I giallorossi schiacciati dalla superiorità tattica della squadra veneta

Uno 0-3 contro il Verona poco giustificabile, ma con la premessa di due concomitanti avversità: l’infortunio, tra le lacrime, di Letizia e la sostituzione con Foulon. Il Belga sembra avercela col Benevento. Entra e si perde l’avversario (Faraoni) alle spalle che mette a segno la prima rete. Poi nel tentetivo goffo di rinviare buca anche Montipò e si va sullo 0 a 2.
Ma non è tutta colpa del giovane belga… al di la della malasorte. Sì, perché poi a scriverla tutta la cronaca di questa partita c’è da evidenziare che solo un tiro in porta dei giallorossi è annotato nella tabella statistica della gara.
La squadra dalla chiusura del girone di andata non si è più ritrovata. Una involuzione tecnico tattica, se non fisica, è alla base di questa fase preoccupante. Sì, perché come al solito, ed è ben sancito dalle cronache, i campionati iniziano a gennaio e da li iniziano a venir fuori vinti e vincitori.
Al Vigorito la squadra contro i veneti di un allenatore difficile e desiderato da molti presidenti, Juric, ha mostrato comunque deficit organizzativo, mancanza di schemi ed alternative ad un incomprensibile “albero di Natale”, tra l’altro senza pallini, addobbi veri e il…. puntale.
Solo nell’ultima parte della gara è stato espresso un tentativo di risalita tattica, ma era ormai troppo tardi e troppo erano gasati gli avversari.
Analizzare questa gara è facile, arrendersi dietro l’esternazione che il Verona sia fortissimo non è verità assoluta. E’ un’ottima squadra allestita in modo organico, forse con meno acciacchi e infermeria affollata.
La squadra ha necessità di recuperare fisicità, tecnica e schemi alternativi all’alberello rinsecchito.
E questo è compito dello staff tecnico, poiché, e lo ripeto da queste colonne da gennaio, la partenza di Maggio e gli infortuni di Letizia hanno praticamente tarpato le ali al gioco espresso dai due. Niente cross dalla tre quarti, niente sgroppate sulle fasce che mettevano in difficoltà gli avversari, creando soprannumero. Tutte azioni sprecate purtroppo dagli attaccanti. Ora la squadra ha di fronte un cambiamento, dovrebbe avere quei cm in più in area, ma alla fine mancano le occasioni che dal piede di questi due calciatori venivano spesso e volentieri.
L’incognita sta proprio nella soluzione di questo problema: riportare la squadra in area di rigore avversaria sfruttando la potenzialità Gahic.
Da qui a maggio per i giallorossi sarà sempre e comunque difficile, sarà sempre e comunque ogni gara da affrontare come se fosse l’ultima da dentro o fuori, partendo da sabato 6 con l’anticipo delle 15.
Per quella data ci sarà uno Spezia-Benevento micidiale sia per riscattare la gara di andata che per cercare di fare punti e recuperare credibilità e forza di volontà. Inzaghi avrà ancora una volta da fare i conti guardando all’infermeria.
Chiudo esortando proprio Pippo ad essere più pacato e meno altezzoso nel presentare le gare nella conferenza stampa della vigilia. Gli “andremo”, “faremo”, “ce la giochiamo…” lasciano il tempo che trovano e l’amarezza del giorno dopo. (g.b.)

I RISULTATI DELLA VI GIORNATA DEL GIRONE DI RITORNO
LAZIO – TORINO  non disputata
JUVENTUS – SPEZIA 3-0
SASSUOLO – NAPOLI 3-3
ATALANTA – CROTONE 5-1
BENEVENTO – HELLAS VERONA 0-3
CAGLIARI – BOLOGNA 1-0
FIORENTINA – ROMA 1-2
GENOA – SAMPDORIA 1-1
MILAN – UDINESE 1-1
PARMA – INTER 1-2

LA CLASSIFICA
Inter, punti 59; Milan, 53; Juventus, Atalanta, 49; Roma, 47; Napoli, 44; Lazio, 43; Hellas Verona, 38; Sassuolo, 36; Sampdoria, 31; Udinese, 29; Bologna, 28; Genoa, 27; Fiorentina, Spezia, Benevento, 25; Cagliari, 21; Torino, 20; Parma, 15, Crotone, 12

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