Perché siamo senza depuratore? “Altra Benevento è Possibile”, dopo essersi posta questa domanda, cerca di dare questa risposta: “La Procura della Repubblica ritiene che si sia perso tempo per illeciti affidamenti della progettazione.“ Secondo il movimento fondato da Gabriele Corona, nel corso della conferenza stampa del 28 luglio, “Mastella deve dare qualche risposta”.

“Il sindaco Clemente Mastella ha convocato per il 28 luglio una conferenza stampa dal titolo: “Finalmente il depuratore””, scrive Altra Benevento è possibile” nel comunicato che segue: 

 “Dal 2017 il primo cittadino ha annunciato più volte di avere risolto i problemi creati da “quelli di prima” e che la città avrebbe avuto in pochi anni il nuovo impianto, ma sono passati inutilmente altri cinque anni solo per identificare il sito sul quale costruire l’impianto.

 Anche il Commissario Straordinario che deve garantire la realizzazione del depuratore è stato coinvolto nella lunga e complicata fase per decidere se fare uno o più impianti a Sant’Angelo a Piesco o contrada Margiacca;  oppure a Santa Clementina o nell’ansa difronte al Cimitero; oppure a contrada Scafa e magari utilizzare anche quello del consorzio ASI.

 Secondo la Procura della Repubblica i tempi lunghi per l’assunzione di queste decisioni non sono stati il frutto di normali complicazioni burocratiche o tecniche. I magistrati ritengono, infatti, che la città è rimasta senza depuratore per altri cinque anni perché soggetti ben identificati (pubblici ufficiali o addetti a pubblici servizi), cioè “soggetti chiamati a dirigere Enti la cui azione sarebbe dovuta essere improntata ad assoluta e totale imparzialità” hanno invece voluto affidare la progettazione del depuratore a Gesesa, che non aveva i requisiti, e addirittura hanno falsificato atti, relazioni e studi per evitare la Valutazione di Impatto Ambientale necessaria per impianti di grossa dimensione.

 Infatti, nella richiesta di rinvio a giudizio inviata al GIP a maggio scorso, il Pubblico Ministero, Assunta Tillo, al capo 38) contesta a: F.P. ex amministratore delegato e Rappresentante legale della società Gesesa; M.O. ingegnere libero professionista; S.P. e T.G. progettisti di Gesesa; il reato di Falso in atto pubblico (483 C.P.) perché … “attestavano falsamente nello ‘Studio di PrefattibilitàTecnica ed Economica del sistema depurativo città di Benevento’, redatto da GE.SE.SA. spa e consegnato al Commissario Straordinario Unico per la Depurazione, per il tramite del Comune di Benevento… che il numero degli abitanti equivalenti … afferenti ai nuovi impianti di depurazione previsti in zona Cimitero e in zona Santa Clementina, era sensibilmente inferiore alle 10.000 unità”. 

 Al capo 39) della stessa richiesta di rinvio a giudizio, il PM contesta a F.P. ex amministratore di Gesesa, C.G. commissario straordinario e poi liquidatore dell’ATO Calore Iripino, M.O. ingegnere libero professionista il reato di Turbativa di gara (art. 353 c.p.) perché … “mediante mezzi  fraudolenti turbavano la procedura di gara per l’affidamento dei servizi di progettazione della fattibilità tecnica ed economica, definitiva e del coordinamento della sicurezza in base di progettazione per la realizzazione degli impianti di depurazione al servizio del comune di Benevento. In particolare mediante la predisposizione di missive interlocutorie tra la GESESA, il Commissario Straordinario Unico per la depurazione, l’Ente Idrico Campano, il Comune di Benevento, artatamente costruite al solo scopo di far ottenere alla GESESA l’affidamento diretto del Servizio Idrico Integrato nel Comune di Benevento nonché l’affidamento diretto dei servizi di architettura ed ingegneria relativa alla redazione dello ‘Studio di Prefattibilità Tecnica ed Economica del sistema depurativo città di Benevento’… orientavano l’individuazione dei requisiti e del contenuto del bando di gara”. 

 Il Giudice per la Udienza Preliminare deciderà a gennaio 2023 se rinviare a processo gli indagati ma domani la Conferenza Stampa indetta dal Comune riguarda proprio la progettazione del depuratore e quindi il sindaco Clemente Mastella, che non è indagato ma ha sempre difeso la GESESA, deve spiegare perché, a suo avviso, dopo sei anni da quando egli è alla guida della città ancora non ci sono gli atti esecutivi per avviare la costruzione dell’impianto.

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