Se vogliamo che i nostri ragazzi rimangano qui, nel Sannio, ognuno di noi dovrà fare la sua parte: la politica, la famiglia, la scuola, l’Università, gli operatori economici.

Egregio direttore, questa mia nota è dedicata a tutti i neodiplomati e neolaureati del Sannio.

In questi giorni migliaia di ragazzi della nostra provincia stanno conseguendo il Diploma di maturità.

A tutti loro faccio i miei migliori auguri. Nei loro occhi rivedo l’entusiasmo mio di quei giorni.

Sono ormai trascorsi 25 anni da quell’estate del 1997, quando anch’io ottenni il Diploma.

In quel periodo era venuto a farmi visita il caro zio Adolfo.

Nato e cresciuto qui a Benevento, era un uomo tutto d’un pezzo!

Da vero guerriero sannita, mai sarebbe sceso a compromessi con la propria dignità.

Piuttosto avrebbe preferito, anche se a malincuore, abbandonare questa nostra amata terra.

E cosi fece, molti anni addietro.

Il mio Diploma Tecnico mi avrebbe permesso di entrare da subito nel mondo del lavoro, proprio in un’azienda del nostro territorio.

In quelle sere, in compagnia di mio zio Adolfo, a tavola si ragionava proprio di questo. Ricordo ancora oggi le sue parole: “Se tu entri in azienda, imparerai molte cose. A contatto stretto con il titolare, tuo datore di lavoro, farai molta esperienza. Lui saprà ricompensare il tuo spirito di sacrificio e la tua voglia di fare, in misura anche maggiore rispetto alle tue attualicompetenze. Ma se tu entri in azienda, un giorno ti verrà chiesto anche di portare a pisciare il cane!

Aveva proprio ragione il mio caro zio Adolfo.

Entrato in azienda, ho fatto cose e conosciuto persone, come solo potete immaginare. Le atmosfere nelle quali io ero immerso, non si possono raccontare. Neanche è possibile studiarle sui libri di scuola. Quelle arie per poterle respirare, si devono vivere!

Tutti gli operatori economici che ho avuto la fortuna di conoscere in questi anni, mi hanno insegnato qualcosa.

Il primo insegnamento che ho appreso, è stato di alzarsi presto al mattino. Solo così si ha l’impressione di essere padroni del proprio tempo e di riuscire a gestire gli eventi, anche i più avversi.

Troppi dei nostri operatori economici, purtroppo, sono caduti nella “trappola della tecnica”.

Si sono illusi che il proprio vantaggio competitivo iniziale, di prodotto, di processo o di mercato, da solo fosse in grado di generare delle rendite infinite.

Non si sono preoccupati di difendere questo “giocattolo prezioso”, l’azienda!

Avrebbero dovuto innalzare tutt’attorno un muro di protezione. Per la costruzione di questo muro, poi, avrebbero dovuto utilizzare: 1) per cassaforma, una solida struttura organizzativa. 2) come cemento, i nostri migliori giovani diplomati e laureati.

Ad aver alimentato quella loro illusione, però, è stato anche il contesto in cui viviamo. Un contesto il nostro, caratterizzato da un mercato poco concorrenziale e da una politica troppo clientelare.

Presto o tardi, questi operatori economici hanno dovuto fare i conti con la realtà.

Le ferite di quel disinganno, ancora oggi insanguinano la nostraterra: fallimenti, delocalizzazioni e fuga dei giovani dalle nostre città.

Questi nostri figli, fratelli e sorelle, semmai un giorno decideranno di tornare non avranno più nulla da dare ad una comunità che non ha saputo trattenerli a sé.

I ragazzi che oggi si stanno diplomando, sono anche migliori di noi! Conoscono bene l’inglese e le nuove tecnologie informatiche. Hanno sofferto per la pandemia e ancor di più soffriranno per le conseguenze di questa maledetta guerra in Ucraina!

Questi schiaffi in pieno viso, io ne sono sicuro, li faranno crescere prima e più in fretta.

Se vogliamo che i nostri ragazzi rimangano qui nel Sannio, ognuno di noi dovrà fare la sua parte. La politica, innanzitutto, dovrà creare delle vere occasioni di sviluppo del nostro territorio. Le famiglie avranno il compito di educare i ragazzi al rispetto per la nostra terra e la sua storia, i nostri centri abitati e le persone che li popolano. La scuola e l’Università avranno il compito di formarli e specializzarli. Gli operatori economici, attraverso l’esperienza del lavoro, dovranno valorizzarli e renderli sempre più competenti. 

Ma se veramente desideriamo che i nostri ragazzi rimangano qui nel Sannio, anche per prendersi cura di chi giovane non lo è più, nessuno di noi dovrà mai chieder loro di portare a pisciare il cane!

In fede

Beniamino Furno

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