Porte aperte al San Pio: giornate di consulti ambulatoriali gratuiti per dermatologia e reumatologia

In un momento in cui, a causa della pandemia da Covid-19, i pazienti hanno cominciato a percepire l’Ospedale come un luogo non sicuro, da non frequentare, la direzione dell’Azienda Ospedaliera San Pio programma conferenze stampa, per dare fiducia ai cittadini. Il 10 novembre è stata presentata la nuova Carta dei Servizi, il 15 novembre è stato presentato il programma, denominato “Porte aperte”, che prevede, nei giorni 19 e 20 novembre, giornate di consulti ambulatoriali gratuiti, di Reumatologia e di Dermatologia, mentre  il 17 novembre si parlerà solo Dermatologia, con particolare riferimento al melanoma. Interverranno, in quella occasione, il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera, Mario Nicola Vittorio Ferrante, il direttore del reparto di Dermatologia, Dott. Francesco Cusano, i Dott.ri Giovanni Sarracco e Assunta Maria Grimaldi e il Presidente dell’Associazione  Pazienti “Melanoma Italia onlus”, Chiara Puri Purini.
La conferenza di cui ci occupiamo in questo “pezzo” è quella tenuta su “Porte aperte”,un progetto promosso dall’Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani.
In apertura, il Direttore Generale, Ferrante, ha esordito: 
“In collaborazione  con l’Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani della sanità pubblica, rappresentata dal suo presidente, il dott. Francesco Cusano, che è anche  direttore della struttura di dermatologia del nostro ospedale,  è  stata programmata la due giorni di “Porte aperte”. Il fatto che l’Associazione si faccia carico di  dare risposte a 360 gradi, dimostra che la nostra è un’Azienda che non si chiude in se stessa. Quindi, sia la Dermatologia che la Reumatologia, come unità operative,  ci proiettano in eccellenza nello scenario della sanità.  E il fatto che noi apriamo le porte è perché i cittadini devono sapere che possono usufruire di questa struttura. Fare attività, e aprirsi all’esterno è un modo per il cittadino,  sia di Benevento che di fuori  Benevento, di venire a conoscenza  del fatto che  noi possiamo offrire una risposta  non solo  di tipo sanitario, ma una risposta di qualità. Quindi, ringrazio il dottore Cusano  per quello che fa e che sta facendo anche come presidente dell’associazione; ringrazio  la dottoressa Ferrucci che storicamente, da quando sto io qui, ha sempre collaborato con questa direzione, per cui possiamo solo dire che andiamo avanti per  fare  ciò che abbiamo messo in essere. Noi stiamo cercando di porre in essere anche  la presenza del  primario oncologo per la cura del  melanoma”.
“Quindi, stiamo cercando di mettere insieme le professionalità in maniera tale da poter dare una risposta di eccellenza, in quanto un’ Azienda di alta specializzazione deve fare questo”, ha assicurato Ferrante. “ Noi dobbiamo  fare quello su cui si fermano gli altri. Non possiamo fare le  cose che fanno tutti, noi dobbiamo fare quello che non fanno gli altri.   Questo è ciò  che deve caratterizzare la presenza di una azienda di alta specializzazione. In questa Azienda Ospedaliera  ci sono  professionisti nei vari settori. Non è un caso  che in questo ospedale  vengano persone da fuori provincia.  Voi pensate che io stia dicendo una cosa tanto per fare un po’ di propaganda dell’Azienda. Non è così. Fino a qualche tempo fa, qui non ci veniva nessuno, ma perché c’era uno stato di abbandono.  Noi abbiamo istituito un centro di robotica: in tre mesi abbiamo fatto 150 interventi che sono proiettati all’avanguardia. Abbiamo  la  Chirurgica,  la  Reumatologia e Dermatologia, che vanta operatori bravi, che  sono centro di attrazione. Dal centro-sud vengono qui. È un Ospedale  di cui ci si può fidare. Questo è importante. Perché queste giornate sono importanti?  Perché servono?  Servono perché vogliamo che i cittadini si fidino di questa struttura. Non devono fare i viaggi della speranza , per trovare risposte  a Milano a Torino o altrove. Qui possono avere le risposte migliori, rispetto ad altri posti.  Eppure c’è il Covid che fa la sua parte. Una famiglia che si sposta, che va a Milano,  va incontro a problemi di accoglienza.  Se noi riusciamo ad evitare questi viaggi, diamo certamente un segnale di civiltà”.
“Quanto sia  diventato il San Pio polo di attrazione di un’utenza che ben supera l’ambito territoriale sannita”, è scritto in una nota dell’Azienda Ospedaliera, “lo dimostra ancora una volta una lettera a firma di un insigne  professionista di una diversa provincia  e con all’attivo un notevole background culturale (esperienza personale, preparazione tecnica o culturale, e  quant’altro concorre alla formazione di una persona – ndr)  ed  una serie di importanti incarichi universitari e di rilevanza sociale”. Ovviamente, il merito va ascritto al direttore generale, Mario Ferrante, che ha la guida dell’Azienda. 
E’ intervenuto anche Jean Pierre el Kozeh, autore di un racconto sul Servizio Sanitario Nazionale, per spiegare il suo progetto, un progetto, di respiro nazionale,  “una sorte di puntata zero, un  progetto  che nasce con una realizzazione  precisa, quella di andare a porre rimedio alla  seconda pandemia, che il Covid sta creando e che è quella dei 75 milioni di diagnosi mancate”.  Jean Pierre  ha espresso poi parole  di elogi nel confronti del San Pio. “Chiaramente, noi, investiti anche da  un’azienda che  supporta la  nostra iniziativa nella parte della progettazione e della  esecuzione”, ha affermato jean Pierre,  “abbiamo trovato solo la interlocuzione facile con il San Pio, dove, al di là del dato nazionale, già sta operando bene”. Al termine del suo intervento, Jean Pierre, ha letto il saluto pervenuto  dall’assessore Coppola, del Comune di Benevento, impossibilitata a partecipare  per motivi lavorativi, in quanto continua ad espletare la sua attività di professoressa.
E’ stata poi la volta del dott. Francesco Cusano,il primario di Dermatologia.   
“Il mio tentativo personale è quello di portare  qualcosa qui a Benevento per aprire nuove strade”, ha affermato Cusano, “rispetto a ciò che  viene posto in essere in campo nazionale  per incidere su quelle che sono le modalità della Dermatologia.  Abbiamo, qui, al S.Pio, un ambulatorio congiunto di dermatologia e reumatologia, che rappresenta un fiore all’occhiello della sanità Campana ed è tra i pochi  esistenti in campo nazionale”.
Il dermatologo Francesco Cusano, presidente dell’Associazione  Dermatologi Ospedalieri Italiani  che, fondata a Brescia nel 1954, conta oggi 1.400 iscritti, ha sottolineato  l’importanza del congresso  nazionale di tale Associazione, tenutosi a Benevento nel 2014, in piazza IV Novembre, un evento che si pose all’attenzione della città, dopo di che, ha ricordato il dott. Cusano, non ve ne sono stati altri.
“E’ importante  che realtà come quella di Benevento siano percepite, come sono percepite fuori della nostra provincia, altrimenti l’ADOI non avrebbe un presidente di Benevento”. Cusano ha auspicato che il vantaggio terapeutico rappresentato dall’ambulatorio unico di Dermatologia e Reumatologia “sia percepito anche dalle nostre realtà, dove tale iniziativa tende ad essere banalizzata e minimizzata”.
“La dermatologia è una piccola branca, per quanto riguarda gli operatori che in essa sono impegnati”, ha proseguito il dott. Cusano, “però fino a due anni fa, prima del Covid, era quella che aveva il maggior numero di prestazioni per dipendente, quindi, era quella branca che vedeva più persone, capace poi di muovere il volano a favore di tutte le  altre discipline dell’Ospedale. La gran parte dei nostri pazienti, oltre il 60%,  provengono da altre province,  circostanza, questa, che dà l’idea di come  l’influenza della Dermatologia e della Reumatologia del San Pio sconfini dai limiti provinciali. Quindi c’è una visibilità da parte di queste due piccole discipline, molto più appariscenti al di fuori del Sannio che all’interno della nostra provincia”.
Poi, il dott, Cusano ha annunciato che nel 2025 ci sarà a Roma un congresso mondiale di dermatologia, nel quale lui è un dei presidenti onorari sarà un beneventano, un riconoscimento, questo,  di enorme rilevanza per la struttura  del San Pio che lo ospita. La notizia è certa anche se non è ufficiale”. Ovviamente, per modestia, il dott. Cusano ha evitato di dire che quel beneventano è lui.  Ma lo dirà il direttore generale Mario Ferrante. 
A questo punto, dopo la rivelazione del nome, il Dott. Cusano ha detto che,  per lui, essere copresidente di  quel Congresso è un onore infinito.
Di seguito, è intervenuta la dott.ssa Maria Grazia Ferrucci, dirigente f.f. del reparto di Reumatologia, la quale si è soffermata sulle cause che sono alla base della insorgenza della psoriasi. “L’espressione di questa malattia non è soltanto cutanea, ma è anche articolare, e non solo, perché coinvolge l’apparato gastrointestinale, l’apparato cardiovascolare”. Quindi, la dott.ssa Ferrante ha  esposto, con diapositive, le immagini relative al coinvolgimento articolare e al coinvolgimento cutaneo della psoriasi. Non a caso, le  lesioni psoriasi  prediligono i gomiti e le ginocchia. Ma la malattia, molto antica (lesioni psoriasi, infatti, sono state trovate anche sulle mummie egiziane) è causata anche da uno squilibrio nel ricambio  delle cellule cutanee. Lo dice chi scrive, che per decenni ha dovuto convivere con la  malattia psoriasica, ora in via di remissione.

La dott.ssa Maria Grazia Ferrucci

Ma sentiamo cosa ha detto la dott.ssa Ferrucci:  “E’ importante l’approccio multidisciplinare (Dermatologia e Reumatologia – ndr), perché, essendo la psoriasi una malattia sistemica autoimmune, è necessario che più specialisti si concentrino sulla sua insorgenza.  Non a caso le società scientifiche dermatologiche ritengono importante l’approccio multidisciplinare.   Quindi, sicuramente quello che noi facciamo a Benevento è ciò che le società scientifiche internazionali consigliano di fare. Essere presi da questo approccio multidisciplinare. Utilizziamo, oggi, dei farmaci molto costosi, che sono i farmaci biotecnologici, i quali ci permettono di portare a guarigione il paziente affetto da malattia psoriasica (il cui nome deriva addirittura dal greco antico – ndr)”.
“Come diceva il dott. Cusano”, ha aggiunto la dott.ssa Ferrucci, “noi siamo stati primi in Campania, e credo primi anche in Italia, perché non  c’è la classica consulenza a distanza. Il paziente, qui, si trova al centro di più specialisti: oltre al dermatologo e al reumatologo, qualche volta vi è anche il diabetologo e il gastroenterologo o  l’oculista.  Noi due, però, io e il dott. Cusano, siamo sempre presenti. Qual è il paziente che afferisce al nostro ambulatorio? Sicuramente, non tutti quelli che hanno la psoriasi, ma anche quelli che hanno un coinvolgimento articolare resistente ad un primo approccio terapeutico o un coinvolgimento cutaneo resistente all’ultimo approccio terapeutico”.
“Non voglio tediarvi più di tanto nel fornirvi alcuni dati”, ha affermato la dott.ssa Ferrucci nel concludere il suo dire. “Siamo partiti con un programma che prevede una attività ambulatoriale  su due giorni al mese, che ormai sono diventati insufficienti, perché, come diceva il dott. Cusano, abbiamo una notevole affluenza di pazienti da fuori provincia, ma anche da fuori regione.  Il nostro ambulatorio ci permette di  rispondere a tutta una serie di punti chiave fondamentali, e, non ultimo, ci permette di realizzare un risparmio economico. Dobbiamo, però,  considerare che la profilazione del paziente e la profilazione della malattia sono fondamentali. Non a caso, qualche anno fa, Ippocrate, prima di morire,  diceva  che è molto più importante sapere quale persona ha la malattia, rispetto a quale malattia ha la persona.  Voglio ricordare che ci si può prenotare, per le visite, chiamando il numero 0824-1524502, dalla 10 alle 13 e dalle 14 alle 18”.
Giuseppe Di Gioia

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