Ponte: Giacomo De Angelis risponde alle critiche mossegli dal Maggiore Mottola

Ancora un botta e risposta nella polemica nata in merito al recupero della zona destinata ai martiri di guerra pontesi. Questa volta è l’ex consigliere comunale Giacomo De Angelis a rintuzzare le accuse rivoltegli pubblicamente dal Cavalier Giuseppe Mottola, Comandante dei VV.UU, di Ponte

Per un comunicato recentemente pubblicato sulle testate giornalistiche del “BENEVENTO – La Libera Voce del Sannio” e del “Sannio Quotidiano” per esprimere qualche considerazione e precisazione su recenti iniziative riguardanti l’adozione del Monumento ai Caduti, sono stato accusato di essere “polemico, invidioso, geloso, critico, scribacchino etc etc” dall’adottante, il comandante della locale polizia municipale. Insomma, una valanga d’improperi gratuiti e immotivati. Intanto, la controversa vicenda aveva già registrato un intervento su facebook del sindaco Fusco Marco che, nel puntualizzare che le attestazioni di benemerenza erano state concesse a tutti i cittadini che hanno adottato aree a verde pubblico, aveva esordito con un laconico “Perdonandogli quel “pizzico di vanità……”, indirizzato al comandante. 
Lungi da me accampare presunte benemerenze per le mie pregresse attenzioni, anche di “ricercatore”, per il Monumento ai Caduti, ho solo espresso la mia opinione su talune iniziative, innanzitutto sull’integrazione delle lapidi con i dieci nomi mancanti. Secondo me, tale iniziativa sarebbe dovuta essere istituzionalizzata dal Comune con una pubblica cerimonia, come fatto dal Comune di Casalduni, per informare e coinvolgere la comunità. Inoltre, pur comprendendola, ho espresso perplessità per la dedica dell’adottante riportata sulle due tabelle apposte sul Monumento soprattutto perché non consentita dall’apposito regolamento, che va rispettato per evitare personalismi che potrebbero dar luogo a malintesi e polemiche. 
Ad ogni modo, a dimostrazione delle nostre umane instabilità e amnesie, non posso non richiamare il plauso, sì, proprio così, il plauso espresso dal comandante in persona sulla mia attenzione per il monumento, che ora il medesimo ha sintetizzato con laconico ha “solo innaffiato 4 piante”!. Ebbene, in un post che mio figlio pubblicò (a mia insaputa!) su facebook il 25 aprile del 2017, e che mi ritraeva –nella Giornata della Liberazione- a pulire il luogo simbolo dei Caduti, tra le attestazioni di apprezzamento indirizzatemi (ringrazio ancora i mittenti) c’è anche quella del comandante. Queste le sue “testuali” parole: “Grazie”. “Io lo so che lo fai per il decoro del paese e sopratutto per i Nostri cari defunti in Guerra. Non è la prima ne l’ultima iniziativa che fai. Complimenti”. Insomma, parole e giudizio agli antipodi di quelli indirizzatimi in questi giorni!
Sono stato anche apostrofato come “presunto personaggio che da 30 anni non Pontese fa il giustiziere, il polemico, il chiacchierone, lo scribacchino, ecc.”. Immagine poco edificante che respingo al mittente. E’ dal 1990 che dedico attenzione alle vicende pontesi, da amministratore, da giornalista-pubblicista e da cittadino partecipe e attivo sul territorio, e non credo di essere il personaggetto descritto dal comandante. Comunque, sono disponibile a un confronto per confutare tale gratuito e offensivo giudizio che il comandante nonché cavaliere si è permesso di indirizzarmi con tanto di foto in divisa (!?). Intanto, il comandante potrebbe controllare gli atti, innanzitutto le deliberazioni di consiglio comunale, che possono documentare la mia attività di consigliere e le mie iniziative. Potrà così rilevare e ricordare che –dai banchi dell’opposizione- ho predisposto, tra gli altri, anche i regolamenti riguardanti il settore della vigilanza (!): quello per l’armamento degli appartenenti alla Polizia Municipale e quello sull’ordinamento organizzativo del servizio di Polizia Municipale, approvati il 29 dicembre 2007. Ricorderà, intanto, che la sua proposta del primo dei due regolamenti non fu approvata dal consiglio comunale nella sua seduta del 15 maggio 2007; infatti, quando fu sottoposta all’attenzione dell’assemblea rilevai e feci osservare che la stessa conteneva delle “imprecisioni”; chiesi il rinvio della sua approvazione, assumendomi comunque l’impegno di rettificarla. Nel correggerla, rilevai anche che si sarebbe dovuto preliminarmente adottare il propedeutico regolamento, quello sull’ordinamento organizzativo del servizio di Polizia Municipale. E come documentato, tali regolamenti furono da me predisposti e poi approvati. Ecco una dimostrazione di ciò che ha fatto lo pseudo “giustiziere, polemico, chiacchierone, scribacchino”! Chissà, forse tali epiteti mi sono stati attribuiti perché ho messo in dubbio legittimità e regolarità dell’attribuzione dei gradi di maggiore disposta il 9 gennaio 2014? Probabile, ma –come comunicato- era un atto dovuto per la certezza delle regole in una pubblica amministrazione. In merito, comunque, sono tuttora in attesa di un chiarimento da parte delle cosiddette istituzioni. Quali i miei dubbi? Primo: la nullità della deliberazione di promozione, giacché priva di dispositivo. Nel verbale c’è la proposta del sindaco pro tempore Ventucci, ma non anche la conseguente votazione. Secondo: per legittimare il sindaco ad attribuire i gradi (competenza non prevista dall’art. 39 del regolamento da me predisposto!!!), nella deliberazione fu trascritta una formulazione falsificata del predetto articolo. Grave, gravissima irregolarità e, presumo, FALSO in atto pubblico! Terzo: l’irrilevanza del tentativo della giunta municipale subentrante del sindaco Meola di “rettificare” nel marzo 2017 una delibera nulla, che inoltre si fondava su un madornale falso! Quarto: il Regolamento regionale del 13/2/2015 n.1, dispone che “in prima applicazione sono fatti salvi i distintivi di grado già in possesso degli operatori di P.L. alla data del 31/12/2013”. Ebbene, e pur volendo prescindere dalle evidenti illegittimità rappresentate, la delibera  di attribuzione dei gradi è datata 14 gennaio 2014, quindi oltre il 31 dicembre 2013 (limite ultimo entro cui le promozioni /attribuzioni di gradi potevano essere valide).
Giacomo De Angelis

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