Mastella convoca conferenze stampa ma non consente ai giornalisti di porre domande

Animati più dalla esigenza  di fare qualche domanda che di ascoltare ciò che avrebbero detto, abbiamo partecipato alla conferenza stampa convocata da Noi di Centro per presentare la candidatura di Nino Lombardi,  attuale presidente f.f. della provincia e sindaco di Faicchio, a presidente dell’ente che ha sede presso la Rocca dei Rettori, nelle elezioni indette per il  prossimo 28 luglio. 

 Infatti, al di là della claque, intervenuta per applaudire anche il passaggio meno significativo di chi prendeva la parola, si è detto ben poco  nel corso di tutta la passerella in cui hanno parlato 9persone.

  Si è avvertita aria di vittoria, poiché Noi di Centro avrebbe conquistato il 70% dei sindaci negli undici comuni sanniti in cui si è votato il 12 giugno, circostanza, questa, che il sindaco Mastella ha sottolineato con enfasi in apertura della conferenza.

 Mastella ha poi riferito che Noi di Centro ha eletto consiglieri un po’ ovunque dove sono state presentate liste della sua formazione politica, anche se poi ha diffuso un comunicato in cui, più dettagliatamente, ha parlato dell’affermazione del suo soggetto politico e del modo come esso sia determinante. 

. “In particolare in Puglia e in Campania”, si afferma nel comunicato, “abbiamo ottenuto risultati molto importanti. A Taranto grazie alla federazione con i Popolari abbiamo ottenuto quasi il 4% ed eletto consigliere l’amico Michele Mazzariello, a Barletta abbiamo ottenuto il 3% e in caso di vittoria al ballottaggio entra in consiglio comunale il nostro Flavio Basile. Dunque nei due capoluoghi al voto il risultato è stato molto importante considerando anche, ad esempio, che Azione non si è proprio presentata e Italia Viva era presente solo a Barletta dove è stata superata dalla nostra lista. A Gravina, città di 45mila abitanti, assieme ai Popolari raggiungiamo il 12%, stesso discorso a Sant’Eramo in Colle. A Giovinazzo abbiamo raggiunto quasi il 3%”.

Sottolineato che “a Canosa siamo quasi al 5%  (non è specificato se Noi di Centro era alleato ai Popolari –ndr)” , Mastella ringrazia “per l’impegno profuso in Puglia il vicesegretario nazionale e assessore regionale Gianni Stea che in pochi mesi ha realizzato un vero miracolo, ponendo Noi Di Centro tra i maggiori partiti pugliesi”.  Poi Mastella analizza anche altri dati: “Siamo andati molto bene anche in Campania con numerosi sindaci e amministratori eletti, in Sicilia a Palermo con la lista di Centro abbiamo comunque superato il 3%, a Frosinone è stato eletto il nostro segretario regionale del Lazio Pasquale Cirillo, in Veneto abbiamo eletto alcuni consiglieri e siamo stati presenti nelle competizioni di Verona, Padova e Belluno. Buoni risultati anche in Piemonte dove grazie all’impegno della classe dirigente regionale e del presidente nazionale Giorgio Merlo eleggiamo trenta consiglieri comunali. Abbiamo inoltre presenze in Toscana, Calabria, Liguria, Marche e Abruzzo”, aggiunge ancora Mastella che conclude: “Malgrado il partito sia nato da pochi mesi abbiamo dato un segnale di forza grazie all’impegno della classe dirigente. Ora lavoreremo per continuare a strutturare il partito in tutti i territori e arrivare pronti verso le politiche”.

  Alle prossime politiche, se si voterà con una legge proporzionale, che prevederà sicuramente uno sbarramento e l’espressione di preferenze,  Mastella, come formazione politica, uscirà appena da casa sua per andare a Palazzo Mosti. 

   Se poi si voterà con un sistema maggioritario o con l’attuale Rosatellum,  Mastella dovrà chiedere, alla formazione o coalizione politicamente a lui vicina, candidature di sicura elezione, in cambio dei voti che Noi di Centro porterà in dote alla formazione o alla coalizione con cui farà alleanza, così come aveva fatto Gianfranco Rotondi, nel 2006, quando, fondata la nuova DC,  chiese a Berlusconi la sua elezione nella Cdl, e così come aveva fatto lo stesso Mastella, pure nel 2006, quando chiese a Prodi la elezione certa di cinque suoi uomini nelle liste dell’Ulivo per la Camera dei Deputati, pensando che il suo Udeur non avrebbe superato lo sbarramento del 2%, previsto dal Porcellum.

 Invece, Mastella, essendo nato letteralmente con la camicia, venne ripescato come miglior perdente, eleggendo, nelle liste dell’Udeur altri 9 deputati. Per Palazzo Madama, la legge gli permise di eleggere, come Udeur, due senatori in Campania (lui e Tommaso Barbato)  e uno in Calabria (Nuccio Cusumano). Ma il numero dei senatori dell’Udeur, determinante per la maggioranza di Prodi al Senato,  consentì a Mastella, al momento della elezione del Presidente  del Senato, di far valere il suo peso, ai fini dell’ottenimento di un buon Ministero, quello di Grazia e Giustizia.. 

  Mastella in conferenza ha sottolineato che il Pd, mentre nel resto della regione ha come alleati gli eletti di Noi Campani o di Noi di Centro, a Benevento, nella competizione per la elezione del Presidente della Provincia ha la Lega e i 5 Stelle come alleati. Ha poi aggiunto, sempre all’indirizzo del Pd, che non è il caso di glorificarsi per la elezione di un sindaco, magari un sindaco e mezzo, rispetto alla elezione di 11 primi cittadini. 

  Quindi, oltre a Giuseppe Addabbo, rieletto sindaco di Molinara, la elezione  di Angelo Marino a S.Marco dei Cavoti sarebbe ascrivibile al Pd solo a metà.

 Sulla stessa lunghezza d’onde si è sintonizzato il segretario Provinciale di Noi di Centro, Carmine Agostinelli. Però, mentre in polemica con Giovanni Cacciano, il segretario provinciale del Pd, ha dichiarato: “Abbiamo vinto nella quasi totalità dei comuni, rappresentiamo in termini di abitanti oltre il 70% dei comuni andati alle urne”, in conferenza ha invece  dichiarato: “Francamente non metterei il cappello di partito, oltre che ad Addabbo, ad altri sindaci”. Le altre, secondo lui, sarebbero candidature indipendenti.

  Ma il 15 maggio scorso, all’indomani della presentazione delle liste,  ha ricordato  Cacciano: “Noi di Centro dichiarava di schierare  3 candidati sindaci in provincia di Benevento, per l’esattezza a Limatola, a, S. Marco dei Cavoti e a S. Bartolomeo in Galdo(comune quest’ultimo dove è stato rieletto sindaco lo stesso Agostinelli- – ndr).  Al contempo il PD ne schierava 4: Apollosa, Campolattaro, Molinara e S.Marco dei Cavoti. Ultimati gli scrutini, Noi di Centro, pur avendo perso a S.Marco del Cavoti, contro il sindaco del PD, annunciava  (tramite Agostinelli – ndr) il miracolo aritmetico, a lenta lievitazione, della vittoria in 7 comuni della provincia di Benevento, diventati addirittura 8 nella giornata di oggi (15 giugno – ndr). Chissà quanti saranno domani. Sarebbe tuttavia ingeneroso”, scrive sempre Cacciano, “dubitare del talento matematico di Agostinelli che, in varie occasioni, ha mostrato rigore estremo nel ‘far di conto’. E’ il caso, ad esempio, del piglio con cui  ha continuato ad attribuirsi il compenso come Amministratore e Liquidatore della SAMTE, malgrado  le disposizioni di cui all’articolo 5, comma 5, del D.L. 78/2010 e ss.mm.ii e nonostante  il parere contrario della Provincia di Benevento. Sul tema, in conclusione, del ‘Pd dialogante’, Agostinelli fa finta di non sapere  (o forse non ricorda)che si tratta di ex democratici cui il PD Nazionale ha restituito la tessera proprio in ragione del loro feeling  con il trasformismo mastelliano”.

 Nei comuni dove si è votato, a parte S.Marco dei Cavoti che era affidato a una gestione commissariale, e in qualche altro comune dove c’è stato un cambio della guardia, vi è stata, per lo più, la riconferma dei sindaci uscenti.

   Antonio Di Maria, l’ex presidente della Provincia decaduto dalla carica in seguito alla scoperta del giro di mazzette che dominava gli appalti alla Rocca dei Rettori, al quale, dopo la revoca degli arresti domiciliari, è stato impedito di mettere piede per 10 mesi nella sede dell’Ente, ha avuto l’ardire di affermare di “aver trovato una Provincia che sembrava un treno fuori binario”, quando è stato eletto  Presidente dell’Ente, grazie alla “competenza e alla lungimiranza politica di Mastella”.

  Qualche rinnegato, non l’unico presente alla conferenza, per giustificare il proprio feeling con il trasformismo mastelliano, ripetendo quanto detto da Mastella e da Agostinellisecondo i quali il Pd solo a Benevento non è alleato di Mastella (ma in altri centri della regione gli uomini di Mastella, per contare in termini di gestione del potere, sono alleati del Pd, circostanza che rende il discorso un pochino diverso rispetto alla situazione di Benevento), ha inteso dire che il Pd, rifiutando tale alleanza, ha scelto la strada dell’isolamento. Non si capisce, a tale proposito, come un partito, risultato primo in città e in provincia in termini di voti, possa sentirsi isolato.

  Tutti i nove interventi, al di là di riconoscimenti osannanti tributati a Mastella, non hanno detto nulla che fosse degno di nota.

  Ci saremmo aspettati un discorso più impegnato da parte del consigliere regionale, Luigi Abbate. Ma, anche lui, precisato che il “Noi”, riferito a Noi di Centro, non esprime l’ ”Io” riferito a Mastella, ha sottolineato il percorso esaltante delle regionali che lo ha portato ad occupare un seggio in Regione, quello non meno esaltante, secondo lui e tutto l’entourage mastelliano, delle recenti comunali, e quello che porterà alla elezione del Presidente della Provincia.

  Poiché il movimento, Noi di Centro, si pone in ascolto del territorio, egli, Luigi Abbate, lavora per mettere in primo piano le esigenze delle zone interne.

  Poi, in ultimo, è intervenuto Nino Lombardi, il candidato di Noi di Centro a ricoprire la carica di presidente della Provincia .Ci saremmo aspettati la enunciazione di linee programmatiche. Ma niente di tutto questo. Lombardi ha ringraziato Di Maria per averlo nominato suo vice, una carica che, dopo l’estromissione di Di Maria, lo ha portato ad essere presidente f.f., ha manifestato soddisfazione nel vedere tanti sindaci schierati in Noi di Centro, circostanza che va ascritta al “protagonismo di Mastella’; ha fatto riferimento, anche lui, alle probabili alleanze del Pd  e a quelle del centro destra.

   Anche lui, alla fine, non ha mancato di osannare Mastella, quando ha detto: sei stato protagonista in passato, sei protagonista oggi, potrei dire che questo è il tuo momento migliore.

   Prima che intervenisse Nino Lombardi, pensando che avevano parlato tutti, anche perché Mastella, al termine di ogni intervento si concedeva dei momenti per salutare questo o quel consigliere, questo o quel sindaco, esponenti zonali di Noi di Centro, noi abbiamo detto: Possiamo fare qualche domanda. Dopo che avrà parlato Nino Lombardi, ha risposto Agostinelli.

   Ma, dopo l’intervento di Lombardi,  il primo ad alzarsi per andare via è stato Mastella, seguito dai suoi colonnelli. Agostinelli, oltre a non dire ai giornalisti se avessero da porre  domande, non ha dato, a noi che ci eravamo prenotati, la possibilità di porre la nostra domanda.

   Avremmo voluto domandare perché, dal momento che il Prefetto il 13 di giugno ha dato 90 giorni di tempo per indire la elezione del Presidente della Provincia,  Noi di Centro  si è precipitato nel fissare la data del 28 di luglio, quando c’era tempo fino al 13 di settembre. Da parte loro, trattandosi di elezioni di secondo grado con voto ponderato, in cui il Comune Benevento, ancora amministrato da Mastella, fa la differenza,  non vi sarebbero stati motivi nel porre in essere un gioco di anticipo, per far trovare spiazzati gli avversari. Il risultato è piuttosto prevedibile, a meno di esiti a sorpresa, come la elezione, da parte del Pd, di 3 consiglieri provinciali invece di 2, quando si è votato per eleggere il Consiglio provinciale.

   Il problema, dopo la bocciatura della riforma costituzionale con il referendum del 4 dicembre 2016, è quello di  passare la parola ai cittadini per la elezione, come avveniva una volta, del Presidente e del Consiglio provinciale. La legge 56/2014, voluta da Renzi per eleggere, con voto ponderato, presidenti di Province e Consigli provinciali  nella fase transitoria di esistenza in vita delle Province fin al 31 dicembre 2017, è ampiamente superata. Ma Renzi, che poi è andato via dal Pd perché messo in condizione di non poter più comandare,  aveva venduto la pelle dell’orso prima di averlo ucciso.

  Se si desse ai cittadini la possibilità di eleggere il Presidente e il Consiglio provinciali, col c…o Mastella vincerebbe le elezioni.

  Poi, avremmo voluto anche chiedere a Mastella, che ha diffuso quel comunicato in cui esalta i risultati conseguiti da Noi di Centro nelle recenti elezioni amministrative svoltesi nel territorio nazionale, come mai dalle urne sia uscito un dato in controtendenza rispetto a quanto i sondaggisti rilevano interpellando, a campione, i cittadini.

  Noi di Centro, come pure Cambiamo, la formazione di Giovanni Toti, il presidente della Liguria che ha preso le distanze da Forza Italia, dopo essere stato inventato da Berlusconi, che ha esaltato la elezione di  Bucci, candidato sindaco di centro destra di Genova, dove ha votato appena il 40% degli elettori, non figurano in alcun sondaggio; mentre Italexit di Gianluigi Paragone, una matricola del Senato, che non ha la statura politica di Mastella, è quotata dai sondaggi sul 2,6%

  Ma poi Mastella ha parlato solo dei dati conseguiti da Noi di Centro in Puglia e in Campania, perché solo di quelli poteva parlare. Il Centro non esiste. Lo dicono tutti.

Giuseppe Di Gioia

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