Guardia Sanframondi: accadde oggi, 1 febbraio 2000

L’associazione Rinascita Guardiese continua la pubblicazione di  documenti  inerenti la storia guardiese per… progettare il futuro partendo dal passato

Il Consiglio Provinciale di Benevento commemora il Presidente Bettino Craxi su richiesta del Sindaco e consigliere provinciale Ceniccola Amedeo

Rocca dei Rettori – Benevento
Fono-registrazione intervento pronunciato il  01/02/2000

Signor Presidente, Signori Consiglieri,
lo scorso 19 gennaio è morto Benedetto (Bettino) Craxi, un grande italiano, un grande socialista  che ha dato un contributo significativo per la difesa dell’Occidente e al consolidamento della pace e della libertà nel mondo. Un leader autorevole del socialismo democratico e riformista in Italia che ha speso la sua vita per il bene di questo nostro Paese ed è stato ignobilmente infangato, condotto a morte prematura lontano dalla sua patria, costretto alla più dura delle pene, il distacco dal partito, dalla politica, dai suoi amici, dalla sua città, da tutto ciò per cui aveva vissuto. Un grande socialista che si è voluto far apparire come un criminale ma che, in realtà, era un grande uomo politico, il primo riformista europeo, prima di Blair, di Jospin e di Schroeder.
Un leader che si è adoperato fino all’ultimo per il suo Paese e che seppe servirlo con dignità e grande autorevolezza nella qualità di Presidente del Consiglio e  il cui corpo oggi è sepolto in una buca scavata nel cimitero cristiano  di Hammamet.
Tutto ciò, con grande piacere e soddisfazione di quanti (comunisti, fascisti e qualunquisti) lo hanno letteralmente “scacciato” dall’Italia, ricoprendolo di sputi e di monetine davanti all’hotel “Raphael” in Roma per cercare di farlo apparire come l’unico responsabile di tutti i mali antichi e cronici che affliggono il nostro Paese.
Un’autentica falsità che peserà come un macigno sul futuro politico della sinistra e dell’Italia. Un leader prestigioso che sicuramente può essere annoverato tra i principali protagonisti della vita politica nazionale e internazionale degli ultimi decenni e che deve essere indicato  alle nuove generazioni per il forte contributo alla causa delle “libertà” che egli seppe dare, garantendo di fatto la Pace nel mondo in una situazione internazionale difficile, qual’era quella degli anni ’80. A tal proposito, va ricordato che la difesa della libertà dei popoli oppressi è stata per Bettino Craxi una ragione di vita. Non ebbe paura di accusare le multinazionali per l’aiuto dato al golpe cileno di Pinochet, così come aiutò i socialisti portoghesi a combattere e vincere la dittatura di Salazar. Non ebbe d’altra parte alcuna remora nel denunciare con forza i regimi comunisti dell’Europa dell’Est e a impegnarsi nella difesa e nel sostegno economico del popolo palestinese. Tutti i perseguitati politici, prima o poi, sono arrivati a Roma per incontrare il segretario del PSI e ricevere aiuti politici e sostegni economici.
Un grande Presidente che arrivò alla guida del Paese in un momento di grave crisi strutturale e che al programma dell’austerità (proposto dall’on. Berlinguer) considerata come sola via d’uscita dalla crisi seppe contrapporre gli incentivi alla ripresa industriale per far uscire il Paese dalla recessione per farlo diventare il quinto paese più industrializzato del mondo.
Un grande statista che con il suo “sì” ai missili Cruise e Pershing contro gli SS20 schierati da Breznev ha svegliato l’Europa e promosso la difesa dell’Italia e del continente europeo. Un grande Presidente che per combattere l’inflazione e favorire la ripresa industriale non esitò ad approvare il cosiddetto “decreto di San Valentino”, per il taglio di tre punti della scala mobile. Una decisione che gli costò l’accusa di “fascista” e che, in realtà, segnò una decisa inversione di tendenza del Paese.
Tra l’anno 1984 (data del decreto) e il 1987 i salari non diminuirono (con buona pace delle infamanti accuse lanciate dai comunisti guidati dall’on. Berlinguer) e, anzi, aumentarono più che in qualsiasi altro paese industrializzato, l’inflazione fu ridotta dal 16 al 4 per cento e l’Italia uscì fuori dal tunnel in cui era stata cacciata dal cosiddetto “compromesso storico” tra la DC e il PCI.
Un grande modernizzatore che non esitò a far votare “si” ai socialisti quando si doveva decidere l’ingresso dell’Italia nello Sme (Sistema monetario europeo, primo passo verso la moneta unica). A tal proposito, non può essere dimenticato che solo il senso di responsabilità di Bettino Craxi evitò che l’Italia perdesse il treno dell’Europa (ferocemente osteggiata dal PCI dell’on. Berlinguer). 
Un leader prestigioso, un grande italiano che oggi è affidato alla Misericordia Divina che saprà essere nei suoi confronti più equa e più giusta di quanto la giustizia italiana lo sia stato in questi anni. So bene che le sentenze non si discutono anche se è legittimo chiedersi perché l’azione della Magistratura abbia potuto muoversi solo negli ultimi anni, quando i reati di alcuni partiti erano di fatto prescritti. Senza entrare in merito all’obbligatorietà del procedimento giudiziario occorre chiedersi se le “circostanze” che hanno avviato le indagini (finanziamenti illeciti, dichiarazioni di pentiti) siano, o meno, frutto di un disegno politico più ampio che a noi comuni mortali non è dato conoscere. Su questo argomento la classe politica  ha il dovere di esprimersi prima o poi con  franchezza di fronte al Paese.
Il Presidente Craxi va ricordato, inoltre, per il forte impulso che seppe dare ai processi di modernizzazione; con la sottoscrizione di appositi concordati il Presidente  Craxi riuscì a rasserenare i rapporti con lo Stato Vaticano ed avviare il dialogo con le altre confessioni; il Presidente Craxi ha avuto una lungimirante visione politica nei rapporti tra i Paesi del Mediterraneo, garantendo l’autonomia del nostro Governo anche nei confronti dell’America; il Presidente Craxi con grande coraggio è stato l’unico, non seguito da altri, ad avere la forza morale di sollevare in Parlamento il velo dell’omertà politica sul finanziamento illecito dei partiti.
Per tutti questi motivi chiedo al Consiglio Provinciale di Benevento di onorarne la memoria con un minuto di raccoglimento. Grazie

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