni mesi fa, da parte di Luigi Abbate, il consigliere regionale mastelliano che, durante la conferenza stampa di Mastella del primo settembre, ha rincarato la dose, anche a causa del clima elettorale,  sul pericolo di declassamento del “Rummo”, il nosocomio rimasto peraltro carente di anestesisti. 

  Ma di tutto questo non sarebbe stato fatto alcun cenno da parte della signora Sandra. Ha detto invece che 13 disegni di legge portano (anche) la sua firma, iniziative, queste, che sono decadute con la interruzione della legislatura.

  E’ mancato poco che la signora Sandra non si attribuisse il merito del finanziamento del raddoppio della “Telesina”. Ha parlato di questo raddoppio quando ha inteso dire a Francesco Maria Rubano, candidato del centro destra nello stesso collegio della senatrice Lonardo, di pubblicare le delibere relative ai proventi dell’autovelox, installato sulla “Telesina”, dal momento che lui è sindaco di Puglianello, un comune ricadente su talestrada, per far sapere se tali proventi sono finalizzati alla sicurezza stradale o a fare cassa.

 Ma la demagogia dei Mastella, accompagnata anche dall’avvio di lavori in campagna elettorale (forse sarà inaugurata anche la rampa pedonale, programmata e finanziata dalla precedente amministrazione di centro sinistra,  che collega via dei Mulini a Palazzo Mosti) non conosce limiti. La signora Sandra, lo stesso giorno della sua conferenza stampa, ha postato sulla sua pagina facebook:

   “Alle mamme casalinghe va riconosciuto uno stipendio (non la pensione da una certa età in poi – ndr) che assicuri loro un’indipendenza economica. Sarà la prima proposta di legge  che presenterò appena eletta (non “se sarò eletta” – ndr) alla Camera dei Deputati. Non un bonus, ma uno stipendio che tuteli la dignità delle donne che dedicano la loro vita alla cura della propria famiglia. Il mama-care è una misura concreta contro la denatalità che affligge ormai da anni il nostro Paese , oltre che uno strumento di lotta contro la violenza sulle donne. Assicurare una propria autonomia alle mamme disoccupate o che, per scelta, si dedicano alla famiglia è una questione di civiltà”.

    La sera del 6 settembre, rispetto a una decina di commenti plaudenti e positivi scritti sotto questo post, noi avevamo lasciato questo commento che, seppure non ricordiamo più il testo integrale, diceva pressappoco: Quanta demagogia! Il marito dica piuttosto cosa ha fatto per le aree interne della Campania in più di quarant’anni di vita parlamentare trascorsa tra Roma e Strasburgo.

    Quando, qualche minuto dopo abbiamo riaperto la pagina della signora Sandra, per rileggere il nostro commento, anche per vedere se vi erano refusi, dal momento che i refusi sono il nostro leit motiv, non lo abbiamo più trovato. La nostra replica (“Questo è il rispetto per la democrazia e la libertà di espressione che riservate a chi non la pensa come voi”) era stata cancellata ancora più velocemente, rendendo inoltre impossibile, con il blocco, una nuova replica. Una scelta, quella del blocco, posta in essere alcuni anni fa, nei nostri confronti, dal sindaco Mastella sulla sua pagina “Clemente Mastella sindaco”. 

    Perciò, i Mastella non ammettono domande al termine delle loro conferenze! Non vogliono essere contestati.

Giuseppe Di Gioia

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