Mastella non acquisisce l’area davanti a “I Sanniti” e tenta di minimizzare il ruolo delle opposizioni

A proposito della mancata acquisizione, da parte del sindaco Mastella, dei 21.330 metri quadrati del parco fluviale e sulle inadempienze di Maurizio Zamparini nel non rispetto degli impegni assunti relativamente all’ammodernamento e alle realizzazione delle opere nella predetta superficie prospiciente il centro commerciale “I Sanniti” costruito dall’imprenditore veneto e inaugurato nel 2006, Gabriele Corona, ex dipendente comunale, ha inviato una pec al Sindaco di Benevento, a Nome di “Altra Benevento è possibile”. Ecco il testo: 
“Illustre, egregio, onorevole sindaco, sono stato questa mattina nell’area del Centro Commerciale I Sanniti, ed ho potuto constatare lo stato di assoluto abbandono e degrado dell’area Parco Fluviale realizzato dall’imprenditore Maurizio Zamparini che doveva essere ceduto gratuitamente al Comune di Benevento”. 
 “Si tratta di un’area di 21.330 metri quadrati lungo le sponde del fiume Calore, che era stato in parte attrezzato con sentieri, staccionate, pista ciclopedonale, panchine, parco giochi, attrezzi ginnici che attualmente sono in gran parte distrutti o coperti da vegetazione o immondizia”. 

“Al termine di un lungo contenzioso giudiziario il TAR della Campania nel 2011 con sentenza n. 1456 confermò la validità degli impegni assunti da Maurizio Zamparini nel 2005, 2006: abbattere tre capannoni abusivi, completare il Parco Fluviale e curarne la manutenzione fino alla cessione al Comune, valorizzare i reperti archeologici (villa ed acquedotto di età imperiale, selciato dell’età del ferro), ristrutturare l’antica masseria ed attrezzarla per mostre, centro informazioni e servizi per il Parco”.
“Nel 2014 il giudice per la esecuzione del Tribunale di Benevento confermò gli obblighi di Zamparini e nominò un ufficiale giudiziario e un tecnico- direttore dei lavori, per procedere in accordo con il Comune, ai lavori con spesa a carico dell’imprenditore friulan”.
“Dopo diverse sollecitazioni di Altrabenevento, finalmente a novembre 2019 la conferenza tra dirigenti dell’Ente, convocata dalla Segretaria Generale, ha stabilito, per consentire la piena esecuzione della sentenza TAR Campania n. 1456/2011 e della Ordinanza del 14/4/2014 del Giudice per l’Esecuzione, “di doversi procedere innanzitutto, senza indugio, alla proposizione di delibera di Consiglio Comunale, da parte del Dirigente del Settore Urbanistica, delle aree di 21.330 metri quadrati, di cui all’accordo del 2.3.2005. Per gli altri obblighi a carico delle imprese inadempienti  di doversi procedere a dare impulso alla esecuzione pendente dinanzi al U. G. …” (verbale prot. 105828 del 18/11/2019)”.
“Fino ad oggi, però, la delibera del Consiglio Comunale per l’acquisizione dell’area Parco non è stata neppure proposta, non sono stati abbattuti i tre capannoni abusivi e la antica masseria con reperti dall’età del ferro e dell’età del bronzo (1.400 avanti Cristo) è abbandonata e sempre più diroccata”. 
“Con il suo recente Programma di Mandato lei annuncia, a proposito di valorizzazione dei fiumi, “progetti per la messa in sicurezza delle aree spondali e mitigazione del rischio idrogeologico, il miglioramento della qualità delle acque, la creazione e il potenziamento di percorsi naturalistici che consentano la fruibilità del fiume da parte dei cittadini con la creazione di un parco fluviale urbano, attrezzato e vivibile tale da migliorare gli standard di qualità della vita e il rapporto tra uomo e natura””.
“Si è scordato che il Comune deve acquisire il Parco Fluviale attiguo al centro commerciale I Sanniti che lei non nomina mai?” 
“Sapendo che lei ha inaugurato finanche alcuni segnali stradali, mi meraviglia che si sia fatto sfuggire l’occasione di acquisire quel Parco di 21.330 metri quadrati, ed inaugurarlo insieme all’imprenditore Maurizio Zamparini, uno dei suoi illustri amici, al progettista arch. Giuseppe Iadicicco e al dirigente del settore Urbanistica Antonio Iadicicco”. 
“Perché non chiede una relazione all’Ufficio Legale per presentare un esposto alla Corte dei Conti?”.

Poiché nella Pec viene chiamato in causa l’architetto Antonio Iadicicco, il dirigente del settore Urbanistica che, anche contro il parere espresso dell’allora assessore all’urbanistica, Raffaele Romano, circa l’opportunità di soprassedere rispetto alla consultazione degli atti ai fini della formazione della variante al Puc, ritenne invece necessaria la consultazione medesima a decorrere da un mese prima del voto del 3 e 4 ottobre 2020, una spiegazione deve pur essere resa dal sindaco per quanto riguarda la non proposizione della delibera relativa alla acquisizione di quei 2.330 metri quadrati da parte di una persona dotata di tanto zelo nel dirigere il Settore Urbanistica. 
Il sindaco Mastella, a questo dirigente, il più “fedele” e più vicino a lui, ha affidato la guida del settore Lavori Pubblici e quello, che già deteneva, dell’Urbanistica. Ma l’affidamento della direzione del Settore Urbanistica sarebbe irregolare, hanno presentato una interrogazione i consiglieri Raffaele De Longis, Giovanni De Lorenzo, Floriana Fioretti e Marialetizia Varricchio, del gruppo Pd; Luigi Diego Perifano e Angelo Miceli, del gruppo Città Aperta; Giovanna Megna e Angelo Moretti, del gruppo Civico 22; Luigia Piccaluga Principe, del gruppo Centro Democratico; Rosetta De Stasio, del gruppo Prima Benevento. Ecco il testo integrale dell’interrogazione. 
“I sottoscritti Consiglieri Comunali,
Premesso che
-con Decreto Sindacale prot. N. 113851 del 28/12/2018 veniva conferito incarico dirigenziale a tempo determinato e pieno ex art. 110, comma 1, del TUEL per la copertura del Settore Urbanistica, all’Arch. Antonio Iadicicco;
-Con delibera di Giunta Comunale n.108 del 30/05/2019 veniva approvato il “regolamento disciplinante le procedura di accesso all’impiego”;
-con delibera di G.C. n.213 del 19/11/2021 si stabiliva di integrare il fabbisogno triennale delle risorse umane 2021-2023 ed il piano di assunzioni per l’anno 2022/2023, prevedendo l’assunzione di n. 2 Dirigenti con contratto a tempo determinato e pieno (n. 1 Dirigente Settore Urbanistica con decorrenza 01.01.2022 e n. 1 Dirigente Settore Affari Generali con decorrenza 01.07.2022) con durata minima triennale e non superiore alla durata del mandato sindacale, facendo ricorso alla facoltà prevista dall’art. 110, comma 1 del TUEL;
-in data 01/12/2021 e fino al 16/12/2021 veniva pubblicato l’Avviso pubblico ex art. 110, comma 1 del TUEL per la copertura della posizione dirigenziale in dotazione organica di Dirigente del Settore “Urbanistica”;
-tra i requisiti specifici per l’ammissione alla procedura selettiva, era previsto il seguente “esperienza di servizio adeguatamente documentata di due anni cumulabili nella pubblica amministrazione, enti di diritto pubblico, aziende pubbliche, in posizione dirigenziale”
-con Determina Dirigenziale R.G. n.1630 del 17/12/2021 poi rettificata dalla Determina n.1671 del 23/12/2021, si stabiliva di ammettere alla procedura n. 2 candidati e si procedeva alla nomina della Commissione;
-la Commissione procedeva al colloquio con l’unico candidato presentatosi, Arch. Antonio Iadicicco, avendo l’altro candidato comunicato la propria rinunzia;
-Con Decreto sindacale n. 147217 del 29/12/2021 veniva conferito l’incarico di Dirigente a tempo pieno e determinato ai sensi dell’art. 110, comma 1, del TUEL, del Settore Urbanistica al suddetto Arch. Antonio Iadicicco;
-veniva, infine stipulato il contratto con decorrenza 31.12.2021 tra il Dirigente Settore Servizi al Cittadino e Risorse Umane, Avv. Verdicchio, e l’Arch. Antonio Iadicicco.
CONSIDERATO
-che l’art. 62 del Regolamento per l’accesso di cui alla delibera di G.C. n.108 del 30/05/2019, prevede tra i requisiti specifici per la partecipazione alle procedure selettive “tre anni di comprovato esercizio delle funzioni direttive e/o dirigenziali specifiche relative al posto da coprire”;
-che tale norma, inserita nel capo VIII del citato regolamento, attiene senza alcun dubbio ai precedenti articoli, facenti parte dello stesso capo VIII, e cioè agli articoli 60 e 61 che fanno espresso riferimento alla copertura di “posizioni dirigenziali e di elevata specializzazione a tempo determinato in dotazione organica (art. 60) o extra-dotazionali (art. 61)
-che l’Avviso pubblico per la copertura della posizione dirigenziale in dotazione organica di Dirigente del Settore “Urbanistica” pubblicato in data 01/12/2021 e fino al 16/12/2021 prevede, invece, tra i requisiti specifici per la partecipazione alla procedura selettiva “esperienza di servizio adeguatamente documentata di due anni cumulabili nella pubblica amministrazione, enti di diritto pubblico, aziende pubbliche, in posizione dirigenziale”;
-che tale Avviso pubblico è da ritenersi illegittimo, perché in aperta violazione dell’art. 62 del Regolamento Comunale di cui alla Delibera di G.C. 108 del 30/05/2019, ove è richiesto, per la partecipazione alle procedure selettive di posizioni dirigenziali, il requisito specifico di “TRE ANNI”  di comprovato eserciziodelle funzioni direttive e/o dirigenziali specifiche e non di due anni come invece, previsto nel suddetto Avviso pubblico;
-che, naturalmente, un Avviso Pubblico, predisposto da un Dirigente, non può derogare ad una norma regolamentare approvata dalla Giunta Comunale;
-Che all’Arch. Antonio Iadicicco veniva conferito per la prima volta incarico dirigenziale con Decreto Sindacale del 28/12/2018 e con decorrenza 29/12/2018;
-che, quindi, al momento della scadenza del termine per la presentazione della domanda alla procedura selettiva per la copertura della posizione dirigenziale in dotazione organica di Dirigente del Settore “Urbanistica”, e cioè al 16 Dicembre 2021, l’Arch. Iadicicco non aveva ancora maturato il requisito specifico dei  “TRE ANNI” di comprovato esercizio delle funzioni direttive e/o dirigenziali”  previsto all’art. 62 del vigente Regolamento comunale per l’accesso all’impiego;
-che, di conseguenza, la nomina del Dirigente Iadicicco va immediatamente annullata siccome palesemente in contrasto con il suddetto Regolamento;
Tanto premesso, i sottoscritti consiglieri comunali
INTERROGANO
Il Sindaco di Benevento
Per sapere
Se intende adottare in modo immediato, in autotutela, il provvedimento di revoca del DECRETO SINDACALE n. 147217 del 29.12.2021 (Conferimento incarico di Dirigente a tempo pieno e determinato ex art. 110, comma 1, TUEL, del Settore Urbanistica). 
Trattandosi di questione di somma urgenza gli interroganti chiedono immediata risposta scritta alla presenta interrogazione al fine di evitare l’attesa della convocazione della prossima seduta del Consiglio Comunale”.

Rispetto a questa interrogazione, nello stesso giorno in cui il Mattino ha pubblicata una sua sintesi, il sindaco Mastella ha dichiarato al medesimo giornale: “Non ritengo vi siano motivi per ritirare l’atto di nomina di Iadicicco.  Se vi saranno  azioni giurisdizionali da parte di chi dovesse sentirsi leso dal provvedimento, verificheremo il da farsi. Ma non mi pare ricorrano tali condizioni. Mi sempre invece che ancora una volta si stiano sollevando questioni di lana caprina e non riguardanti il merito dei provvedimenti”.
Ma il sindaco probabilmente non ha ancora percepito il fatto che, nel suo secondo mandato, non si trova di fronte una opposizione del tipo di quella rappresentata, nel primo mandato, da i De Pierro, i Lepore e i Del Vecchio, i quali, garantendo, in nome del gruppo Pd, il numero legale nelle sedute consiliari, quando egli , a fasi alterne, non aveva più una sua maggioranza, hanno infine anche votato suoi provvedimenti, sino a presentare una lista in suo sostegno, rivelatosi più che determinante per la sua riconferma a sindaco, comportamento, quest’ultimo, che determinato la non iscrizione al Pd per loro e per quelli che, iscritti, al partito, li hanno sostenuti.
E che il sindaco si trovi di fronte ad un diverso tipo di opposizione è dimostrato dalla nota con cui Luigi Diego Perifano, portavoce in Consiglio comunale della coalizione Alternativa per Benevento, ha replicato rispetto  al modo con il quale Mastella ha inteso minimizzare l’interrogazione. Ecco il testo integrale della nota di Perifano.

“Questioni di “lana caprina”. L’espressione, come è noto, è utilizzata in riferimento a qualcosa di cui si parla per evidenziare l’inutilità o la superfluità del discorrerne, poiché priva d’importanza o di attinenza all’argomento della discussione”.
“Secondo il Sindaco di Benevento le censure sollevate dai consiglieri di opposizione con riguardo ai provvedimenti di assegnazione e nomina di alcuni dirigenti comunali sono questioni di “lana caprina”. 
“Ora, premesso che non sono in discussione le competenze professionali e le qualità personali dei dirigenti interessati, sorgono spontanei alcuni interrogativi”.
“E’ questione di “lana caprina” contestare la rotazione degli incarichi nei confronti di un unico e solo dirigente, stante la clamorosa violazione del Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione e la Trasparenza (PTPCT) 2021-2023, adottato dalla Giunta Comunale con Delibera n.75 del 10.05.2021, che espressamente vietava per l’anno 2021 l’attuazione di detta rotazione?”.
“E’ questione di “lana caprina” evidenziare che è stata attivata la procedura per la nomina di un dirigente con contratto a tempo determinato ignorando disinvoltamente gli specifici requisiti previsti per l’accesso alla qualifica dirigenziale dall’art. 62 del Regolamento comunale approvato con  delibera di G.C. n.108 del 30/05/2019?”
“A questo punto non è superfluo ricordare a chi di dovere che il rispetto delle norme, di cui l’Amministrazione stessa ha inteso dotarsi, non è una facoltà rimessa a valutazioni discrezionali secondo circostanze e convenienze, ma un preciso obbligo cui i gestori della cosa pubblica sono tenuti a conformarsi”.
“Peraltro, nel caso di specie, sono state infrante regole basilari poste a presidio della trasparenza, della correttezza e della efficienza dell’azione amministrativa. E l’indifferenza, o peggio, l’insofferenza verso le regole, sono l’anticamera degli abusi di potere”. 
“Mica roba da poco”.
“Sottovalutare la gravità di determinate condotte, ritenere la Pubblica Amministrazione una sorta di zona franca dove fare e disfare a piacimento, non è la strada giusta per consolidare la fiducia nell’operato delle Istituzioni”. 
“E non è certo questione di “lana caprina” la tutela del principio di legalità dell’agire amministrativo. Almeno non lo è per noi”.

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