Quaresima nella Pandemia!

Memento, homo!” Quando , un tempo, giungeva il richiamo quaresimale con l’avvertimento su la identità terrena dell’esistere e del suo inesorabile  disfacimento, era inevitabile  il “tremore” del cuore: “Ricordati, uomo, che sei polvere, e in polvere ritornerai”. La memoria veniva profondamente segnata dalla presenza genetica del “nulla” e dall’incombere drammatico della dissoluzione biologica dell’io. Ma allora il morire non era rimosso dall’esperienza e dalla cultura della comunità; i bambini non venivano allontanati dal letto ove i nostri vecchi affrontavano l’affanno estremo, e tutti, nella parentela e nelle relazioni di solidarietà, partecipavano, anche con il pianto, al lutto, segnalandolo finanche nel vestire e nella consuetudine della “consolazione” conviviale. 
Ora, nelle nostre gelide comunità, “il cuore cattolico” non pulsa più come un tempo e, con fede offuscata, non ci accorgiamo “quanto sia stolta ogni paura di cadere nel nulla” (Edith Stein).  
Impantanati nella Pandemia mondiale sperimentiamo, allarmati, l’aggressione del Covid e delle sue insidiose varianti e, quindi, la perdita crescente della fiducia nelle risorse dell’umanesimo scientifico e tecnocratico, eretto sulla potenza materiale, economica e finanziaria. Anzi già si avverte, nell’orizzonte culturale e politico dell’Occidente,  la micidiale disgregazione degli equilibri istituzionali della democrazia e della libertà e si fa sempre più insolente la pressione di una comunicazione globale costruita sul “pensiero unico mondiale” e gestita dall’arroganza di poderose piattaforme private che escludono le “voci” del dissenso, della critica, del dialogo. 
Lo spazio-tempo quaresimale – quaranta giorni di riflessione teologale, di liturgia sacramentale e di testimonianza penitenziale, di preghiera e di carità −  può evitarci di precipitare nell’indifferenza o di essere vinti dall’angoscia; può aprirci, invece, alla  fusione della volontà, dei desideri e dell’amore nella vita di Dio e dell’umanità. Siamo entrati così nel kairòs, nel momento favorevole che ci introduce nell’intimità della vita umano-divina, nella comunione con il Padre della vita, con la Madre di tutte le creature, con il Figlio Redentore, nello Spirito Santo Amore. 
Solo questa appartenenza al Divino ci salva;  solo se Dio crea in noi un “cuore puro” e rinnova in noi uno “spirito saldo”, possiamo credere nell’Amore,  sperare nell’Amore, amare l’Amore. “Dio è Amore” e la creatura è “immagine dell’Amore”. 
La tragedia della storia esplode devastante e distruttiva quando, agli inizi dei tempi, i progenitori per inseguire il sogno orgoglioso dell’io, rompono la relazione creativa, rinnegano la condizione filiale, si allontanano con la loro discendenza dalla Famiglia Divina e Trinitaria. 
Nella pienezza dei tempi, quando entra nella scena del mondo il Figlio di Dio e di Maria, l’Uomo-Dio, per ricostruire la “Nuova Alleanza” e sottrarre alla “morte eterna” l’umanità perduta, si replica, nel deserto di Giuda il dramma dell’Eden. E’ la sfida tra Gesù e Satana. E si concluderà sul Golgota con la Crocifissione e la Morte di Gesù. 
Ora si avvicina l’ultimo appuntamento: l’ultimo assalto di Satana e delle sue “legioni infernali” per inseguire la folle pretesa primordiale del primato della creatura sul Creatore: “Va via, Satana. E’ scritto: “Adorerai il Signore Iddio tuo e servirai Lui solo”. Ecco perché oggi assistiamo, sorpresi e sgomenti, al gioco dissennato dello sfascio, alle mosse perverse dei dominatori di questo mondo. 
E’ l’assalto al Cielo: distruggere i segni della Creazione, della Redenzione, della Santificazione, vincere Dio, sconfiggerlo nel Suo Amore, nella Sua Misericordia, nel Suo Perdono. Con la Menzogna! “La prima notizia falsa, che i mass media vogliono trasmettere ai figli di Dio è che Dio non c’è, che niente è peccato e tutto è permesso”. 
Il Memoriale dei “Quaranta giorni nel deserto”, la Quaresima, può riordinare la comunione tra l’umano e il divino e ridarci la forza purificata dalla lotta per l”autoliberazione”, consapevoli che “l’offesa più grande che si possa fare a Dio è vergognarsi di Dio”. Sì, possiamo liberarci della cultura dell’odio, del rancore, del perbenismo, della delinquenza, dell’avidità, della lussuria e della sopraffazione e vivere di Dio, del Suo Amore paterno, della Sua Misericordia materna, del Suo Perdono Sacerdotale ed Eucaristico. Non rimaniamo tra gli “inconvertibili” per arroganza e stupidità, non accogliendo l’amore della Verità per salvarci: “Convertitevi e credete al Vangelo!” Prepariamoci  a incontrare Gesù nel Regno dell’Amore!
Davide Nava

Un pensiero su “Quaresima nella Pandemia!

  • 22 Febbraio 2021 in 17:59
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    Pulvis et umbra sumus. Homa est animal! Perché ci meravigliamo?

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