Altrabenevento: il tampone rapido salivare si è rivelato soltanto un grande bluff

L’associazione Altrabenevento interviene con una nota alla stampa su quello che definisce il grande bluff del tampone rapido salivare annunciato dall’Università del Sannio e dal sindaco Mastella ma non autorizzato dal Ministero della Salute.

Il 9 settembre l’Università del Sannio ha annunciato la imminente diffusione su tutto il territorio nazionale del test rapido denominato “Daily Tampon” capace di accertare in soli tre minuti, con un semplice esame della saliva non invasivo, la positività al Covid19. 
La notizia è stata data anche alla stampa nazionale con grande enfasi ed immancabili complimenti di vari rappresentanti politici alla società Genus Biotech, che ha ideato il test, costituita dal docente di UniSannio, Pasquale Vito e da Piero Porcaro, amministratore della soc. Tecnobios della quale è socia anche l’assessore del Comune di Benevento, Maria Carmela Mignone.
Naturalmente non sono mancate parole di grande soddisfazione del sindaco Clemente Mastella che ha pure ricordato il rapporto di lunga amicizia con Porcaro e la collaborazione con l’Università, la Tecnobios e le altre società del Consorzio Sannio Tech che hanno sottoposto a tamponi e test sierologici anche i commercianti e gli anziani ultrasettantenni.  
Ma dopo 40 giorni dall’annuncio è calato un imbarazzato silenzio sul test salivare rapido dell’Università del Sannio perché, come denunciato dal Corriere della Sera il 22 settembre, quel test non è mai stato autorizzato dal Ministero della Salute, contrariamente a quanto annunciato, e la società Allum di Merate (Lecco) ha rinunciato alla produzione. 
Insomma una colossale figuraccia che a Benevento è stata ricordata solo da Gazzetta di Benevento che ha inutilmente chiesto al Rettore di Unisannio un commento all’articolo stroncatorio del Corriere della Sera. Neppure il sindaco Mastella ha commentato e fornito spiegazioni sulla “collaborazione” economica con la Tecnobios (società che effettua i controlli sulla qualità dell’acqua distribuita dalla Gesesa e indagata dalla Procura per le certificazioni sul funzionamento dei depuratori) e il Consorzio Sannio Tech al quale aderisce anche il laboratorio di analisi Centro Delta, società costituita dalla Tecnobios e dalla Tecno-Ambiente (l’assessore Mignone è tuttora socia di ambedue le società e fino al 27 maggio è stata amministratore del consorzio Sannio Tech) e da Piero Porcaro, marito di Mignone.
Il Centro Delta, convenzionato con il Comune di Benevento per gli esami clinici ai dipendenti dell’Ente, ha effettuato anche i tamponi nasofaringei per i lavoratori dell’Ente a contatto con il collega della segreteria del sindaco e i quattro vigili urbani positivi al Coronavirus. 
Ma il Centro Delta non compare nell’elenco dei “laboratori privati della Campania accreditati per effettuare i tamponi molecolari Covid19” (pubblicato sul sito della Regione Campania)  aggiornato al 14 ottobre scorso. 
Il sindaco Mastella e il Consiglio Comunale dovrebbero dare qualche spiegazione anche su queste “anomalie” che intanto segnaliamo al Ministero della Salute, al Prefetto e alla Procura della Repubblica.
La presidente Sandra Sandrucci

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