Mastella nasconde, con l’autosufficienza, la difficoltà ad essere rieletto, in mancanza di alleati

“E’ davvero singolare che, mentre il sindaco Mastella è impegnato su più fronti di emergenza, ad iniziare dal Covid-19, c’è chi pensa a proporre alleanze arlecchine destra-sinistra per giocarsi la partita in città. Ma stiano tranquilli questi novelli ‘Giuda’: possono tentare qualsiasi ammucchiata, ma perderanno sempre perché Mastella gode della fiducia dei beneventani che ne apprezzano, come è emerso dagli ultimi sondaggi, e anche i dati delle regionali lo confermano il suo operato amministrativo”. Questo è un passaggio significativo del comunicato di “Noi Campani” del 18 ottobre, del quale le persone che Mastella ha posto ai vertici del suo nuovo soggetto politico, si sono assunti, ad avviso di chi scrive, soltanto la responsabilità di averlo firmato.
Ma, in apertura del comunicato, i signori che lo hanno sottoscritto (Molly Chiusolo, segretaria provinciale, Domenico Parisi, presidente provinciale,  Gianfranco Ucci, segretario cittadino, e Alfredo  Martignetti, presidente cittadino) affermano: “Per noi campani, la coalizione sul modello De Luca che ci ha portati a stravincere le Regionali in Campania, o si fa dappertutto oppure, per quanto ci riguarda, ci sentiremo liberi di scegliere le migliori alleanze”.
Ovviamente, desta meraviglia anche il seguito del comunicato, su cui non potremo non soffermarci. Ma questi due passaggi danno già l’idea di come Mastella si renda conto che da solo non riuscirà ad essere riconfermato a sindaco, dal momento che non avrà l’appoggio della Lega, che a metà febbraio 2020 gli ha dato l’ostracismo, di Forza Italia e di Fratelli d’Italia.
Anche se presenterà 6 liste in suo sostegno, come anticipato dal Mattino del 18 ottobre,  non andrà molto oltre i 3.828 voti ottenuti alle recenti regionali a Benevento da Noi Campani, poiché in quei voti, che avrebbero posto il suo nuovo soggetto politico in testa a tutte le altre formazioni politiche in seguito alla frammentazione delle liste, vi è già l’apporto, come abbiamo già avuto modo di far rilevare, dei suoi assessori, dei consiglieri di maggioranza e soprattutto dello stesso neo consigliere regionale, il mister preferenze Luigi Abbate. 
Certo, i suoi assessori e i suoi consiglieri, cui si aggiungerebbero coloro che dovrebbero riempire le sue liste, prenderanno più voti di quanti ne hanno portati a Noi Campani, in quanto saranno coinvolti direttamente. Anche Luigi Abbate, con la lista che presenterebbe in sostegno di Mastella, sempre secondo quanto anticipato dal Mattino di quel giorno, potrebbe incrementare, ma non più di tanto, i 3.828 voti, anche se dovesse  mettere in lista i suoi “migliori” elettori, poiché il pieno lo ha già fatto il 20 e il 21 settembre.
Insomma, anche se la coalizione di Mastella, nelle migliorissima delle ipotesi (ci sia concesso il superlativo del superlativo) dovesse raddoppiare i 3.828 voti, l’attuale sindaco non sarebbe riconfermato. Ovviamente, in questa ipotesi vi dovrebbe essere anche l’apporto di una lista presentata da Raffaele Del Vecchio e Francesco De Pierro, il che non è da escludere, se si tiene conto che nel 2011 Carmine Nardone, presidente della Provincia dal 1998 al 2008,  si candidò a sindaco, sostenuto da una coalizione (Territorio è libertà di Viespoli, UDC, Udeur e una lista civica dello stesso Nardone) contrapposta a quella del Pd, pur essendo iscritto al Pd. Ma loro, Del Vecchio e De Pierro, hanno fatto sapere, all’indomani delle regionali e in vista delle comunali prossime, che si sarebbero mossi nell’ambito delle indicazioni regionali del Partito. Non potranno dire che si muoveranno anche nell’ambito delle indicazioni nazionali, poiché in quest’altro ambito si muoverà la maggioranza del Pd sannita. A lume di logica, si potrebbe ritenere che, in sede regionale, verrebbe evitata una spaccatura del Partito. Ma questa ipotesi non è da escludere, dal momento che, dai vertici regionali del Pd, è stato consentito che 5 esponenti di rilievo del Pd sannita si candidassero in altre liste, ancorché in sostegno di De Luca, contravvenendo al deliberato, mai derogato, che la direzione regionale del Pd ha approvato all’unanimità nella seduta del  17 febbraio 2020, deliberato secondo cui gli iscritti al Pd non si sarebbero dovuti candidare in altre liste, sia pure in sostegno di De Luca. 
Ora, dal momento che Mastella ha rotto con Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, nella misura in cui dice che, se non si replicherà il modello De Luca nei quattro capoluoghi di provincia  e in altri importanti centri della Campania, si sentirà libero di scegliere le migliori alleanze, non si sa, allo stato, quali possano essere i suoi migliori alleati. Questo significa che, laddove trovasse il Pd disponibile ad accettare Noi Campani nella propria coalizione, egli non accetterebbe una tale apertura, nella misura in cui il Pd sannita si pone in alternativa nei suoi confronti.
Perciò, si deve ritenere, Maria Luigia Iodice, l’altra consigliera regionale mastelliana di Marcianise, ha diffuso un comunicato dello stesso tenore di quello sottoscritto da coloro che Mastella ha posto ai vertici, in terra sannita, del suo nuovo soggetto politico. Altrimenti, che senso avrebbe diffondere nel circuito informativo sannita un comunicato valido per la provincia di Caserta, dove, va precisato, Noi Campani ha raccolto 30mila voti e dove risiede il titolare della Lumode, Antonio Moretti, l’imprenditore autorizzato da Mastella a realizzare, nell’area dell’attuale Terminal-bus, un immobile destinato a parcheggi interrati, a esercizi commerciali, a scuole e a quattro appartamenti, che egli gestirà, per 30 anni, soltanto perché concorrerà, con un importo di appena 2.120.600 euro, rispetto al costo complessivo di 9.404.600 euro, e a colonizzare, nel raggio di un chilometro dall’immobile, i parcheggi pubblici?  E’ come se i dirigenti sanniti di Noi Campani avessero diffuso (eventualità non da escludere) nel circuito informativo di Terra di Lavoro il loro comunicato. 
E’ evidenteTrteche la dott.ssa Iodice ha inteso esercitare una pressione, sulla realtà beneventana, sostenendo che a Caserta Noi Campani è determinante. I quattro di Benevento insistono ancora nel dire che a Caivano la loro lista, con un dignitoso 9,186%, è stata determinante per la elezione a sindaco, al primo turno, di Vincenzo Falco, l’ambientalista che aveva promosso l’alleanza Pd-M5S in suo sostegno. Ma se Falco ha vinto con il 51,66%, come abbiamo già ricordato a Noi Campani, una qualsiasi altra lista può essere stata determinante, poiché tutte hanno superato l’1,66%, la percentuale che ha consentito a Falco di superare il 50%. Se calcolano in questo modo il loro essere determinanti anche a Napoli, dove hanno ottenuto il 2%, e a Caserta, dove hanno ottenuto il 6%, “per le future elezioni amministrative”, si deve dedurre che vogliono barare. 
Ma, poi,  sono anche contraddittori con se stessi. Nel mentre, da una parte, si affannano nel porre in essere ricatti e condizionamenti d’ogni sorta, arrivando anche a dire che al Senato “la nostra presenza (costituita solo dalla moglie di Mastella – ndr) può essere determinante  per il governo Conte”, dall’altra sventolano la loro autosufficienza, con quella parte del comunicato, da noi stralciata, in cui parlano dei novelli ‘Giuda’. 
C’è da ritenere che veramente i mastelliani non andranno molto oltre, se costituiscono una conferma dei sondaggi i 3.828 voti della regionali, in cui vi è stato l’apporto dei nuovi assessori,  soprattutto di Maria Carmela Mignone e di Carmen Coppola, la prima, moglie di Piero Porcaro, amministratore della Tecnobios, il laboratorio accusato di aver eseguito analisi compiacenti per conto della Gesesa,l’ente che gestisce il servizio idrico, la seconda, impegnata nel sociale e moglie di Gianfranco Ucci, un altro mister preferenze.
Quando poi si parla dei novelli Giuda, siamo di fronte al bue che dà del cornuto all’asino o alle bisacce di Esopo. Infatti, è risaputo che Mastella ha girato le spalle a Forza Italia, il partito, o meglio il capo del partito, che nel 2018 ha mandato la moglie del sindaco di Benevento a Palazzo Madama. A meno che i quattro dirigenti di Noi Campani, quando parlano di novelli Giuda non vogliano dire che c’è chi pensa ad alleanze arlecchine,  approfittando del fatto che il sindaco è impegnato a contenere l’emergenza Covid-19.

Il bluff del tampone rapido salivare
Abbiamo visto come Mastella, dopo aver ordinato al comandante dei Vigili Urbani di sanzionare Matteo Salvini (un atto che si commenta da sé), perché non indossava la mascherina mentre parlava ai suoi sostenitori, non abbia guardato in faccia a nessuno nel chiedere ai vigili urbani di sanzionare i suoi concittadini che non indossavano la mascherina quando non osservavano il distanziamento sociale e di impedire gli assembramenti di cittadini, privi di dispositivi di protezione individuale, davanti alle caffetterie, ai pub, nelle piazze e nelle strade, prescrizioni ancora valide dopo la fine del lockdown. Ma questo accadeva nei mesi che precedevano le elezioni regionali, un periodo in cui il sindaco, con Noi Campani in lizza, non poteva far cadere su di sé l’impopolarità di provvedimenti sanzionatori.
Aveva annunciato, il 9 settembre,  assieme all’Università del Sannio, denuncia Altrabenevento in un comunicato del 20 ottobre, che il nostro giornale ha pubblicato integralmente, “l’esecuzione del tampone rapido salivare, denominato “Daily Tampon”,che accerta in soli tre minuti la positività al Covid-19.La notizia, “data alla stampa nazionale”, scrive l’associazione contro il malaffare, “con grande enfasi” aveva suscitato “immancabili complimenti di vari rappresentanti politici alla società Genu Biotech, ideatrice del test, costituita dal docente dell’Unisannio, Pasquale Vito, e da Piero Porcaro, amministratore (come abbiamo ricordato – ndr) della soc. Tecnobios, della quale è socia anche l’assessore del Comune di Benevento, Maria Carmela Mignone”.Non erano mancate, naturalmente, “parole di grande soddisfazione del sindaco Clemente Mastella” che aveva pure ricordato “il rapporto di grande amicizia con Porcaro e la collaborazione con l’Università, la Tecnobios e le altre società del Consorzio Sannio Tech” che avevano “sottoposto a tamponi  e test sierologici anche i commercianti e gli anziani ultrasettantenni”. Ma, “dopo 40 giorni dall’annuncio”, scrive sempre Altrabenevento, “è calato un imbarazzato silenzio sul test salivare rapido dell’Università del Sannio, perché, come denunciato dal Corriere della Sera il 22 settembre, quel test non è mai stato autorizzato dal Ministero della Salute, contrariamente a quanto annunciato, e la società Allum di Merate (Lecco) ha rinunciato alla produzione (…) Neppure il sindaco Mastella ha commentato e fornito spiegazioni sulla “collaborazione” economica con la Tecnobios (società che effettua i controlli sulla qualità dell’acqua distribuita dalla Gesesa indagata dalla Procura  per le certificazioni sul funzionamento dei depuratori) e il Consorzio Sannio Tech al quale aderisce anche il laboratorio di analisi Centro Delta, società costituita dalla Tecnobios e dalla Tecno-Ambiente (l’assessore Mignone è tuttora socia di ambedue le società e fino al 27 maggio è stata amministratore del Consorzio Sannio Tech) e da Piero Porcaro, marito di Mignone”. 
Giuseppe Di Gioia

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