Mostra Web del fotografo sannita Giovanni Di Dio in onore di Giovanni Gastel

Passiamo le giornate bloccati a casa, o magari avanti ad un televisore che non fa altro che ripeterci le stesse cose. La noia e la paura mista a mancanza economica, attanagliano i più fortunati, altri combattono tra la vita e la morte…ma ci sono degli “esseri viventi” che escono allo scoperto, inosservati, a volte si nascondono molto bene per non essere ripresi, ma un occhio attento può scovarli. Il fotografo sannita Giovanni Di Dio, crede di esserci riuscito. Solo in parte è un discorso ironico, ma se vogliamo perseverare, sempre in termini ironici, il Di Dio deve ringraziare tutti coloro che hanno fatto si che queste “mascherine viventi” e l’omonima mostra web potesse prendere forma! 
A dire il vero ci sono anche ex-fazzoletti imbevuti e guanti distesi, a prendere il sole… quasi come se si godessero la loro meritata pensione. “Grazie a voi!” dice il Di Dio, voi che colorate le nostre strade, i nostri vicoli, con queste belle mascherine, come se fosse sempre carnevale, anche se quest’anno non siamo riusciti a festeggiarlo come volevamo…ma ancora grazie, Grazia e Graziuccia. Ma meglio fermare i ringraziamenti e magari  lanciare un monito, una mostra basta e avanza, d’ora in poi cerchiamo di non lasciare più mascherine, guanti, fazzoletti e quant’altro in giro.
Il fotografo Sannita durante il solito giretto a piedi con l’amato figlioletto, vista anche la chiusura degli asili, ha guardato lungo… si per ora lungo il percorso. Bisogna comunque dire che non sembrerebbe esserci ancora una idea innovativa come questa, dagli scatti eseguiti con un semplice e datato cellulare, traspare l’occhio maturo del fotografo e la visione personale.
Come direbbe il Famoso fotografo Italiano Giovanni Gastel morto di recente proprio di Covid-19 “Chi vorrà la tua visone del mondo verrà a cercare te!”
“Per scattare una foto – dice il Di Dio – basta un buco stenopeico, in questo servizio non volevo solo documentare lo stato di abbandono, ma soprattutto comunicare… le mie sensazioni, impegnandomi a ricercare l’anima anche in oggetti semplici…in questo caso vissuti o “viventi” come le mascherine”! 

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