Il trasformismo e’ una evoluzione della democrazia, parola di trasformisti

  L’ultimo intervento del segretario cittadino del Pd, Francesco Zoino, molto prolifico in produzione di comunicati,  riguarda la celebrazione del 25 aprile, pubblicato integralmente dal nostro  giornale .  In tale intervento Zoino sostiene  che “i valori patriottici che hanno saputo ispirare l’azione dei nostri partigiani  sono oggi difesi, a costo della vita, dal popolo ucraino brutalmente aggredito”.  Si potrebbe dire che i valori  dei nostri partigiani erano un po’ diversi da quelli del generale Eisenhower  che hanno asservito l’Italia  agli  USA , a quel Paese d’oltre oceano  che, vocato a dominare il mondo,  aveva asservito a sé, non  il popolo  ucraino ma i suoi governanti, i quali avevano favorito la presenza  fisica degli americani fino all’est dell’Ucraina,  con l’obiettivo di assoggettare la Russia al resto del mondo. Questa presenza è stata confermata, con tono trionfalistico, dal vice sindaco di Mariupol, in un talk show de La7. Gli americani, a dire del vice sindaco, guidavano gli amministratori di Mariupol sul modo come governare la città.

 Quando George Bush occupò l’Iraq, cioè i cittadini di quel paese,  con il pretesto che Saddam Hussein aveva armi chimiche, quando invece  la vera ragione di quella occupazione era quella di mettere le mani sul petrolio (infatti, dopo le truppe americane arrivò  subito anche la Esso in Iraq),  gli occidentali non condannarono quella invasione, come oggi condannano quella, di segno opposto, di Putin. E’ naturale che, dopo gli americani, in Ucraina sarebbe arrivata la Nato con i missili degli Stati Uniti.

  Se si pensa che nell’autunno del 1962 Kennedy dispose il blocco navale al largo di Cuba, per impedire l’arrivo dei missili sovietici nella Baia dei Porci dell’isola caraibica, Putin sarebbe dovuto rimanere formo rispetto allo scenario che si profilava ai confini della Russia. Il mancato arrivo dei missili sovietici a Cuba fu allora percepito come una resa di Krusciov. Invece si è saputo poi che un accordo segreto tra Kennedy e Kruscov ebbe come esito la rimozione in Turchia dei missili americani.

  Si pensi che gli americani, intolleranti ad aver uno stato socialista nel continente americano, organizzarono il colpo di Stato in Cile nel 1973, ponendo alla guida di quel Paese il sanguinario Augusto Pinochet, dopo l’uccisione di SalvadorAllende, il presidente del Cile eletto dal popolo, che aveva resistito per dare una lezione nella storia di coloro che hanno la forza ma non la ragione. Artefice di quel colpo di Stato fu Henry Kissinger, un segretario di Stato che, per il modo come andava destabilizzando alcune realtà del mondo, ha avuto pure il Nobel per la pace.

  Ma non vogliamo polemizzare nei confronti  del nostro neo dirigente politico, il quale ha il merito di aver diffuso, qualche giorno fa, a proposito dell’abbandono da parte del Comune di Benevento, del progetto Lumode sull’area del Terminal bus,  un comunicato  coraggioso, di cui pubblichiamo di seguito il testo integrale,  un comunicato che ha provocato la reazione di esponenti dell’amministrazione Mastella.

“Cronaca di una morte annunciata: il progetto per piazza Risorgimento e l’area Terminal sostenuto in partnership dalla Lumode e dall’amministrazione Mastella non si farà: una buona notizia per Benevento e i Beneventani.  A giustificare il riferimento letterario è l’esito della vicenda, da tempo scontato per molti. Sorprende, semmai, l’ostinazione con cui a palazzo Mosti i pochi si sono prodigati per portare avanti una proposta fatta a pezzi dall’ANAC lo scorso giugno”. 

 “Normalità avrebbe voluto che fosse quello il momento per tirare i remi in barca. Come sottolineato già allora dalla segreteria cittadina del Partito Democratico e dai consiglieri comunali Dem, infatti, la bocciatura prodotta dall’Autorità Nazionale Anti-Corruzione non ammetteva appelli. E invece in via Annunziata qualcuno ha scelto di insistere, dimenticando che errare è umano ma perseverare è diabolico. Eppure di stramberie questa storia è piena. L’ultima è di ieri”. 

  “Dinanzi a un fallimento conclamato, a esporsi per difendere l’indifendibile non è stato un esponente dell’amministrazione comunale che quel progetto ha voluto e sostenuto, bensì l’attuale vicesindaco Francesco De Pierro, lo stesso Francesco De Pierro che dai banchi della minoranza si opponeva alla proposta della Lumode a suon di note stampa e richieste di convocazione del Consiglio!!! Buon senso avrebbe consigliato di tacere al fine di non sfiorare il grottesco”.

  “Il componente della giunta comunale, facendo leva sull’importante ruolo istituzionale ricoperto, nonché sulle sue pregresse convinzioni relativamente alla validità del progetto in questione, si impegni affinché le ingenti somme garantite dal Governo siano sottratte alla sconsiderata cementificazione, per essere destinate alla indispensabile riqualificazione dell’area Terminal Bus, prossima alla chiesa di Santa Sofia, patrimonio Unesco, ad esclusivo vantaggio di cittadinanza e turisti”.

   La replica, rispetto a questo efficace comunicato, affidata alle due consigliere comunali di Essere Democratici, Adele De Mercurio e Luisa Petrone, tende ad eludere le argomentazioni di Francesco Zoino, se si eccettua una adulazione nei confronti del sindaco che, grazie alla sua capacità di mediazione, avrebbe salvato le risorse destinate alla realizzazione del progetto Lumode sull’area del Terminal.

  Infatti, le due donne,  dicono che le evoluzioni politiche sono un fattore normale della democrazia,per giustificare il trasformismo, evidentemente, del loro capo, Francesco De Pierro, e di AntonioPicariello, di recente passato, quest’ultimo, nella maggioranza mastelliana, dopo che era stato cacciato dallo schieramento di Alternativa per Benevento per aver votato, in occasione della elezione di secondo grado del Consiglio provinciale di Benevento, per un candidato di Mastella. 

   Esse esaltano la perdita, appena 5 mesi dalle elezioni, da parte di Alternativa per Benevento, di Antonio Picariello.  Ma ovviamente sarà stata una leggerezza di Città Aperta aver candidato nella sua lista quel signore, che, quale dipendente dell’Acer (ex IACP), avrebbe avvertito le certamente le sollecitazioni dei suoi dirigenti,   molto vicini a Mastella, tant’è che pochi giorni prima delle elezioni comunali  del 3 e 4 ottobre, avevano consentito al ricandidato sindaco Mastella di sbandierare una convenzione per l’acquisto degli alloggi di via Saragat da parte dei legittimi proprietari, al solo fine di carpire il voto di detti proprietari.

   I promotori della lista Città Aperta, divenuta Movimento politico, avrebbero dovuto capire  che,per Picariello, non fa differenza essere candidato in una lista invece che in un’altra. Egli, infatti, ha dichiarato al Mattino, dopo il passaggio nello schieramento mastelliano, che mentre stava per candidarsi in Noi Campani, una lista dello schieramento di Mastella, ha poi deciso di candidarsi in Citta Aperta, una lista dello schieramento opposto. Chissà cosa pensano i candidati di Città Aperta del fatto di essere stati defraudati dei voti da loro portati alla lista per far scattare i due seggi. E chissà cosa ne pensa Delia Delli Carri, prima dei non eletti di Città Aperta. Ma quelle due donne hanno detto che il trasformismo è una evoluzione della democrazia.

Giuseppe Di Gioia

Foto di Francesco Zoino

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