Il Partito Democratico deve espellere i tre traditori, altrimenti sarà l’estensore di questa nota a lasciare il partito

Nella primavera scorsa, le autorità sanitarie centrali, per consentire una cauta apertura di ristoranti, pizzerie, bar e pub, nel mentre, grazie ai vaccini, si cominciava ad uscire dalla pandemia, consigliarono i comuni di concedere gratuitamente a tali esercizi, degli spazi esterni, davanti ai rispettivi locali, oltre a quelli di cui già disponevano,  per preservare gli avventori da eventuali contagi da Covid, contagi che all’interno di quattro mura sarebbero stati meno eventuali. Poiché si andava incontro alla stagione calda, la cosa, a parte i ritorni in termini di consenso che vi sarebbero stati in favore dei sindaci, era fattibile, ma non certo fino al 31 dicembre, poiché  è impensabile che, nei mesi di novembre e dicembre, ma anche di ottobre, si possa consumare, non al riparo di dehors muniti di riscaldamento,  un pasto, una pizza, un caffè ed un panino all’aperto.  

A Benevento, il sindaco,  bravo nel costituire clientele finalizzate al consenso, ha concesso ai predetti esercizi spazi suppletivi fino al 31 dicembre, anche laddove non era possibile. Infatti, si deve dedurre che il riconfermato sindaco di Benevento, in campagna elettorale  abbia sfruttato al massimo anche questa possibilità, per costruire consenso, se si pensa che ad un pub di via XXIV Maggio, di suppletivo, ha concesso uno spazio sulla sede stradale di via Vianelli (la traversa che congiunge la predetta via XXIV Maggio con via Perasso), sacrificando il transito veicolare, il transito pedonale e la sosta di auto, in un luogo dove trovare disponibile uno spazio per la sosta per auto, è difficile, in tempi normali, e impossibile, durante le sere della movida. La foto che pubblichiamo, scattata in assenza di avventori, è la lapalissiana dimostrazione di quanto denunciato. 
Rispetto a questa situazione, non è raro che “suoi” vigili sanzionino la tua auto, che, anche se parcheggiata, in emergenza, in divieto di sosta, non intralcia, in alcun modo, sia il transito delle autovetture che quello dei pedoni. Più in generale, si può dire che i Vigili Urbani  o il settore Mobilità  del Comune di Benevento sono adusi istituire, in modo irrazionale, divieti di sosta. Si pensi, tanto per fare qualche esempio, che in via Calandra, davanti al campo di calcio del Csi, un divieto di sosta, addirittura con rimozione, è stato trasformato in sosta a pagamento e che, in piazza Risorgimento, davanti all’immobile dell’Inail, al di là della strada, un divieto di sosta, pure con rimozione, era stato trasformato, quando  il Giudice di Pace aveva sede nel predetto immobile, in sosta riservata per questa struttura giudiziaria, per poi diventare  sosta riservata ai residenti.
Ma il comportamento dei Vigili Urbani, rivelatosi rigoroso nel periodo del lockdown di stretta osservanza, per poi degenerare nel lassismo nell’estate del 2020, pochi mesi prima delle regionali,in cui era impegnato il partito del sindaco, e durante la seconda fase, nel non combattere e punire gli assembramenti, in vista delle elezioni amministrative previste nel maggio 2021, è servito a dare notorietà e successivo impegno in politica al dott. Luca De Lipsis, un anestesista del Fatebenefratelli, nipote, a scanso di omonimie, dei medici della famiglia del padre di chi scrive.
Infatti, questo anestesista, verso la fine del lockdown, nel 2020, venne fermato e sanzionato da un ufficiale, pare, dei Vigili Urbani, nei pressi di piazza Roma, perché  passeggiava con la figlia, ad oltre 200 metri dalla propria abitazione. L’accaduto, denunciato su La Gazzetta di Benevento dall’anestesista, dovette richiamare l’attenzione del sindaco, che lo chiamò a far parte del Consiglio di amministrazione della Fondazione Città Spettacolo. Poi, abbiamo visto questo anestesista candidato in “Meglio Noi”, una delle dieci liste mastelliane, ed infine eletto al Consiglio Comunale. Auguri al dottor Luca, figlio, se non andiamo errati, del dott. Corrado. 
Mastella non ha lasciato nulla di intentato per costruire consenso in funzione della sua riconferma a sindaco. Lo ha potuto fare nella veste di sindaco, in una lunga, molto più del solito, campagna elettorale, perché, quando lui non aveva più una maggioranza, 3 consiglieri degeneri del Pd, gli hanno consentito il numero legale nelle sedute consiliari, fino ad approvare anche i suoi provvedimenti, e fino a presentare, in concorrenza con il Partito Democratico, una lista in suo sostegno, con la copertura, anche a livello istituzionale, di coloro che hanno la guida del Pd nella regione, interessati a fare uscire sconfitto il Pd sannita, al solo fine di combattere il rispettivo gruppo dirigente, eletto da un congresso e che sarà riconfermato nell’imminente congresso.  
Mastella, oltre ad aver influenzato, come abbiamo detto in altre occasioni, le assunzioni nelle attività commerciali e produttive aperte negli ultimi cinque anni, ma evidentemente anche in quelle preesistenti, per costruire consenso ha aperto cantieri elettorali; ha rinnovato la segnaletica orizzontale; ha fatto anche tinteggiare diversi marciapiedi; ha reso gratuita, dopo cinque anni dal suo insediamento a Palazzo Mosti, la mensa scolastica per le famiglie che non hanno un ISEE superiore a 21.000 euro; ha inaugurato opere programmate e finanziate dai suoi predecessori di centro sinistra, opere la cui realizzazione è stata ascritta alla sua iniziativa dai cittadini meno informati; ha fatto passare l’idea di aver bloccato la pandemia, dopo  aver detto di stralciare la provincia di Benevento dalla zona rossa assegnata alla Campania, in un periodo (novembre 2020) in cui il numero dei contagi e dei decessi era più alto, e di cautelarla quando, nel marzo 2021, la pandemia era in via di remissione; si sarà fatti uscire i calli sul palmo delle mani a causa delle infinite strette di mano in cui si è esibito, importunando i cittadini di rioni e contrade di Benevento. Probabilmente, anche questa volta avrà citofonato a qualche massaia per farsi offrire il caffè.
Inoltre, sempre in campagna elettorale, ha potenziato l’illuminazione di contrada Serretelle e di contrada San Vitale, ha inaugurato l’avvio dei lavori, finanziati con i fondi dell’alluvione, di rifacimento di una strada in contrada Pantano;  ha aperto il cantiere per portare l’acqua a contrada Roseto, affidando i lavori, tanto per cambiare, a una ditta di Casal di Principe, quattro giorni prima del voto,come se non avesse avuto tempo, nei cinque anni trascorsi, dopo che, attraverso canali televisivi nazionali, nella campagna elettorale di cinque anni fa, aveva denunciato che 15.000 abitanti delle 90 contrade di Benevento, non erano approvvigionati di acqua,  ignorando, in tal modo,  da non cittadino di Benevento allora, che le campagne sono abitate da 12.000 cittadini.
E’ intervenuto, come nella ricorrenza della festa patronale di San Bartolomeo, in cerimonie di culto religioso, nel tentativo di ottenere il voto dei credenti, ha strumentalizzato, per fini elettorali, la quarantaduesima Città Spettacolo, esibendosi in passerelle, in ogni manifestazione e all’inizio di ogni concerto, in cui gli artisti che si sono esibiti, stante la denuncia di un candidato in una lista di Alternativa per Benevento, sarebbero stati pagati, probabilmente attraverso i rispettivi agenti, con somme superiori al loro cachet, per motivi riconducibili, sempre probabilmente, a quelli per cui si stipula un contratto di appalto senza evidenza pubblica,  grazie al generoso contributo, erogato dalla Regione  da quando Mastella è diventato deluchiano, dopo aver detto peste e corna all’indirizzo del governatore della Campania.
Durante l’ultima edizione di Città Spettacolo, il direttore artistico Renato Giordano, mentore di Mastella, ha organizzato uno spettacolo notturno, al termine del quale sono stati distribuiti agli spettatori, nel Teatro Romano, 400 cornetti, prodotti dal forno della famiglia Caruso, detto di “pesc’e zuccaro”, nel tentativo, forse riuscito, di far guadagnare a Mastella il consenso di quella famiglia e dei rispettivi dipendenti, che forse era mancato nelle precedenti competizioni.
Lui ha detto di avere avuto i voti dalle campagne beneventane. Infatti, si è vociferato che  Mastella, il lunedì del ballottaggio, avrebbe fatto accompagnare, con autovetture, molti cittadini delle contrade presso i seggi, come abbiamo già scritto, realizzando un forte recupero.  Il lunedì del ballottaggio, infatti, c’è stato un calo di affluenza ai seggi di appena il 2,68% rispetto al lunedì del primo turno, mentre la domenica del ballottaggio c’è stato una calo del  10,88% rispetto alla domenica del primo turno. 
Ha fatto sue, in campagna elettorale, le proposte provenienti dalle altre coalizioni. Infatti dopo che la coalizione Arco, guidata da Angelo Moretti aveva fatto esibire, il 26 settembre, sul palco del teatro San Marco il comitato dei cittadini di via Saragat, che abitano in alloggi dell’Ex Iacp (ora Acer) non collaudati, “due giorni dopo”, ha denunciato Moretti nella recente conferenza stampa, “si organizza, di fretta e furia, la firma dei contratti e la firma della transazione”, con l’impegno che il 30 ottobre sarebbe stata prodotta tutta la documentazione richiesta.
Altrabenevento, nel comunicato del 31 ottobre, ha denunciato che è saltato “il termine per la firma dei rogiti”.  In quelle abitazioni, spiega Altrabenevento, “come è noto, sono tanti i difetti costruttivi che hanno determinato vari gravi problemi, mai risolti (problemi fognari, umidità ai piani terra, spessore inadeguato delle pareti perimetrali, coibentazioni crollate, ecc) per i quali lo Iacp (oggi Acer) è stato condannato a risarcire gli assegnatari e ad effettuare i lavori necessari”.
Durante le due settimane che hanno separato il ballottaggio dal primo turno, ha detto che si è trovato solo contro tutti, poiché in sostegno del competitore Luigi Perifano sarebbe mancata solo l’adesione di Forza Nuova, in quanto, in sostegno del suo concorrente si sarebbero schierati anche i sindaci che hanno avuto la guida della città dal 1993 al 2006, gli ex aennini Pasquale Viespoli e Sandro D’Alessandro, quest’ultimo accusato di andare a letto, la sera, cantando faccetta nera, come se Mastella andasse a letto con lui. Di certo si sa che D’Alessandro, intervistato parecchi anni fa, pare, dal Corriere della Sera, abbia detto che lui spesso ascolta i discorsi di Mussolini. 
Ma è lo stesso D’Alessandro, ha obiettato a distanza l’ex sindaco nei confronti  di Mastella,  nella conferenza stampa del 29 ottobre, che “collaborava in Provincia con i rappresentanti del suo Udeur”. Certo è che, nelle dichiarazioni e nelle accuse di  Mastella, durante e dopo la campagna elettorale, c’è stata una caduta di stile, come ha affermato Pasquale Viespoli, nella stessa conferenza: “non ha”, leggiamo sul Mattino, “cultura istituzionale e questo lo porta a non riconoscere l’avversario”.
Infine, Mastella non ha fatto certo una bella figura nel vedersi allontanare dai Carabinieri mentre stazionava davanti ai seggi. Questo, rispetto ai beneventani, non depone bene per una persona che  è stata due volte ministro, nel modo che abbiamo sempre descritto, e che ha alle spalle 45 anni di vita politica,  compresi i 2 anni di purgatorio, vissuti in due momenti diversi, in cui non ha avuto alcuna carica pubblica, il che ha contribuito a fargli perdere buona parte delle persone che lo seguivano. L’accaduto dimostra,  però, come lui fosse preso dalla paura di fronte al rischio di non essere rieletto sindaco di Benevento. Certamente, avrà pensato di perdere un impero, come giustamente aveva osservato Luigi Diego Perifano, nel corso di una conferenza stampa: “se perdo io, ritornerò al mio lavoro, se perde lui crolla un impero”. 
Ci scusiamo con i lettori, se, nella elencazione di ciò che Mastella ho posto in essere per recuperare consenso, ci è sfuggita qualcosa.  Ma, nonostante ciò che ha posto in essere, senza aver tralasciato nulla, col c…o avrebbe vinto le elezioni, se non ci fossero stati quei tre consiglieri degeneri del Pd, i quali, evitando che decadesse come sindaco, dal momento che non aveva più una maggioranza, gli hanno consentito di fare campagna elettorale nella veste di primo cittadino, e infine hanno anche presentato una lista in suo sostegno.
Dal momento che questa lista ha preso 1.804 voti, pari al 5,24%, un risultato che, anche se modesto, trasferitosi nel ballottaggio, ha consentito a Mastella di ottenere  15.474 voti, 787 in più del 50% più un voto, e che  ha impedito a Perifano di conquistare 788 voti in più dei 13.899, per porsi al di sopra del 50% di un voto, è evidente che l’apporto di  quei tre soggetti è stato determinante per la riconferma di Mastella. 

     Senza quell’apporto, che lo ha posizionato il riconfermato sindaco sul 52,68%, contro il 47,32% di Perifano, col c…o Mastella avrebbe potuto evocare il duello tra gli Orazi e i Curiazi, per sostenere come l’ultimo degli Orazi, rimasto solo poiché gli altri due erano stati uccisi dai Curiazi, escogita un accorgimento, quello di mettersi in fuga, per far in modo che i tre Curiazi, nell’inseguirlo non in gruppo, potessero essere uccisi da lui,  uno alla volta, fermandosi e voltandosi indietro.
Con questa metafora, Mastella ha voluto dimostrare che da solo ha vinto contro tutti, il che non è vero, perché, tra eletti e non eletti delle sue dieci liste, ha avuto 307 persone che si sono attivate per sostenerlo nel ballottaggio. Ma soprattutto ha avuto tutto il potere locale, che lui ha creato intorno a sé (Comune e Provincia), cui si è aggiunto quello più importante e decisivo della Regione. 
Perifano,  a mani nude, ha conquistato quel 47,32%.  E poiché Mastella, come lui stesso ha affermato, è stato votato dalle campagne, da chi porta l’anello al naso, Perifano, essendo stato votato dalla maggioranza della città, è da ritenersi il sindaco morale e virtuale di Benevento.
Ma, dal momento che il sindaco reale è Mastella, grazie all’apporto dei tre dem degeneri e degli iscritti al partito che li hanno sostenuti, quando il Pd si decide di espellere costoro, per colpa dei quali siamo costretti ad aver, per altri 5 anni, Mastella davanti ai… marroni?
Serve a poco la sospensione di un anno prevista dall’art. 4 dello statuto, poiché, al termine di questa “punizione”, si verificherà l’assurdo di aver il ritorno, nel partito, di Francesco De Pierro, il neo vice sindaco, mentre il Pd, all’opposizione, deve combattere le sue scelte e quelle di tutta l’amministrazione mastelliana.
Costoro dovranno essere espulsi, anche se gli eletti nella lista voluta dai tre traditori dovessero abbandonare la maggioranza mastelliana, il che è quanto mai impossibile, perché dovranno essere ritenuti responsabili comunque di aver fatto vincere Mastella.
Se ciò non accadrà, sarà chi scrive a lasciare il Partito, perché avrà avuto la conferma di ciò che sostiene Massimo Cacciari: il Pd è un partito che non è mai nato. 
Il Pd, quando si trova di fronte a una nuova adesione, non deve essere allettato dai voti che questa adesione porta con sé, ma dalla fiducia che l’adesione medesima ispira. Altrimenti, si tratta di una adesione che, come è puntualmente accaduto, utilizza il Partito come taxi. Nel caso di De Pierro, il bacino elettorale del neo vice sindaco è costituito, in misura assai rilevante, dai dipendenti della ditta di pulizie, di cui è titolare il padre, un bacino che, rispetto alle elezioni del 2016, si è ridotto di un paio di centinaia di voti.
Giuseppe Di Gioia

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