Del Basso De Caro: le carte dicono che io, e soltanto io, ho lavorato per il raddoppio della Telesina

Limitatosi al solito messaggio natalizio, a reti unificate, Clemente Mastella non ha tenuto alla fine del 2020, la sua conferenza stampa, in cui avrebbe dovuto esporre l’attività di un anno della sua amministrazione.
Poiché le negatività della sua Giunta sono di gran lunga maggiori delle cose positive, se ci sono state, al di là della sua esposizione mediatica, in cui, rispetto all’emergenza Covid, non ha lasciato nulla di intentato per fare propaganda di sé, riteniamo che vi abbia rinunciato, per non spiegare perché si è dimesso per poi ritirare le dimissioni l’ultimo giorno utile; perché il 24 febbraio ha nominato 3 nuovi assessori; perché ha rinunciato alla collaborazione di Luigi De Nigris e di Felicita Delcogliano, che in giunta non gli avevano mai dato fastidio; perché nella nomina dei 3 assessori vi è Maria Carmela Mignone, moglie di Piero Porcaro, titolare della Tecnobios, il laboratorio di analisi che, secondo la Procura della Repubblica, svolgeva, per conto della Gesesa, analisi compiacenti sulle acque dei depuratori sequestrati dalla Magistratura; perché non ha revocato la predetta assessora dopo che si è scoperto il possesso da parte della stessa di quote della Tecnobios; perché in quattro anni ha nominato 9 assessori in sostituzione di altrettanti componenti il suo esecutivo, costretti a dimettersi se non revocati di sua iniziativa; perché ha revocato un suo fedelissimo, Antonio Reale, dopo che questi, schieratosi in un primo momento con lui nella sua nuova avventura politica, è poi passato in Forza Italia; perché, al posto di Reale, ha nominato Gerardo Giorgione, l’assessore all’Urbanistica in quota Forza Italia, costretto da lui a dimettersi a metà agosto 2016, dopo meno di due mesi dall’insediamento della Giunta Mastella; perché la sua amministrazione ha preso due ceffoni, finora, in sede giudiziaria, in ordine ad un trasferimento d’ufficio e a uno dei diversi provvedimenti disciplinari, di cui è stato colpito Gabriele Corona, il dipendente comunale ritenuto colpevole di aver fatto, quando era presidente di Altrabenevento, le pulci a Mastella and company; perché la sua amministrazione ha fatto ricorso a determinati artifici per pervenire alla nomina dell’attuale comandante dei Vigili Urbani e per assegnargli, di recente, dopo l’annullamento del bando, anche l’incarico di posizione organizzativa; perché, infine, la sua amministrazione non ha, già da alcuni mesi, una maggioranza, senza che lui abbia tratto la logica conclusione. Ma questi sono solo degli esempi delle negatività dell’Amministrazione Mastella.
La circostanza, comunque non resa nota, secondo cui non avrebbe potuto fare una conferenza stampa in presenza, non regge, in quanto Demonline di Gino Razzano ha chiamato il deputato Umberto Del Basso De Caro e il consigliere regionale Mino Mortaruolo, a tenere, il 5 gennaio, una conferenza stampa, da remoto come si usa dire ora, per parlare, il primo, dei contenuti della legge di bilancio dello Stato e, il secondo, a illustrare il bilancio regionale.
Dopo che l’Agenzia per le Universiadi è stata trasformata in Agenzia per lo sport, Mortaruolo, ha detto che in questo settore sono stati previsti 1.600.000 euro per favorire i giovani talenti nello sport, 7.000.000 da destinare alla valorizzazione della funzione sportiva di bambini e ragazzi dai 6 ai 15 anni e 1.200.000 per l’impiantistica sportiva. “Sono previsti, poi, finanziamenti per l’Unione Italiana Ciechi. C’è una esenzione, per il 2021 dell’imposta regionale sulle concessioni dei beni del demanio. Sono confermate tutte le misure di sostegno per il trasporto degli studenti. Ci sono almeno 7.000.000 di euro per rinnovare in maniera definitiva il parco macchine per il trasporto regionale, con incentivi alle linee primate. Io mi fermo qui. Poi, sono a disposizione per tutte le vostre domande”, ha dichiarato Mortaruolo.
E’ stata poi la volta di Umberto Del Basso De Caro. “La legge di bilancio”, ha esordito il deputato dem, “vale quest’anno 40 miliardi. Sostanzialmente è stata dibattuta soltanto alla Camera, che l’ha approvata il 27 di dicembre, perché il Senato, dove il testo è arrivato blindato nel senso che non sono state consentite modifiche per evitare il ricorso all’esercizio provvisorio, lo ha dovuto approvare entro il 30 di dicembre. La legge di bilancio è stato frutto di un lungo lavoro e anche di una grande disponibilità che il governo ha dato alla forze di opposizione, perché numerosissimi sono gli emendamenti proposti da Lega, FdI e Forza Italia nel testo definitivo. Per quanto ci riguarda, il testo approvato dalla Camera, e confermato dal Senato, contiene numerosissime misure per il Mezzogiorno. Queste sono riassunte negli articoli 27 e seguenti della legge. Riguardano fondamentalmente, come sapete, il credito d’imposta per le assunzioni dei giovani, o una forte decontribuzione per le assunzioni degli over 35, mentre per gli ante 35 vi è la totale decontribuzione. Vi sono proroghe alla misura “Resto al Sud”, una misura di qualche esercizio fa, incentrata pure sul credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno. Vi è un fondo per lo sviluppo e la coesione rispetto alla programmazione 2021-2027, e ulteriori benefici fiscali significativi”.
“Vi è su tutto”, ha proseguito Del Basso De Caro, “un impianto che ribadisce ciò che sembra essere scontato, ma che scontato non è stato in questi anni, cioè la previsione legislativa del 2018, in forza della quale il 34% degli investimenti pubblici debbono essere destinati al Mezzogiorno d’Italia. Qualcuno dirà: “Ma già era prevista 2 anni orsono”. Assolutamente sì, ma non è stata mai attuata. Il monitoraggio che noi abbiamo compiuto ha dimostrato che una cifra di gran lunga inferiore, forse il 21%, è andato effettivamente al Mezzogiorno d’Italia. Noi abbiamo ribadito, invece, che il 34% dei trasferimenti ordinari dello Stato va speso nel Mezzogiorno d’Italia, trasferimenti ordinari da non confondere con i fondi di coesione, fondi europei, che vanno spesi per l’80% nel Mezzogiorno e il restante 20% nel resto del Paese. Sembra un paradosso, dopo 40 anni, ma siamo riusciti a dare, ai comuni danneggiati dagli eventi sismici del 1980, 234 milioni di euro, una somma residua ma che tanto residua non è, oltre ad altri 75 milioni, per i comuni gravemente disastrati, tenuti in contabilità speciale presso la Banca d’Italia. Questi fondi vanno prevalentemente nei comuni dell’Irpinia, ma in buona parte anche ai comuni della nostra provincia. Questi fondi erano bloccati e se ne temeva la perenzione. Ma poiché è stata data grande enfasi anche da parte del Capo dello Stato, all’evento sismico, di cui il 23 novembre scorso è ricorso il 40° anniversario, è stato possibile sbloccare quei fondi, in maniera non molto agevole, considerate le resistenze che vi sono state da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze”.
“Abbiamo lavorato e mi sono molto impegnato”, ha assicurato Del Basso De Caro, “per un’altra misura che riguarda 170 giovani laureati della Campania, relativamente allo scorrimento della graduatoria degli idonei per i servizi amministrativi nella scuola. Anche qui, vi sono state non poche resistenze, poiché, in quella graduatoria, 170 concorrenti erano campani. Io ho detto: “badate, non potete fare il razzismo all’inverso nel non adottare questa misura, poiché si tratta di giovani della Campania”. Alla fine, con il concorso di molti, compreso ovviamente il mio, è stata approvata anche questa misura. Ma, ripeto, le misure sono molte, importanti e significative. Mi soffermo su quelle, come è ovvio, che riguardano, in modo particolare, il Sud e, naturalmente, la coesione territoriale, perché questi sono gli argomenti che più da vicino ci interessano. Le altre, penso e spero, troveranno spazio nel Recovery Plan, nel senso che tutta la questione della digitalizzazione, della banda larga, dovrebbe trovare collocazione idonea nel Recovery Plan, che noi, entro febbraio, dobbiamo assolutamente mandare in Europa, in modo che si inizierà a produrre la risorsa nel secondo semestre del 2021”.
“Questa è una scommessa molto importante”, ha ribadito il deputato sannita, “perché, come tutti sappiamo, riguarda 209 miliardi di euro, cioè l’equivalente di più di 5 finanziarie messe insieme. E di questa enorme massa di risorse, ben 82 miliardi sono a fondo perduto. Gli altri 127, invece, riguardano un prestito, elargito a condizioni particolarmente vantaggiose, che va restituito in 50 anni con l’interesse dello 0,20%. Sembra quasi una donazione, per la verità. Ma, proprio perché si tratta di risorse molto importanti, abbiamo la responsabilità di spenderle in modo efficace e in tempi brevi, anche perché l’Europa ci impone, di rendicontare tutto, entro e non oltre, il 21 dicembre 2026. Il tema del ritardo burocratico c’è tutto, perché noi sappiamo come funzionano le procedure che assistono la realizzazione delle grandi opere pubbliche. In genere, 5 anni sono necessari soltanto per impostare il problema, e poi altri 5 o 6 per realizzarlo. Questa volta non abbiamo tale tempo. Questi sono gli argomenti di maggiore interesse, per noi del Sud Italia. Poi, sono a disposizione per le domande che gli amici giornalisti riterranno di dover porre”.
Molte domande hanno eluso il tema della conferenza, poiché più di un giornalista ha stimolato Del Basso De Caro a parlare della vicenda politica locale, riferita soprattutto alla prossima elezione del sindaco e del Consiglio comunale di Benevento, anche perché a Benevento, stanti divagazioni giornalistiche, vi sarebbe un Pd decariano, che rappresenta la maggioranza, e un Pd deluchiano (non più zingarettiano, poiché anche la maggioranza del Partito è zingarettiana), che rappresenta la minoranza. Rispetto a tali divagazioni, Del Basso De Caro, a più riprese, ha dovuto precisare, nel corso della conferenza, che egli, nella riunione del Comitato cittadino che ha bocciato la proposta finalizzata a sostenere la ricandidatura di Mastella in applicazione del modello De Luca, risultato vincente in sede regionale, ha rappresentato solo il proprio voto contro tale proposta.
A Enzo Colarusso, di LabTV, che ha posto un quesito sulla banda larga, Del Basso De Caro ha risposto: “Enzo, se posso riassumere la tua domanda perché il tuo audio non è molto chiaro, tu mi chiedi di sapere se, in tema di banda larga, il governo intenda concentrare le proprie attenzioni soltanto sui grandi imprenditori di settore o anche sui piccoli e medi imprenditori. Ebbene, se è questa la domanda, la risposta è sì. Ovviamente, tieni conto che, fatta la legge di bilancio, ci sono poi i decreti attuativi, ai quali molte disposizioni della legge rinviano. Ne servono appena 94, di decreti attuativi. Vale a dire che la misura sisma bonus e eco bonus è stata prorogata al giugno del 2022 con conversione al dicembre 2022.
Teresa Ferragamo, direttrice di Sanniopage, dopo aver elogiato l’iniziativa di tenere questa conferenza stampa, in cui ai giornalisti, a differenza di altre conferenze, in presenza o da remoto, non è consentito fare domande, ha chiesto a Mino Mortaruolo quale sia l’orientamento del governo regionale sulla seconda parte della pandemia e se prova imbarazzo rispetto alla posizione assunta da Antonella Pepe (coordinatrice della segretaria provinciale del Pd) in aperto contrasto con De Luca per quanto riguarda l’apertura delle scuole.
Caduto, momentaneamente, il collegamento con Mortaruolo, in attesa che il consigliere regionale possa rispondere, l’effervescente Teresa ha posto il quesito a Del Basso De Caro. Qualche governatore meridionale, ha chiosato la Ferragamo, sta già gridando alla ennesima rapina ai danni del Sud per quanto riguarda l’erogazione dei fondi del Recovery Plan. Rispetto a tale pericolo qual è l’indirizzo del governo? Poi, la Ferragamo ha chiesto delucidazione circa l’avvio del lavori per il raddoppio della Telesina, SS 372, poiché, relativamente all’affidamento dell’appalto del progetto esecutivo, c’è stata una rivendicazione dell’iniziativa da parte del M5S rispetto a questo passaggio, “cosa che mi ha di molto colpita, per il fatto che l’affidamento di tale appalto non sia stato commentato dell’onorevole Del Basso De Caro che tanto si è speso su quel raddoppio”.
“Sul Recovery Plan”, ha precisato Del Basso De Caro, “la distribuzione delle risorse dovrà essere approvata da governo e Parlamento entro e non oltre il 15 di febbraio. Poi dovrà andare in Europa. Il Consiglio dei Ministri forse esaminerà una bozza presentata da Gualtieri, il ministro dell’Economia e delle Finanze. Quindi, si tratta di un testo non definitivo. Circa i pericoli riferiti da Ferragamo, a parte quanto avrebbe paventato qualche governatore, c’è stata una iniziativa dei 18 deputati meridionali del Pd, che, anticipando un po’ tutti, hanno posto i piedi nel piatto attraverso un ordine del giorno, che è stato approvato e che tende ad affermare quello che ho già detto. Cioè: il 34% degli investimenti ordinari dello Stato devono, per legge, andare al Sud. Sui fondi europei per lo sviluppo e la coesione, invece, vi è una divisione anch’essa per legge, che prevede una destinazione dell’80% per il Sud, e del 20% al resto d’Italia. Naturalmente, non c’è soltanto il problema di rivendicazione di risorse, perché la normativa europea, relativa alla utilizzazione dei fondi del Recovery Plan, è stringente, nel senso che, alla data del 31 dicembre 2026 dobbiamo concludere e rendicontare le opere. Quindi dobbiamo stare molto attenti e mettere in campo opere di cui abbiano già progettazioni esecutive, cioè che siano assolutamente cantierabili immediatamente, altrimenti facciamo delle brutte figure, di cui è piena anche la storia del nostro Mezzogiorno. Quindi, la guardia è alta, proprio perché sappiamo che il Recovery Plan è una occasione irripetibile”.
“Sulla Telesina”, ha precisato Del Basso De Caro, io non debbo dichiarare niente, come gli amici giornalisti sanno. Sul raddoppio di questa importante arteria, come ho sempre detto, in maniera, se volete, molto presuntuosa, il merito è di una sola persona. Coloro che se lo prendono oggi, francamente non riesco a comprendere da dove derivi questo merito, perché la vicenda l’ho seguita io, dall’inizio alla fine. Oggi siamo all’appalto del primo lotto, Benevento-San Salvatore Telesino; a breve, seguirà anche il secondo lotto, San Salvatore Telesino-Caianello. Il tutto è stato frutto di una battaglia durata molti anni coincidenti con la mia esperienza di governo nel Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ma io non faccio mai rivendicazioni. Non devo ringraziare, come fa qualcuno che non c’entra niente in questa storia, perché i progetti erano stati già approvati dal CIPE. Basti vedere chi erano i proponenti delle delibere e chi erano i firmatari e i relatori di quelle delibere. Io sono sempre contro le rivendicazioni. Per quanto mi riguarda, le opere a beneficio del territorio, sono opere di tutti. Poi, se qualcuno vuole attribuirsi dei meriti che non ha, libero di farlo. Personalmente, sono sempre della mia linea: parlano le carte. Capisco molto bene che questa è un’epoca nella quale c’è una bonomia dichiarativa, per cui ognuno dichiara tutto e anche quello che non potrebbe. Insomma, poi, è un problema di stile. Ma ognuno ha il proprio stile. Io, personalmente, quando abbiamo discusso della Telesina, della Fortorina, della Benevento-Caserta, della Napoli-Bari ferroviaria, ho avuto sempre molta cura di fare conferenze stampa e manifesti, per informare i cittadini delle cose che avevo fatto e che stavo facendo e di quale era l’iter procedimentale, molto lungo. Oggi siamo, per fortuna, all’appalto della Telesina. Da questa data decorrono i 180 giorni, per la presentazione, da parte dell’impresa, del progetto esecutivo. Oggi, finalmente, l’opera avrà il via. E’ un’opera da 920 milioni di euro: 460 per il primo lotto e la stessa cifra per il secondo lotto. Una somma mai spesa in provincia di Benevento per un asse viario di fondamentale importanza, poiché è l’unico che collega il Tirreno all’Adriatico. E’ un asse viario che sarà percorso da 16 milioni di veicoli all’anno, rispetto agli attuali 12”.
Poiché, evidentemente, Ferragamo si riferiva alla nota, pubblicata dal Mattino il 30 dicembre scorso, con la quale la senatrice pentastellata, Sabrina Ricciardi, aveva dato notizia dell’”aggiudicazione dell’appalto integrato per la progettazione esecutiva dei lavori di allargamento a quattro corsie della strada statale 372, Telesina – 1° lotto”, la predetta senatrice, alla luce di quanto detto in conferenza stampa, è intervenuta con una nota, pubblicata dal Mattino il 7 gennaio scorso, per replicare: “Non mi sono sognata di intestarmi meriti che non mi competono. Così come non sono abituata ad incensarmi. Non mi sono mai vantata di aver contribuito alla realizzazione della Telesina”.
A parte il fatto che Del Basso De Caro ha rivendicato soltanto a sé il merito di come si è giunto all’avvio del raddoppio di quella strada, il che non significa incensarsi ma raccontare i fatti, va ricordato che non è la prima volta che la segnatrice Ricciardi mette cappello su quella importante arteria. Un anno fa, infatti, in occasione dell’intervento di Graziano Delrio, già ministro alle Infrastrutture, ad un convegno tenutosi nella sala Vergineo del Museo del Sannio, Del Basso De Caro, a proposito di una nota con cui allora la senatrice avrebbe rivendicato un qualche merito sulla Telesina, ebbe a parlare, con tono ironico, di appropriazione indebita da parte della senatrice pentastellata. Relativamente all’ultimo intervento, non pare però che la senatrice Ricciardi non si intesti un qualche merito quando, in quella replica dice che Conte avrebbe fatto il passo decisivo nel fare approvare, nel mese di luglio 2020, dalla sua maggioranza, composta dal M5S, dal Pd, da Italia Viva e da Leu, il decreto semplificazione (un decreto secondo cui la pendenza di un ricorso giurisdizionale non arresta la stipulazione di un contratto nel termine previsto) e che lei, nell’interesse della collettività si porrà “come sentinella rispetto a procedure e passaggi onde evitare che i tempi già biblici si allunghino”.
Poi, ripristinato il collegamento con il consigliere regionale, questi è intervenuto sulla riapertura delle scuole, sostenendo che il presidente De Luca ha avuto, sulla questione, una visione molto prudente, dovuta all’altissimo indice di popolazione, soprattutto di Napoli. E’ chiaro che, nei piccoli comuni, come quelli della nostra provincia, non esiste un problema di incremento demografico. Di qui nasceva la proposta di Antonella, rispetto alla quale Mortaruolo ha detto di non avvertire alcun imbarazzo. “L’imbarazzo, semmai, è di quei dirigenti che non votano Partito Democratico”, ha affermato Mortaruolo, lanciando una stoccata a ben identificate persone.
Giovanni Chiusolo, di InfoSannio News, ha chiesto lumi, a Del Basso De Caro, sul super bonus 110, una misura che, non partita il primo di luglio scorso, è stata prorogata al 2022. In definitiva, in attesa del passaggio europeo, si può cominciare a lavorare con il super bonus con la cessione del credito? Al consigliere regionale ha chiesto se, nel bilancio, si è pensato di riaprire le misure relative al finanziamento del turismo.
“Io considero la misura del sisma bonus e eco bonus”, ha spiegato De Basso De Caro, una misura per rilanciare soprattutto la piccola edilizia. Ho anche detto che, fino ad oggi, la prima parte della previsione legislativa, quella cioè del credito d’imposta, è stata attuata. La seconda parte, quella della cessione del credito d’imposta, non è stata ancora attuata perché mancano i decreti attuativi. La misura funziona così: o il cittadino, fatti i lavori di consolidamento statico e sismico o di efficientamento energetico, li porta in detrazione, oppure, non avendo la possibilità di anticipare le somme, o non avendo una impresa in grado di anticipare le somme, deve rivolgersi alle banche convenzionate che faranno la cessione del credito, previo asseveramento della perizia riguardante i lavori. Su quest’ultima parte, si è in attesa del decreto attuativo, perché le banche danno l’ombrello quando c’è il sole, non quando piove”. Strano che Chiusolo abbia chiesto spiegazioni su di un argomento ampiamente illustrato da Del Basso De Caro nella sua introduzione.
Mortaruolo ha assicurato Chiusolo, dicendo che ci sarà una fortissima integrazione tra i fondi Turismo e quelli agricoli, in questo futuro settennato. Me ne sto occupando personalmente nella terza commissione. Cambierà anche e soprattutto il sistema. Sarà un grande evento della Regione Campania, in cui sarà coinvolta qualche zona a chiara vocazione di biodiversità della nostra provincia. “L’esigenza che tu rappresentavi è stata ben raccolta, ma è chiaro che nel gestionale, avremo una situazione più dettagliata”, ha affermato Mortaruolo, che ha poi proseguito: “ll prossimo piano, che non supererà le 10 misure, sarà centralizzato. Quindi avremo tempistiche certe, con uffici periferici coordinati su ogni misura da un capofila”.
Angela Maria Diodato, di NTR”, a Mortaruolo ha chiesto informazione sui concorsi bloccati dalla pandemia e se c’è un piano relativo al rinnovo del piano lavoro della Regione. Da Del Basso De Caro ha voluto invece sapere se l’erogazione al Mezzogiorno del 34% dei finanziamenti statali comporti una sottrazione di risorse, sempre al Mezzogiorno, dei fondi del Recovery Plan. Inoltre ha chiesto al deputato dem una opinione sulla vicenda politica locale che ha animato il periodo prenatalizio.
Mortaruolo ha risposto in questi termini: Poiché il personale della Regione è, quasi per il 53%, pensionabile nei prossimi due anni, si pone il problema di inserire energie giovani. Pertanto c’è la volontà di stabilizzare coloro che hanno svolto attività formativa nella pubblica amministrazione. C’è, ovviamente, la volontà di ripetere questa esperienza e di mettere a concorso altri posti di lavoro.
Del Basso De Caro è stato costretto a ripetere ancora una volta che “il Recovery Plan non è stato ancora approvato”. Ha dovuto ripetere, quindi, che “in Consiglio dei Ministri non è arrivata ancora neanche la bozza”. Quindi, “parleremo del Recovery Plan quando il piano relativo alla erogazione dei fondi sarà approvato dal governo e dal Parlamento”. Ha ripetuto che “il 34% non è un numero che viene fuori per caso, ma scaturisce dal fatto che la popolazione meridionale, rispetto alla popolazione italiana, è del 34%”. Ha ribadito che “questa è la quota minima, sicché non è detto che non si possa fare di più e meglio”. Poi ha proseguito: “Ma vi è anche il tema di proporre cose realizzabili alla data del 31 dicembre 2026, perché i soldi europei sono sottoposti a condizioni, la prima delle quali, assai stringente, riguarda il termine, secondo cui entro 6 anni, noi dobbiamo progettare, eseguire e rendicontare le opere finanziate con i fondi del Recovery Plan. Ovviamente, non possiamo inserire opere, che invece saranno finanziate con i fondi dello Stato nella misura del 34%. Le infiltrazioni camorristiche sono quasi impossibili, poiché data l’entità degli appalti, ammontanti a molte centinaia di milioni, poche imprese potranno partecipare ai bandi. L’appalto relativo al raddoppio ferroviario Apice-Grottaminarda, per esempio, è di un miliardo. La stessa cosa vale per la Telesina, dove per la realizzazione del primo lotto, da 460 milioni, hanno partecipato soltanto 8 imprese. Questo però non significa che le forze dell’ordine e l’autorità giudiziaria non debbano vigilare. La domanda relativa alla vicenda locale è fuori dalla conversazione odierna. Riguardava, infatti, il bilancio dello Stato e quello della Regione. Tuttavia, la mia posizione è nota, avendo partecipato alla votazione nella direzione cittadina del Partito, nel quale sono anche intervenuto. La mia posizione è quindi coincidente con quella degli altri 15 componenti la direzione cittadina, che hanno votato il documento proposto dal segretario cittadino, Giovanni De Lorenzo. Ed è la posizione tendente a costituire una coalizione molto ampia, che sia alternativa all’amministrazione comunale uscente”.
Anche Alessandro Fallarino, di Ottopagine, nel chiedere a Del Basso De Caro quali saranno i prossimi passi sulla Telesina, è intervenuto su di un argomento, quello del raddoppio della Telesina, ampiamente illustrato dal deputato sannita. Infatti, ”l’ho detto prima – ha risposto Del Basso De Caro -: oggi siamo in presenza dell’aggiudicazione dell’appalto ad una associazione temporanea di imprese. Poiché si tratta di un appalto integrato, la impresa aggiudicataria ha 180 giorni di tempo per eseguire la progettazione esecutiva e avviare i lavori”. A Mortaruolo, Fallarino invece ha chiesto: “Per quanto riguarda l’uso della banda larga, di cui si è parlato più volte in questo periodo di pandemia, i lavori che stanno eseguendo non corrispondono alle attese delle stesse aziende, che lamentano collegamenti fatiscenti”.
Mortaruolo ha spiegato che, rispetto alla ripercussione che la banda larga sta avendo sul territorio, c’è un interlocuzione, avviata proprio da lui, con l’Università del Sannio, “per pervenire ad un progetto che possa riguardare questa parte della regione Campania, proprio per quanto concerne la connessione per le nostre imprese, che sono per lo più agricole. Su questo dobbiamo lavorare anche in Consiglio regionale”.
Al di là delle comunicazioni della senatrice Ricciardi, componente la Commissione Trasporti del Senato, riguardanti soltanto la Telesina, Gianni De Blasio, del Mattino, ha chiesto a Del Basso De Caro se è possibile destinare fondi del Recovery Plan alla realizzazione di un’altra arteria stradale, di cui Del Basso De Caro si è pure occupato, quella che collega Paolisi a Caserta.
“No, sicuramente”, ha chiarito il deputato Sannita-Irpino, “perché nel Recovery Plan non entreranno le infrastrutture viarie. Le infrastrutture finanziate con fondi europei, saranno quelle ferroviarie, quelle relative ai sistemi delle metropolitane e del trasporto pubblico locale. Per la Benevento-Caserta, è previsto un finanziamento di 150 milioni di euro, assolutamente insufficiente per realizzare l’opera fino al casello autostradale di Caserta. Stanno lavorando all’esecutivo per quella tratta che, come giustamente dice De Blasio, parte dalla rotonda di Paolisi. E’ un’asta che supera l’abitato di Arpaia, quindi è una pedemontana che esce alle spalle di Santa Maria a Vico, superando i semafori e anche l’abitato di questo centro del Casertano. Sono 17 chilometri. L’opera andrà finanziata con un nuovo contratto di programma tra ANAS e Ministero delle Infrastrutture, perché 150 milioni sono una cifra largamente insufficiente. A mio giudizio, ne occorrono altri 300. In ogni caso, si parte con i 150 milioni, perché quelli già ci sono”. Poi, De Blasio ha chiesto ancora: “Come giudica la recente uscita di Angelo Moretti in nome di Civico 22?”. “Non ne ho proprio notizia – risposto Del Basso De Caro -. A che proposito ha fatto questa uscita? Io non leggo le questioni locali. Di queste se ne sta occupando il segretario cittadino, Giovanni De Lorenzo. Quindi, non posso commentare una cosa che non conosco”.
Allora De Blasio, rivolto al consigliere regionale, ha chiesto: “Negli ultimi mesi sei stato autore di una proposta per modificare la legge elettorale. Presenterai questo tuo disegno?”. “E’ stato già incardinato in prima commissione, Gianni, ed è il primo”, ha risposto Mortaruolo.
Antonio Tretola, de Il Sannio, ha chiesto a Del Basso De Caro una anticipazione di come finirà il confronto fra Conte e Renzi. Poi, ha chiesto ancora al nostro deputato di fare un identikit del candidato sindaco della coalizione a guida Pd.
“Non so come finirà la crisi di governo. Penso che si pervenga ad un Conte ter. Non sappiamo però se le fibrillazioni sono atriali o ventricolari, poiché le prime non sono decisive, mentre le seconde possono deporre per il male. Penso che ora si stia discutendo, un po’ del Recovery Plan e della cabina di regia, un po’ si stia discutendo del nuovo assetto di governo e forse anche del problema riguardante su servizi segreti. Questi pare siano i problemi posti da Renzi. Credo che una nuova compagine di governo debba nascere in tempi rapidissimi, perché una crisi oggi, con una media di 500 morti e di 20.000 contagiati al giorno, non la capirebbe proprio nessuno. Siamo alla vigilia di importantissime scadenze. Si pensi che, entro febbraio, deve essere trasmesso il Recovery Plan. I servizi segreti sono un problema che riguarda una nicchia della società. La società pensa ad altro. Pensa, intanto, a tutelare la propria salute, e pensa anche alla economia della propria famiglia e a quella della società più in generale. Mi pare che questa debba essere la preminente preoccupazione, dopo di che io spero che questa fibrillazione venga superata in pochi giorni. Per quanto riguarda la seconda domanda, io ho già detto che l’individuazione del candidato sindaco riguarda la costituenda coalizione. Ora, quando la coalizione si siederà ad un tavolo, verrà individuato il candidato sindaco. All’interno del profilo vi saranno delle proposte, che la coalizione valuterà. La mia opinione è del tutto laterale rispetto alla centralità di una trattativa che stanno svolgendo gli organi del Partito. Spero che nelle settimane prossime avremo un quadro molto più nitido”.
Alfredo Pietronigro, direttore de La Gazzetta di Benevento, ha ritenuto, al punto in cui è giunta la discussione, di non fare delle domande, ma di fare, rivolto a Del Basso e Caro, una considerazione. “Come è stato possibile, onorevole, che negli anni ci siamo fatti sfuggire di mano una intera organizzazione politica della nostra società. Il Partito Democratico è l’ultimo partito rimasto, quanto ad organizzazione importante, rispetto ai partiti della Prima Repubblica. Anche esso però sta mostrando grandi limiti perché non riesce a gestire la situazione. Ci siamo fatti sfuggire di mano una intera epoca in cui la gestione della cosa pubblica era organizzata in maniera certamente diversa. Oggi ognuno va per i fatti suoi ed assistiamo a situazioni veramente difficili da interpretare, anche per noi giornalisti. Ovviamente, il riferimento è a quello che accade all’interno del gruppo consiliare del Pd a Palazzo Mosti. Che è successo, onorevole, in questi anni, al punto che noi non siamo più riusciti a venire a capo di questa rappresentanza politica, che non appare più certa, più decisa, più forte, come una volta. Anzi, tutt’altro”.
“Ma è accaduto, caro Alfredo”, ha spiegato Del Basso De Caro, “che è cambiata l’offerta politica. Tu sai bene che assistiamo ad un fenomeno che, nei primi 50 anni, non è mai esistito. Prima (nella Prima Repubblica – ndr), quando un partito perdeva l’1% si parlava di sonora sconfitta; se invece cresceva dell’1%, si parlava di travolgente vittoria, perché vi era una vischiosità elettorale. Oggi 20-30 punti si perdono o si guadagnano nel corso di 2 anni, come l’esperienza del M5S insegna, come l’esperienza della Lega insegna, come l’esperienza di Fratelli d’Italia insegna. Un movimento, quello di Fratelli d’Italia, che dal 6,5% delle scorse elezioni, oggi viene accreditato di 10 punti in più. La Lega, poi, che, nelle europee del 2019, raccolse il 34 e mezzo per cento, oggi viene accreditata del 23%. Il M5S, che alle politiche raccolse il 33%, oggi viene accreditato del 14%. Quindi, vi è un movimento di opinione, molto ampio, molto fluttuante, che passa da sinistra a destra, senza avere più quei riferimenti che c’erano un tempo. I partiti hanno una funzione completamente diversa, naturalmente, funzione che io ritengo di grado inferiore, nel senso che non rappresentano più quel richiamo e quel collante, un tempo anche ideologico, ma comunque valoriale. Oggi è cambiato tutto. Quindi, io non mi meraviglio affatto di quello che accade nei partiti e anche nel Partito Democratico. Tuttavia, i partiti che decidono di esistere e che hanno dei propri organismi, decidono, secondo lo statuto, in maniera puntuale e precisa. Noi abbiamo introdotto, nel nostro statuto, anni fa, l’istituto delle primarie, proprio per tentare di mettere in circolo un rapporto più fecondo con l’opinione pubblica, per dire: questo candidato non è calato dall’alto ma è passato attraverso un bagno popolare. Naturalmente, anche l’istituto delle primarie ha mostrato tutti i suoi limiti e tutte le sue inefficienze. Io di questo non mi meraviglio. Governiamo la fase attuale che è una fase completamente diversa. Probabilmente, quella futura sarà ancora più diversa. Ci sono partiti personali. Nei primi 50 anni della nostra Repubblica, non c’era un partito che avesse nel proprio simbolo il nome del rispettivo leader. Per la verità, nel simbolo del Partito Democratico non è mai comparso il nome del proprio leader. Questo dà una dimensione che ci caratterizza in senso differente, non so se migliore o peggiore. Dal mio punto di vista, sicuramente migliore”.
Infine, Salvatore Esposito, direttore di Cronache del Sannio, a proposito della legge di bilancio dello Stato, ha fatto presente che nel dicembre 2018, quando il Paese era governato dal governo giallo verde, 37 senatori del Pd presentarono un ricorso alla Consulta, perché, allora come ora, erano stati contratti i tempi in Senato sull’approvazione della legge di bilancio del 2019. Ma oggi, anche la Lega, che allora era al governo, ha parlato di violazione della Costituzione. Quindi, probabilmente, per la Lega, ad avviso di chi scrive, è soltanto una questione di inversione di ruoli.
Del Basso De Caro ha detto che la sua opinione non è mutata rispetto a quella del 2018, “nel senso che considero grave, ai limiti della costituzionalità, aver introdotto, di fatto, il monocameralismo, consentendo che una legge di bilancio, esaminata in maniera compiuta da un solo ramo del Parlamento, in questo caso dalla Camera, e non anche dall’altro”. Quindi, ha ribadito: “Io, che sono parlamentarista, considero grave che il Senato abbia potuto soltanto prendere atto di ciò che la Camera aveva fatto”.
Abbiamo registrato la conferenza, per offrire ai nostri lettori un resoconto dettagliato della discussione, soprattutto per quanto riguarda le domande poste ai due esponenti del Partito Democratico. Noi non Siamo intervenuti, perché non abbiamo avuto la connessione.
Giuseppe Di Gioia

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