Ruggiero: ridicola la scelta di creare dieci sub-ambiti distrettuali per la gestione dei rifiuti

L’ATO (Ambito Territoriale Ottimale) rifiuti  della provincia di Benevento, costituito 4 anni fa, ha subito, nella fase iniziale un lungo periodo di arresto, caratterizzato da un ricorso al Tar, risoltosi in un nulla di fatto, presentato da un candidato non risultato eletto, in seguito ad una elezione ponderata (di secondo grado) che  diede un risultato di parità: 5 consiglieri allo schieramento di centro sinistra e 5 a quello di centro destra,  controllato, quest’ultimo,  da Mastella, quando il sindaco di Benevento non pensava, neanche lontanamente, di schieransi, due anni e mezzo dopo, con il centro sinistra in sostegno di Vincenzo De Luca nelle elezioni regionali del 21 settembre 2020. Poi, quando due consiglieri, eletti nel centro sinistra – il sindaco di Airola, Michele Napolitano e la vice sindaca di S.Leucio del Sannio, l’allora alfaniana Giovanna Tozzi, eletta presidente quale consigliera più giovane –  sono passati nello schieramento di centro destra, è stato possibile eleggere un presidente di centro destra nella persona di sindaco di Casalduni, Pasquale Iacovella.
Ma l’ATO non ha ancora surrogato la SAMTE (Sannio Ambiente e Territorio) nella gestione dei rifiuti. Tuttavia, Pasquale Iacovella, nell’intendo di snellire il lavoro dell’ente da lui presieduto, ha ritenuto di costituire 10 sub-ambiti distrettuali, una iniziativa condivisa da diversi sindaci del centro destra, un gruppo, questo, nel quale si  sono, però, distinti i sindaci di Pesco Sannita e di Pietrelcina, i quali non ritengono che il Comune che ha dato i natali a Padre Pio, divenuto un centro di notevole attrazione turistica, sia inglobato nel Sad del Fortore.
Giuseppe Antonio Ruggiero,  sindaco di Foiano Valfortore e consigliere provinciale del Pd, ritiene che “un ambito territoriale di appena 280.000 abitanti, quale la provincia di Benevento, suddivisa in 10 subambiti per la gestione dei rifiuti, sia una scelta ridicola”.
Infatti, Ruggiero, in una sua nota, scrive: 
“Un ambito territoriale di appena 280mila abitanti, quale la Provincia di Benevento, suddivisa in 10 subambiti per la gestione dei rifiuti è una scelta ridicola.
In primo luogo, se tutte le altre province della Campania facessero la stessa scelta ci ritroveremmo innanzi  ad un proliferare di soggetti gestori il cui numero sarebbe anche superiori a quello di  adesso, venendo quindi meno all’idea di una provincializzazione dei rifiuti.
Immaginiamo se gli Ato di Caserta e Salerno facessero la stessa cosa in quale caos  organizzativo ci ritroveremmo, per non parlare di Napoli.
Inoltre prima di questa suddivisione del territorio, che deve essere richiesta in primis dai  Comuni per essere valutata, e non proposta dall’EdA, va organizzato il piano industriale  con l’ubicazione dell’impiantistica, la gestione delle discariche e la definizione dei costi  standard.
Quindi – aggiunge Ruggiero – esiste un difetto procedurale in base all’art.24 della legge  regionale n° 14 del 2016 e dello statuto dell’Ente d’Ambito all’art. 4. Una proposta di  questo genere non solo causerebbe una difformità totale nell’organizzazione dei servizi  all’interno del territorio rappresentato dall’Ente d’ambito stesso, avendo 10 piccole  repubbliche autonome ad operare in modo non coordinato, quanto andrebbe a penalizzare  i subambiti più estesi territorialmente dove i costi di trasporto inciderebbero in misura  maggiore rispetto ad una provincializzazione che deve raggiungere un costo per Km uguale  per tutti i cittadini. 
Quindi anche in questa follia organizzativa – aggiunge l’esponente dei democratici – bisognerebbe proporre almeno un numero minori di subambiti, e con estensioni  territoriali il quanto più omogenee possibile.
Non vorrei che le necessità di rappresentanza dei territori possa essere barattate sulla  gestione dei rifiuti che in questa provincia già risulta essere deficitaria e con enormi  problemi di natura ambientale, dovuta anche ad una classe politica locale spesso incapace  di decidere nonostante chieda continua visibilità.
Non credo che la Regione Campania – conclude Ruggiero – avallerà un simile  ragionamento anche alla luce di esperienze di altre Regioni che si sono dimostrate molto  più virtuose nella gestione dei rifiuti senza proporre un’assurda proliferazione di ambiti  come quella che si vuole attuare nel Sannio. Ad esempio il Veneto ha un solo ATO  regionale, noi ne abbiamo cinque, e 12 subato, ma di natura regionale”. (gdg)

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