Proclamata, per la prima volta a Benevento, la cinquina del Premio Strega

Nella splendida cornice del Teatro Romano, per la prima volta a Benevento, la sera del 10 giugno, abbiamo assistito alla proclamazione della cinquina del 75° Premio Strega, una cinquina scelta, come in ogni edizione, tra i 12 partecipanti, che per la prima volta sono state presentati a Benevento nel 2008, nel Teatro De Simone, quando Benevento era governata da un’amministrazione di centro sinistra. Grazie alla cooperazione tra la famiglia Alberti e la Fondazione Bellonci, il prestigioso premio presenta ogni anno all’attenzione del pubblico i migliori libri, per poi, dopo un percorso di selezione, a cui partecipano i  400 Amici, grandi lettori della domenica, 240  studiosi selezionati da 30 istituti italiani di cultura all’estero, 20 voti tra lettori forti, selezionati dalle librerie indipendenti.  
Il logo di questa edizione è stata realizzato da Lorenzo Mattotti, un disegnatore tra  i più stimati a livello internazionale che ha voluto raffigurare tre streghe moderne,  rappresentate in: ”Una danza selvaggia, un rituale augurale, un sabba moderno fatto da Streghe contemporanee che si battono per i loro diritti e per la loro condizione. Un manifesto dinamico e colorato che vuole celebrare con una ventata di aria fresca i 75 anni del Premio Strega”. 
Tutti i dodici finalisti hanno presentato il proprio libro, su sollecitazione di Marzullo, esponendolo con pochi concetti, sintetici ed efficaci.

La novità assoluta di  quest’anno, e cioè la proclamazione della cinquina di finalisti,  è stata  accolta con tanto entusiasmo, e contemporaneamente sono stati presentati  anche tutti e dodici i finalisti, un rito che, come abbiamo detto, ha avuto inizio a Benevento con la 61esima edizione, subendo una interruzione, a causa della pandemia, soltanto l’anno scorso, quando al Teatro Romano  è stata presentata, in quella circostanza, la sestina e non la cinquina.  
Quest’anno, in più abbiamo assistito anche alla genuflessione un po’ scherzosa del sindaco, On. Mastella, alla giuria, chissà.. ”tentar non nuoce…”, dice il vecchio adagio, con la speranza di commuoverli e permettere di realizzare a Benevento anche la proclamazione del vincitore, nella data fissata per giovedì 8 luglio, già programmata al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, che, per chi vorrà seguirla, sarà trasmessa in diretta da Rai3. 
Il ragazzo che ha ottenuto la borsa di studio offerta dalla  BPER Banca, per aver  scritto la migliore recensione, è stato Luca Rossi , allievo dell’Istituto d’istruzione superiore, ”Lucio Anneo Seneca“ di Roma, per il libro, “Le ripetizioni”,  di Giulio Mozzi, che però non potendo partecipare di persona, per introdurre il suo lavoro letterario, è intervenuto in collegamento sul grande schermo, posizionato sul palco, che anche quest’anno, è stato ornato dalle ginestre, fiore, questo,  protagonista dell’edizione pre-Covid, che ci ha dato così un altro segnale di ritorno alla normalità.
Lo schermo, infatti, è stata l’innovazione di quest’anno, introdotta dalla necessità della pandemia, ma che poi si è rivelato un mezzo perfetto per collegarsi anche con il Presidente della Camera, On. Roberto Fico, che è stato intervistato da Gigi Marzullo, conduttore anche quest’anno della manifestazione. La proclamazione del vincitore del “Premio Strega Giovani”, voluto proprio dalla Presidenza della Camera dei Deputati, è stata data proprio in diretta dal Presidente, ed assegnato, dal voto dei ragazzi, al libro di Edith Bruck, dal titolo “Il pane perduto”,  edito da La Nave di Teseo, romanzo autobiografico di una donna ebrea di origine ungherese che, dopo la fine della seconda guerra mondiale, come lei stessa ci ha confidato. ”è stata attratta dalla città di Napoli”,  dove vive attualmente.
“Da 60 anni mi reco nelle scuole per far conoscere ai ragazzi al disavventura  che ho vissuto”, una disavventura  che esprime  il dramma degli ebrei ed il suo in particolare, quello di una bambina di tredici anni, che con la sua famiglia viene arrestata per  essere deportata. L’irruzione nella sua casa viene eseguita non appena  la madre aveva sistemato il pane per farlo  lievitare. La povera ragazza usa questa metafora per parlarci dei tanti pani perduti, che non sono stati più preparati, per essere mangiati in pace. Ella ci ha spiegato che tutto il suo lavoro presso le scuole, consiste nel continuare in quel percorso iniziato anni fa, per testimoniare alle nuove generazioni quanto è realmente accaduto, col fine didattico e pedagogico di impegnarsi affinché una tale bruttura non si ripeta mai più. 
La cinquina ha visto al primo posto, con il maggior numero di voti,il primo Emanuele Trevi, con “ Due vite”, di Emanuele Trevi,  edito Neri Pozza.
Secondo classificato è risultato “Il pane perduto“, di Edith Bruck, la ragazza ungherese deportata, come dicevamo, quando aveva appena 13 anni, edito da “la Nave di Teseo”; il terzo posto è stato conseguito da “Borgo Sud”, di Donatella Di Pietrantonio, edito  da Einaudi; poi ha fatto seguito “L’acqua del lago non è mai dolce”, di Giulia Caminito, edito da Bompiani, infine, “Il libro delle case”, di Andrea Baiani, edito da Feltrinelli, ha chiuso la cinquina.  
L’evento, seguito in diretta streaming e da Rai Cultura.it, è stato sostenuto da BPER Banca, Media Partener Rai, con lo sponsor tecnico IBS.it  e con il contributo della Camera di Commercio di Roma.
La serata ha avuto così il duplice compito di avvicinare i candidati ai lettori e di rimarcare il legame indissolubile tra la Fondazione Bellonci e lo Strega Alberti Benevento con la città.
Attendiamo dunque la proclamazione del vincitore.
Maria Varricchio

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