Sannio Music Fest dedica un omaggio a Mina, con il concerto di Danilo Rea, Massimo Moriconi e Alfredo Golino

Mina con il figlio Massimiliano Pani

Siamo giunti al terzo appuntamento con la rassegna Sannio Music Fest #2021 , nel quale il trio Danilo Rea, Massimo Moriconi e Alfredo Golino, hanno voluto festeggiare gli 80 anni di Mina, l’icona per eccellenza della musica italiana, con lo spettacolo da titolo “Tre X una- Omaggio a Mina”.
Il  suo nome originario è Anna Maria Mazzini, a cui durante la sua carriera fu aggiunto il  soprannome de “La Tigre di Cremona”, forse a sottolinearne la grinta che l’ha sempre contraddistinta, sia nella vita pubblica, che in quella privata.
Fu avviata allo studio della musica dalla nonna, e con il tempo scoprì la sua innata capacità di cantare, raccogliendo un grande successo alla Bussola di Marina di Pietrasanta, dove si trova d’estate in vacanza, nel 1958.
Continuò a cantare per tante sere, ma il vero e proprio debutto come cantante lo fece nel mese di settembre con la band “Happy Boys”, di cui faceva parte anche l’amato fratello, Renzo, che suonava  alla chitarra.
Il successo fu travolgente ed inaspettato, il pubblico richiese più volte il bis. Da allora per Mina è stato un crescendo di successi, soprattutto perché inserita nel cosiddetto gruppo degli “urlatori”.
In quegli anni infatti il genere musicale cambia perché alcuni giovani cantanti come Adriano CelentanoTony DallaraGiorgio GaberBetty CurtisJoe SentieriLittle Tony e altri,  si vanno affermando proponendo in italiano un nuovo genere  musicale, proveniente dagli Stati Uniti: il rock and roll, genere musicale che si allontana da quello  classico melodico.
Di lei è stato giustamente detto che poteva cantare anche l’elenco telefonico, per la bellezza, la possenza  della sua voce, la capacità di interpretazione, che le avvalse, negli anni 70, anche il titolo di “Regina della musica italiana” a cui corrispondeva il “Re”, Claudio Villa, interprete indimenticabile.
La sua ultima partecipazione a Sanremo si è avuta nel 1961, perché il suo genere musicale, al tempo, così come il suo modo di cantare e di interpretare fu aspramente criticato e dunque promise di non partecipare più ad alcun Festival, e mantenne la promessa.
La sua bravura, la sua tenacia le hanno permesso di ottenere un grosso successo nazionale ed internazionale, mentre la sua partecipazione in televisione fu sospesa durante il periodo di gravidanza e nascita del suo primo figlio, Massimiliano Pani, nato dalla relazione con Corrado Pani, al tempo ancora sposato.
In quel periodo non vi era alcuna tolleranza per l’amore libero e dovette subire un vero e proprio additamento mediatico, quasi come una punizione, per aver voluto  vivere questa storia d’ amore.   Non le fu più concesso di esibirsi in Rai. Oggi tutto questo ci può sembrare esagerato, ma stiamo parlando di un momento storico, in cui, per l’accesso ai concorsi nella pubblica amministrazione, occorreva anche il certificato di buona condotta. 
Da allora vi è stata una vera e propria rivoluzione nel costume, tanto che i giovani di oggi hanno trovato sicuramente una normativa profondamente cambiata a favore della libertà individuale.
Oggi il divorzio, l’aborto, l’adozione, sembrano che abbiano fatto sempre parte della nostra cultura, ma per realizzarle sono state portate avanti tante lotte politiche e civili. Ed in fondo anche la vicenda sentimentale di Mina ha contributo a questo cambiamento, quando  finalmente nel 1964 ritornò in televisione, perché anche nel governo del Paese le cose erano cambiate: il 6 dicembre 1963 erano entrati i socialisti in quella che Pietro Nenni chiamerà “La stanza dei bottoni”. E grazie ai socialisti ritornò in Rai. 
Da allora, Mina si  è esibita in televisione, stabilendo un primato: nel 1970, nello spettacolo “Doppia coppia”, fu la prima artista italiana ad indossare la minigonna, anche durante le esibizioni nelle piazze, fino alla sera dell’ultimo suo concerto in assoluto, il 23 agosto 1978, serata in cui diede l’addio al palcoscenico, senza più apparizioni in pubblico, continuando la sua attività canora, in maniera estremamente eccellente. Si allontanò definitivamente anche dalla Rai, cantando, a mo’ di presagio, “Non gioco più”. 
Quindi, con  il tributo che le hanno conferito questi tre artisti (che hanno sempre suonato con lei, per 25 anni), è stato come rivederla sul palco, immaginando di sentirla cantare.
Con il loro arrangiamento jazzistico, ci hanno fatto ascoltare alcune tra le più belle canzoni dell’artista cremonese: “Grande, grande, grande” di Tony Renis; “Amor mio” di Lucio Battisti; “Insieme” di Mogol; “Le mille bolle blu” di Carlo Alberto Rossi ;“Vorrei che fosse amore” del M° Bruno  Canfora; ”Parole, Parole, Parole”, interpretata magistralmente insieme ad un altro  grande attore italiano, Alberto Lupo; ”Ancora”, scritta da Malgioglio; “Tintarella di Luna”, di Franco Migliacci.
L’esecuzione di ”La banda”, scritta da Chico Buarque De Hollanda, ha portato una vera e propria ventata d’allegria  ad una serata in cui i tre mattatori si sono alternati nell’esposizione dei loro ricordi, parlandoci di quell’attività svolta con la grande Mina, della quale il figlio Massimiliano ha voluto la celebrazione degli 80 anni. Si sono congedati dal pubblico, augurandosi di averci trasmesso qualche emozione. Hanno poi concluso il concerto con un omaggio ad un altro grande cantautore italiano: Domenico Modugno, suonando la celeberrima “La donna riccia”.
La simpatia e l’alta professionalità del trio ha reso degno onore ad una grandissima cantante italiana: Mina.
Non perdiamo l’ultimo appuntamento con la rassegna che ci sarà il prossimo 16 luglio, e vedrà protagonista Paolo Fresu Trio con “ Tempo di Chet”.
Per l’acquisto di biglietti, visitare il sito www.go2.itwww.tichetone.it; www.napolijazz.it.
A presto!
Maria Varricchio

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