Mastella, mentre ostenta autosufficienza, sollecita ancora l’alleanza col Pd

Oberdan Picucci

Finalmente, abbiamo saputo quanto è costata l’operazione di riannessione di Oberdan Picucci all’area Mastelliana. Per dirla con quanto il d ha postato il 17 novembre sulla sua pagina facebook, parlando di “outletsannio” rispetto a tale operazione, pensiamo anche noi che l’”acquisto” sia avvenuto a buon mercato, poiché  all’ex assessore  è stata assegnata la presidenza del CTS (Centro Territoriale di Servizi), una struttura che consorzia 52 comuni e 4 (ora 3) comunità montane, e non la presidenza della Gesesa.  Anzi, diremmo che Mastella, con una fava ha preso due piccioni: oltre a Picucci, ha acquisito alla sua causa anche la consigliera Annalisa Tomaciello, con l’impegno da parte dei due di formare, in occasione delle prossime elezioni, una lista in sostegno di Mastella, non si sa sotto quale egida, poiché, eletti entrambi nell’Udc, ora, a rappresentare questa formazione politica, è rimasto, pare, soltanto Giovanni Zanone.
Va ricordato che Picucci, insediato il 19 novembre alla guida del CTS dal numero uno della Provincia, il mastelliano Antonio Di Maria,  si era dimesso da assessore non per incompatibilità verso la carica di presidente dell’ente idrico (Gesesa) promessagli da Mastella, prima ancora che venisse lasciata dal neo consigliere regionale di Noi Campani, Luigi Abbate, ma perché Mastella non aveva mantenuto tale impegno. E Picucci aveva avuto anche la solidarietà del gruppo dei Moderati, che, per protesta, aveva fatto dimettere tre suoi esponenti, compreso la Tomaciello che ora tale gruppo ha perduto, da presidenti di altrettanti commissioni consiliari.  Ma questo è solo un dettaglio, per dare l’idea di ciò che avviene a Palazzo Mosti, ad opera di un sindaco, che manovra, a suo piacimento, assessori e consiglieri di maggioranza come pedine (i Moderati, ora all’opposizione, provengono infatti dalla maggioranza).

Piero De Luca

Il Pd dovrebbe sostenere, in posizione subalterna, l’attuale sindaco di Benevento, rinunciando al ruolo di alternativa, assegnatogli dai cittadini di Benevento. Poiché, in seguito alle pressioni esercitate da Mastella al fine di trasferire, nel rinnovo delle amministrazioni comunali di Benevento, Salerno, Caserta e Napoli, il modello Campania che ha portato alla riconferma di Vincenzo De Luca a Presidente,  anche l’on. Piero, figlio del governatore regionale, si è adoperato  per realizzare il disegno di Mastella, dal momento che anche il Pd di Napoli, oltre a quello di Benevento, non intende replicare il modello regionale,  a parte poi il fatto che in quel modello vi sono anche frange di destra, come ha riferito lo stesso governatore subito dopo le elezioni, per dire che la coalizione non è strettamente di centro sinistra.  De Luca junior lo ha fatto il 16 novembre al tavolo del Pd convocato per le elezioni di Salerno, cui era collegato, a mezzo  skype, a nome della sannita Noi Campani,  anche Luigi Barone, l’attuale presidente del Consorzio Asi, cui Mastella ha contagiato il virus del trasformismo.
Saremmo curiosi di sapere come si sarebbe comportato Piero De Luca se nella sua Salerno egli si fosse trovato di fronte ad una situazione simile a quella di Benevento. Se, cioè, il Pd di Salerno fosse stato disposto ad assumere una posizione di subalternità nei confronti di un Mastella, pur di replicare il modello regionale.

L’opposizione all’interno del Pd, favorevole all’alleanza con Mastella, si affida alle decisioni dei vertici regionali del partito, ma la maggioranza delle federazione del Pd agita i vincoli dello Statuto.
Ovviamente, nel Pd sannita, vi è chi è disposto ad esercitare un ruolo subalterno rispetto a Mastella. Vi è qualche (quindi più di uno) ex mastelliano, in consiglio comunale, che ha subito il richiamo della foresta, ma via è anche, nello stesso consesso, chi, candidatosi nella lista De Luca Presidente per mantenere,  a suo dire, la  schiena dritta, era stato competitore di Mastella quattro anni fa, causando un voto disgiunto in suo danno, poiché, nel primo turno, lui aveva ottenuto il 33%, mentre l’insieme delle liste a lui collegate avevano totalizzato il 47%.
I favorevoli al connubio con Mastella, per fortuna minoranza nel Pd, sottraendo  voti al partito, al fine di non fargli conseguire il seggio che invece ha conquistato, si sono riconosciuti nella lista De Luca Presidente, lista che ha ottenuto, nel Sannio, 10.973 voti, pari al 9,2%, mentre il Pd, risultato primo partito, ne ha conquistati 16.985, pari al 14,30%.
E poiché, alle primarie, hanno sostenuto Nicola Zingaretti, mentre la maggioranza del partito ha sostenuto Maurizio Martina, Il Mattino li considera, impropriamente, appartenenti all’ala Zingaretti-De Luca, come se il partito non fosse in linea con Zingaretti e i suoi elettori non avessero votato per De Luca. 
Il presidente del Partito,  il post diessino Rossano Insogna, che fa parte di quell’ala, si aspetta ora, leggiamo sul mattino del 18 novembre, “una parola di chiarezza dai livelli regionali del partito, una decisione cui devono sentirsi vincolati tutti”, costringendo, magari, chi scrive, quale elettore del Pd, di astenersi dall’andare a votare.
Ma la segreteria del Pd, lo stesso 18 novembre, ha fatto chiarezza rispetto a ciò che si aspetta Insogna, pubblicando articoli dello Statuto, approvato dall’assemblea nazionale del partito nella seduta del 17 novembre 2019 tenutasi a Bologna,  che conferiscono autonomia alle federazioni provinciali.
L’art. 15, comma 1, infatti, recita: “Ai competenti organi delle Unioni regionali e delle Unioni provinciali di Trento e Bolzano, nonché agli organi locali, è riconosciuta autonomia politica, programmatica, organizzativa e finanziaria in tutte le materie che il presente Statuto non riservi alla podestà degli organi nazionali, comprese le alleanze politiche ed elettorali a livello regionale, provinciale e comunale […]”. Il successivo comma 2, precisa, poi: “Gli organi nazionali intervengono negli ambiti riservati ai livelli regionali, delle province autonome e locali, soltanto se e nella misura in cui gli effetti della loro azione possono pregiudicare i valori fondamentali del partito definiti dal Manifesto e dal Codice etico […]”.
Ma al Mattino, interessato a tirare la volata in favore di Mastella, non bastava aver dato notizia del tavolo salernitano per far conoscere il pensiero di De Luca junior come se fosse il verbo del partito, premeva anche conoscere il punto di vista di Umberto Del Basso De Caro rispetto a tale pensiero.

Umberto Del Basso De Caro

Il deputato democrat sannita, stante quanto riporta nel pezzo che pubblica anche le certezze di Insogna, ha dichiarato: “ E’ una questione che deciderà il partito, le mie opinioni sono note. Il tema delle alleanze è prematuro. Darò una mano se è possibile, l’ho detto: sia per la coalizione che per la scelta del sindaco, il partito fa ciò che vuole. Poi, se ritengono, mi chiamano e, sempre se vogliono, facciamo la lista del Pd”. A proposito di come la stampa si ostini a riportare che Del Basso De Caro e De Luca sarebbero divisi, L’ex sottosegretario alle Infrastrutture  ha chiarito: ”Non c’è mai stato nulla perché io non sono un suo concorrente, peraltro il figlio è deputato come me, abbiamo un buon rapporto, ma la leggenda metropolitana serviva ad alimentare gli intermedi”. Anche Del Basso De Caro ha ribadito che lo Statuto conferisce autonomia alle federazioni. Poi ha aggiunto: “C’è una linea nazionale da seguire, ma quella che sceglierà la federazione sarà anche la mia. Se sarò chiamato a dare una mano, lo farò con piacere, anche perché le prove che dovevamo dare le abbiamo date, pure di recente. Siamo stati i primi a Benevento e Avellino. Sarò sempre disponibile a dare una mano per tutte le questioni  che riguardano la provincia di Benevento. Mi chiamano per fare una cosa utile, ottenere un finanziamento, quello lo so fare, forse meglio degli altri, perché so leggere le carte, so quali sono i meandri nei quali infilarmi e in questo posso svolgere  una funzione utile”.
Abbiamo motivo di ritenere che questa dichiarazione sia stata richiesta a Del Basso De Caro, come abbiamo di anzi precisato. Tuttavia, lo stesso 18 novembre, il coordinamento provinciale e cittadino di Noi Campani, si affanna a rilevare che il Pd locale, “anziché discutere dei problemi sanitari e del dramma della economia del vicolo, è solo occupato e preoccupato, nella versione decariana, a creare una alternativa al sindaco, senza indicare una strategia ma solo in nome di uno strano avanguardismo (…). Stia tranquillo l’on De Caro, nessuno lo insegue, non fosse altro che per scaramanzia. Quanto al resto le linee le scelgono i partiti e anche le alleanze”.
Questa nota è, a nostro avviso, riconducibile alla paternità di Mastella, il quale è impegnato soltanto a come irrobustire la sua coalizione. Nel giorni scorsi, il 16 novembre, nella veste di segretario politico di Noi Campani, ha contattato, infatti, anche il segretario nazionale  del  Psi, Enzo Maraio, per aver l’appoggio dei socialisti alle prossime amministrative, appoggio che Maraio gli ha assicurato, impegnando il locale Psi ad allestire una lista. Ma, nella dichiarazione che il punto di rifermento del Psi, Giovanni D’Aronzo, ha reso il 18 novembre non si parla esplicitamente della predisposizione di una lista in appoggio a Mastella, anche se non sappiano, chi siano a Benevento i socialisti del nuovo Psi, oltre a D’Aronzo e a Ugo Del Sorbo  (quelli del vecchio Psi, di cui faceva parte chi scrive, sono approdati in altri lidi, per lo più nel Pd). A portare il maggior numero di voti nel nuovo Psi, collegato a Carmine Nardone sindaco nel 2011, l’unica volta che ha presentato una lista,  è stato il compianto Arturo Vernillo. Tuttavia, una lista che, potenzialmente poteva essere schierata con il Pd, nella misura in cui si schiererebbe con Mastella, per quanto non possa raccogliere molti voti, tra il mettere e il togliere, potrebbe essere una perdita per il Pd.

Mastella non è intervenuto efficacemente per contenere l’espansione della pandemia
E poi, a proposito del dramma creato dalla pandemia, Mastella attribuisce ad altri ciò che invece va imputato a lui. Di recente, ha impedito che si fumasse all’aperto, poiché, per introdurre la sigaretta in bocca bisogna abbassare  la mascherina. Ma spesso chi fuma non lo fa in assembramento con altre persone. Non a caso i consiglieri Italo Di Dio e Delia Delli Carri hanno definito questa ordinanza, l’ultima idea cervellotica del sindaco, il quale, a sua volta,  ha definito, con il garbo che gli è proprio, pigmei politici questi consiglieri, cioè persone che non possono confrontarsi con la sua statura politica, caratterizzata da trasformismo e dall’assunzione di  posizioni contraddittorie. A Milano, il fumo all’aperto, se non a distanza di almeno 10 metri da altre persone, sarà impedito dal prossimo primo gennaio, ma solo per garantire la qualità dell’aria, poiché anche e soprattutto lì vi è il problema di ridurre il Pm 10. In precedenza. Mastella aveva impedito il passeggio lungo corso Garibaldi, poiché  sabato 7 e domenica 8 novembre,  nella centrale arteria cittadina, si era registrato un certo affollamento di persone che, per lo più, indossavano però la mascherina.Domandiamo:  E’ capitato a Mastella, pure quando eravamo in zona gialla, di vedere, soprattutto i ragazzi, seduti in quattro, fino alle 18, nei dehors, attorno a tavolini, larghi cm 80 X 80, non distanziati, senza indossare la mascherina, mentre parlavano e ridevano a brevissima distanza, con la complicità dei gestori?”Se pensiamo che a questo spettacolo, molto amplificato, dentro e davanti i bar e i pub,  nelle strade e nelle piazze del centro, i cittadini dotati di senno hanno assistito, durante i mesi che hanno preceduto le elezioni regionali, senza che il sindaco fosse intervenuto con le stesse sanzioni con cui è invece intervenuto nei confronti di Salvini e altri 5-6 leghisti, abbiamo la dimensione di come si sia mosso Mastella per contenere gli effetti della seconda ondata della pandemia. Bersani, a Di Martedì de La 7 del 17 novembre ha detto: “Se si indossa la mascherina e si mantiene la distanza di almeno un metro da altre persone, mi sapete dire come si trasmette il virus?”.  Però, risulta a chi scrive, un imprenditore, non positivo al Covid, dotato di mascherina, recatosi presso un commerciante  di automezzi, forse positivo asintomatico, sarebbe rimasto contagiato perché il commerciante gli ha passato il proprio telefono per farlo parlare con una persona che egli aveva contattato. Allora, va ricordato, bisogna osservare anche l’igiene delle mani, lavandole o disinfettandole dopo aver toccato un oggetto non proprio.Ma ritornando alle contraddizioni di Mastella, va rilevato che il coordinamento provinciale e cittadino di Noi Campani , dopo aver detto, il 18 novembre, “Stia tranquillo l’on De Caro, nessuno lo insegue, non fosse altro che per scaramanzia”, il  19 novembre è intervenuto, per il tramite di Molly Chiusolo e Domenico Parisi, rispettivamente segretaria e presidente provinciali, per ringraziare “ancora una volta Piero De Luca, autorevole dirigente nazionale del Pd, che ha nuovamente riconosciuto la qualità dell’impegno amministrativo del sindaco Mastella, sollecitando il centro sinistra compatto a sostenerlo”. De Luca junior era, intervenuto, lo stesso giorno, sul Corriere del Mezzogiorno, riproponendo quanto affermato in quel tavolo il 16 novembre. Infatti, Chiusolo e Parisi ribadiscono ancora: “il nostro impegno, così come auspicato dall’onorevole De Luca, è allestire una coalizione che ricalchi quella vincente regionale con un valido programma condiviso”.
Giuseppe Di Gioia

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