Caserma Pepicelli: Mastella fa intervenire i suoi colonnelli, quando non riesce ad avere la meglio su chi lo contesta

Il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, non ammette mai di aver sbagliato, anche quando ne è consapevole. Un esempio: Dopo aver sottoscritto, nel gennaio 2017, il protocollo anticorruzione con il presidente dell’ANAC Raffaele Cantone, non rispetta, riteniamo in buona fede, alcuni canoni insiti nel protocollo allorché bandisce la gara, nel  mese di luglio di quell’anno, per assegnare l’appalto della mensa scolastica. Cantone gli fa rilevare cosa avrebbe dovuto fare prima di indire la gara. Lui bandisce nuovamente la gara, ma non ammette di aver sbagliato.
La stessa cosa succede, in ordine alla ristrutturazione della ex Caserma Pepicelli,  dopo la diffusione, il 13 maggio scorso, nel circuito informativo, da parte della senatrice pentastellata Sabrina Ricciardi, di un comunicato, che riportiamo integralmente, perché i lettori possano farsi una idea in merito alla polemica innescata da Mastella nei confronti della parlamentare sannita.
“C’è anche la Caserma Pepicelli di Benevento tra gli investimenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza varato dal Governo Draghi”. Lo comunica la senatrice del M5S Sabrina Ricciardi. Il finanziamento previsto rientrerà all’interno del Recovery Plan. “Il progetto – spiega la senatrice – contribuisce alla realizzazione di un Federal Building (o Polo Amministrativo), ovvero un complesso di edifici occupati non solo dal Tribunale, ma anche da altre pubbliche amministrazioni (contabilità territoriale, archivio di Stato, dogana e monopolio, commissione tributaria, polizia di finanza). L’intervento consiste nella ristrutturazione di fabbricati esistenti (ovvero di quelli precedentemente adibiti a caserma (ex Scuola Carabinieri Allievi) e prevede la ristrutturazione e l’affidamento ad uffici giudiziari di 8 edifici. La tipologia di intervento consiste essenzialmente in lavori di ristrutturazione generale dell’edificio storico”. “La Pepicelli, come da protocollo d’intesa firmato tra Comune di Benevento e Agenzia del Demanio (proprietaria dell’immobile) nel 2018, sarà dunque trasformata in nuovo polo delle Amministrazioni Statali: con l’accorpamento dei servizi ai cittadini ed il varo del Federal Building – prosegue la Ricciardi – oltre ad impiegare spazi pubblici inutilizzati di notevoli dimensioni ed in progressivo stato di degrado, si garantisce una significativa riduzione delle spese gestionali e di bolletta energetica, migliorando la qualità dell’ambiente di lavoro contribuendo al rilancio dell’economia attraverso la rivitalizzazione di intere aree urbane e la rigenerazione dei territori”.
Il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, interessato a non perdere la primogenitura dell’iniziativa relativa alla ristrutturazione della Caserma, rilascia, lo stesso 13 maggio, la  seguente dichiarazione: “La Sen Ricciardi, ha le idee un po’ confuse. La Caserma Pepicelli, con protocollo sottoscritto da quasi tre anni, con firma avvenuta a Benevento, nel luglio del 2018, da parte mia e del Direttore Generale del Demanio, Roberto Reggi, ha autonomia finanziaria (50 milioni di euro) ed i lavori, con progettazione già avviata, inizieranno a settembre, dando priorità alla Caserma della Finanza. L’intero corpo di fabbrica, come da me ripetuto a più riprese nel corso di questi anni, conterrà tutte le articolazioni statali: un centro uffici moderno e funzionale con servizi annessi. La Sen. pentastellata è in ritardo di quasi tre anni sui fatti, di cui sembra essere levatrice, e su quanto da me come amministrazione portato avanti a favore della nostra comunità. Se la Sen. dei 5 Stelle riuscirà a impegnare fondi per la nostra città gliene darò volentieri atto, ma  l’appropriazione indebita è un reato politico. Voglio ricordare che la firma avvenne col Direttore Generale Reggi, mio vecchio amico democristiano, che il Governo dei 5 Stelle sostituì dopo 15 giorni dalla firma”.
Ma la controreplica della senatrice pentastellata, giustamente stizzita, giunge il giorno seguente.
“Con nemmeno troppa sorpresa – obietta la senatrice – ho scoperto che una mia nota informativa ha scatenato la furia del sindaco di Benevento. E allora mi scuso anticipatamente per aver osato contraddirlo anche in questa mia suppletiva. Improntata alla chiarezza, perché è troppo facile distorcere la realtà quando non si ha una profonda conoscenza degli argomenti. Partirei innanzitutto dal fatto che, non essendo pratica, mai mi permetterei di offuscare la sua indiscussa leadership nella sofisticata materia “intestazioni meriti altrui”. In qualità di membro della competente Commissione (Politiche per l’Unione Europea) ho semplicemente dato una comunicazione alla cittadinanza, senza alcun tono trionfalistico come invocato da qualche giannizzero, di un fatto inequivocabile, e cioè l’inserimento della Caserma Pepicelli tra gli interventi inseriti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (pag. 302 del “segmento 002 di PNRR e allegati” per chi nutrisse ancora qualche dubbio). Scripta manent: nella mia nota c’è un chiaro riferimento al protocollo d’intesa del 2018 tra Comune di Benevento e Agenzia del Demanio, ma altrettanto evidente è il crimine di lesa maestà perpetrato dalla sottoscritta nel non fare il nome del primo cittadino (che in questo caso c’entrava come i cavoli a merenda). La reazione scomposta è assolutamente strumentale, e figlia non solo di una campagna elettorale che per Mastella dura da 40 anni, ma anche della sua risaputa ossessione per il Movimento 5 Stelle, che non perde occasione di tirare in ballo in ogni sua discettazione. Se Mastella si fosse documentato prima di rispondermi d’impeto e rabbia, avrebbe evitato di apparire come chi si risente per non essere stato chiamato in causa e soprattutto si sarebbe accorto che il canale di finanziamento della Pepicelli è stato sostituito. E il fatto che i lavori partano nel prossimo autunno non c’entra proprio nulla. Più del 40% degli interventi previsti all’interno del PNRR sono rifinanziamenti di opere esecutive già cantierabili, come appunto la Caserma Pepicelli. Si tratta di una strategia messa in campo dal Governo per alleggerire il debito pubblico: i 50 milioni concessi all’Agenzia del Demanio per la nuova destinazione della Caserma avrebbero gravato nell’immediato sulle tasche dei contribuenti, mentre in questo caso potrebbero addirittura rientrare nella parte inclusa nel fondo perduto. Se lui non fosse accecato dal proprio “ego” che lo rende venerabile maestro dell’“io so io…”, se non fosse intollerante verso chiunque si azzardi ad invadere il campo che ritiene a suo uso esclusivo (mentre lui ogni giorno si scomoda per “suggerire” al Movimento con chi fare alleanze), tenterebbe di avere una proficua collaborazione con le altre forze istituzionali a prescindere dagli accordi elettorali, che in questo momento paiono essere il suo unico pensiero. Al primo posto dovrebbe figurare sempre l’interesse pubblico. Sono consapevole che Mastella abbia un serio problema nei riguardi dei Cinque Stelle, al punto da sognarli anche la notte, ma mai avrei pensato che lo avesse anche con il PNRR, visto che l’on. Lonardo, sua moglie, in Senato ha votato a favore del Piano. Quasi nello stesso momento, il sindaco di Benevento dichiarava, a proposito dello stesso: “Hanno fottuto il Sud”. Direi che non sono certo io ad avere le idee confuse”.
A questo punto, il sindaco, probabilmente a corto di argomenti per controdedurre rispetto ai chiarimenti forniti dalla senatrice Ricciardi, fa intervenite i suoi colonnelli, i quali, confermando quanto dichiarato dal sindaco, affermano che “la senatrice Ricciardi scambia fischi per fiaschi”, ma non specificano quali siano i fischi e quali i fiaschi. A dire di…questi signori, “la Caserma Pepicelli ha una sua autonomia finanziaria, il progetto è pronto ed i lavori partiranno a settembre. Tutto il resto è noia”. Così, anche loro abbandonano la polemica non avendo nulla da controdedurre.

Mastella teme Perifano, un buon motivo per accettarlo come candidato sindaco di “Alternativa per Benevento”
Poi, come la gattina che, non potendo arrivare dove è appeso il lardo, dice che è di rancido,  affermano: “Quanto agli aspetti politici non abbiamo alcuna voglia di stare in alleanza con i 5 Stelle nella versione tradizionale, in attesa del  Godot Conte”, l’ex presidente del Consiglio, di cui Mastella ha riportato una affermazione, nel collegamento streaming  dell’ex premier con i rappresentanti dei 5 Stelle di Torino: “C’è la necessità di perseguire la collaborazione con gli ex alleati del Conte bis”. Già, dimenticavamo, tra i sostenitori del Conte bis c’è anche la moglie di Mastella, la senatrice Alessandrina Lonardo, la quale, come ha ricordato Sabrina Ricciardi, ha votato il PNRR, anche se con questo Piano, a dire del sindaco, “hanno fottuto il Sud”.
Quindi, in base a questa logica, a Benevento, Pd, 5 Stelle e Leu, dovrebbero sostenere la ricandidatura di Mastella, i cui accoliti battono anch’essi il chiodo dell’articolo 6 dello statuto del M5S, che vieta la presenza nel Movimento di persone iscritte a logge massoniche, cosa, questa, assai diversa dal sostenerle, se poste alla guida di una coalizione.Per Mastella è diventata una ossessione il fatto di imporre ai 5 Stelle il rispetto del loro statuto, al solo fine di rompere l’alleanza che, tra Pd, 5 Stelle, Città Aperta, e altre forze dell’associazionismo, si è costituita contro di lui. Che sia ossessionato dalle alleanze che stringerà il M5S nelle prossime amministrative lo dice anche Vincenzo Sguera di Patto Civico.  Ma che problemi sono suoi se i 5 Stelle decidono di appoggiare un candidato sindaco massone? Addirittura, ha sconsigliato Roberto Fico di candidarsi a sindaco di Napoli, nella misura in cui il M5S non ha chiarito “la propria posizione di sostegno a candidati sindaco massoni in altri capoluoghi campani al voto”. I suoi accoliti si spingono anche a dire, in un comunicato: “Perché l’intesa con Noi Campani vale  in altre realtà campane come Caivano (dove nel gruppo consiliare del partito di Mastella sono confluiti 2 consiglieri nella stessa maniera come a Benevento consiglieri di centro sinistra sono confluiti nella maggioranza mastelliana – ndr) e non è concretizzabile a Benevento?”In un primo momento, Mastella ha cercato anche di creare un dossieraggio nei confronti di Luigi Perifano,  inputando al defunto padre  del possibile candidato sindaco di centro sinistra il fatto di  aver votato, nel 2002, quando era componente il Direttivo del Consorzio Asi di Ponte Valentino, la delibera relativa all’insediamento della Luminosa. Ma ha taciuto quando Altrabenevento gli ha ricordato che, nel 2006, l’allora commissario del Consorzio, Luigi Abbate, attuale consigliere regionale di Noi Campani, avrebbe potuto revocare quella delibera, poiché intanto erano cambiate le norme sulla tutela ambientale.Ma, come gli ha ricordato lo stesso Perifano, Mastella ha fatto andare in perenzione il ricorso inoltrato al Consiglio di Stato dal suo predecessore, Fausto Pepe, contro l’insediamento della Luminosa a Ponte Valentino, la centrale a turbogas da 400 Mw, perché, probabilmente, allora, il nostro sindaco era più interessato a curare la sua immagine, la sua esposizione mediatica, piuttosto che avere a cuore i problemi di Benevento.  Speriamo solo che sia possibile ancora, come sostiene l’avvocato del Comune, impedire l’insediamento della Luminosa.Ai 5 Stelle, che avrebbero espresso riserve sulla candidatura di Perifano, vorremmo dire: Se Mastella ha cercato di creare un dossieraggio contro Perifano, se sta dicendo fino alla noia che il possibile candidato sindaco di centro sinistra appartiene alla “loggia” Torre, che non è la P2, per costringervi a non far parte di “Alternativa per Benevento”, un problema ci sarà: Mastella teme Perifano, come nessun’altro candidato. Questo dovrebbe essere un buon motivo per accettarlo come candidato sindaco, se davvero si vuole cacciare Mastella da Palazzo Mosti. 
Giuseppe Di Gioia

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