I giallorossi rimediano ancora una umiliante sconfitta

E’ opportuno farsi una domanda cercando di dare una risposta. La pima volta del Benevento in serie A fu preceduta, durante il mercato estivo, dalla disintegrazione della squadra promossa. Due o tre i reduci di quell’avventura. Inizio delirante con i primi punti giunti solo a dicembre e poi un dignitoso girone di ritorno.
Quest’anno la squadra non è stata sventrata ma molti dei giocatori, osannati nei giorni della promozione, restano in panchina o impegnati per pochi minuti.
Un calcio mercato esaltato, con qualche delusione, ma sono arrivati giocatori voluti dallo staff tecnico. C’è da dire che alcuni di loro sono anche nazionali delle proprie origini, ma sono squadre sicuramente non il top mondiale, tant’è che il Perù si sta esaltando per l’arrivo di Lapadula. Ma Ionta e Glick se fossero stati italiani la nazionale l’avrebbero vista solo sulle pagine dei quotidiani o in tivù. Per non parlare di Dabo il cui fermo nella stagione scorsa forse aveva una ragione.
Ora perché per esempio Htemail rimane in panchina, perchè Barba continua a lottare col suo coiffeur, per non scrivere di Viola che, purtroppo reduce da un grosso infortunio, non riesce a scendere in campo?
Il giocatore top nella scorsa classifica della B è abile ed arruolato? Perchè non è stato impegnato nella deludente partita contro l’Empoli in coppa? Non è guarito? Ha problemi? La difesa balla. Cinque o sei delle reti subite dal Benevento sono state realizzate dagli avversari nell’area di rigore vertice destro dello schieramento giallorossso, una falla che si sarebbe dovuta otturare, ma che invece manda a rete Barack, Pobega e compagni.
La gara contro lo Spezia non è stato un incidente di percorso ma solo e semplicemente frutto del caos tecnico tattico messo in campo.
Si è andati contro Inter e Roma alla garibaldina andando in attacco sfrenato e subendo le ripartenze degli avversari. La sconfitta contro il Napoli ci poteva stare ma il pari sarebbe stato più giusto sotto il profilo del volemose bene.
Le due sconfitte contro Verona e Spezia sono frutto di un’aprossimazione. Da queste righe era stata esaltata la prova delle due squadre contro la Juve e i liguri sono usciti sconfitti solo perché Pirlo ha inteso mettere in campo il carrarmato portoghese. Nessuna lezione tattica è venuta guardando(???) quelle due partite.
Lo Spezia sin dai primi minuti ha letteralmente chiuso i giallorossi nella propria metà campo imponendo gioco e dettando i tempi. Nessuna contromossa è giunta dalla panchina tecnica per limitare quella supremazia e alla fine è giunta dopo solo ventinove minuti la prima rete dei liguri. E’ pur vero che solo due minuti dopo il palo ha detto no al tiro di Lapadula e che un minuto dopo Provedel ha detto no con un volo a Sau. Ma sono state solo queste due azioni degne di tale nome perché per tutta la gara poi ai giallorossi non è mai più capitata una opportunità.
Parlare delle altre due reti spezzine è superfluo, scrivere dei traversoni e degli spioventi anche delle palle da fermo in area avversaria dei vari centrocampisti o laterali è inutile poiché quelle palle sia Lapadula che Sau e Caprari (squalificato) non sarebbero mai riusciti a colpire vista la supremazia fisica dei difensori avversari.
E’ un’analisi amara sicuramente, dopo l’esaltazione sfrenata di Genova, e la vittoria contro il Bologna raggiunta solo perchè era stato eretto un muro (Montipò) sulla linea di porta.
E’ difficile raccapezzarsi in questo caso. Ma sarebbe opportuno ripristinare quantomeno difesa e centrocampo visti in azione nello scorso campionato. Tentare di recuperare quell’intesa per poi magare immettere uno alla volta i nuovi acquisti.
E alla fine c’è da dire che ogni gara ha comunque un modo diverso di affrontare. Questo non è il campionato dello scorso anno che lo squadrone giallorosso ha vinto alla grande. Lo ha vinto dettando legge solo perché le avversarie erano tecnicamente inferiori.
Ora il campionato si ferma per l’ennesima volta per le nazionali, sfruttare al massimo questa pausa per recuperare tatticamente la squadra, magari anche con l’impostazione di qualche soluzione tatticamente diversa.
Bisogna rendersi conto che questo campionato è diverso da quello di serie B e le gare vanno affrontate cercando, di volta in volta, le falle della squadra avversaria.
Il Benevento non è la squadra che tremare… il mondo fa, ma trema davanti all’avvesario. (g.b.)

I RISULTATI DELLA VII GIORNATA
SASSUOLO – UDINESE 0-0
CAGLIARI – SAMPDORIA 2-0
BENEVENTO – SPEZIA 0-3
PARMA – FIORENTINA 0-0
LAZIO – JUVENTUS 1-1
ATALANTA – INTER 1-1
GENOA – ROMA 1-3
TORINO – CROTONE 0-0
BOLOGNA – NAPOLI 0-1
MILAN – HELLAS VERONA 2-2

LA CLASSIFICA
Milan, punti 17; Sassuolo, 15; Napoli, Roma, 14; Juventus, Atalanta, 13; Inter, Hellas Verona, 12; Lazio, 11; Sampdoria, Cagliari, 10; Fiorentina, Spezia, 8; Bologna, Parma, Benevento, 6; Torino, Genoa, 5; Udinese, 4; Crotone, 2

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