La rassegna creata da Gregoretti, ridotta da Mastella a kermesse elettorale

A corto di proposte programmatiche e di realizzazioni da rivendicare al suo operato di sindaco, Clemente Mastella per raccogliere voti sta utilizzando anche la quarantaduesima edizione di  Città Spettacolo, la kermesse che, nata come rassegna teatrale sotto Gregoretti e come tale portata avanti dai successivi direttori artistici, si è ridotta a festival, un minestrone che comprende di tutto, sotto la direzione artistica di Renato Giordano. 
Se si eccettuano le iniziative culturali, alcune degne di nota, programmate in piazza Federico Torre, iniziative peraltro  presenti in altre location anche nelle edizioni gregorettiane, e poche altri spettacoli, la moltitudine della manifestazione, di natura diversa tra loro, alcune anche di modesto livello, ha avuto solo il fine di rispondere alle attese elettorali del sindaco.
Sin dall’inizio del festival, infatti, abbiamo visto il sindaco saltare da una manifestazione all’altra per consentirsi passerelle elettorali, un esercizio, questo,  affidato anche a suoi assessori.  Addirittura, il 24 agosto,  nella ricorrenza di San Bartolomeo, patrono di Benevento, ricorrenza coincisa con l’avvio di “Città Spettacolo”, al termine della messa delle 19, celebrata nella Cattedrale dedicata all’Apostolo del Cristianesimo, il sindaco si è consentito il primo passaggio elettorale della kermesse, alla presenza dell’Arcivescovo Felice Accrocca, in quel luogo di culto, dove, nella altre ricorrenze della festa patronale, ha soltanto presenziato alle messe. 
In quella occasione, purtroppo, prima di parlare, ha avvertito un abbassamento di pressione che ha richiesto l’intervento di Luigi Abbate, il medico eletto il 20 settembre 2020 consigliere regionale di Noi Campani, il nuovo soggetto politico di Mastella.
Poi, ripresosi, si è rivelato, nel suo intervento, conoscitore del vecchio e del nuovo Testamento non meno dell’Arcivescovo, per dimostrare ai presenti il suo essere uomo di fede e, quindi, un buon depositario della loro fiducia. Infatti, ha parlato del rogito di Geremia, ma non ha mancato di ringraziare la Chiesa, per la collaborazione offerta nel grave periodo di pandemia, e di sperare nella fede e nella sopravvivenza della religione. 
Questa volta, però, la Chiesa si vede costretta ad orientare i cattolici militanti a sostenere anche il candidato sindaco di Arco, che è presidente del consorzio Sale della Terra, e il dott.  Ettore Rossi, dimessosi da Direttore dell’Ufficio Diocesano per i problemi sociali, per costituire una lista in sostegno del candidato sindaco di Alternativa per Benevento, Luigi Diego Perifano. Va ricordato che Ettore Rossi, insieme a Pasquale Basile e a Pasquale Orlando, passati a sostenere Perifano con proprie liste,  aveva partecipato alla costituzione di Civico 22, l’associazione alla cui guida è rimasto solo il candidato sindaco di Arco.
Ma anche Ettore Rossi, insieme a tutti i competitori di Mastella, dovrà ridursi a fare campagna elettorale nei caseggiati, in mancanza di una par condicio che gli consenta passaggi elettorali in luoghi di culto, al pari del  sindaco, che ha avuto il privilegio di permettersi passaggi elettorali anche in avvio  e nel corso delle manifestazioni inserite nel festival di Renato Giordano.
I sondaggi elettorali, pubblicati dal Mattino del  26 agosto, accrediterebbero la coalizione di destra, guidata dalla post missina Rosetta De Stasio, e la coalizione di Arco, guidata dal presidente del Sale della Terra, Angelo Moretti, complessivamente sul 25%. Non è dato sapere, in tale percentuale, quale sia la fetta attribuita ad Arco. Si sa soltanto, stante quel sondaggio, che la coalizione di Arco sarebbe condannata ad esercitare un ruolo di opposizione e che a rappresentarla in Consiglio comunale, in caso di ottenimento della metà di quel 25%, vi sarebbero Angelo Moretti e qualche altro.  
Un dato elettorale, quello previsto per Arco, ben lungi dal vedere la rispettiva coalizione arrivare in ballottaggio, un obiettivo del cui raggiungimento Angelo Moretti era certo quando ha annunciato la sua discesa il campo.  Con il senno del poi, Angelo Moretti si dovrebbe domandare se non sarebbe stato più conveniente, anche politicamente parlando, fare causa comune con Alternativa per Benevento, per dare  la certezza della vittoria alla coalizione guidata da Luigi Diego Perifano,  per avere, conseguentemente,  una maggiore rappresentanza in Consiglio comunale, beneficiando del premio di maggioranza, e per partecipare alla guida dell’amministrazione.
Invece, aver creato una sua coalizione, ha solo contribuito a dividere il fronte di opposizione a Mastella, così come ha fatto il presidente nazionale del M5S, Giuseppe Conte, nello scegliere di non presentare a Benevento una lista del Movimento, schierata con Alternativa per Benevento, per favorire evidentemente Mastella, sacrificando così la rielezione di qualche consigliere uscente e impedendo una rappresentanza consiliare al Movimento medesimo.  
Anche se Antonella Coletta, candidata del Movimento alle ultime regionali,  si è presentata in una lista di Arco, alla luce di quei sondaggi il grosso dell’elettorato del M5S non può non sostenere la coalizione più accreditata a sconfiggere Mastella, considerato che il M5S ha condotto, senza tentennamenti, una coerente opposizione al sindaco Mastella, e considerato che il responso non è affatto scontato, come ha sostenuto, nel corso dell’Assemblea del Pd, il deputato dem Umberto Del Basso De Caro, da noi annoverato erroneamente  tra i candidati solo perché avevamo raccolto male un passaggio del suo intervento.
E il responso non è scontato, anche se Mastella, come dicevamo, sta utilizzando “Città Spettacolo” nel fare campagna elettorale. Nella serata inaugurale, dopo l’intervento nella Cattedrale di S.Bartolomeo, è intervenuto anche in piazza Risorgimento, prima che si esibisse il  rapper egiziano, Mahmood. E’ intervenuto, la sera del 25 agosto, quando è venuto il prof. Giovanni Rezza, dell’Istituto Superiore di Sanità, a parlare della minaccia globale dell’epidemia, e anche la sera del 26 agosto, quando è venuto il Prof. Paolo Antonio Ascierto, l’immunologo del Cotugno, solopachese di origine, a parlare pure della pandemia.
Negli anni 80, invece,  l’allora sindaco Antonio Pietrantonio, non interveniva, se non come spettatore, nelle manifestazioni di “Città Spettacolo”, la rassegna teatrale inventata da Ugo Gregoretti, quando il noto regista, scomparso 3 anni fa, ne assunse la direzione artistica nel 1980, in un periodo ancora consociativo.
Gregoretti aveva già avuto la guida di due edizioni di Città Spettacolo, quanto Pietrantonio, succeduto, il 26 febbraio 1982, a Nicola Di Donato, divenne sindaco, eletto da una coalizione consiliare, e non dai cittadini come invece avviene dal 1993 in poi. 
Gregoretti, è stato sempre autonomo, senza subire interferenze da chicchessia e meno che mai dal sindaco, nel programmare i suoi spettacoli. Si è scontrato con la Chiesa, seguendo imperterrito il suo indirizzo di impostazione delle rassegne, e, in occasione di una rappresentazione teatrale di Leopoldo Mastelloni al Teatro Romano, l’allora ministra della Pubblica Istruzione, Franca Falcucci, eletta senatrice nel collegio di Cerreto Sannita (allora il secondo collegio “bianco” d’Italia in termini di voti), per volontà del segretario della Dc, Ciriaco De Mita, abbandonò il Teatro, a causa della pretesa oscenità verbale dello spettacolo.
Anche nel Teatro Comunale,  un anno,  in occasione della rappresentazione di “Raccionepeccui” (Ragione per cui), il monologo la cui recitazione è oggi affidata a Martina Confalone (non ricordiamo chi ne fosse allora l’interprete), in un passaggio scabroso, che si riscontra anche nella realtà, dell’atto unico si levò una voce dagli spalti: “Baastaa!!!”
Gregoretti non ha mai interrotto gli spettacoli contestati ed ha sempre programmato autonomamente le sue rassegne, anche se dai vertici romani della Dc erano insistenti le pressioni di rimuovere Gregoretti dalla direzione di “Benevento Città Spettacolo”, come il sindaco Pietrantonio rivelerà in occasione della nomina di Gregoretti quale cittadino onorario di Benevento.
Andato via Gregoretti su sollecitazione dei commercianti, tutti quelli che lo hanno succeduto  hanno subito, a seconda della loro autorevolezza, il condizionamento dei sindaci  pro-tempore che li avevano nominati, senza però che questi intervenissero in avvio degli spettacoli, se non in occasione della presentazione delle rassegne.  L’acme di un forte  condizionamento e di una forte ingerenza si è avuta con il sindaco Mastella, che ha determinato uno scadimento di “Citta Spettacolo”, che non suscita neanche l’interesse della stampa regionale.
E’ dai tempi di Gregoretti, e  assai meno da quelli del successore Giacchieri, che “Città Spettacolo” non suscita più l’interesse della critica nazionale, comunque attenta alle rappresentazioni programmate da Gregoretti, anche se spesso sovrapposte a quelle della Mostra Cinematografica di Venezia. 
Eppure il compenso di Gregoretti, che veniva reso pubblico assieme a tutte le spese annuali di “Città Spettacolo”, era di appena di dieci milioni di lire. Sappiamo che Giulio Baffi prendeva 50.000 euro, per averlo rivelato un teatrante locale nel corso di una conferenza, mentre quello di  Renato Giordano sarebbe di 16.000 euro. 
Continuando, poi,  a parlare della XLII edizione di “Città Spettacolo”, quella di quest’anno, caratterizzata, come dicevamo, da una forte invadenza di Mastella in apertura di gran parte delle rappresentazioni, non possiamo non dire che il sindaco si è consentito un altro passaggio elettorale  anche nell’introdurre, in pazza Federico Torre, la sera del 28 agosto,  la partecipazione dell’immunologo del “Gemelli” Luca Recheldi, intervistato dalla giornalista Rai, Federica De Vizia.
Recheldi, amico di Mastella, non ha mancato di sottolineare  la condizione virtuosa della nostra provincia che vanta il 73% di vaccinati, come se il merito fosse non del personale amministrativo e sanitario dell’Asl, delle strutture ospedaliere e dei cittadini, ma del sindaco, il quale, dimentico  di essere stato spesso contraddittorio rispetto al manifestarsi della pandemia nella nostra provincia, ha rivendicato la distribuzione di 6.000 saturimetri, laddove, invece, alcune migliaia dei 6.000 saturimetri sono state distribuite dalle farmacie.

Poi, la stessa sera, abbiamo visto ancora il sindaco intervenire, non senza parlare agli spettatori,  al termine del  concerto di Massimo Ranieri in piazza Risorgimento, nella cerimonia di consegna, da parte di Orsetta Gregoretti, al noto cantante napoletano, il Premio Gregoretti alla carriera, Premio istituito da Mastella del 2019 (gli altri due premi sono stati assegnati a Gabriele Lavia e a Renzo Arbore), a conferma di come, oggi,  i cittadini di Benevento e tutte le forze politiche rimpiangano Gregoretti e lo spessore culturale delle sue rassegne.
Quella sera, anche se presente sulle gradinate, non ha, però, introdotto, alle 00,30, lo spettacolo di Peppe Barra al Teatro Romano, il celebre artista partenopeo, che è anche segretario napoletano del partito di Mastella. Ma è intervenuto la sera successiva nel presentare, in piazza Federico Torre,  il prof. Francesco Franceschi del policlinico Gemelli, e il prof. Donato Greco, componente il comitato tecnico scientifico, autore di “Le mie pandemie”, del quale ha parlato rispondendo alle domande dei giornalisti.
Non è intervenuto, quella stessa sera, in apertura, alle 22.30, del concerto di Enzo Avitabile, ma si è premurato l’artista napoletano, nel corso del suo spettacolo, di ringraziare Mastella e di chiedere un applauso per il sindaco, che per fortuna non è stato scrosciante, come se il primo cittadino, e non la comunità beneventana, gli dovesse pagare il cachet. E’ mancato poco che dicesse: votate per Mastella.  

Poi, l’ultima sera, lunedì 30 agosto, in occasione della presentazione del libro “Nient’altro che la verità” da parte dell’autore, Michele Santoro,  il sindaco è intervenuto per invitare i cittadini ad  acquistare l’opera del noto giornalista,  un lavoro letterario che racconta come operano le mafie. Ma Santoro, in avvio del suo discorso, ha tessuto le lodi della Rai degli anni 50 e di quella diretta da Ettore Bernabei dall’inizio degli anni 60. 
Al termine del suo intervento, avremmo voluto fare osservare a Santoro che la Rai decantata da lui era oscurantista e bacchettona: Mina fu cacciata dalla emittente televisiva pubblica, dopo aver avuto un figlio con Corrado  Pani, ma fu riscattata dai socialisti dopo l’ingresso del Psi nel governo; non fu mandata in onda una intervista di Lello Bersani a Sophia Loren e Carlo Ponti, perché i due cineasti non erano regolarmente sposati; fu mandato in onda un originale televisivo in cui Luisa Sanfelice era vedova quando divenne amante dell’ufficiale francese, perché non bisognava trasmettere il messaggio secondo cui una donna sposata potesse avere un amante; i testi e il copione di ogni trasmissione dovevano subire l’approvazione da parte di una severa censura. E l’elenco potrebbe continuare.
Ma non abbiamo potuto fare i nostri rilievi, per non perdere l’appuntamento all’Hortus Conclusus con Maurizio Donadoni, dove ad ascoltare il minuzioso racconto della vita e della morte di Giacomo Matteotti vi erano appena 20 persone, colpa, vogliamo ritenere, del modo come è stava programmata la sovrapposizione degli spettacoli.
Gli spettacoli di Gregoretti, pur diversi in una stessa sera, erano programmati in un modo per cui, se partecipavi a tutte le prime rappresentazioni, senza ripiegare sulle rispettive repliche,  non ti perdevi nessuno spettacolo.
E poiché, in mancanza  del dono dell’ubiquità  ci è stato impossibile partecipare a tutti gli eventi programmati da Giordano, non sappiamo a quanti spettacoli, cui noi non abbiamo potuto partecipare, è intervenuto Mastella. 

Sappiamo che è intervenuto in avvio dello spettacolo conclusivo del festival, quello di Gianna Nannini, molto affollato, anche al di là delle transenne, una occasione che non gli sarebbe concessa in nessun comizio, pandemia permettendo. In tale intervento, mentre noi eravamo ancora da Donadoni,  ha  invitato i no vax a vaccinarsi poiché i contagi, a dispetto della decantata virtuosità, aggiungiamo noi, stanno salendo.
Infatti, se i 13.000 contagiati e i 350 deceduti dall’inizio della pandemia, rispetto ai 280.000 abitanti della nostra provincia, ci posizionano al di sotto della media nazionale, tuttavia il nostro territorio non è stato tra i più virtuosi d’Italia.
Molti i concerti programmati quest’anno. Gregoretti ne programmava uno soltanto, al termine delle rassegne. Viene da domandarsi se Giordano ne abbia programmato quattro  per dare a Mastella la possibilità di parlare a migliaia di persone e per  far in modo che queste persone siano riconoscenti a lui per averle fatte divertire.  Noi pensiamo di sì. Resta da vedere, però, come gli altri cittadini, ma anche quelli che hanno partecipato ai concerti, giudicano l’operato, anzi il nullismo,  di un sindaco, che, grazie alla carica di primo cittadino,  ha pensato solo a rilanciare la sua immagine e far diventare senatrice la moglie. Un sindaco che, per non smentirsi come trasformista, si è alleato con De Luca, dopo averne detto peste e corna, accusandolo di confondere i confini della regione Campania con quelli della provincia di Salerno. E si  è alleato con De Luca per avere le mani in pasta, cioè il potere, perché, incapace, a nostro avviso, di  elaborare una linea politica, il potere gli dà la possibilità, invece, di costituire clientele, fonte del suo consenso.
Giuseppe Di Gioia

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