Ulisse, icona dell’uomo del 900. Così la Compagnia del Balletto di Benevento ci racconta il cammino dell’uomo

  Nel Museo Arcos di Benevento abbiamo assistito all’ennesima dimostrazione di bravura della nostra Carmen Castiello, che, a cominciare dalla scelta della location, è stata capace di emozionarci, dandoci, al tempo stesso, qualche spunto di riflessione, in un mondo, ormai, sempre più preso dalla futilità e dalla superficialità.

  E’ stato un momento di bellezza e di riflessione, allo stesso tempo.

Gli spettatori, divisi in tre gruppi, a differenza di un’ora, hanno potuto, percorrendo le stanze del Museo e guidati da una bellissima Maga Circe, assistere ad uno spettacolo di danza affascinante, in cui le movenze dei ballerini sono state unite alla bellezza dei costumi indossati, curati, in ogni minimo dettaglio, dalla M° Castiello.

  I testi sono stati ideati e narrati dalla regista, Linda Ocone, che ci hanno tenuto compagnia in questo percorso.

  Nei primi tre step, il lavoro ci ha raccontato il viaggio di Ulisse, il suo navigare, il suo contatto con le sirene, che vengono soggiogate dalla sua forza interiore, l’incontro con Nausicaa, e quello tanto atteso con Penelope, la sua fedele moglie, che rivive con lui momenti di gioia, di felicità, ma che subisce l’ennesimo abbandono.

Infatti,  così come recita il poeta, Ugo Foscolo, nella sua “A Zacinto”, benché:  “Bello di fama e di sventura , baciò la sua petrosa Itaca, Ulisse”, Ma Ulisse non vi rimase a lungo perché, dopo un po’,  in fondo, lì si sentiva prigioniero.

 Desideroso di sapere e anelante di conoscenza, non ancora pago dei suoi dieci anni di vagabondare, lascia di nuovo Itaca, diretto verso la conoscenza, verso l’ignoto.

  Non dimentichiamo che proprio l’atteggiamento di Ulisse, di curiosità, di fama di sapere, di temerarietà, ha portato l’uomo ad uscire dalle caverne, dalla preistoria e  a compiere questo lungo cammino verso il miglioramento  della qualità di vita, alla creazione di opere d’arte, musiche, danze, sino a giungere così ai tempi nostri. In essi, infatti, con l’ultimo quadretto, ci siamo spostati dalla mitologica Grecia, ai tempi moderni, in cui una coppia, un uomo ed una donna indossando indumenti e cappello dello stesso colore, ci hanno presentato  la loro esperienza di vita e di amore.

  Ricordiamo che le musiche sono state tratte dai film, del regista Theodoros Angelopoulos ”Lo sguardo di Ulisse” e “Eternity and day” e scritte da Eleni Karaindrou.

Come afferma la critica: ”Le atmosfere balcaniche di questa grande musicista greca, compositrice e ricercatrice delle radici musicali, libera dagli schemi tradizionali, riesce, con le sue musiche, ad esprimere sentimenti ed emozioni, che si riflettono nella creazione della coreografia e sugli stessi danzatori, per quanto riguarda i  grandi temi della esistenza”:

 Bravi i ballerini: Mirko Melandri, Natalia Caliendo,  così come le altre ballerine della scuola, insieme a Giselle Marucci ed ad Alessandro Amoroso, che hanno realizzato anche la coreografia.

 Questi ultimi terrano anche un corso di formazione di Danza Contemporane, diviso in due lezioni:una intermedia e l’altra avanzata.

 La loro professionalità  insieme alla bravura di Carmen Castiello, si manifesta nel non limitarsi a creare percorsi di danza, ma anche a voler dare un senso a ciò che si fa, invitando ciascuno di noi a guardaci dentro, vicino e fuori.    

 Sarebbe stato meglio se lo spettacolo potesse essere replicato, così da permettere  a più persone di vederlo, ma come ci ha spiegato il direttore artistico della rassegna, Renato Giordano, con il quale ci siamo complimentati per l’opportunità di aver messo a disposizione, tra gli altri anche gli spettacoli di danza, non vi era abbastanza spazio, nelle varie giornate. 

Vogliamo augurarci che lo spettacolo sarà riproposto in un’altra occasione.

Maria Varricchio

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