Nella rassegna dell’OFB, il violoncellista Giovanni Sollima coinvolge il pubblico nelle sue esecuzioni

L’Orchestra Filarmonica di Benevento il 23 luglio è stata diretta dal M° Giovanni Sollima, violoncello solista, palermitano, in un programma che ha visto eseguito, di F.Gulda, il “Concerto per violoncello ed orchestra di fiati, nonché il “Concerto per violoncello e orchestra n. 2”, di F.J.Hayd, nato il 1732 e deceduto il 1809. Infine, è stata eseguita una composizione dello stesso Sollima, dal titolo: ”Tema con variazioni”. Un concerto che ha presentato la musica classica del settecento e quella nostra contemporanea, in un insieme misurato ed armonico, che solo grandi professionisti, a cominciare dai compositori, possono realizzare.
Ricordiamo sempre, tra gli altri, il patrocinio del Comune e della Provincia di Benevento, la Santec, il Ministero della Cultura, la Direzione regionale dei Musei della Campania, con il direttore del Teatro Romano, il Prof. Ferdinando  Creta, di recento riconfermato in tale carica, e soprattutto questi ragazzi dell’Orchestra,.
Sì, possiamo definirli ragazzi, perché I’età media è intorno ai 24 anni, anche se si avviano a diventare grandi professionisti, per la loro dedizione alla musica e per i grossi sacrifici che hanno affrontato dall’inizio di questa loro avventura e di quelli che sostengono quotidianamente, sorretti dalle loro famiglie. 
Grazie all’esperienza acquisita,  l’Orchestra Filarmonica di Benevento ha potuto ospitare, nella propria Stagione, uno dei musicisti più eclettici del panorama internazionale.
Da sempre l’OFB ci ha abituati a programmi eterogenei all’interno del proprio cartellone e, mai come questa volta, il pubblico ha avuto l’opportunità di viaggiare, in occasione della stessa serata, tra spazi e tempi sonori apparentemente lontanissimi, ma fusi nella Musica dalla sapiente mano, compositiva ed esecutiva, di  Giovanni Sollima. 

Il programma è iniziato con il Concerto per violoncello ed orchestra n. 2 di Franz Josef Haydn ,in re maggiore Hob.VIIb 2, composta nel 1783, che si articola tre momenti: Allegro moderato; Adagio in la maggiore; Rondò; Allegro.
L’Organico è stato  composto dal violoncello solista;  2 oboi, 2 corni, 2 violini, viola, basso continuo.
E’ un concerto particolarmente difficile da eseguire, che però merita tanto sacrificio. Esso fu scritto da Haydn, considerato il padre della sinfonia, quando aveva circa cinquant’anni, per il bohemo Antonin Kraft, primo violoncello dell’orchestra del Principe Estheràzy, le cui note liberamente composte, vengono così in egual modo eseguite. Era la prima volta che al violoncello veniva destinato un ruolo da solista.
Ricordiamo la sua immane produzione: dodici Messe; dodici brani di Musica sacra ,tra cui il famosissimo “Stabat Mater”; sessantadue sonate per pianoforte; dieci concerti; quindici quartetti, di cui l’ultimo incompiuto; quattro Oratori e 14 Opere, oltre a tanta altra produzione minore. 
E’ stato poi eseguito, con violoncello ed orchestra, “Terra con variazioni”, branno che, composto ad hoc per l’ Expo2015 da Sollima, era  stato appunto commissionato all’artista.
Infine, è stato eseguito un  Concerto per violoncello ed orchestra di fiati di F. Gulda, famoso pianista e compositore viennese, un contemporaneo scomparso nel 2000, a soli 69 anni. Aveva iniziato a suonare a sette anni il pianoforte, proseguendo nel 1946 nell’Accademia di  Musica di  Vienna. Vinse il  primo Premio al concorso Internazionale di Ginevra, nel 1946, e da allora iniziò la sua carriera concertistica internazionle. Fu, quale pianista, eccezionale interprete di Beethoven, ma coltivò un grande interesse per la musica jazz, tanto da scrivere negli anni cinquanta pezzi in cui il jazz si coniugava sapientemente con la musica classica. Tutto ciò gli valse il soprannome di “pianista Terrorista”.
Giovanni Sollima ha così dimostrato, se mai ve ne fosse stato bisogno, che ha ben meritato l’affermazione internazionale, quale  violincellista e compositore, avvenuta nel 1993 quando, insieme ad altri, compose un “Requiem per le vittime della mafia”, eseguita nella Cattedrale di Palermo ad un anno esatto dalla strage di Capaci. 
Una curiosità:  suona un violoncello Francesco Ruggieri costruito a Cremona nel 1679. 
Nel 2012 fonda, insieme al violoncellista Enrico Melozzi, il progetto ”100 Cellos”, un ensemble composta da un centinaio di violoncelli, che hanno tenuto concerti in Italia, Ungheria e Giappone, con lo scopo  di diffondere la cultura musicale di questo strumento. 
La critica così ce lo presenta: ”Questo é un progetto sorprendente – in bilico tra classica, folk music e rock – tanto nella scelta dell’organico quanto per il vero e proprio funambolismo cui obbliga il violoncello solista. Una occasione imperdibile di ascoltare musica ‘totale’, che la bravura di Sollima permette di far germogliare, abbattendo le barriere che convenzionalmente (da ciò il titolo dato alla serata) si instaurano tra i generi musicali, per tradizione, per pigrizia o forse per rasserenante comodità”.
Alla serata, erano presenti anche alcuni bambini che hanno accolto l’invito del Fai a presenziare al concerto. Si  vuole così realizzare, come fine, la graduale educazione all’ascolto. Erano con i genitori  seduti in prima fila e sono stati abbastanza attenti durante tutto il concerto che è durato oltre due ore, un po’ più del previsto, con due bis concessi dall’artista. Per prima, è stato eseguito il brano dal titolo: ”Strike the viol” di H. Purcell, e poi “Smells LikeTeen Spirit”, di Nirvana , brani arrangiati entrambi dal M° Sollima, che ha così interagito tutta la serata con il pubblico, ripagandolo dell’entusiasmo dimostratogli. Infatti, i presenti si sono divertiti poiché, all’ascolto, hanno unito anche il  battito delle mani, seguendo il ritmo, ed applaudendo a più non posso, ad ogni fine esecuzione.
A fine concerto, Solima ha così commentato l’esperienza vissuta con questa giovane orchestra: ”E’ stato un piacere suonare con questi ragazzi, pieni di energia”. 

In questa serata, abbiamo potuto comprendere come il violoncello solista può dare delle sensazioni meravigliose, di gioia, allegria, di pace interiore. Ed infatti il discorso portato avanti da Sollima è proprio un discorso anticonvenzionale, che ci ha profondamente coinvolti in questo penultimo concerto di  luglio.
Infatti, il prossimo ci sarà il 30 luglio prossimo, sempre alle 21,00 con l’” Histoire du soldat” , raccontata da Peppe Servillo, con la direzione di Marcello Panni. 
Come sempre i biglietti potranno essere acquistati presso il bar Le Trou , sito nel Corso Garibaldi di Benevento o tramite internet al seguente sito: https://www.i-ticket.it/location/teatro-romano-benevento.
Arrivederci!
Maria Varricchio

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