Il fotografo-giornalista Vincenzo Maio denuncia il manager romano Luigi Tedone. La storia dell’ artista, della bella, e della bestia

La storia dell’Artista (Vincenzo Maio), della Bella (Simona Quattrociocchi), e della Bestia (Luigi Tedone), da riprodurre ed immortalare su tela, o anche su carta fotografica, allo scopo di tramandare ai posteri un ricordo imperituro visibile nei musei, nelle gallerie d’arte e nelle collezioni private di tutto il mondo.
Una vecchia amicizia finita male, tra il fotografo-giornalista di Benevento Vincenzo Maio e il manager di spettacolo romano Luigi Tedone. Il Maio, domiciliato da poco nella Capitale per una mostra fotografica personale in una galleria d’arte di Ostia, lo scorso 13 agosto ha denunciato il Tedone presso la Questura di Roma.
Il fotografo, ricostruendo l’accaduto, ha dichiarato all’Ufficiale di Polizia Giudiziaria che il Tedone gli ha chiesto 350 euro per una pre-iscrizione ad un circolo denominato CCA Assisi, prospettandogli benefici per la sua attività professionale. Il versamento di denaro, in contanti, avveniva lo scorso 19 luglio durante una cena, pagata dal Maio, presso il ristorante “La Perla” di Roma, alla quale partecipava anche l’attrice Simona Quattrociocchi (nella foto), che ha nominato il Tedone suo manager . Al Maio veniva rilasciata una ricevuta su carta intestata del circolo CCA Assisi, firmata dal Tedone. La pre-iscrizione non ha avuto alcun seguito, in quanto al Maio non è giunta la documentazione promessa dal Tedone. Il Tedone, troncando ogni rapporto con il Maio, lo ha poi informato indirettamente di aver perso la somma versata, rendendo inutile ogni richiesta di restituzione. Il Tedone, prima di interrompere i contatti con il Maio, con un ennesimo tentativo di raggiro, chiedeva al fotografo altri 400 euro che avrebbe consegnato ai responsabili della RAI per un casting di una trentina di modelle, fungendo così da “mediatore” e da “procacciatore d’affari” per la stessa RAI.
Il Tedone, tentando di imporre al Maio le sue assurde condizioni, voleva che lo stesso acquistasse questo prodotto a “scatola chiusa”, senza che il fotografo potesse neanche vedere le immagini delle modelle prima del casting, programmato per il prossimo mese di settembre negli spazi della RAI.
Tedone ha quindi fatto la figura del “pivello”, anzi del “pischello”. In caso di condanna si ricorda il detto: “I fessi vanno dentro, i dritti restano fuori”. Ma è molto meglio finire con i “braccialetti” ai polsi, che finire al cimitero. Dalla galera si può sempre uscire, ma dal cimitero, una volta entrati, non si esce più.
A Roma si faranno tante risate per la sua “furbizia”. In caso di “fuga” dalla Capitale, il Maio è pronto a pagare al Tedone un pieno di carburante per la sua sgangherata Mercedes, ormai da rottamare, un residuato bellico che si è sempre illuso di annoverare tra le auto d’epoca. Comperata a rate di terza mano, per di più in un’asta giudiziaria, e successivamente ipotecata, Tedone ha tentato vanamente di rimetterla a nuovo con una mano di vernice, acquistata a credito, per darsi le arie del VIP. Ma alcuni passeggeri hanno capito il “trucco” a causa della “puzza” diffusa in tutto l’abitacolo. La Mercedes è assicurata con la sola RCA, per risparmiare e per non finire in galera anzitempo. Assicurarla contro il furto sarebbe stata una follia, a causa della completa assenza di questo rischio per un’autovettura in quelle condizioni. Tuttavia, in caso di incendio ad opera di piromani o per un più probabile corto circuito, la distruzione del veicolo non sarebbe  una grave perdita né per Tedone, né per l’umanità. Per l’avvocato invece, avverte il fotografo, dovrà provvedere lui con un eventuale prestito senza interessi, concesso sempre dal Maio,  disponibile per i suoi bisogni. 
Dopo la pre-iscrizione del Maio al circolo CCA Assisi, il Tedone gli  aveva promesso, in omaggio, la cravatta del club. Ma il fotografo, in presenza della Quattrociocchi, ha ricordato al manager che indossa solo cravatte con grandi firme, sospettando che quella del club fosse stata acquistata all’ingrosso nel mercato americano, per risparmiare ed “alleggerire” il bilancio del club. Un bilancio probabilmente in “rosso”, con il Tedone a caccia di “polli da spennare” allo scopo di risanarlo.
Per rendere ancora più appetibile l’iscrizione al club, il Tedone voleva regalare al Maio il relativo distintivo, a suo dire di oro bianco, inserendolo nel kit di accessori con la classica formula “all inclusive”. Ma il fotografo, dopo un attento esame del distintivo con una lente d’ingrandimento,  non è cascato nel tranello, in quanto ha scoperto che si trattava di un articolo di bigiotteria, suscitando nella Quattrociocchi sorpresa, delusione, e indignazione.
E’ importante rilevare che il Tedone osservava con gioia il tesserino di giornalista del Maio, allo scopo di ottenere pubblicità gratuita per il club, sui suoi giornali.
Tedone indossava con costanza la mascherina anti-Covid. Ma il Maio, dopo tutti questi episodi, gli regalerà uno stock di maschere di Pulcinella che, oltre a proteggerlo dal virus, rappresentano la sua vita, che è un Carnevale permanente.
Il Maio ha dichiarato: <<Tedone in tanti modi ha tentato di manipolarmi e di sfruttarmi, pensando che fossi un ingenuo. Invece si è tirata la “zappa sui piedi”, perché da questa storia ne uscirà con le “ossa rotte”. Seguendo un ciclo di lezioni al Seminario, imparerebbe tantissimo. Gli consiglierei anche due ottime letture: il Codice Penale ed un manuale di “bon ton”. Essendo, quindi, il classico manager fallito, gli dedicherò questi quattro versi, declamandoli con una particolare enfasi: “Anticipa i soldi, gli altri incassano. Accompagna le attrici, gli altri le praticano”>>.

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