“Noi continuiamo a lottare per la gestione pubblica dell’acqua, bene comune per eccellenza”. È quanto dichiara la professoressa Marilina Mucci del Comitato Sannita Abc


Leggere le dichiarazioni di Mastella riguardo la illegittima proroga concessa a Gesesa, la sua soddisfazione per esservi riuscito e, soprattutto, le lodi per una società che è ancora sotto inchiesta non può che indignare. Per non parlare delle gratuite offese rivolte a cittadini impegnati nella difesa dei beni comuni.

Nonostante sia abituata all’arroganza dei politici, nonostante tanti anni di lotte per i diritti, la giustizia, la solidarietà, ignorate e denigrate da certi personaggi, non riesco ad accettare che un sindaco, che dovrebbe essere il rappresentante di tutti i cittadini e che dovrebbe garantire legalità, trasparenza, buon governo, possa ignorare e persino deridere chi osa opporsi alle sue decisioni. 

Non voglio entrare nel merito di questa vicenda, denunciata dal Comitato Acqua Bene Comune, Altra Benevento e le forze di opposizione. Quello che voglio sottolineare è l’impudenza che dimostra. Un sindaco che non rispetta i cittadini e se ne vanta mostra di non essere al servizio delle istituzioni, di aver tradito il suo mandato: lo sbandierare come vittoria le sue inadempienze mostra la sua mancanza di senso delle istituzioni e la sua inadeguatezza a svolgere una funzione così importante. 

Del resto, la degenerazione della politica ha portato ad avere amministratori, a tutti i livelli, che non fanno l’interesse dei territori ma solo il proprio, e alla sfiducia e rassegnazione dei cittadini, che permette a questi inutili e pericolosi politici di far continuare questo scandaloso stato di corruzione e inadempienze. 

Un esempio lampante di mala gestione e poco interesse da parte dei cittadini è la vicenda dell’Alto Calore. Sindaci, consiglieri e cittadini lo considerano come l’esempio di inefficienza del pubblico nella gestione del servizio idrico, per cui ci si deve affidare al privato. Il che significa accettare che si faccia profitto su un bene comune, e soprattutto evitare di denunciare i veri responsabili: le amministrazioni comunali.

L’Alto Calore è un consorzio di comuni: se è stato ridotto ad un carrozzone politico la colpa è dei sindaci e consiglieri che non hanno controllato e preteso un servizio pubblico efficiente. Comunque, non mi pare che nei paesi gestiti da Alto Calore ci siano più disservizi rispetto a quelli gestiti da Gesesa, di cui, invece, moltissimi utenti lamentano tariffe alte, inefficienze, dispersioni. Nella nostra provincia c’è una dispersione del 57% dell’acqua,ma Gesesa non investe nulla nelle infrastrutture. 

Il disegno è purtroppo chiaro: privatizzazione del servizio idrico portata avanti da amministratori compiacenti e servi delle multinazionali. 

Noi continuiamo a lottare per la gestione pubblica dell’acqua e per impedire che si facciano profitti sul bene comune per eccellenza. Chiediamo a tutti di attivarsi per difendere i nostri diritti e smascherare chi invece continua con arroganza a negarli, e preferisce offendere e deridere chi si oppone e i cittadini tutti invece di dare ascolto e risposte.  

I comuni appartengono ai cittadini e tutti hanno diritto di partecipare alle decisioni che li riguardano

Noi non smettiamo di credere che si possa e si debba pretendere una politica al servizio del territorio e dei suoi abitanti, e non al servizio degli interessi di pochi.

Marilina Mucci

Comitato Sannita Acqua Bene Comune

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