Guardia Sanframondi: a proposito dell’immondezzaio in via Calvese

Alcune foto di materiale indifferenziato depositato nell’ex immondezzaio in via Calvese sono bastate al gruppo di opposizione “Guardia Sei Tu”  per mettere alla berlina l’attuale amministrazione ed ergersi a “difensori del territorio”. In attesa di una risposta da parte dell’Amministrazione comunale e di andare a vedere come sono stati spesi i due miliardi di vecchie lire per il “Sannio Falanghina” e il “Progetto BioWine”  è doveroso ricordare che il territorio e la salute dei cittadini  è minacciata non solo dall’immondizia bensì anche dalla mancata  depurazione delle acque reflue.   A tal proposito, per amore di verità e convinti che la tutela del territorio sia la pre-condizione indispensabile per lo sviluppo  non possiamo non ricordare che il Sindaco Ceniccola ha lasciato in eredità  ben 1000 milioni di lire per eliminare quella cloaca a cielo aperto rappresentata dal torrente Ratello che scorre  nel cuore antico del paese. Purtroppo, a distanza di 20 anni, la “vergogna” di Guardia Sanframondi è ancora al suo posto e i liquami vengono ancora scaricati a cielo aperto provocando un grave ed intollerabile danno ambientale. Senza voler fare polemica, bisogna dire  che trattasi di vero delitto contro l’ambiente; non solo si inquina il territorio circostante il paese, ma poi si va anche ad inquinare il fiume Calore che rappresenta  uno dei punti di forza per uno sviluppo ordinato del Sistema-Sannio. Per quanto riguarda “L’immondezzaio in via Calvese” qualche domanda nasce spontanea:
– chi sono i veri responsabili di questo degrado ambientale?
– chi sono i consiglieri comunali che hanno preferito rinunciare a ben 150 milioni di lire chiesti ed ottenuti dal Sindaco Ceniccola per riqualificare la succitata area e potervi realizzare un rifugio-canile con annesso dog garden (un giardino pubblico riservato ai cani)?In attesa di risposta, non possiamo non ricordare che i consiglieri che hanno deciso di affossare quella straordinaria iniziativa del Sindaco Ceniccola sono gli stessi personaggi che qualche anno prima  avevano approvato la deliberazione N.04 del 31/01/96 per ratificare un “Accordo di programma con i Comuni del Distretto Sanitario n°21 per la costruzione di un presidio veterinario canile-gattile”.
Un atteggiamento amministrativo “schizofrenico” che ci obbliga a rivolgere qualche altra domanda ai nostri governanti-oppositori: 
– perché è stato affossato il progetto per la realizzazione di un canile-rifugio intercomunale sull’area dell’ex immondezzaio in via Calvese già finanziato dalla Regione Campania  con ben 150 milioni di lire?
– quanto hanno speso in 20 anni i cittadini  guardiesi per mandare in villeggiatura i cani randagi in provincia di Avellino e/o sul monte Taburno?
Rinascita Guardiese

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