“Mito in pillole” e ”Torquato sette donne”, due performance rappresentate da “Libero Teatro” di Telese, nell’ambito di Città Spettacolo

 Una serata all’insegna del teatro è stata quella che abbiamo trascorso nel Cortile della Rocca dei Rettori dove l’Associazione Culturale “ Libero Teatro”, nata a Telese Terme nel 2005, di cui è presidente Mariella De Libero, docente di Italiano, Storia e Filosofia,  esperta inoltre di  Pedagogia Teatrale. Ella  ci ha ricordato che ”Il gruppo “Libero Teatro” opera da molti anni e si rivolge a tutte le età ed ha sempre cercato di coniugare insieme divertimento ed impegno, affrontando tematiche sociali, letterarie e storiche con passione e fantasia”.

 Infatti. due sono state le performance: la prima  quella del “Mito in pillole”, definito “un gioco narrativo teatrale, attraverso il quale vengono rivisitati i miti in chiave moderna”, una vera propria chicca, in cui i piccoli e bravi attori, dall’età di quattro anni, fino ai 15, hanno dato il meglio di sé, Essi, presentati al pubblico, che ha applaudito anche a scena aperta, sono: Giuseppe Sirignano, Sofia Santoro, Lyla De Fazio, Michela Nazzaro, Nicole Cecere, Maelle Tomasiello, Gabriele Gambarota, Simone Rossi, Fabrizio Tomaciello, Pierpaolo Fiorillo. Tutti si sono impegnati in maniera egregia e ci hanno dato il buon esempio del teatro recitato, e non solo letto, in cui sono stati presentati i miti di Orfeo ed Euridice; quello di Diana e Atteone Eros e Psiche Teseo ed Arianna. I testi sono di Sandro Mattera, la regia è di Mariella De Libero, i costumi , bellissimi,  e la direzione tecnica, sono stati curati entrambi direttamente dall’ Associazione Libero Teatro. 

  Con questo lavoro, ci spiega De Libero, è stata ”riscoperta la bellezza dei miti, attraverso gli occhi dei bambini, per aiutarli ad immergersi in un mondo che il pragmatismo del nostro tempo, rischia di far cadere per sempre nell’oblio. La rivisitazione dei miti in chiave moderna, favorisce un’esperienza culturale ed artistica che porta i piccoli attori a viverne ogni momento, con la gioia e l’entusiasmo di chi scopre un mondo antico ma ancora tutto da esplorare”.

 La Presidente dell’Associazione De Libero, con  la quale ci siamo complimentati per la bravura dimostrata, in particolar modo  dai piccoli attori, ci  ha esposto l‘indirizzo didattico seguito, dicendo: ”I giovanissimi di Libero Teatro, dopo aver seguito un percorso di sette mesi, hanno interpretato personaggi  in creazioni che giocano a non prendersi troppo sul serio, viaggiando tra il regno metafisico e il  mondo terrestre. D’altronde, esplorare ed interpretare i ruoli più disparati in contesti drammaturgici  diversi o spesso del tutto nuovi, nati e maturati durante le attività di laboratorio, è una costante di Libero Teatro, così come lo è l’originalità di ogni testo, letto, analizzato, fatto a pezzi e ricostruito per la messa in scena”.

 “Il testo è un pretesto – afferma Mariella De Libero – per conoscere e creare, apprendere  e reinventare storie nelle quali il vissuto di ognuno è  trasmutato nella finzione scenica. E tutte le discipline, che vengono insegnate durante il laboratorio (dizione, improvvisazione, mimica, gestualità, recitazione), concorrono a raggiungere l’obiettivo di una interpretazione  che rivela l’idea di un teatro che si fa “gomito a gomito” e che, per molti aspetti, nasce sulla scena. Lo spettacolo, dunque,  si rivela essere un originale dialogo tra gli autori, gli interpreti e il pubblico, ed esplora il potere del linguaggio come motore di aggregazione e riflessione. Per gli allievi di Libero Teatro il percorso teatrale diviene trasversale a tutte le discipline del curricolo scolastico; in quest’ottica, da qualche anno, oltre alle performances in lingua italiana, gli allievi vengono preparati per la messa in scena di brevi spettacoli o narrazioni in lingua inglese e spagnola”. 

 Interpretato  sempre dall’Associazione, abbiamo  rivisto con grande piacere  “Torquato tante donne”, una rivisitazione  della commedia “Ho sposato sette donne” di Dory Cei, per la regia di Sandro Mattera, Gianvittorio Fallace e Antonio di Fede,  che  la compagnia aveva già rappresentato al Teatro Massimo di Benevento, nel 2016.

  Una commedia piacevole, che si rivede volentieri, non solo per la storia di questo ricco industriale Torquato, che, per amore della moglie, accoglie in casa anche le cinque sorelle nubili (che cercano marito) e la madre di esse: Sofia Lorena, una grande attrice, finita nel dimenticatoio, ma perché con essa si rappresenta il desiderio segreto  che tutti rincorriamo: la felicità, l’amore, la salute ed infine, anche se non ultimi, i soldi.

  Ricordiamo i contatti dell’Associazione, a cui potersi rivolgere , per qualsiasi informazione, anche  per l’imminente “Social Film Festival Artelesia – Benevento”, che viene organizzata  dal 2008 e che quest’anno si terrà  dal 28 settembre al 2 ottobre: FB libero teatro; liberteatro@libero.it;www.socialfilmfestivalartelesia.it;

  Non ci resta che constatare che, anche quest’anno il sipario è calato sulla Rassegna ”Realtà Rappresentate”. Con il direttore Renato Giordano, si ringraziano gli sponsor: il Comune e la provincia di Benevento, la Regione Campania, il Conservatorio di Benevento ”N.Sala”, la Sovraintendenza, la Rete Museale, Sannio Europa, la All Net Inclusive e tutti quanti, ragazzi e ragazze, hanno contribuito all’accoglienza del pubblico, dimostrando grande senso di responsabilità e disponibilità. 

  Arrivederci dunque alla prossima edizione.

Maria Varricchio

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