De Lorenzo a De Pierro: il Pd è patrimonio di tutti ma non di Mastella

L’adesione al Pd dell’Avv. Luca Paglia non va proprio giù  al capogruppo Pd nel Consiglio comunale di Benevento, Francesco De Pierro.  La spiegazione è una sola. L’annessione al gruppo Pd di Luca Paglia  metterebbe in minoranza Francesco De Pierro.  Prima dell’adesione di Paglia al Pd, il gruppo,  dopo aver subito, quasi ad avvio di consiliatura, la fuoriuscita di Luigi Scarinzi, passato prima in  Forza Italia, allora alleata di Mastella, e poi nei “Pattisti”, all’opposizione di Mastella,  si era ridotto a 3 consiglieri (Francesco De Pierro, Maria Letizia Varricchio e Floriana Fioretti) eletti nella lista, più Raffaele Del Vecchio, competitore di Mastella nel ballottaggio del 19 giugno 2016.
Infatti, per sventare questo rischio c’è stato il soccorso dell’avv. Cosimo Lepore, un iscritto al Pd che, rinunciando alla funzione di capogruppo di “Lealtà per Benevento”, ha aderito al gruppo Pd, poiché lui, De Pierro e Del Vecchio, contrari a porsi in alternativa a Mastella con la maggioranza del Pd sannita nelle elezioni della prossima primavera, ritengono di condividere il modello, agitato da Mastella, che ha fatto stravincere Vincenzo De Luca alle recenti elezioni regionali.
L’adesione al Pd, chiesta da Luca Paglia il 21 novembre, è stata già ratificata dalla segreteria provinciale del Pd e dal coordinamento cittadino. Poiché Luca Paglia è anche consigliere provinciale, Giuseppe Ruggiero, per effetto di tale ratifica, ha provveduto a formalizzare l’adesione di Paglia al gruppo Pd guidato da Ruggiero in quel consesso.
De Pierro sostiene che “L’ingresso nel gruppo consiliare dell’amico Paglia andava dibattuta all’interno del gruppo e della segreteria”, per evitare di offrire l’impressione, leggiamo sul Mattino del 5 dicembre, che anche il Pd si presta a favorire i continui cambiamenti di casacca  per finalità non sempre intelligibili”. Luca Paglia, eletto in “Lista Mastella” nel 2016, da  più di un anno si era posto all’opposizione di Mastella, nel Consiglio comunale, e all’opposizione del presidente della Provincia, il mastelliano Antonio di Maria, nel Consiglio provinciale. Infine, ha chiesto di aderire al Pd, in una operazione del tutto trasparente.
Ma De Pierro conosce benissimo le finalità intelligibili con cui,  altri tre consiglieri comunali, eletti in liste di centro sinistra, sono passati nella maggioranza  mastelliana senza rimanervici tutti, per non poter giudicare in eguale misura la richiesta di adesione di Paglia al Pd.
E sa benissimo come Mastella non faccia le analisi del sangue alle persone che aggrega alla sua causa, che ora si chiama Noi Campani, il suo nuovo soggetto politico. Recentemente, cosa che non sarà sfuggita a De Pierro, ha reclutato nel suo movimento Rosario Guerra, più volte eletto consigliere comunale, sempre in liste diverse.
Prima dell’adesione di Lepore, nel gruppo Pd, l’equilibrio era di due a due. Quando sarà ratificata l’adesione di Paglia l’equilibrio sarà di tre a tre, comunque non tale da rendere stabile la posizione di De Pierro come capogruppo, in questo scorcio di consiliatura.
E’ chiaro che egli, insieme  agli altri due  (Lepore e Del Vecchio) non intenda porsi in alternativa a Mastella, nella misura in cui afferma che  i “nostri (quelli che rappresentano la maggioranza del Pd sannita – ndr)  qui nel Sannio abiurano finanche alleati (i mastelliani – ndr) con i quali poi in Consiglio regionale siedono nel medesimo scranno e votano compatti identici provvedimenti”.  Non è scandaloso, infatti, che il consigliere regionale Pd, Mino Mortaruolo, e quello di Noi Campani,  Luigi Abbate, si trovino in Regione a fare causa comune nella maggioranza consiliare, mentre il Pd a Benevento si pone in alternativa a Mastella, capo di Noi Campani. 
Non è necessario ricondurre De Pierro ai tempi della Prima Repubblica, poiché egli non era ancora nato o era un ragazzino quando il Psi, alleato della Dc nel governo nazionale, partecipava, con il Pci, alla costituzione di Giunte  nelle Regioni e nei Comuni tradizionalmente rossi. Sa però che i 5 Stelle, alleati del Pd, nel governo nazionale, sono all’opposizione nelle regioni e nei maggiori comuni a guida Pd.
Poiché qualche giorno fa Giovanni De Lorenzo, coordinatore cittadino del Pd gli aveva dato 48 ore di tempo per formalizzare l’adesione al gruppo di Luca Paglia,  egli ha risposto che non si lascia intimidire da nessuno, in quanto “il Pd è patrimonio  di tutti, anche di chi la pensa diversamente”.
A questo proposito, Giovanni De Lorenzo gli ha subito replicato: “Sono d’accordo, il Partito è patrimonio di tutti. Certamente, però, mi sia concesso, non è di Clemente Mastella. Ritengo – ha aggiunto – che non sia ipocrita (De Pierro infatti aveva tacciato  di ipocrisia la segreteria cittadina – ndr) chi agisce seguendo quanto deliberato qualche mese fa all’unanimità dalla Federazione Provinciale e dal Circolo Cittadino, nonché chi segue la linea dettata dalla Segreteria Nazionale del Partito Democratico. La tecnica del viandante, per fortuna, non ci appartiene”.
Poi De Lorenzo precisa: “In questi anni il Coordinamento cittadino è stato da me  convocato con cadenza mensile, fatta eccezione nel periodo estivo (mese di agosto) e nei periodi della pandemia. L’ultimo è stato fatto pochissime settimane fa  online. Il prossimo verrà convocato a breve. Non ricordo, però, da quanto tempo, certamente ben oltre un anno a quanto mi risulti, non si riunisce il gruppo consiliare su iniziativa del capogruppo De Pierro per discutere delle questioni amministrative. Anche alla riunione di mercoledì 2 dicembre, da me convocata, lo stesso non ha voluto partecipare. Se lo avesse fatto, avrebbe appreso che il consigliere Paglia ha ribadito la richiesta di iscriversi al Partito”.
Infine, De Lorenzo chiede che si faccia chiarezza: “Il consigliere De Pierro vuole sostenere la ricandidatura di Mastella? Può dirlo tranquillamente. E’ legittimo per tutti cambiare idea, anche spesso, non c’è bisogno di vergognarsi”.
De Pierro, poi, nel portare avanti la sua linea finalizzata a non creare intralcio a Mastella, linea che da un anno ha fatto allontanare dal Pd  Italo  Di Dio, una scelta comunque sbagliata, per portare avanti una sua opposizione al sindaco, si è permesso di redarguire, da remoto, la consigliera Fioretti, per aver partecipato, a nome del gruppo, ad una riunione della Commissione Mobilità, ritenuta non valida da De Pierro, che ha invocato l’art. 34, comma 12 del Regolamento, e dalla segretaria generale del Comune, perché non convocata dal presidente del Consiglio comunale.
In effetti, quella riunione, che aveva eletto presidente la pentastellata Anna Maria Mollica, era stata convocata dal presidente del Consiglio comunale per il 2 dicembre, alle ore 10,30. Ma lo stesso presidente del Consiglio ne aveva disdetto la convocazione alle ore 9,30 dello stesso 2 dicembre, in quanto, qualcuno – ci è dato di sapere –  gli avrebbe chiesto il rinvio, non potendo assicurare la sua partecipazione, una non partecipazione, che non poteva essere considera come assenza, perché  evidentemente avrebbe cambiato gli equilibri all’interno della commissione per la elezione del presidente della stessa.
Come è possibile sostenere un sindaco che, per guadagnare considerazione nell’opinione pubblica,  in un talk show de La 7, in cui di qui alle elezioni lo vedremo sempre più spesso e non soltanto lì,  ha detto, in una sorta di primogenitura della proposta, di aver consigliato di intitolare lo stadio S.Paolo a Maradona almeno mezz’ora prima che il sindaco De Magistris ne proclamasse l’intestazione? Sulla sua pagine facebook, per imitare Clinton, Bush e il neo presidente Usa Biden, ha scritto poi che anche lui, come loro, quando sarà disponibile il vaccino anti Covid, si farà vaccinare per primo, in pubblico, per dimostrare la non pericolosità del vaccino.
Però, c’è un giornale che attenua le difficoltà di Mastella, trovando sempre una qualche giustificazione, mentre ingigantisce i contrasti che insorgono all’interno del Pd rispetto alla posizione di assumere  nei confronti del sindaco.  A proposito del documento del Pd, pubblicato nel nostro precedente “pezzo”,  secondo cui è in cantiere la costituzione di una coalizione da contrapporre a Mastella alle prossime elezioni, coalizione composta dal Pd, dai 5 Stelle, dalle altre forze del centro sinistra e dal civismo, il predetto giornale, mentre ha reso nota l’adesione di Articolo 1 a tale coalizione, ha scritto che i 5 stelle sono finora titubanti a dare l’adesione. Da ambienti del Pd, abbiamo invece saputo che il dialogo tra loro e i 5 Stelle si va consolidando sempre di più.

Un’altra figuraccia di Mastella
Mastella è un sindaco che ha fatto irrogare una infinità di provvedimenti disciplinari, anche se non se ne assume la paternità,  a carico di Gabriele Corona, che, nella qualità di presidente di Altrabenevento  (da quasi un anno ha lasciato il testimone a Sandra Sandrucci, per interrompere la serie dei provvedimenti), aveva denunciato le malefatte dell’amministrazione comunale. Ma tali provvedimenti, contestati da Corona anche in sede giudiziaria, stanno cominciando a dare i primi frutti.Con sentenza del 3 dicembre, “il giudice del Lavoro ha annullato il primo provvedimento disciplinare del Comune di Benevento a Gabriele Corona che ad agosto 2018 aveva invitato l’amministrazione a pubblicare correttamente gli atti riferiti agli appalti”, scrive Altrabenevento in un comunicato pubblicato integralmente dal nostro giornale.
Giuseppe Di Gioia

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